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Non Autenticato
il 2006-02-18 16:16:00.0 alle 2006-02-18 16:16:00.0
Tutto è droga - mi disse una volta un tale, e credo avesse ragione. In effetti, quand'è che una sostanza può essere considerata droga?
Quand'ero un ragazzino, noi chiamavamo droghe la cannella, la noce moscata, il pepe nero e rosso, i chiodi di garofano, il tè e il caffè. Si compravano dal droghiere e servivano - servono ancora - a cambiare il sapore reale degli cibi, a renderli più attraenti, più eccitanti. Le droghe di oggi, quelle proibite, si vendono per le strade e nelle discoteche e si chiamano eroina, hascisc, acido, anfa, coca, extasy e crack. Sembrerebbe che da allora il significato della parola droga sia cambiato enormemente: non è così, perché proprio come le mie ingenue droghe di allora anche quelle di oggi servono a cambiare il sapore reale delle cose, a renderle più attraenti ed eccitanti. Oggi come allora le droghe servono a cambiare l'aspetto della realtà - ovviamente per renderla più piacevole, almeno nel desiderio di chi le usa.
Se però pensi che rendere più bella e piacevole la realtà in cui vivi è un desiderio di tutti che appartiene alla nostra natura umana, questa caratteristica delle droghe dice che queste sostanze rispondono in qualche modo alle esigenze del nostro modello culturale. E quindi veramente tutto è droga, perché i mezzi che la nostra cultura ci mette a disposizione per cambiare la realtà che non ci piace sono praticamente infiniti. Infatti se ciò che uno vuole è cambiare l'apparenza della realtà per renderla più attraente - possibilmente tutto e subito, come vorreste sempre voi ragazzi - droghe non sono più solo quelle proibite o certi farmaci, ma anche l'alcool e il tabacco, la coca-cola, la musica sempre nelle orecchie, la moda di tendenza, la macchina e la moto da sballo, il tifo negli stadi, le telenovelas e tutta una quantità di riti collettivi. Anche le parole gratificanti di un Muccioli o di un don Pierino, che pure hanno salvato tanti poveri ragazzi dall'inferno del carcere o dell'overdose, possono essere droga. Sì, perché quando un drogato non ce la fa più e crede di aver ritrovato la propria dignità umana solo perché si è messo a dipendere dalle parole di un leader positivo, quelle parole sono droga.
D'altra parte, quante volte ci lasciamo incantare, drogare dalle parole di chi ci fa apparire il mondo più piacevole e attraente di quello che è nella realtà! Anche la politica può esser droga, e persino le religioni: qualcuno ha detto che sono l'oppio dei popoli e c'è da crederlo, basta guardare l'uso che ne fanno i fondamentalisti.
Ma se la droga è un aspetto del nostro modello culturale, allora siamo tutti drogati, siamo tutti dentro il tunnel perché droga non è tanto la roba che uno prende per cambiare una realtà che non gli piace: droga è la domanda stessa di far sembrare diversa la realtà.
Se uno ha dentro di sé quel tipo di domanda la sua droga prima o poi finisce sempre col trovarla: quella pesante o quelle leggere, o le altre più subdole che dicevo prima. O semplicemente l'autosuggestione. Così, se vogliamo davvero risolvere il problema, dobbiamo capire che la droga è come un albero: il tronco i rami e le foglie sono le droghe proibite, mentre la parte nascosta - le radici - è la nostra domanda di cambiare l'apparenza della realtà se non ci piace. Invece sono troppi i conformisti che credono basti tagliare i rami e il tronco, la parte visibile dell'albero, senza capire che non si risolve niente se non si estirpano anche le radici. Se restano lì dove sono, nel profondo del nostro modello culturale, prima o poi quelle radici faranno spuntare sempre nuovi alberelli.
L'immagine dell'albero con le radici aiuta a capire perché il problema della droga non è stato ancora risolto, anche se tutti dicono di volerlo fare. Tutti sanno infatti che la droga fa male perché allontana dalla realtà, e tutto ciò che allontana dalla realtà prepara sempre tragiche sorprese. Questo è il motivo che mi spinge a parlarti di droga: come tutti i genitori, anch'io vorrei che mio figlio sia aderente alla realtà, perché essere aderenti alla realtà significa godere maggior benessere e salute. Però ti raccomando vivamente di fare attenzione a tutto l'albero, non solo a ciò che si vede in superficie ma soprattutto alle radici nascoste, quelle da cui cresce continuamente la domanda.
Queste radici sono il nostro modello culturale, e se vogliamo risolvere il problema in qualche misura lo dobbiamo migliorare.
http://www.flexible-learning.org/ita/droghe.htm
Quand'ero un ragazzino, noi chiamavamo droghe la cannella, la noce moscata, il pepe nero e rosso, i chiodi di garofano, il tè e il caffè. Si compravano dal droghiere e servivano - servono ancora - a cambiare il sapore reale degli cibi, a renderli più attraenti, più eccitanti. Le droghe di oggi, quelle proibite, si vendono per le strade e nelle discoteche e si chiamano eroina, hascisc, acido, anfa, coca, extasy e crack. Sembrerebbe che da allora il significato della parola droga sia cambiato enormemente: non è così, perché proprio come le mie ingenue droghe di allora anche quelle di oggi servono a cambiare il sapore reale delle cose, a renderle più attraenti ed eccitanti. Oggi come allora le droghe servono a cambiare l'aspetto della realtà - ovviamente per renderla più piacevole, almeno nel desiderio di chi le usa.
Se però pensi che rendere più bella e piacevole la realtà in cui vivi è un desiderio di tutti che appartiene alla nostra natura umana, questa caratteristica delle droghe dice che queste sostanze rispondono in qualche modo alle esigenze del nostro modello culturale. E quindi veramente tutto è droga, perché i mezzi che la nostra cultura ci mette a disposizione per cambiare la realtà che non ci piace sono praticamente infiniti. Infatti se ciò che uno vuole è cambiare l'apparenza della realtà per renderla più attraente - possibilmente tutto e subito, come vorreste sempre voi ragazzi - droghe non sono più solo quelle proibite o certi farmaci, ma anche l'alcool e il tabacco, la coca-cola, la musica sempre nelle orecchie, la moda di tendenza, la macchina e la moto da sballo, il tifo negli stadi, le telenovelas e tutta una quantità di riti collettivi. Anche le parole gratificanti di un Muccioli o di un don Pierino, che pure hanno salvato tanti poveri ragazzi dall'inferno del carcere o dell'overdose, possono essere droga. Sì, perché quando un drogato non ce la fa più e crede di aver ritrovato la propria dignità umana solo perché si è messo a dipendere dalle parole di un leader positivo, quelle parole sono droga.
D'altra parte, quante volte ci lasciamo incantare, drogare dalle parole di chi ci fa apparire il mondo più piacevole e attraente di quello che è nella realtà! Anche la politica può esser droga, e persino le religioni: qualcuno ha detto che sono l'oppio dei popoli e c'è da crederlo, basta guardare l'uso che ne fanno i fondamentalisti.
Ma se la droga è un aspetto del nostro modello culturale, allora siamo tutti drogati, siamo tutti dentro il tunnel perché droga non è tanto la roba che uno prende per cambiare una realtà che non gli piace: droga è la domanda stessa di far sembrare diversa la realtà.
Se uno ha dentro di sé quel tipo di domanda la sua droga prima o poi finisce sempre col trovarla: quella pesante o quelle leggere, o le altre più subdole che dicevo prima. O semplicemente l'autosuggestione. Così, se vogliamo davvero risolvere il problema, dobbiamo capire che la droga è come un albero: il tronco i rami e le foglie sono le droghe proibite, mentre la parte nascosta - le radici - è la nostra domanda di cambiare l'apparenza della realtà se non ci piace. Invece sono troppi i conformisti che credono basti tagliare i rami e il tronco, la parte visibile dell'albero, senza capire che non si risolve niente se non si estirpano anche le radici. Se restano lì dove sono, nel profondo del nostro modello culturale, prima o poi quelle radici faranno spuntare sempre nuovi alberelli.
L'immagine dell'albero con le radici aiuta a capire perché il problema della droga non è stato ancora risolto, anche se tutti dicono di volerlo fare. Tutti sanno infatti che la droga fa male perché allontana dalla realtà, e tutto ciò che allontana dalla realtà prepara sempre tragiche sorprese. Questo è il motivo che mi spinge a parlarti di droga: come tutti i genitori, anch'io vorrei che mio figlio sia aderente alla realtà, perché essere aderenti alla realtà significa godere maggior benessere e salute. Però ti raccomando vivamente di fare attenzione a tutto l'albero, non solo a ciò che si vede in superficie ma soprattutto alle radici nascoste, quelle da cui cresce continuamente la domanda.
Queste radici sono il nostro modello culturale, e se vogliamo risolvere il problema in qualche misura lo dobbiamo migliorare.
http://www.flexible-learning.org/ita/droghe.htm
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Tutto è droga @ 2006-02-18 16:16:00.0 di Non Autenticato
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