*Io credo che accanto ai quattro quesiti espliciti posti nel referendum che si sta svolgendo in queste ore, ve ne sia un quinto implicito che ci dirà che cos'è l'Italia del 2005: se un popolo di pecore rincoglionite dalla Chiesa e dalla TV o una nazione che sa ancora ragionare con la propria testa; un popolo ripiegato sull'egoismo dell'ignavia o ancora in grado di guardare al di là del proprio giardinetto.
La domanda che unisce i quattro quesiti espliciti infatti è: sapete ancora voi provare uno slancio di solidarietà verso chi è più sfortunato di voi, malato o sterile che sia, sapendo che le cure che negate oggi ai vostri concittadini, domani potrebbero salvare voi o qualcuno dei vostri cari?
Insomma, è il nostro un paese che pensa e programma il domani nella buona (la famiglia) e nella cattiva sorte (la malattia) o un paese che vive alla giornata? Da questa risposta dipende il futuro dell'Italia poiché una volta stabilito che la classe politica, quella imprenditoriale e quella intellettuale, in sintesi la borghesia dirigente italiana è morta o moribonda, non resta che il tessuto sociale a tenere in piedi il paese: se anche questo viene a mancare viene a mancare l'idea stessa di nazione, con quel che segue.
Ancora una volta risulterà decisiva la lucidità di pensiero delle donne italiane, come fu nel 1946, nel 1974 e nel 1978.
A domani per le risposte.
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