Politica
Dal punto di vista liberale, il diritto supremo delle persone è la libertà personale, o la self-ownership, se preferite!
Una delle prime libertà personali che vengono in mente è la libertà di movimento, a tal punto che si potrebbe dire che la parola libertà senza specificare altro significhi proprio essere liberi di muoversi, cioè non essere rinchiusi in una cella!
In effetti se ci pensate bene la libertà di azione ha come condizione fondamentale la libertà di movimento: quando si è privati della libertà di movimento, in pratica si viene privati di tutte le libertà!
Ad esempio, i carcerati, non avendo la libertà di movimento, sono privati in automatico della libertà sessuale: non possono uscire a rimorchiare una donna! Non possono uscire a fare delle compere, quindi a meno che qualcuno non vada a fare la spesa per loro, sono privati della libertà di consumo!
Se uno ti dice: "Puoi fare tutto quello che vuoi, ma solo all'interno di questa cella", allora evidentemente non sei libero, perché per poter fare realmente quello che vuoi dovresti poter andare a comprare la Play Station così da poterci giocare, ma se non puoi uscire dalla cella non puoi comprarla e quindi non è vero che puoi fare tutto quello che vuoi: la tua libertà di azione è per forza di cose limitata!
Un liberale degno di tale nome non può quindi ignorare la libertà di movimento: deve considerarla come la prima libertà, subito dopo la self-ownership. Ogni libertà discende dalla libertà di movimento che a sua volta discende dalla self-ownership.
Facciamo uno schemino per capirci.


Ora, da un punto di vista liberale non è che non possano esistere altri diritti al di fuori del diritto alla libertà (ad esempio a noi liberali piace molto il diritto alla privacy, che è una cosa un po' diversa dal diritto alla libertà, perché comunque se uno ti fa una foto mentre sei in doccia e la pubblica su internet tu non è che perdi la tua libertà, semplicemente subisci un danno soggettivo), ma ogni altro diritto che si aggiunge non deve avere la caratteristica di negare il diritto supremo, cioè quello alla libertà.
Ecco perché la proprietà privata della terra non può essere vista come un diritto dal punto di vista di un liberale che capisce di cosa parla: la proprietà della terra è una negazione della libertà di movimento e quindi potenzialmente di tutte le libertà!
Non è chiaramente un discorso binario: più la quantità di terra privatizzata aumenta e più perdiamo la libertà, meno viene privatizzata e più aumenta. Il fatto che in uno stato in cui la proprietà privata della terra è poca la libertà abbia un ampio respiro non toglie che un liberale debba combattere per andare nella direzione della libertà di movimento e non nella direzione della privatizzazione!
Purtroppo molti liberali hanno come priorità l'interesse borghese e non la libertà, quindi vanno in cortocircuito!
**Modificato dall'autore il 08.10.2026 11:42**
Una delle prime libertà personali che vengono in mente è la libertà di movimento, a tal punto che si potrebbe dire che la parola libertà senza specificare altro significhi proprio essere liberi di muoversi, cioè non essere rinchiusi in una cella!
In effetti se ci pensate bene la libertà di azione ha come condizione fondamentale la libertà di movimento: quando si è privati della libertà di movimento, in pratica si viene privati di tutte le libertà!
Ad esempio, i carcerati, non avendo la libertà di movimento, sono privati in automatico della libertà sessuale: non possono uscire a rimorchiare una donna! Non possono uscire a fare delle compere, quindi a meno che qualcuno non vada a fare la spesa per loro, sono privati della libertà di consumo!
Se uno ti dice: "Puoi fare tutto quello che vuoi, ma solo all'interno di questa cella", allora evidentemente non sei libero, perché per poter fare realmente quello che vuoi dovresti poter andare a comprare la Play Station così da poterci giocare, ma se non puoi uscire dalla cella non puoi comprarla e quindi non è vero che puoi fare tutto quello che vuoi: la tua libertà di azione è per forza di cose limitata!
Un liberale degno di tale nome non può quindi ignorare la libertà di movimento: deve considerarla come la prima libertà, subito dopo la self-ownership. Ogni libertà discende dalla libertà di movimento che a sua volta discende dalla self-ownership.
Facciamo uno schemino per capirci.

Ora, da un punto di vista liberale non è che non possano esistere altri diritti al di fuori del diritto alla libertà (ad esempio a noi liberali piace molto il diritto alla privacy, che è una cosa un po' diversa dal diritto alla libertà, perché comunque se uno ti fa una foto mentre sei in doccia e la pubblica su internet tu non è che perdi la tua libertà, semplicemente subisci un danno soggettivo), ma ogni altro diritto che si aggiunge non deve avere la caratteristica di negare il diritto supremo, cioè quello alla libertà.
Ecco perché la proprietà privata della terra non può essere vista come un diritto dal punto di vista di un liberale che capisce di cosa parla: la proprietà della terra è una negazione della libertà di movimento e quindi potenzialmente di tutte le libertà!
Non è chiaramente un discorso binario: più la quantità di terra privatizzata aumenta e più perdiamo la libertà, meno viene privatizzata e più aumenta. Il fatto che in uno stato in cui la proprietà privata della terra è poca la libertà abbia un ampio respiro non toglie che un liberale debba combattere per andare nella direzione della libertà di movimento e non nella direzione della privatizzazione!
Purtroppo molti liberali hanno come priorità l'interesse borghese e non la libertà, quindi vanno in cortocircuito!
**Modificato dall'autore il 08.10.2026 11:42**