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Politica
Scritto da
il 2025-05-10 12:32:41.0 alle 2025-05-10 12:32:41.0
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Su Assange e sulla tesi secondo cui gli USA sono una dittatura
https://forum.termometropolitico.it/870613-cultura...

Su Assange stai dicendo cazzate. Ha palesemente violato le leggi statunitensi, e in qualsiasi paese è vietato fare quello che ha fatto lui, sia nella democrazie liberali che nelle dittature. Cioè, ma tu davvero pensi che esista un solo paese in cui puoi hackerare i sistemi informatici del governo e leakare dati sensibili?

Ora, la questione è semplice: una delle caratteristiche della democrazia liberale è che siccome tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge, chiunque commetta un crimine deve andare a processo. Non importa se la gente ti considera un eroe, se pensa che tu abbia fatto bene a commettere quel crimine. Tu devi andare a processo perché sei uguale a tutti gli altri, punto!
Dopodiché, durante il processo hai la possibilità di portare argomenti in tua difesa e il giudice può anche decidere di assolverti, però al processo, se hai commesso un crimine, ci DEVI andare, perché ogni crimine deve essere giudicato.

Quello che ha fatto Assange è stato sottrarsi dal processo per anni, alimentando l'idiozia che siccome gli USA volevano processarlo per un crimine allora significa che sono una dittatura, cosa che fa ridere a chiunque non si faccia trascinare da idiozie populiste.
Quando finalmente Assange è stato sottoposto a processo, è stato assolto, mettendo fine una volta per tutte a queste storielle, dimostrando che andare a processo è una cosa, essere incriminati un'altra.

A processo ci DEVI sempre andare se commetti un crimine, dopodiché è in sede processuale che il tuo caso individuale viene valutato in base alla sue specificità. Nota bene, in USA questo è ancora più accentuato che da noi, perché lì i giudici da quello che so hanno maggiore margine di manovra che da noi.

Il concetto mi pare abbastanza semplice: che violare i sistemi informatici del governo e tutto il resto sia un crimine mi pare una cosa ovvia e anche giusta, ed è ovvio che se fai queste cose finisci a processo. Dopodiché, se nel processo dimostri di averlo fatto a fin di bene, il giudice può anche assolverti, ma la violazione della legge oggettivamente c'è stata.


Dunque il caso Assange che cosa dimostra? Che gli USA assolvono un fuorilegge che si è messo contro il governo? Minchia, proprio un ottimo argomento per dimostrare che gli USA sono una dittatura. Putin se uno si mette contro il governo non lo processa nemmeno: lo avvelena col polonio!


Posso prendere invece sul serio le tue considerazioni sull'interventismo militare statunitense, perché questo è per lo meno un argomento reale e fondato. Devi sapere che l'essere o non essere liberali si riferisce soltanto alla forma di governo e alle leggi di un paese. Banalmente, un paese è liberale se quando vivi nel suo territorio sei libero.
Quindi se uno stato è libero, viene considerato liberale anche se è molto interventista a livello militare.

A questo punto magari salterà fuori qualcuno a dire che se uno stato ha atteggiamenti violenti e repressivi fuori dal confine, allora va considerato illiberale anche se internamente è liberale. Ebbene, a questo io rispondo: si, potrei anche concordare, ma l'errore che fate voi è quello di considerare qualsiasi intervento militare come un atteggiamento repressivo. Questa è una sciocchezza, perché se ad esempio uno stato sta compiendo un genocidio, e tu invadi il paese per rovesciare il governo e mettere fine al genocidio, non hai commesso un'azione repressiva: hai salvato un popolo dal genocidio rovesciando un governo CRIMINALE.
Questo esempio dovrebbe chiarire a tutti un semplice fatto: che gli interventi militari di qualsiasi stato (USA compresi) devono essere giudicati politicamente: non è che si possa partire dal presupposto che qualsiasi intervento militare sia sbagliato, questa è una visione infantile!

Ed ecco dove sta il problema: per includere questo aspetto nella valutazione, Freedom House dovrebbe fare una valutazione politica di ogni intervento militare statunitense, ma stabilire se un intervento sia giusto oppure no è una cosa soggettiva.
Ad esempio qui c'è gente che se si scaglia contro la NATO per il suo intervento nella guerra jugoslava degli anni 90, ma secondo me hanno fatto benissimo a intervenire, date le pesanti violazioni dei diritti umani che c'erano in quella guerra. Lì la NATO non ha affatto compiuto un atto repressivo, ma ha messo fine al genocidio dei bosgnacchi.

Come dire, se la NATO intervenisse in Palestina per mettere fine al massacro dei palestinesi voi direste che è un atto repressivo? Io sicuramente no!


Quindi piantatela per cortesia con sta puttanata che gli interventi militari rendono un paese illiberale. Un intervento militare può anche essere di natura liberale, se ha lo scopo di rovesciare un governo che viola i diritti umani, quindi ci deve essere sempre una valutazione politica, cosa che però chi fa classifiche come Freedom House non può permettersi di fare.

Al limite chi ha una spesa militare enorme potrebbe scendere nelle classifiche della libertà economica.


Detto tutto questo, prendiamo ad esempio la guerra in Iraq. Perché non riesco a essere del tutto contro all'invasione statunitense? Perché hanno rovesciato il governo di Saddam, il quale è poi stato condannato per crimini contro i diritti umani come meritava dagli iraqeni stessi. Quindi ALMENO qualcosa di buono da un punto di vista liberale gli USA l'hanno fatto in Iraq. Dopodiché, naturalmente è imbarazzante il fatto che cercassero armi nucleari inesistenti, ed è condannabile che dopo aver rovesciato GIUSTAMENTE il regime di Saddam non si siano tolti dalle scatole.

La guerra in Ucraina non è giustificabile da nessun punto di vista: è una guerra ILLIBERALE fatta per scopi puramente repressivi!



**Modificato dall'autore il 10.05.2025 12:36**

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