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Politica
Scritto da
il 2024-02-15 18:47:43.0 alle 2024-02-15 18:47:43.0
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Gli agricoltori protestano per i loro privilegi, non per i loro diritti
https://forum.termometropolitico.it/858589-agricol...

Gli agricoltori protestano in tutta Europa e il professore di economia Michele Boldrin risponde con un video contro di loro, intitolato "non confondete gli agricoltori con i parassiti".

Spesso alla gente che parla per dar aria alla bocca si dice "vai a zappare la terra", ma in questo caso non possiamo nemmeno dirlo perché sti cagacazzo la zappano già la terra!




Queste proteste hanno ricevuto l'endorsement dal mondo neofascista e la cosa non sorprende, vista la confusione che c'è in quel mondo riguardante la questione dei DIRITTI.
Per quanto riguarda i DIRITTI: aprite la discussione nella mia firma.

Ora, il problema qual è? Molto banalmente, che gli agricoltori non protestano perché è stata violata la loro self-ownership o uno qualsiasi dei DIRITTI che da essa discendono.
No, loro protestano perché ritengono di non avere sufficienti PRIVILEGI.

Il problema del mondo neofascista è precisamente questo: le persone che protestano per i loro DIRITTI le prendono a pesci in faccia (ovviamente perché sono proprio i neofascisti il problema: sono loro che vogliono calpestare i DIRITTI delle persone), mentre prendono le difese di tutta quella gentaglia che difende i propri PRIVILEGI, tra cui tassisti e agricoltori.


Fatta questa introduzione, arriviamo al nocciolo della questione.

Chiunque abbia studiato almeno un po', sa che l'agricoltura nell'Unione Europea e anche in Svizzera è sovvenzionata dallo stato e che questo, in cambio dei soldi pubblici dati agli agricoltori, chiede il rispetto di alcune norme nelle procedure agricole.

Poiché la maggior parte delle attività economiche non sono sussidiate dallo stato, gli agricoltori sono privilegiati. È chiaro???


Ora, quali sono le pretese di costoro? È abbastanza semplice: non solo vogliono più soldi dallo stato, ma addirittura chiedono di eliminare quelle norme che devono rispettare in cambio di questi soldi.

Della serie: "Dammi i soldi e non rompere i coglioni, brutta puttana!".

Per carità, siamo in democrazia, quindi un agricoltore può anche dire la sua... ma questi non dicono semplicemente la loro, protestano in maniera molesta!



Ora che lo scenario di attualità è chiaro, passiamo alla questione di base: l'agricoltura deve essere sovvenzionata?

Proprio in questi giorni ne stavo discutendo con Halberdier, il quale mi ha scritto.


> Oh, Robert, bentornato, erano dai tempi in cui proclamasti "l'eroe nazionale svizzero" (e questo cadde in breve in disgrazia... ) che non ti vedo più.
> In Svizzera i contadini sono tenuti in debito conto. Gente che non solo produce quello che mangiamo, e senza di loro dovremmo coltivare tutti il giardino e farcelo bastare, ma che garantisce anche un livello minimo di approvvigionamento al Paese. Come tale, anche escludendo tutte le prestazioni che DEVONO prestare al Paese in cambio di quei sussidi, che siano sussidiati non mi fa né caldo né freddo. Soldi meglio spesi rispetto a tanti altri.


Praticamente il nostro amico Halberdier stava dicendo che gli agricoltori danno un servizio alla società e che quindi è giusto che prendano soldi pubblici. Qualcuno mi può spiegare perché lo stesso discorso non dovrebbe valere per tutte le attività economiche?

Perché non possiamo, ad esempio, trasformare "Gente che non solo produce quello che mangiamo, e senza di loro dovremmo coltivare tutti il giardino e farcelo bastare" in "Gente che produce il software che usiamo, e senza di loro dovremmo studiarci i linguaggi di programmazione e crearci software per conto nostro", applicato ai programmatori, e quindi concludere che siccome i creatori di software danno un servizio utile alla società allora devono ricevere soldi dallo stato?

Ok, va bene... allora diciamo la stessa cosa di qualunque professione e mettiamo in piedi il comunismo, così sarà contento Gian_Maria.

No, ma noi mica lo vogliamo il comunismo! Vogliamo il libero mercato per i programmatori, ma i mercati protetti per i tassisti e i mercati protetti con sussidi compresi per gli agricoltori. Vogliamo, in buona sintesi, che alcuni imprenditori siano privilegiati rispetto ad altri... e lo vogliamo perché non siamo abbastanza svegli per distinguere tra DIRITTI e PRIVILEGI.


Voglio comunque cercare di leggere tra le righe nel testo di Halberdier: forse quello che intende dire lui è che siccome gli agricoltori producono beni di prima necessità, allora la loro attività va trattata come un servizio pubblico.

Benissimo, questa logica la posso anche capire, ma forse il nostro amico dovrebbe anche cercare di capire che cosa comporterebbe il considerare l'agricoltura come un servizio pubblico.

Se una cosa è un servizio pubblico, significa che l'interesse del cittadino/consumatore viene messo al centro di tutto.
Ebbene, qual è l'interesse del cittadino/consumatore? Che il cibo costi il meno possibile!
Ecco... e allora mi spiegate perché cazzo la logica di questo servizio pubblico chiamato "agricoltura" è quella di tenere alti i prezzi regolandoli e mettendo i dazi sulla merce importata? Qualcuno mi spiega perché la logica di questa servizio pubblico è quella di fare l'interesse di una RISTRETTA MINORANZA DEL PAESE (ovvero, gli agricoltori) anziché quella di fare l'interesse del cittadino/consumatore?

Se l'agricoltura è un servizio pubblico, allora che lo stato elimini i dazi e il controllo dei prezzi.
Se poi gli agricoltori nostrani non riusciranno a competere con i prezzi, vorrà dire che falliranno... a quel punto lo stato potrà rilevare le attività agricole fallite e tenerle in piedi in perdita con prezzi bassi. Eccovi servito il servizio pubblico! CapitanFracassa si farà una sega.

Uniamoci anche noi alle proteste e urliamo: "L'agricoltura è un servizio pubblico, lasciate che i prezzi crollino oppure ci faremo esplodere... ma senza il bambino biondo, lui resta a casa!".


**Modificato dall'autore il 15.02.2024 18:57**

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