Musica
Se vi sintonizzate spesso su Rete 4 sicuramente conoscerete Meluzzi, lo psichiatra anti-immigrazione e anti-islamico.
Meluzzi, nel dibattito qui sotto, sostiene che i poteri forti stiano decostruendo la società occidentale attraverso la musica.
Dal finanziare musicisti come Mozart, sono passati al finanziare prima il rock e adesso la trap. Il rock - dice lui - sarebbe stato l'inizio della decostruzione, il passaggio intermedio per arrivare alla musica di oggi.
Infatti la decostruzione secondo lui la si può fare solo gradualmente e non da un giorno all'altro.
Comunque, la sostanza del suo discorso è che non si tratta di un processo casuale, ma di un processo orchestrato. Quello che vorrebbero ottenere i poteri forti, se non ho capito male, è l'inebetimento delle masse.
Minuto 9:13
Meluzzi sulla cronologia storica ci azzecca, ma nell'analisi delle cause scade nel solito complottismo tipico dei destroidi.
La realtà fattuale è fondamentalmente che nell'ancient regime le arti erano finanziate dall'elite aristocratica, che a sua volta era finanziata dalla tasse e dal lavoro del popolo.
Le arti in questo periodo riflettono quindi i gusti dell'aristocrazia, che si distingue per l'avere gusti raffinati.
È in questo contesto che vengono lanciati musicisti come Mozart, che possono vivere producendo musica grazie al fatto che ricevono soldi dall'aristocrazia.
Nel 900 l'aristocrazia non esiste più, le arti vengono liberalizzate e quindi finiscono nelle mani dell'industria.
L'industria è in mano a chi ha soldi e chi investe soldi in un regime di libero mercato lo fa normalmente per fare soldi.
L'industria musicale quindi è banalmente orientata dai consumi, quindi le masse dirigono la produzione artistica.
Inevitabilmente, l'industria musicale asseconda i gusti dell'uomo del bar e non i gusti dell'aristocrazia.
Per fare appeal sull'uomo del bar, devi mettere sul palco l'alfa degli uomini del bar.
Elvis rappresentava gli uomini del bar del suo tempo e Sfera Ebbasta rappresenta gli uomini del bar delle nuove generazioni.
Meluzzi ci azzecca sull'evoluzione dell'arte (dall'arte colta e raffinata all'arte volgare) e ci azzecca anche sul fatto che i "poteri forti" (se così possiamo chiamarli) stabiliscono chi, come e quando diventa famoso, influenzando la società.
Come tutta sta mandria di destroidi però non riesce a staccarsi da sta puttanata secondo cui i poteri forti hanno chissà quali interessi oscuri.
Non c'è niente di oscuro nel loro modo di agire. I loro interessi sono guidati dal profitto, quindi indirettamente comandano le masse, l'uomo del bar.
X Gatto: vale anche per l'architettura. Le cose moderne riflettono i gusti dei consumatori, mentre la roba su cui ti fai le seghe te era ciò che piaceva all'aristocrazia.
**Modificato dall'autore il 03.08.2023 17:55**
Meluzzi, nel dibattito qui sotto, sostiene che i poteri forti stiano decostruendo la società occidentale attraverso la musica.
Dal finanziare musicisti come Mozart, sono passati al finanziare prima il rock e adesso la trap. Il rock - dice lui - sarebbe stato l'inizio della decostruzione, il passaggio intermedio per arrivare alla musica di oggi.
Infatti la decostruzione secondo lui la si può fare solo gradualmente e non da un giorno all'altro.
Comunque, la sostanza del suo discorso è che non si tratta di un processo casuale, ma di un processo orchestrato. Quello che vorrebbero ottenere i poteri forti, se non ho capito male, è l'inebetimento delle masse.
Minuto 9:13
Meluzzi sulla cronologia storica ci azzecca, ma nell'analisi delle cause scade nel solito complottismo tipico dei destroidi.
La realtà fattuale è fondamentalmente che nell'ancient regime le arti erano finanziate dall'elite aristocratica, che a sua volta era finanziata dalla tasse e dal lavoro del popolo.
Le arti in questo periodo riflettono quindi i gusti dell'aristocrazia, che si distingue per l'avere gusti raffinati.
È in questo contesto che vengono lanciati musicisti come Mozart, che possono vivere producendo musica grazie al fatto che ricevono soldi dall'aristocrazia.
Nel 900 l'aristocrazia non esiste più, le arti vengono liberalizzate e quindi finiscono nelle mani dell'industria.
L'industria è in mano a chi ha soldi e chi investe soldi in un regime di libero mercato lo fa normalmente per fare soldi.
L'industria musicale quindi è banalmente orientata dai consumi, quindi le masse dirigono la produzione artistica.
Inevitabilmente, l'industria musicale asseconda i gusti dell'uomo del bar e non i gusti dell'aristocrazia.
Per fare appeal sull'uomo del bar, devi mettere sul palco l'alfa degli uomini del bar.
Elvis rappresentava gli uomini del bar del suo tempo e Sfera Ebbasta rappresenta gli uomini del bar delle nuove generazioni.
Meluzzi ci azzecca sull'evoluzione dell'arte (dall'arte colta e raffinata all'arte volgare) e ci azzecca anche sul fatto che i "poteri forti" (se così possiamo chiamarli) stabiliscono chi, come e quando diventa famoso, influenzando la società.
Come tutta sta mandria di destroidi però non riesce a staccarsi da sta puttanata secondo cui i poteri forti hanno chissà quali interessi oscuri.
Non c'è niente di oscuro nel loro modo di agire. I loro interessi sono guidati dal profitto, quindi indirettamente comandano le masse, l'uomo del bar.
X Gatto: vale anche per l'architettura. Le cose moderne riflettono i gusti dei consumatori, mentre la roba su cui ti fai le seghe te era ciò che piaceva all'aristocrazia.
**Modificato dall'autore il 03.08.2023 17:55**
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■ @ 2023-08-03 23:59:36.0 di Non Autenticato
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■ @ 2023-08-04 15:14:18.0 di Mattia
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