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Politica
Scritto da
il 2021-11-04 20:46:23.0 alle 2021-11-04 20:46:23.0
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Il rischio di impresa esiste, ma i liberisti lo ingigantiscono
https://forum.termometropolitico.it/825802-rischio...

Noi socialisti diciamo che i lavoratori vengono derubati dai padroni delle aziende con il plusvalore (la differenza tra quella che incassa l'azienda e quello che lascia ai lavoratori), ma i liberisti dicono che non ha senso vederla in questo modo perché gli imprenditori si prendono si gli utili di impresa, ma anche i rischi di impresa, quindi può succedere che sia il lavoratore a guadagnarci (perché viene pagato in ogni caso) mentre l'imprenditore perde soldi.

Noi oggi vogliamo rispondere a questa osservazione.
Si, è vero, il rischio di impresa esiste, ma i liberisti ingigantiscono il problema facendolo passare come una puntata alla roulette. Non è così: il capitalista corre qualche rischio, ma i benefici superano i rischi. È comunque una posizione privilegiata rispetto a quella del lavoratore.

Vi spiego la questione del rischio di impresa grazie alla mia personale esperienza.
A un certo punto mi è venuto in mente di provare a fare compravendita online: compri cose online e le rivendi sempre online a un prezzo più alto.
I miei primi esperimenti sono andati male: non solo non ci ho guadagnato, ma ci ho proprio perso, perché ho comprato roba a un prezzo X e sono riuscito a rivenderla a un prezzo inferiore a X.
Questo è il c.d. "rischio di impresa": a volte perdi soldi, a volte ne guadagni, a volte fai pareggio di bilancio.

Io però, ATTENZIONE, ho perso soldi ai primi tentativi perché ho fatto pura speculazione senza conoscere il mercato.
Successivamente ho fatto altri tentativi utilizzando più scienza e sono andati decisamente meglio.
Ho osservato per un po' di tempo le aste online per capire quali erano i prodotti molto richiesti e quanto la gente fosse disposta a spendere per quei prodotti: mi sono creato una tabella con prodotti e prezzi di vendita delle aste.

Una volta che avevo a disposizione una tabella soddisfacente con prodotti molto richiesti e relativi prezzi di mercato, sono andato a cercare offerte in cui questi prodotti venivano venduti al di sotto del prezzo di mercato, per poi rivenderli al prezzo di mercato. Questi esperimenti sono andati decisamente meglio rispetto ai primi: ho venduto tutto rapidamente e ci ho guadagnato.
Una volta che conosci il mercato non è più come giocare alla roulette ed è inutile dire che i ricchi imprenditori possono avvalersi di brillanti manager e microeconomisti vari che sono capaci a fare ricerche di mercato decisamente migliori della mia: non è che il rischio di impresa si annulli, ma si riduce di molto.

Poi mi sono fatto ancora più furbo e indovinate cosa ho fatto? Mi sono messo a vendere cose che in realtà non avevo. Me le procuravo solo nel momento in cui concludevo con qualcuno un accordo di vendita.
No, non è vero, non l'ho fatto, perché sarei comunque soggetto al rischio di impresa, visto che non sarei sicuro di riuscire a trovare quel prodotto a un prezzo inferiore rispetto a quello di vendita, ma potrei farlo se avessi avuto un fornitore che mi vende un determinato articolo sempre allo stesso prezzo.
Ovviamente le aziende che fanno compravendita hanno i loro fornitori, i loro accordi, i loro contratti, quindi non è necessariamente vero che devono comprare una cosa prima di venderla: può anche essere che la ordinano dal fornitore sono una volta che qualcuno gliela compra.

Se si è un po' furbi e si è capaci a muoversi nel mondo degli affari il rischio di impresa si può addirittura annullare.

In conclusione, ecco perché ritengo che il plusvalore alla fine esista: avere proprietà e capitali ti mette nella posizione privilegiata di poter fare profitti senza lavorare, punto. Poi ogni tanto puoi perdere soldi, ma tendenzialmente si fanno profitti. Spesso le perdite sono soltanto una riduzione del profitto: fatti i conti non è che il capitalista ci ha perso, ci ha comunque guadagnato, solo che le perdite hanno ridotto i guadagni.

**Modificato dall'autore il 04.11.2021 20:50**

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