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Da una parte M5S, Pd, Misto e Autonomie e dall'altra Forza Italia, Lega e FdI. Non si può ancora parlare di vere e proprie maggioranze politiche, ma nella riunione della Conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama si sono contrapposti due blocchi ben definiti. Capigruppo che ha deciso a maggioranza che l'Aula si riunirà oggi alle 18 per votare il calendario, mentre il 20 agosto l'assemblea tornerà a riunirsi per ascoltare le comunicazioni del presidente del Consiglio Giuseppe Conte sulla crisi di governo. "E' una cosa gravissima - ha commentato la presidente del gruppo Misto Loredana De Petris al termine della conferenza dei capigruppo - perché non permetterà a tutti i senatori di essere presenti".
La discussione è stata tutta di stampo regolamentare ma si è definita la posizione di M5S, Pd, Misto e Autonomie da una parte e Forza Italia, Lega e FdI dall'altra. Non essendoci stata, appunto, una posizione unica della Capigruppo l'organismo è stato costretto a esprimersi a maggioranza. Il primo fronte ha messo davanti a tutto le comunicazioni del presidente del Consiglio al Parlamento, proponendo come data il 20 agosto ("D'accordo con il presidente della Camera e con il presidente del Consiglio", come ha chiarito il capogruppo del M5S Stefano Patuanelli). Conte, quindi, riferirebbe martedì prossimo prima al Senato (dove ha avuto la fiducia per la prima volta) e poi alla Camera. Probabilmente tutto si svolgerà nel pomeriggio, ma questo verrà definito più avanti. Per lo stesso fronte, regolamento alla mano, le comunicazioni del premier hanno la meglio sulle mozioni di sfiducia già presentate in Parlamento (da Lega e Pd), che decadono e non verranno più affrontate.
Secondo le indicazioni di alcuni senatori di opposizione, non è nemmeno detto che al termine delle comunicazioni del premier venga votata dal Parlamento una risoluzione che ne riprenda i contenuti: "Il presidente del Consiglio potrebbe semplicemente prendere atto e recarsi al Quirinale per rimettere il mandato". In questo caso lascerebbe sì, ma senza essere formalmente sfiduciato dal Parlamento.
https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2019/08/1...
La discussione è stata tutta di stampo regolamentare ma si è definita la posizione di M5S, Pd, Misto e Autonomie da una parte e Forza Italia, Lega e FdI dall'altra. Non essendoci stata, appunto, una posizione unica della Capigruppo l'organismo è stato costretto a esprimersi a maggioranza. Il primo fronte ha messo davanti a tutto le comunicazioni del presidente del Consiglio al Parlamento, proponendo come data il 20 agosto ("D'accordo con il presidente della Camera e con il presidente del Consiglio", come ha chiarito il capogruppo del M5S Stefano Patuanelli). Conte, quindi, riferirebbe martedì prossimo prima al Senato (dove ha avuto la fiducia per la prima volta) e poi alla Camera. Probabilmente tutto si svolgerà nel pomeriggio, ma questo verrà definito più avanti. Per lo stesso fronte, regolamento alla mano, le comunicazioni del premier hanno la meglio sulle mozioni di sfiducia già presentate in Parlamento (da Lega e Pd), che decadono e non verranno più affrontate.
Secondo le indicazioni di alcuni senatori di opposizione, non è nemmeno detto che al termine delle comunicazioni del premier venga votata dal Parlamento una risoluzione che ne riprenda i contenuti: "Il presidente del Consiglio potrebbe semplicemente prendere atto e recarsi al Quirinale per rimettere il mandato". In questo caso lascerebbe sì, ma senza essere formalmente sfiduciato dal Parlamento.
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Lite sui tempi @ 2019-08-13 07:06:15.0 di News BOT