Scritto da
Rick Sanchez
Wakkus Horribilis
il 2019-04-10 09:16:45.0 alle 2019-04-10 09:16:45.0
Trollate totali: 4275
https://www.quotidiano.net/economia/euro-quanto-va... 
Dall’entrata in vigore dell’euro (1999 al 2017) l’Italia ha perso 4.325 miliardi di ricchezza, circa 73.605 pro capite. In Francia, le perdite ammonterebbero a circa 3.591 miliardi, 55.996 euro pro capite. La Germania avrebbe guadagnato invece complessivamente 1.893 miliardi, 23.116 euro per abitante. Perfino la Grecia avrebbe approfittato dell’euro, con un guadagno di 2 miliardi, pari a 190 euro pro capite. Secondo lo studio, il problema della competitività tra i vari Paesi dell’eurozona "rimane irrisolto" e "deriva dal fatto che i singoli Paesi non possono più svalutare la propria valuta".
Ma tu guarda, proprio quello che sto dicendo... gli unici ad averci guadagnato davvero sono i tedeschi, gli altri sono andati in perdita.
Il rapporto del Cep, il Centro per la politica europea di Friburgo, sostiene che vent’anni di euro hanno fatto guadagnare la Germania e i tedeschi e fatto perdere molti altri Paesi europei, soprattutto l’Italia.
Insomma, la cosa non è andata male solo per l'Italia, l'Italia è semplicemente stata colpita più di altri paesi.
E fare delle riforme strutturali al paese sarebbe servito per impedire il collasso?
e neppure le riforme strutturali ci avrebbero salvato da questo duro colpo
Quindi no. L'unico modo per potersi difendere sarebbe stato quello di NON entrare affatto nell'Euro. Questo ci avrebbe permesso di svalutare la lira per rimanere competitivi cosa che la Germania, che da tutto questo ci sta guadagnando migliaia di miliardi (perché ha la produzione incentrata su beni che i cinesi vogliono e comprano come auto e treni), non vuole fare.
i tedeschi producevano auto e treni e molti altri beni che servivano alla classe media cinese. La nostra specializzazione produttiva, invece, era più simile a quella cinese e abbiamo subito la loro concorrenza – pensi al tessile – nei prodotti low cost
Insomma, la Cina è entrata nel WTO e i tedeschi che producevano auto, treni e altri beni che la Cina importa si sono trovati da dio. Noi invece che avevamo (e abbiamo) la produzione incentrata su beni come il tessile ci siamo trovati in diretta competizione con la Cina (e con i suoi prezzi).
Se non fossimo stati nell'Euro avremmo potuto svalutare la Lira di conseguenza e avremmo potuto offrire i nostri prodotti ad un prezzo appetibile anche ai cinesi, ma essendo nell'Euro, ed essendo nell'Euro anche la Germania che invece sta vendendo alla Cina i suoi prodotti perché la Cina quei prodotti non ce li ha e/o non li produce (e che non ha quindi alcun interesse a svalutare), non abbiamo potuto farlo.
Avremmo sentito la botta dell'ingresso della Cina nel WTO? Sì, certo. Ma l'avremmo mitigata con la svalutazione della nostra moneta. Cosa che non possiamo più fare, almeno fintanto che paesi come la Germania ce lo impediscono. In altre parole, da un'economia in cui potevamo decidere noi come gestire siamo passati ad essere i vassalli della Germania. Ora qualunque decisione che riguardi la moneta che usiamo passa da loro. Di conseguenza, abbiamo perso la nostra indipendenza monetaria e, perdendola, abbiamo anche perso qualunque mezzo per poter fare fronte alla crisi che stiamo vivendo.
Potevamo fare qualcosa per impedire il crosso che abbiamo subito?
L’euro ha reso le cose più difficili se pensiamo all’aumento dell’inflazione subito dopo la sua introduzione perché la conversione non fu monitorata con la sufficiente attenzione e al venir meno dell’arma delle svalutazioni. Ma dovevamo capirlo e fare di più, con le riforme, per modernizzare il Paese.
Sì... potevamo per esempio cambiare il nostro target produttivo... ma non è affatto una cosa semplice da fare. Non puoi prendere un'azienda che produce biscotti e farla diventare un'azienda che produce smartphone, non puoi prendere un'azienda tessile e trasformarla in un'azienda che produce treni ad alta velocità... semplicemente la competenza non c'è e questa è una cosa che gli economisti che vivono di chiacchiere non capiscono. Non puoi puntare l'intero sistema educativo italiano sulle materie umanistiche e sperare che, una volta fuori dalla scuola, quegli studenti ne sappiano qualcosa di alta tecnologia... non è così che funziona.
L’euro, però, ha prodotto anche una stagione di tassi bassi che ha favorito i conti pubblici e le imprese. Oltre che proteggerci dalla concorrenza cinese per cui, da soli, avremmo pagato un prezzo ancora più alto
Certo. Perché ovviamente svalutare non basta. Se vuoi competere con qualcuno che sta di fatto utilizzando schiavi per produrre i suoi beni ed è in grado di venderti qualcosa che qui pagheresti 10 euro a solo 1 euro spese di spedizione incluse dalla Cina, ovviamente o importi schiavi anche tu (che è quello che i nostri politici vogliono fare con l'Africa), oppure rimetti i dazi con quel paese, almeno fintanto che non hai automatizzato ogni singola cosa automatizzabile nel tuo paese di modo da poter offrire ad 1 euro quel bene anche tu. L'altro approccio all'automatizzazione totale e/o all'importazione degli schiavi è appunto quello di reindirizzare l'intero sistema produttivo italiano verso beni che il resto del mondo vuole... ma per fare questo non bastano 20 anni soprattutto se hai convinto intere generazioni che impegnarsi nello STEM vale meno del sapere a memoria le poesiette infantili del Leopardi o quando Carlo Magno si è pulito il culo l'ultima volta prima di morire.
**Modificato dall'autore il 10.04.2019 10:26**

Dall’entrata in vigore dell’euro (1999 al 2017) l’Italia ha perso 4.325 miliardi di ricchezza, circa 73.605 pro capite. In Francia, le perdite ammonterebbero a circa 3.591 miliardi, 55.996 euro pro capite. La Germania avrebbe guadagnato invece complessivamente 1.893 miliardi, 23.116 euro per abitante. Perfino la Grecia avrebbe approfittato dell’euro, con un guadagno di 2 miliardi, pari a 190 euro pro capite. Secondo lo studio, il problema della competitività tra i vari Paesi dell’eurozona "rimane irrisolto" e "deriva dal fatto che i singoli Paesi non possono più svalutare la propria valuta".
Ma tu guarda, proprio quello che sto dicendo... gli unici ad averci guadagnato davvero sono i tedeschi, gli altri sono andati in perdita.
Il rapporto del Cep, il Centro per la politica europea di Friburgo, sostiene che vent’anni di euro hanno fatto guadagnare la Germania e i tedeschi e fatto perdere molti altri Paesi europei, soprattutto l’Italia.
Insomma, la cosa non è andata male solo per l'Italia, l'Italia è semplicemente stata colpita più di altri paesi.
E fare delle riforme strutturali al paese sarebbe servito per impedire il collasso?
e neppure le riforme strutturali ci avrebbero salvato da questo duro colpo
Quindi no. L'unico modo per potersi difendere sarebbe stato quello di NON entrare affatto nell'Euro. Questo ci avrebbe permesso di svalutare la lira per rimanere competitivi cosa che la Germania, che da tutto questo ci sta guadagnando migliaia di miliardi (perché ha la produzione incentrata su beni che i cinesi vogliono e comprano come auto e treni), non vuole fare.
i tedeschi producevano auto e treni e molti altri beni che servivano alla classe media cinese. La nostra specializzazione produttiva, invece, era più simile a quella cinese e abbiamo subito la loro concorrenza – pensi al tessile – nei prodotti low cost
Insomma, la Cina è entrata nel WTO e i tedeschi che producevano auto, treni e altri beni che la Cina importa si sono trovati da dio. Noi invece che avevamo (e abbiamo) la produzione incentrata su beni come il tessile ci siamo trovati in diretta competizione con la Cina (e con i suoi prezzi).
Se non fossimo stati nell'Euro avremmo potuto svalutare la Lira di conseguenza e avremmo potuto offrire i nostri prodotti ad un prezzo appetibile anche ai cinesi, ma essendo nell'Euro, ed essendo nell'Euro anche la Germania che invece sta vendendo alla Cina i suoi prodotti perché la Cina quei prodotti non ce li ha e/o non li produce (e che non ha quindi alcun interesse a svalutare), non abbiamo potuto farlo.
Avremmo sentito la botta dell'ingresso della Cina nel WTO? Sì, certo. Ma l'avremmo mitigata con la svalutazione della nostra moneta. Cosa che non possiamo più fare, almeno fintanto che paesi come la Germania ce lo impediscono. In altre parole, da un'economia in cui potevamo decidere noi come gestire siamo passati ad essere i vassalli della Germania. Ora qualunque decisione che riguardi la moneta che usiamo passa da loro. Di conseguenza, abbiamo perso la nostra indipendenza monetaria e, perdendola, abbiamo anche perso qualunque mezzo per poter fare fronte alla crisi che stiamo vivendo.
Potevamo fare qualcosa per impedire il crosso che abbiamo subito?
L’euro ha reso le cose più difficili se pensiamo all’aumento dell’inflazione subito dopo la sua introduzione perché la conversione non fu monitorata con la sufficiente attenzione e al venir meno dell’arma delle svalutazioni. Ma dovevamo capirlo e fare di più, con le riforme, per modernizzare il Paese.
Sì... potevamo per esempio cambiare il nostro target produttivo... ma non è affatto una cosa semplice da fare. Non puoi prendere un'azienda che produce biscotti e farla diventare un'azienda che produce smartphone, non puoi prendere un'azienda tessile e trasformarla in un'azienda che produce treni ad alta velocità... semplicemente la competenza non c'è e questa è una cosa che gli economisti che vivono di chiacchiere non capiscono. Non puoi puntare l'intero sistema educativo italiano sulle materie umanistiche e sperare che, una volta fuori dalla scuola, quegli studenti ne sappiano qualcosa di alta tecnologia... non è così che funziona.
L’euro, però, ha prodotto anche una stagione di tassi bassi che ha favorito i conti pubblici e le imprese. Oltre che proteggerci dalla concorrenza cinese per cui, da soli, avremmo pagato un prezzo ancora più alto
Certo. Perché ovviamente svalutare non basta. Se vuoi competere con qualcuno che sta di fatto utilizzando schiavi per produrre i suoi beni ed è in grado di venderti qualcosa che qui pagheresti 10 euro a solo 1 euro spese di spedizione incluse dalla Cina, ovviamente o importi schiavi anche tu (che è quello che i nostri politici vogliono fare con l'Africa), oppure rimetti i dazi con quel paese, almeno fintanto che non hai automatizzato ogni singola cosa automatizzabile nel tuo paese di modo da poter offrire ad 1 euro quel bene anche tu. L'altro approccio all'automatizzazione totale e/o all'importazione degli schiavi è appunto quello di reindirizzare l'intero sistema produttivo italiano verso beni che il resto del mondo vuole... ma per fare questo non bastano 20 anni soprattutto se hai convinto intere generazioni che impegnarsi nello STEM vale meno del sapere a memoria le poesiette infantili del Leopardi o quando Carlo Magno si è pulito il culo l'ultima volta prima di morire.
**Modificato dall'autore il 10.04.2019 10:26**
-
-
■ @ 2019-04-10 15:52:59.0 di Non Autenticato
-