Aviazione
Data: 4 novembre 2010
Partenza: Londra (aeroporto: London-Heathrow)
Destinazione: Sydney con scalo a Singapore
Numero vittime: 0 (0 morti, 0 feriti)
Aereo impiegato: Airbus A380, il più grande aereo per trasporto passeggeri (853 passeggeri)


Compagnia aerea: Quantas (che non hai mai avuto nessun incidente mortale)
Durante il volo, un motore è esploso, danneggiando diversi apparati dell'aereo in particolare nell'ala (tra cui il serbatoio del carburante posto nell'ala, che quindi cominciò a perdere carburante).
Nella cabina di pilotaggio, il computer segnalò ai piloti 58 guasti tecnici.
Piloti, ingegneri e investigatori dicono di non aver mai visto un macello del genere.
I piloti hanno spento il motore che è esploso e hanno spento l'incendio del motore con il sistema antiincendio in esso installato.
Hanno poi dovuto affrontare le 58 checklist relative ai guasti (che nell'A380, essendo un aereo altamente computerizzato, sono tutte digitali... l'aereo capisce di avere il guasto XY e ti spara su un display la checklist per quel guasto, poi passa a quella successiva... e così via, finché non le hai fatte tutte), cosa che ha richiesto 55 minuti di tempo.
Una volta stabilizzato l'aereo, i piloti hanno testato la sua manovrabilità (che con tutti quei guasti poteva essere ridotta). L'aereo stava volando in volo rettlineo e livellato, ma cosa sarebbe successo nel momento in cui avrebbero comincato a fare manovre?
Dopo aver fatto qualche test, hanno capito che l'aereo zoppicava, ma manovrarlo con molta cautela era fattibile.
Hanno perciò eseguito una virata per ritornare all'aeroporto di partenza.
Il problema però che l'aereo era pieno di carburante, dal momento che era partito da poco tempo, quindi era troppo pesante per poter atterrare.
Normalmente, in questi casi i piloti scaricano il carburante dalle ali per diminuire il peso dell'aereo, ma in questo caso non si poteva fare perché a causa dei guasti tecnici non erano in grado di azionare il comando.
Non c'era quindi altra scelta se non che quella di atterrare con l'aereo pesante, cosa che però significava arrivare sulla pista di atterraggio a una velocità elevata.
I piloti si sono messi a ragionare con un laptop: qual'era la velocità X massima per evitare che l'aereo finisse fuori dalla pista?
Dopo aver fatto i calcoli, stabilorono come velocità (se non erro) 170 nodi, che secondo i calcoli avrebbero consentito all'aereo di fermarsi con un margine di sicurezza 138 metri (cioè, alla fine della frenata l'aereo si sarebbe trovato a 138 metri dalla fine della pista).
Arrivati davanti alla pista, i piloti hanno quindi rallentato l'aereo e l'hanno configurato per l'atterraggio.
Il comandante era ai comandi dell'aereo e si accorse che alla velocità che avevano calcolato l'aereo era prossimo allo stallo, visto che l'allarme di "pericolo stallo" suonava.
Con una velocità di poco più alta, l'aereo sarebbe finito fuori dalla pista.
Con una velocità di poco più bassa, l'aereo sarebbe stallato.
Il comandante ha quindi dovuto mantenere, durante l'atterraggio, una velocità di poco superiore a quella di stallo e di poco inferiore a quella che avrebbe portato l'aereo fuori dalla pista.
Finalmente l'aereo tocca la pista, ma a causa dei guasti tecnici i piloti non riescono ad azionare spoiler ed inversori di spinta, quindi il comandante si trova a dover frenare l'aereo unicamente con i freni del carrello (una cosa che non dovresti fare, visto che se esageri si surriscaldano).
L'atterraggio è andato a buon fine, l'aereo si è fermato a un centinaio di metri dal fondo della pista come hanno calcolato e intanto i pompieri si erano già preparati come richiesto.
Ora dovevano affrontare un altro problema: l'ala sinistra perdeva carburante e i freni del carrello erano caldissimi.
I passeggeri sono dovuto rimanere dentro l'aereo per altri 50 minuti, nel mentre i pompieri fuori spruzzavano schiuma antiincendio e mettevano la zona in sicurezza per consentire lo sbarco dei passeggeri.
Il problema è che uno dei motori non si spegneva, perché a causa dei guasti tecnici i pilota avevano perso il controllo.
I pompieri provarono dapprima a spegnere il motore spruzzando litri di acqua nel motore con l'idrante, ma non ci riuscirono perché quei motori sono progettati per resistere e fiumi d'acqua.
L'ultima possibilità era provare a spruzzare dentro schiuma antincendio e questa funzionò.
In seguito gli investigatori hanno poi dovuto ovviamente capire perché il motore era esploso... la conlusione: "Venne appurato che l'avaria al secondo motore dell'A380 fu causata da un trafilamento di olio nelle turbine della turboventola, che causò un surriscaldamento e quindi l'esplosione. Il trafilamento fu causato da un tubo difettoso che, come venne poi dimostrato da successive indagini, poteva fessurarsi e causare perdite di lubrificante, mettendo a rischio molti aerei equipaggiati con il Rolls Royce Trent."
Ovvero, il tubo dell'olio lubrificante si era rotto perché il tubo dell'olio aveva un difetto di fabbricazione. L'olio è quindi finito in posti in cui non doveva finire, c'è stato un surriscaldamento e poi l'esplosione.
Molto interessante l'episodio di indagini ad alta quota, uno dei più coinvolgenti che abbia mai visto: https://www.dailymotion.com/video/x6b9blo
L'incidente spiegato in wikipedia
https://it.wikipedia.org/wiki/Volo_Qantas_32 
https://en.wikipedia.org/wiki/Qantas_Flight_32 
**Modificato dall'autore il 31.12.2018 14:38**
Partenza: Londra (aeroporto: London-Heathrow)
Destinazione: Sydney con scalo a Singapore
Numero vittime: 0 (0 morti, 0 feriti)
Aereo impiegato: Airbus A380, il più grande aereo per trasporto passeggeri (853 passeggeri)

Compagnia aerea: Quantas (che non hai mai avuto nessun incidente mortale)
Durante il volo, un motore è esploso, danneggiando diversi apparati dell'aereo in particolare nell'ala (tra cui il serbatoio del carburante posto nell'ala, che quindi cominciò a perdere carburante).
Nella cabina di pilotaggio, il computer segnalò ai piloti 58 guasti tecnici.
Piloti, ingegneri e investigatori dicono di non aver mai visto un macello del genere.
I piloti hanno spento il motore che è esploso e hanno spento l'incendio del motore con il sistema antiincendio in esso installato.
Hanno poi dovuto affrontare le 58 checklist relative ai guasti (che nell'A380, essendo un aereo altamente computerizzato, sono tutte digitali... l'aereo capisce di avere il guasto XY e ti spara su un display la checklist per quel guasto, poi passa a quella successiva... e così via, finché non le hai fatte tutte), cosa che ha richiesto 55 minuti di tempo.
Una volta stabilizzato l'aereo, i piloti hanno testato la sua manovrabilità (che con tutti quei guasti poteva essere ridotta). L'aereo stava volando in volo rettlineo e livellato, ma cosa sarebbe successo nel momento in cui avrebbero comincato a fare manovre?
Dopo aver fatto qualche test, hanno capito che l'aereo zoppicava, ma manovrarlo con molta cautela era fattibile.
Hanno perciò eseguito una virata per ritornare all'aeroporto di partenza.
Il problema però che l'aereo era pieno di carburante, dal momento che era partito da poco tempo, quindi era troppo pesante per poter atterrare.
Normalmente, in questi casi i piloti scaricano il carburante dalle ali per diminuire il peso dell'aereo, ma in questo caso non si poteva fare perché a causa dei guasti tecnici non erano in grado di azionare il comando.
Non c'era quindi altra scelta se non che quella di atterrare con l'aereo pesante, cosa che però significava arrivare sulla pista di atterraggio a una velocità elevata.
I piloti si sono messi a ragionare con un laptop: qual'era la velocità X massima per evitare che l'aereo finisse fuori dalla pista?
Dopo aver fatto i calcoli, stabilorono come velocità (se non erro) 170 nodi, che secondo i calcoli avrebbero consentito all'aereo di fermarsi con un margine di sicurezza 138 metri (cioè, alla fine della frenata l'aereo si sarebbe trovato a 138 metri dalla fine della pista).
Arrivati davanti alla pista, i piloti hanno quindi rallentato l'aereo e l'hanno configurato per l'atterraggio.
Il comandante era ai comandi dell'aereo e si accorse che alla velocità che avevano calcolato l'aereo era prossimo allo stallo, visto che l'allarme di "pericolo stallo" suonava.
Con una velocità di poco più alta, l'aereo sarebbe finito fuori dalla pista.
Con una velocità di poco più bassa, l'aereo sarebbe stallato.
Il comandante ha quindi dovuto mantenere, durante l'atterraggio, una velocità di poco superiore a quella di stallo e di poco inferiore a quella che avrebbe portato l'aereo fuori dalla pista.
Finalmente l'aereo tocca la pista, ma a causa dei guasti tecnici i piloti non riescono ad azionare spoiler ed inversori di spinta, quindi il comandante si trova a dover frenare l'aereo unicamente con i freni del carrello (una cosa che non dovresti fare, visto che se esageri si surriscaldano).
L'atterraggio è andato a buon fine, l'aereo si è fermato a un centinaio di metri dal fondo della pista come hanno calcolato e intanto i pompieri si erano già preparati come richiesto.
Ora dovevano affrontare un altro problema: l'ala sinistra perdeva carburante e i freni del carrello erano caldissimi.
I passeggeri sono dovuto rimanere dentro l'aereo per altri 50 minuti, nel mentre i pompieri fuori spruzzavano schiuma antiincendio e mettevano la zona in sicurezza per consentire lo sbarco dei passeggeri.
Il problema è che uno dei motori non si spegneva, perché a causa dei guasti tecnici i pilota avevano perso il controllo.
I pompieri provarono dapprima a spegnere il motore spruzzando litri di acqua nel motore con l'idrante, ma non ci riuscirono perché quei motori sono progettati per resistere e fiumi d'acqua.
L'ultima possibilità era provare a spruzzare dentro schiuma antincendio e questa funzionò.
In seguito gli investigatori hanno poi dovuto ovviamente capire perché il motore era esploso... la conlusione: "Venne appurato che l'avaria al secondo motore dell'A380 fu causata da un trafilamento di olio nelle turbine della turboventola, che causò un surriscaldamento e quindi l'esplosione. Il trafilamento fu causato da un tubo difettoso che, come venne poi dimostrato da successive indagini, poteva fessurarsi e causare perdite di lubrificante, mettendo a rischio molti aerei equipaggiati con il Rolls Royce Trent."
Ovvero, il tubo dell'olio lubrificante si era rotto perché il tubo dell'olio aveva un difetto di fabbricazione. L'olio è quindi finito in posti in cui non doveva finire, c'è stato un surriscaldamento e poi l'esplosione.
Molto interessante l'episodio di indagini ad alta quota, uno dei più coinvolgenti che abbia mai visto: https://www.dailymotion.com/video/x6b9blo

L'incidente spiegato in wikipedia


**Modificato dall'autore il 31.12.2018 14:38**
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■ @ 2018-12-31 16:26:10.0 di Non Autenticato
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■ @ 2019-01-01 02:10:53.0 di Mattia
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