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Scritto da
il 2017-05-10 22:41:16.0 alle 2017-05-10 22:41:16.0
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Il punto è che ho sempre un piano b
E il piano b è rinunciare. Gli obiettivi non sono mai così importanti.
Finire la scuola? Non così importante. Ci posso ritentare. Star bene al lavoro, aggiustando ciò che non va? No, ne troverò un altro
Integrarmi con dei coetanei? Con questo gruppo è andata male, riproverò.
Non c'è da stupirsi che quando mi sono dato come obiettivo quello di vivere la mia testa si è fissata sul suicidio.
Ora, siccome sono bravissimo a cantarmela e suonarmela, mi ero pure inventato un meccanismo perfetto per evitare (rimandare) il confronto con la realtà. Da una parte non potevo ammettere che era un capriccio, ve lo immaginavate l'autostima? Poi leggevo continuamente quelli di fobiasociale parlare di suicidio e mi sembravano degli sfigati piagnina. No, io lo farò sul serio.
Dall'altra beh, mi cago in mano. Ma non posso ammettere manco quello (più di tanto), devo sembrare forte.
Quindi facciamo che mettere una data nel futuro, così rimando il pensiero e posso fingere di fare qualcosa per salvare l'ego di quello che fa le cose.
Nonostante io non faccio le cose (Sarru me l'ha fatto notare dozillioni di volte).
Al massimo mi capitano e le gestisco alla meno peggio.*
Poi sta data si avvicina e io devo prendere atto che, sì, fa paura.
Ma non c'è un piano b per la vita. Non c'è un piano b per la schiena, se la maltratto stando storto.
Non c'è un piano b per il lavoro, se non mi comporto bene e non sono assertivo sulle cose che non vanno.
Sono stato abituato ad avere la mamma sempre vicino, in un rapporto morboso. Non mi piace esser stato viziato, so che la genesi del mio problema parte da lì.
Ho cercato di disciularmi andando a vivere da solo, ma il punto è che ho smesso di crederci.
Il punto è che smetto di credere nelle cose, mi arrendo.
Mi sono immaginato ex davanti, leggermi i pensieri e dirmi "e allora perché non ti ammazzi, coglione? Che differenza fa qualche giorno?"
E allora devo ammetterlo che non non voglia di morire. Che sono un piagnina, che faccio i capricci. Che voglio che sia una persona grande a risolvermi le cose.
Ecco, questo post è per sputtanarmi pubblicamente. Per ricordarmi, qualora mi sentissi ancora male, che ho preso la decisione di farcela, e che non me ne devo dimenticare.
*a dirla completamente nel periodo dei 20-24, quando ho cessato il mio isolamento internettiano e ho preso a uscire, qualche cosa facevo. E ho iniziato a fare proprio con lo stesso pensiero. Non è nuova questa soluzione, è storica. Riesco a fare le cose solo se capisco che l'alternativa è la morte. Poi ci credo che somatizzo di brutto.
I pedoni possono muoversi solo in avanti.