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il 2017-04-29 13:30:12.0 alle 2017-04-29 13:30:12.0
Il sogno di oggi
Una curiosa variante del sogno dell'università. Sono stato assunto in municipio, un posto ambito da privilegiati, e nel prendere servizio noi neoassunti siamo mandati dal Professor Panassa (primo accenno al fatto che il Municipio è come l'Università) che ci fa fare un test: bisogna individuare e fermare un certo numero di tipi sospetti, appositamente incaricati di comportarsi in modo da attrarre l'attenzione di chi è in grado di cogliere certi comportamenti. Fermo una ragazza che mi pare si comporti in modo sospetto - pieno di dubbi perché ho l'impressione che sia o dovrebbe essere un volto noto, una celebrità? accidenti alla mia incapacità nel distinguere i visi! - che alla fine del test risulta una degli incaricati, e questo è consideato un successo perché nessuno degli altri incaricati, o non tutti, sono stati individuati. Al termine di questo compito si è in pausa pranzo, finita la quale ho perso contatto con il professore-istruttore e gli altri neoassunti, non c'è in giro più nessuno che conosco. Vago per i corridoi preoccupato, presumendo che da qualche parte gli altri stiano continuando l'addestramento e io me lo sto perdendo. Raggiungo l'ufficio del professor Panassa e lo trovo che sta dando istruzioni. Mi unisco al gruppo, ma dopo un po' mi accorgo che sa tenendo una lezione di matematica a giovani studenti (secondo cenno all'univesità, o meglio al sogno dell'università). Non mi pare si ricordi di me, infatti non mi chiede che ci faccio lì o cose simili. Svicolo e riprendo un vagare interminabile tra il labirinto tentacolare di ingressi, corridoi, scale, stanze, uffici, sale riunione che costituisce il municipio, locali in tutta una serie di stili da Legno Anni 70 in poi a seconda di quando sono state costruiti o rimodernati, pieni di fascicoli e pratiche, popolati da una gran quantità di impiegati apparentemente indaffarati nei loro compiti. Ad un certo punto noto che ai piedi ho solo più una ciabatta e osservo che anche altri le perdono, perché i corridoi sono pieni di ciabatte e altri oggetti dimenticati durante il giorno, che dopo la chiusura vengono recuperati da addetti per essere eventualmente ripresi dai proprietari. Non mi è chiaro quale sia il mio ruolo, il mio incarico: chiedo all'ingresso se sanno dirmi qualcosa, ma solo risposte vaghe. Praticamente, dopo il test del mattino non ho più niente da fare ma perché non sembri che non faccio niente, continuo a girare da una parte all'altra, avanti e indietro tra i posti che conosco e altri sconosciuti, in un vagare angoscioso e sempre più ripetitivo e ossessivo.

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