Tutti voi lo conoscete, quindi la presentazione sarà molto breve: Wakko è un filosofo italiano la cui filosofia è quella di considerare la filosofia come "chiacchere al vento", salvo poi difendere a denti stretti la propria filosofia.
Facciamo un'analisi di ciò che Wakko pensa della filosofia.
Cominciamo dalle cose (secondo me) giuste.
Non serve nessuna cultura per fare ipotesiHai ragione: non ci vuole una licenza per filosofare. Tutti lo possono fare.
Io non so quale sia la definizione ufficiale di "filosofo", ma reputo che, utilizzando un mezzo di comunicazione qualsiasi (anche un forum) cerchi di diffondere il suo pensiero sta facendo il filosofo, ed è un bene che tutti lo possano fare.
Questo però non toglie che ci sono persone che lo fanno bene e altre che lo fanno male.
Da un lato ci sono i filosofi scaricatori di porto, il cui pensiero si basa su concetti logicamente fallaci, nozioni false o distorte, pregiudizi, raccolta di informazioni tramite il TG4 anziché tramite libri, e dall'altro abbiamo persone istruite (magari anche molto istruite) che si esprimono su cose che conosco, si sforzano di leggere libri e di trarre informazioni da fonti accurati, di analizzare costantemente il proprio pensiero per individuare le fallacie logiche, eliminarle e migliorare le proprie idee.
Tutti possono filosofare, ma solo chi lo fa con razionalità può essere trattato con rispetto.
Ora passiamo alle affermazioni non corrette.
FilosofiaWakko critica la filosofia come se fosse una sola e indivisibile. In realtà, si parla di filosofie e non di filosofia. Una persona può aderire a una corrente filosofica e trovarsi in completo disaccordo con un'altra.
Tanto per cominciare la filosofia si divide in branche. L'elenco si trova qui:
https://it.wikipedia.org/wiki/Filosofia#Principali... 
Uomini, donne e bambini di scienza potrebbero trovare interessanti queste branche:
1)
Logica: la logica, originariamente, costituisce lo studio delle corrette modalità di funzionamento ed espressione della ragione umana (logos). Essa ha poi assunto il carattere particolare di disciplina che si occupa del corretto argomentare, da un punto di vista meramente formale e simbolico; in questo senso è una disciplina affine alla matematica. 2)
Epistemologia e gnoseologia: con differenti sfumature, entrambe si occupano dell'analisi dei limiti e delle modalità della conoscenza umana. Soprattutto nella filosofia contemporanea, il concetto di epistemologia riguarda più specificamente la conoscenza scientifica: in questo senso l'epistemologia ha ampie sovrapposizioni con la filosofia della scienza.3)
Filosofia della scienza: specificamente è la riflessione interna alla scienza sul metodo e sulla conoscenza scientifica.La filosofia poi si suddivide in diverse correnti filosofiche.
Che Wakko se ne renda conto o meno poco importa, ma lui aderisce sostanzialmente alla corrente filosofica nota come "Illuminismo". Forse l'illuminismo nella sua forma originale oggi giorno è già diventato un po' datato, chiamatelo illuminismo 2.0 o n.0.
Voglio proprio vedere se Wakko ha il coraggio di dire che gli illuministi fossero solo dei minchioni che davano aria alla bocca. Perché definirli tali sarebbe come sputare sul pensiero logico-razionale da essi promosso, e che qualsiasi uomo di scienza promuove.
La scienza e il metodo scientifico sono figli di quelle filosofie orientato al pensiero logico-razionale, e sono esse stesse ad averli definiti. È il pensiero umano ad aver creato la scienza.
A un certo punto sorge il dilemma filosofico "come fare a raccogliere dei dati e trarre delle conclusioni in maniera oggettiva" e da questo input nasce l'elaborazione di un metodo che viene chiamato metodo scientifico. È stato creato dall'uomo, non ci è stato regalato e può essere ridefinito e riformulato.
A definire cosa è la scienza e il metodo scientificò sono per l'appunto l'epistemologia e la filosofia della scienza. Esse definiscono i principi fondamentali della scienza come:
- L'empirismo (dai filosofi John Locke, George Berkeley, e David Hume)
- Il principio di falsificabilità (dal filosofo Karl Popper)
Altri principi
- Rasoio di Ockham (del filosofo William of Hockham)
- Trilemma di Agrippa ( filosofo Hans Albert)
La scienza è un prodotto della filosofia, o più precisamente di determinate correnti filosofiche e nessun uomo di scienza di sognerebbe di sputarci sopra!!
Filosofia e superstizione non sono poi così diversi fra loro. Entrambe non richiedono prova delle loro stesse affermazioniSbagliato, abbiamo appena visto che la scienza è un prodotto della filosofia, uno strumento elaborato da essa per produrre dati e prove.
Coloro che pensano di poter parlare a vanvera tanto per poter aria alla bocca caso mai sono le persone che non conoscono né la scienza né la filosofia, non di certo le persone che capiscono una o l'altra.
È chiaro che in giro si possono trovare anche persone con una formazione in filosofia o un ambito scientifico (ma anche ingegneri e affini) che parlano a vanvera. Si sa: ci sono persone che studiano a gratis e altre che studiano per niente. Non è una novità. Ci sono anche chiaramente filosofi ma anche scienziati da 4 soldi.
Ciò non toglie che la filosofia, o più che altro le branche e le correnti della filosofia che sono vicine al pensiero logico-razionale e alla scienza
non supportano assolutamente quello che tu definisci "dare aria alla bocca senza prove".
Sono invece esse stesse ad enunciare il principio noto come "onere della prova":
https://en.wikipedia.org/wiki/Philosophic_burden_o... 
Il principio è definito dalla filosofia, applicato nel sistema giuridico e nella scienza.
Il principio per cui sei innocente fino a prova contraria, e non condannato in assenza di prove come nell'inquisizione è un prodotto del pensiero umano.
Il progresso "etico" che ha portato l'uomo da tempi oscuri e antichi fino alla società moderna è un prodotto della filosofia, dato dal fatto che ci sono fortunatamente persone che si prendono il tempo per pensare e di criticare la società corrente.
Il progresso tecnologico invece è un prodotto della scienza che a sua volta è un prodotto della filosofia.
Non c'è un solo problema del mondo reale risolto da un filosofo blaterando.La filosofia si può concretizzare in correnti politiche e in decisioni politiche. Gli illuministi ci hanno portati dagli stati monarchici e menefreghisti del popolo a stati liberal-democratici, sensibili nei confronti dei diritti umani.
Il pensiero di grandi uomini come Voltaire ("non condivido le tue idee ma sono disposto a morire perchè tu possa professarle" cit.) non sono la risoluzione di un problema, ma di tutti i problemi. Purché ovviamente riescano ad affermarsi nel pensiero umano, com'è successo.
gran parte delle materie oggi insegnate (soprattutto umanistiche) possono essere sintetizzate senza perdere granché... e che il tempo guadagnato da questa sintesi lo si possa utilizzare per insegnare cose molto più utili, come appunto le materie scientificheDirei non solo le materie scientifiche intese come conoscnze puramente tecniche di fisica, chimica, biologia (anche queste si dimenticano quando non ci servono nella pratica), ma anche lo studio della scienza in quanto tale e del metodo scientifico, e quindi anche le tre branche della filosofia discusse sopra: logica, filosofia della scienza, epistemologia.
Potresti anche dimenticarti le nozioni di dettaglio, ma ti lasciano una forma mentis che l'apprendimento di formulette di fisica non ti può dare. Le nozioni tecniche di questo o di quell'altro ambito scientifico ti servono solo se vai a fare un mestiere in cui le applichi, mentre la formazione scientifica intesa come pensiero scientifico e significato di scienza ti aprono la mente e lo senti nella vita quotidiana.
Un fiore esiste che tu gli dia un nome oppure no. Idem per la scienza. Il metodo scientifico non è oggetto di discussioneInvece la scienza esiste perché l'ha creata l'uomo. Il metodo scientifico è un metodo, e in quanto tale un artificio dell'uomo. È un'elaborazione del pensiero umano.