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Scritto da
il 2012-10-17 15:23:21.0 alle 2012-10-17 15:23:21.0
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Giudici figli di puttana.
SONDRIO - A un papà, che ha perso la figlia ventenne uccisa con una grandinata di colpi inferti con un pugnale dal marito F. G., dal quale si stava separando, lo Stato presenta un altro conto salato: «Deve sborsare 27 mila euro». L'Agenzia delle Entrate - afferma Paolo Di Gregorio, pensionato originario di Licodia Eubea (Catania) - mi chiede tutti quei soldi, affinché possa far valere il risarcimento di 1 milione e 600 mila euro a cui è stato condannato l'imputato, risarcimento di cui la mia famiglia non vedrà mai un centesimo».

Il genitore, 64 anni, che ha a lungo lavorato in Svizzera, per un'impresa di apparecchiature elettroniche ad alta definizione vicino a Zurigo, nel 2006 si rifugiò con i suoi familiari nella Confederazione, quando l'ex genero tornato in libertà per l'indulto (dopo solo 2 anni e 8 mesi di carcere) manifestò l'intenzione di tornare a vivere in Valtellina, per rivedere la figlioletta rimasta orfana della mamma uccisa e, nel frattempo, adottata dai nonni materni. «Più che con F. G. - dichiara Di Gregorio - ce l'ho con i magistrati che, pur avendo ricevuto più denunce da mia figlia per ripetute violenze e minacce, non fecero nulla per fermare in tempo il suo assassino. Sonia fu massacrata nella sua casa di Cino il 21 gennaio 2000. E ora lo Stato mi vuole tassare un risarcimento che, in realtà, non ho mai incassato».

L'uomo, già distrutto dal dolore per la grave perdita affettiva subita, si è rivolto agli avvocati Enza Mainini di Morbegno (Sondrio) e Andrea Turconi di Milano per opporsi a questa nuova ingiustizia.
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