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il 2012-06-15 12:48:18.0 alle 2012-06-15 12:48:18.0
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Risposta all'ebreo Gad Lerner
Non si finisce mai di esplorare l’umana tendenza a crearsi, ex-post, una realtà che confermi le proprie teorie.
Maestro in quest’arte, è il Libanese Gad Lerner.


Europei, la Germania vince perché meticcia
giovedì, 14 giugno 2012

Assist di Mesut Özil e rete di Mario Gòmez. Lo schema preferito della Germania che sta dominando gli Europei di calcio in Ucraina e Polonia è figlio dell’immigrazione, nel vero senso della parola. I nonni delle due stelle di Real Madrid e Bayern Monaco sono due dei tanti milioni di stranieri che negli anni cinquanta si sono trasferiti in Germania per lavorare. Erano i tempi del miracolo economico tedesco, e quell’enorme massa umana riplasmò la Germania. Ora 15 milioni di tedeschi hanno origini legate all’immigrazione, circa un sesto della popolazione complessiva, una delle percentuali più alte del mondo. La ricchezza culturale portata dai nuovi cittadini ha reso solida l’economia del paese, ed ora questa forza si è trasferita anche nel calcio. Oltre Mesut Özil e Mario Gòmez anche Klose, Boateng, Khedira, Podolski e Gündogan hanno genitori o nonni stranieri. Il team manager della Nationalmannschaft, Oliver Bierhoff, ha rimarcato come sia “davvero bello, che l’integrazione delle diverse culture produce effetti positivi non solo socialmente, ma anche sportivamente. Questo è il modello della Germania”. Anche il presidente della federcalcio tedesca Theo Zwanziger ha spesso rimarcato quanto sia fondamentale l’integrazione delle diverse etnie per le vittorie conquistate sul campo. “Nella nostra squadra ci sono molti giocatori che hanno origini familiari legate all’immigrazione. Che tutti loro perseguano un grande obiettivo comune, e formino un quadro unitario, è un segno dell’integrazione.” Ecco perchè dal 2007 la Dfb, la federazione calcistica tedesca, organizza un premio per l’integrazione che ha come motto ” Fußball: viele Kulturen – eine Leidenschaft” ovvero il calcio, molte culture, un’unica passione. La Germania vincente sui campi di gioco ha seguito il modello degli amici/nemici francesi. Negli anni novanta i Blues diventarono la squadra più forte del mondo grazie ai giocatori figli degli immigrati, come la superstar Zinedine Zidane. Dalla nascita della nazionale multikulti, come la chiamano a Berlino, la Germania è sempre arrivata sul podio nelle manifestazioni calcistiche internazionali. Terzi nei Mondiali del 2006 e 2010, secondi agli Europei del 2008. Ora appaiono i favoriti per l’edizione 2012 del torneo dell’Uefa, e se arrivasse la vittoria, le strade delle città tedesche sarebbero piene di persone con pelle diversa, specchio perfetto del meticciato che fa forte la Germania sui campi di calcio.


In un primo momento ho trattenuto a stento le risa. Non riuscivo a comprendere come fosse possibile scrivere tante idiozie tutte in una volta. Poi, ho letto chi le aveva scritte e ho capito.
Lerner infatti si definisce “bastardo”, ovvero meticcio, mezzosangue.
Ed è caratteristica dei meticci, dei “senzapatria” (nella sofferenza di non appartenere a nessun luogo e a nessun sangue), quella di rendere la realtà che li circonda più simile a se stessi. Sia “realmente” che in senso immaginifico.
In sostanza: io non so chi sono, anche voi dovete divenire come me. I meticci hanno la tendenza, nel tentativo di soffocare la propria sofferenza psichica, a trasformare la società a loro immagine: se infatti tutti divenissero meticci, cadrebbe in un sol colpo l’origine della loro sofferenza. Mal comune, mezzo gaudio.
E Lerner, in questa lotta che è, in primo luogo nella sua psiche, va oltre. Non solo partecipa al tentativo di degradare la società a stalla di omuncoli senza identità, ma arriva a descrivere una realtà che non esiste.
Nell’articolo linkato, lo sforzo di fantasia del giornalista è evidente. Ed è, probabilmente, uno sforzo inconsapevole: egli crede veramente in quello che scrive. Questa è una patologia ben descritta in psichiatria.
Andiamo a confutare le sciocchezze scritte da Lerner.

Negli anni novanta i Blues diventarono la squadra più forte del mondo grazie ai giocatori figli degli immigrati, come la superstar Zinedine Zidane

No, la Francia ha vinto il Mondiale del 1998 schierando la seguente formazione: tipica formazione francese dai tempi di Platini, 7 bianchi, due negri, 1 melanesiano, 1 algerino. E’ solo con il 2002 che la Francia si trasforma in una rappresentativa africana, con scarsi risultati.
Fabien BARTHEZ (GK) [3]
Bixente LIZARAZU [5]
Laurent BLANC [6]
Youri DJORKAEFF [7]
Didier DESCHAMPS [8]
Marcel DESAILLY [9]
Stephane GUIVARCH [10]
Zinedine ZIDANE [15]
Lilian THURAM [17]
Emmanuel PETIT [19]
Christian KAREMBEU (-65′)

Dalla nascita della nazionale multikulti, come la chiamano a Berlino, la Germania è sempre arrivata sul podio nelle manifestazioni calcistiche internazionali. Terzi nei Mondiali del 2006 e 2010, secondi agli Europei del 2008.

Ridicolo. La Germania ha vinto tre Mondiali schierando una squadra omogenea. Ha vinto l’ultimo Europeo nel 1996 senza “stranieri” ed è arrivata in finale nel Mondiale del 2002. Quindi, è semmai “peggiorata”. Se proprio Lerner vuole trarre un insegnamento (secondo noi è stupido trarre giudizi sociali da un gioco) dall’imbastardimento tedesco, questo, se guardiamo ai crudi numeri e non alle fantasie bacchiche, è un costante declino della nazionale germanica.

Ora appaiono i favoriti per l’edizione 2012 del torneo dell’Uefa, e se arrivasse la vittoria, le strade delle città tedesche sarebbero piene di persone con pelle diversa, specchio perfetto del meticciato che fa forte la Germania sui campi di calcio.

Anche qui: ridicolo e inconsapevole di ciò che lo circonda. Ricordiamo cosa avviene quando la squadra di casa incontra la nazionale di una comunità di immigrati: http://calcio.excite.it/franciatunisia-fischiata-l... .
Lo stesso è avvenuto a Berlino per Germania-Turchia, sembrava fosse quest’ultima a giocare in casa.
Quindi, in caso di vittoria tedesca, sarebbero solo i Tedeschi, quelli veri, a festeggiare. Gli altri, compresi gli Italiani, no.
E quindi lampante come Lerner trasformi la propria “disperazione” di meticcio, in aggressività contro i non-meticci (noi) che lui vede come minacce alla propria psiche. E’ l’uomo senza identità che odia l’identità. E’ la proiezione della sua debolezza si fa aggressiva e va all’attacco.
Come ultima analisi. Questi sono i calciatori che lui cita a dimostrazione della propria tesi: Mesut Özil e Mario Gòmez anche Klose, Boateng, Khedira, Podolski e Gündogan. Di questi giocano nella formazione titolare in 5.
Ma il problema di Lerner è di non conoscere quello di cui parla: Podolski (come Klose) è un Aussiedler , ovvero un Tedesco di sangue nato in Polonia nei territori che prima della guerra erano tedeschi. Gomez è figlio di padre spagnolo e madre tedesca, vogliamo prenderlo a simbolo della multirazzialità?
Insomma, tutto il fantomatico pensiero di Lerner si basa su tre individui su undici: un Turco, un mulatto e un Tunisio. Spassosa la vicenda del mulatto Boateng: il fratello, anche lui mezzo tedesco, gioca nel Ghana. E’ il priamo caso di due fratelli che giocano per Nazioni diverse: accade anche questo, nel meraviglioso (e privo di senso) mondo della società multietnica.
E pur se noi consideriamo un’offesa, non solo all’identità di un popolo, ma all’intelligenza, il fatto che stranieri giochino in una nazionale. E pur se per noi già la presenza di uno solo (Barwuah detto Balotelli) è motivo di scandalo e di vergogna, tutto questo non ha nulla a che vedere con l’insensato non-ragionamento di Gad Lerner il Libanese.
Quanto invece all’insegnamento sociologico che il “nostro” vorrebbe trarre da una situazione che, come abbiamo dimostrato, non esiste: ovvero la sedicente superiorità della società multietnica. Questo è facilmente confutabile, basterebbe aprire le finestre di casa...
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http://xn--identit-fwa.com/blog/2012/06/14/lerner-...

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