Proc di Catania
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Non Autenticato
il 2011-06-14 14:08:00.0 alle 2011-06-14 14:08:00.0
Non posso nascondere la mia amarezza vedendo riemergere certe accuse alla magistratura italiana che, come disse allora Pertini, tanto contribuì a fermare il terrorismo, rispettando la costituzione e le regole del processo."
Armando Spataro, La Repubblica, 8 marzo 2004
"Di fronte ad una situazione d'emergenza [...] Parlamento e Governo hanno non solo il diritto e potere, ma anche il preciso ed indeclinabile dovere di provvedere, adottando una apposita legislazione d'emergenza"
Sentenza 15/1982 della Corte costituzionale.
Dopo la messa in libertà vigilata di Cesare Battisti, in quel di Parigi, i media italiani si sono scatenati, rovesciando sull'opinione pubblica tutto il metallo fuso per anni negli altiforni del rancore, della vendetta, dell'ossessione securitaria.
E' impossibile fare un resoconto di tutte le distorsioni e le falsità scritte e trasmesse nell'ultima settimana. Non c'è articolo, per quanto breve, che non ne contenga decine. Persino i dettagli apparentemente insignificanti sono sbagliati. Episodi e personaggi che nulla c'entrano col caso in oggetto vengono gettati nel calderone per intorbidire la brodazza, scatenare il panico morale, impedire a ogni costo l'uso della ragione.
Un killeraggio mediatico come non se ne vedevano da parecchio tempo, al quale è faticosissimo opporre argomenti ed elementi concreti, ricostruzioni storiche minimamente approfondite.
Eppure non si può rinunciare a esercitare la ragione, non ci si può chinare e coprire la testa con le mani in attesa che passi la burrasca. Fosse anche un'impresa disperata, occorre esercitare la ragione contro il fanatismo.
Non va taciuto che, in questo Paese, chi continua a opporsi agli scoppi di emergenze strumentali è destinato a sentirsi solo: è una di quelle campagne in cui devi coprirti su entrambi i fianchi, il destro (ça va sans dire) e il sinistro. Da entrambe le parti, gli argomenti (anche se è difficile chiamarli così) sono i medesimi.
La cosa non deve sorprendere: parlare di emergenza-terrorismo significa tornare su storture giuridiche, strappi costituzionali e prassi inquisitorie che il PCI di fine anni Settanta (quello del "compromesso storico" e della "solidarietà nazionale") sostenne con entusiasmo e abnegazione. La stessa gente, oggi, dirige il centrosinistra. O meglio, dirige quella parte di centrosinistra che, a mo' di struzzo, ha da poco messo la testa sotto la sabbia irachena, non votando contro la partecipazione dell'Italia all'occupazione neo-coloniale della Mesopotamia.
La stessa gente ha da tempo delegato a una sezione di magistratura inquirente le fatiche di un'opposizione al governo B******** che in Parlamento non si è in grado di condurre (quando proprio non ci si rifiuta di farlo per inseguire il "dialogo", la "responsabilità di fronte alle istituzioni" e l'inciucio bipartisan del momento).
Molte "toghe rosse" (come le chiama B********) sono le stesse che istruirono e condussero i grandi processi contro il terrorismo (vero e presunto: nel tritacarne ci finirono anche i movimenti di quegli anni). A sinistra è tuttora egemone la visione della storia di chi scrisse e approvò le leggi d'emergenza, e di chi rappresentava l'accusa ai processi che ne derivarono.
Non è sorprendente che chi prese e difese posizioni tanto drastiche allora sia poco disposto a tornarci sopra oggi per darsi qualche torto, o almeno rimettere in prospettiva le ragioni. Anche perché a destra ci si dà impudicamente al grand guignol, si sparano le frattaglie con l'obice per inzaccherare di sangue tutto il campo della discussione, si strofinano con le cipolle gli occhi dei telespettatori. Con l'arma dell'emozione incontrollata e del ricatto morale, si richiama all'ordine la sinistra "riformista", la si spinge a condannare la sinistra "radicale", a dividere il campo dell'opposizione. Non che i "riformisti" abbiano bisogno di troppe spinte..
Continua
http://www.wumingfoundation.com/italiano/outtakes/...
Armando Spataro, La Repubblica, 8 marzo 2004
"Di fronte ad una situazione d'emergenza [...] Parlamento e Governo hanno non solo il diritto e potere, ma anche il preciso ed indeclinabile dovere di provvedere, adottando una apposita legislazione d'emergenza"
Sentenza 15/1982 della Corte costituzionale.
Dopo la messa in libertà vigilata di Cesare Battisti, in quel di Parigi, i media italiani si sono scatenati, rovesciando sull'opinione pubblica tutto il metallo fuso per anni negli altiforni del rancore, della vendetta, dell'ossessione securitaria.
E' impossibile fare un resoconto di tutte le distorsioni e le falsità scritte e trasmesse nell'ultima settimana. Non c'è articolo, per quanto breve, che non ne contenga decine. Persino i dettagli apparentemente insignificanti sono sbagliati. Episodi e personaggi che nulla c'entrano col caso in oggetto vengono gettati nel calderone per intorbidire la brodazza, scatenare il panico morale, impedire a ogni costo l'uso della ragione.
Un killeraggio mediatico come non se ne vedevano da parecchio tempo, al quale è faticosissimo opporre argomenti ed elementi concreti, ricostruzioni storiche minimamente approfondite.
Eppure non si può rinunciare a esercitare la ragione, non ci si può chinare e coprire la testa con le mani in attesa che passi la burrasca. Fosse anche un'impresa disperata, occorre esercitare la ragione contro il fanatismo.
Non va taciuto che, in questo Paese, chi continua a opporsi agli scoppi di emergenze strumentali è destinato a sentirsi solo: è una di quelle campagne in cui devi coprirti su entrambi i fianchi, il destro (ça va sans dire) e il sinistro. Da entrambe le parti, gli argomenti (anche se è difficile chiamarli così) sono i medesimi.
La cosa non deve sorprendere: parlare di emergenza-terrorismo significa tornare su storture giuridiche, strappi costituzionali e prassi inquisitorie che il PCI di fine anni Settanta (quello del "compromesso storico" e della "solidarietà nazionale") sostenne con entusiasmo e abnegazione. La stessa gente, oggi, dirige il centrosinistra. O meglio, dirige quella parte di centrosinistra che, a mo' di struzzo, ha da poco messo la testa sotto la sabbia irachena, non votando contro la partecipazione dell'Italia all'occupazione neo-coloniale della Mesopotamia.
La stessa gente ha da tempo delegato a una sezione di magistratura inquirente le fatiche di un'opposizione al governo B******** che in Parlamento non si è in grado di condurre (quando proprio non ci si rifiuta di farlo per inseguire il "dialogo", la "responsabilità di fronte alle istituzioni" e l'inciucio bipartisan del momento).
Molte "toghe rosse" (come le chiama B********) sono le stesse che istruirono e condussero i grandi processi contro il terrorismo (vero e presunto: nel tritacarne ci finirono anche i movimenti di quegli anni). A sinistra è tuttora egemone la visione della storia di chi scrisse e approvò le leggi d'emergenza, e di chi rappresentava l'accusa ai processi che ne derivarono.
Non è sorprendente che chi prese e difese posizioni tanto drastiche allora sia poco disposto a tornarci sopra oggi per darsi qualche torto, o almeno rimettere in prospettiva le ragioni. Anche perché a destra ci si dà impudicamente al grand guignol, si sparano le frattaglie con l'obice per inzaccherare di sangue tutto il campo della discussione, si strofinano con le cipolle gli occhi dei telespettatori. Con l'arma dell'emozione incontrollata e del ricatto morale, si richiama all'ordine la sinistra "riformista", la si spinge a condannare la sinistra "radicale", a dividere il campo dell'opposizione. Non che i "riformisti" abbiano bisogno di troppe spinte..
Continua
http://www.wumingfoundation.com/italiano/outtakes/...

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Cesare Battisti: le bugie dei media @ 2011-06-14 14:08:00.0 di Non Autenticato
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■ @ 2011-06-14 14:58:00.0 di Daisuke Niwa
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■ @ 2011-06-14 15:09:00.0 di Non Autenticato
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