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Scritto da
il 2011-02-08 07:40:00.0 alle 2011-02-08 07:40:00.0
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Età pensionabile
Sentito proprio poco fa un cretinetti sull'età pensionabile, che diceva come le riforme italiane e svedesi sono state considerate le migliori.
Ahahah. (applausi).
In quanto, com'è d'altronde logico, l'età di pensionamento dal 2015 verrà collegata solamente all'aspettativa di vita.
Ahahah.


Quindi, la scienza medica e il welfare permettono a dei 70enni di tirare avanti per 20/30 anni e alcuni anche più, in condizioni di sopravvivenza precaria, e pertanto, uno deve lavorare fino a 70 anni, 80 anni? Ma sono cretini?

Ma davvero non ci arrivano che un conto è l'aspettativa di vita, e un altro è l'aspettativa di vita utile produttiva, che NON SI E' AFFATTO ALLUNGATA e comunque non come l'aspettativa di vita.
E' inutile girarci intorno, certo, dipende dal lavoro, ma se non fa ballare la scimmia un 50enne incomincia ad avviarsi sul viale del tramonto. A 55 anni sarà stanco e a 60 anni, l'ho visto io di gente che lavora a quell'età, si trascinerà sul posto di lavoro.
Poi ci saranno dei lavori che lasciano margini anche per le persone fisicamente e mentalmente meno in forma, ma sono eccezioni, diciamocelo.
Il punto è che basare l'età pensionabile sull'aspettativa di vita, senza contare la capacità produttiva dell'individuo, può essere pericoloso per la stessa produttività del paese, in quanto:
1) si rischia di bloccare la strada di ingresso nel mondo di lavoro ai giovani: se gli anziani sono costretti a rimanere in servizio, i posti non si liberano per le generazioni future;
2) la produttività di un anziano può essere dal basso all'imbarazzante, e voglio vedere cosa gli dici a uno di 65 anni.

In buona sostanza cercare di risanare le borse pubbliche ponendone l'onere solo sulle spalle della classe lavoratrice è pericoloso per l'intera società.

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