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Scritto da
il 2010-11-19 01:46:00.0 alle 2010-11-19 01:46:00.0
Trollate totali: 6532
Licenze OpenSource vs Proprietarie
x alex.tg

Non ho letto tutto l'ambaradan che vi siete scritti.

Cmq.

In realtà la gente compra software proprietario per diverse ragioni spesso interconnesse:
1) non esiste nessuna alternativa altrettanto buona opensource [edit: avevo scritto "gratuita", ovviamente era un errore mio]
2) è abituata al fatto che il software si compra "a scatola chiusa"
3) non capisce i vantaggi dell'opensource

All'inizio non era così.
Inizialmente, parlo dei mainframe, i software ti venivano forniti corredati di sorgente. In questo modo se tu volevi adattare un determinato software alle tue macchine/esigenze potevi farlo, se c'era un bug che magari si presentava solo nel tuo caso specifico potevi aggiustartelo, e così via. Certo all'epoca chi aveva a che fare con i software era anche qualcuno che sapeva maneggiarlo, non come ora che un computer ce l'hanno cani e porci e che anzi si fa a gara per rendere i computer sempre più simili a TV (come funziona la TV? Facile! Premi il pulsante e si accende!).
Ma anche se ora il computer ce l'hanno cani e porci è ancora vantaggioso per l'utente avere il sorgente dei programmi che acquista. Perché?

Immaginiamo che stiamo parlando non di software, ma di uno stereo. Tu compri lo stereo, non hai idea di come funziona, però sai farlo funzionare. Te lo porti a casa, lo colleghi, e lo usi. Bé, l'hai comprato, ne hai pieno diritto.
Ora, cosa diresti se il produttore dello stereo ti dicesse "ok, io ti vendo lo stereo, però l'ho riempito di cemento, così che tu non possa accedere alle sue componenti interne, non possa vederne i diagrammi, non possa modificarlo in alcun modo.
Tu mi dirai: vabbé, mica sono un tecnico. Ma non è questo il punto... il punto è che questo signore ti ha "venduto" qualcosa che però continua a non essere tuo. Si è riservato il diritto di _proibirti_ i tuoi diritti di acquirente, fra i quali il diritto di _possesso_ di ciò che hai comprato e di farne quello che ti pare.
Supponiamo ora che lo stereo si rompa. Succede. Nel mio stereo che ha 20 anni è successo almeno 3 volte. Cosa ho fatto? Ovviamente l'ho portato ad aggiustare... ma se fosse stato riempito di cemento come avrebbero fatto a ripararlo?
Vedi, non serve che _io_ sia capace di apportare quella particolare modifica o riparare quel particolare problema. Basta che non debba dipendere _da te_ per poterlo fare.

Quando tu vendi un software e non dai i sorgenti ti stai comportando in questo modo. Stai proibendo all'acquirente di fare ciò che vuole del bene che ha acquistato. Quando l'acquirente ti ha pagato non ti ha detto "però con questi soldi puoi solo comprare questo o quello"... quindi perché tu stai dicendo all'acquirente "però se vuoi ripararlo o espanderlo devi tornare da me... ammesso che io sia ancora vivo e ne abbia voglia"?

Molti anni fa, ai tempi del Turbo Pascal della Borland, è successa una cosa interessante da questo punto di vista. Molta gente aveva sviluppato per anni in Turbo Pascal, quindi c'era un "parco software" realizzato con questo linguaggio di tutto rispetto. Si parla di migliaia di software vari, dalle utility più sceme, ai giochini, fino a cose più serie.
A un certo punto, quando i PC passarono dai 486 ai Pentium, tutti i programmi in Turbo Pascal all'avvio se ne uscivano con un errore fatale di divisione per zero. Cos'era successo?
Era successo che nell'unità CRT (mi pare, oppure System) del Turbo Pascal c'era una funzione chiamata "delay" se non ricordo male. Questa funzione, che tu la usassi o no, all'avvio del tuo programma cercava di stabilire quanto veloce fosse il tuo processore attraverso un loop e poi dividendo il numero di loop fatti per il tempo impiegato dal singolo loop. Questa unità era un'unità base del Turbo Pascal quindi volenti o nolenti compariva nella quasi totalità dei programmi Turbo Pascal dell'epoca. Quando i PC passarono dai 486 ai Pentium, la CPU era così veloce che il loop veniva eseguito in tempo zero (o almeno non misurabile con i metodi scelti dagli sviluppatori Borland). Da cui l'incomprensibile errore di divisione per zero.

Ora... per fortuna questo capitò che Borland esisteva ancora e che Turbo Pascal era ancora supportato. Così la Borland distribuì l'unità CRT riparata e un tool capace di patchare qualsiasi programma scritto in Turbo Pascal affetto dal problema senza doverlo ricompilare (e quindi senza dover possedere i sorgenti).

Ora però immaginiamo che questo non fosse stato possibile. Allora avremmo avuto centinaia di programmi, magari regolarmente pagati, il cui sviluppatore magari era diventato irreperibile (morto, scappato, perso interesse per il Pascal, perso i sorgenti, ecc) che non avrebbero mai potuto essere aggiustati.
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Modificato dall' autore il 19 novembre 2010 01.51
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