"Potevo essere anch'io, forse, un grand'uomo, Contessa. Mi sono dimesso. Dimesso da tutto: decoro, onore, dignità, virtù, cose tutte che le bestie, per grazia di Dio, ignorano nella loro beata innocenza. Liberata da tutti questi impacci, ecco che l'anima ci resta grande come l'aria, piena di sole odi nuove, aperta a tutti i lampi, abbandonata a tutti i venti, superflua e misteriosa materia di prodigi che si solleva e disperde in favolose lontananze.
Guardiamo alla terra, che tristezza! C'è forse qualcuno laggiù che s'illude di star vivendo la nostra vita; ma non è vero. Nessuno di noi è nel corpo che l'altro ci vede; ma nell'anima che parla chissà da dove; nessuno può saperlo; apparenza tra apparenza, con questo buffo nome di Cotrone... e lui di Doccia... e lui, di Quaquèo... Un corpo è la morte: tenebra e pietra. Guai a chi si vede nel suo corpo e nel suo nome.
Facciamo i fantasmi. Tutti quelli che ci passano per la mente. Alcuni sono obbligati. (...). Specialità della villa. Gli altri son tutti di nostra fantasia.
Con la divina prerogativa dei fanciulli che prendono sul serio i loro giuochi, la meraviglia ch'è in noi la rovesciamo sulle cose con cui giochiamo, e ce ne lasciamo incantare. Non è più un gioco, ma una realtà maravigliosa in cui viviamo, alienati da tutto, fino agli eccessi della demenza. Ebbene, signori, vi dico come si diceva un tempo ai pellegrini: sciogliete i calzari e deponete il bordone. Siete arrivati alla vostra meta. Da anni aspettavo qua gente come voi per far vivere altri fantasmi che ho in mente... "
Guardiamo alla terra, che tristezza! C'è forse qualcuno laggiù che s'illude di star vivendo la nostra vita; ma non è vero. Nessuno di noi è nel corpo che l'altro ci vede; ma nell'anima che parla chissà da dove; nessuno può saperlo; apparenza tra apparenza, con questo buffo nome di Cotrone... e lui di Doccia... e lui, di Quaquèo... Un corpo è la morte: tenebra e pietra. Guai a chi si vede nel suo corpo e nel suo nome.
Facciamo i fantasmi. Tutti quelli che ci passano per la mente. Alcuni sono obbligati. (...). Specialità della villa. Gli altri son tutti di nostra fantasia.
Con la divina prerogativa dei fanciulli che prendono sul serio i loro giuochi, la meraviglia ch'è in noi la rovesciamo sulle cose con cui giochiamo, e ce ne lasciamo incantare. Non è più un gioco, ma una realtà maravigliosa in cui viviamo, alienati da tutto, fino agli eccessi della demenza. Ebbene, signori, vi dico come si diceva un tempo ai pellegrini: sciogliete i calzari e deponete il bordone. Siete arrivati alla vostra meta. Da anni aspettavo qua gente come voi per far vivere altri fantasmi che ho in mente... "
Utente Superdotato
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Pirandello @ 2009-11-06 15:32:00.0 di Ceiling dog