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Non Autenticato
il 2009-10-15 13:52:00.0 alle 2009-10-15 13:52:00.0
la realizzazione nella vita
Io seguo l'insegnamento filosofico di Antistene di Atene (IV° secolo
a.c.) adattato (da me medesimo) all'era contemporanea.

Secondo me la realizzazione nella vita non si raggiunge inseguendo
gli onori, la ricchezza e lo alto status sociale, ma anzi la si può
raggiungere solo eliminando tutto il superfluo che allontana gli
esseri umani dalla vita vissuta in modo naturale.
L'incivilimento per me è un allontanamento dalla vita naturale, motivo
di corruzione morale, fonte di male.

Io sono prima di tutto un autarchico, cioè basto a me stesso (e non ho
bisogno di essere utile agli altri) e pongo al centro di tutto me
stesso prima ancora della società (ecco perché non mi piacciono il
comunismo e i comunisti,dato che la loro ideologia è fondata sulla
collaborazione con gli altri). Io rifiuto l'incivilimento, e con esso
l'autorità politica, le tradizioni e le convenzioni sociali, il tutto
condito con una buona dose di individualismo.

A me basta vivere e niente altro. Non mi importa niente degli
interessi comuni della massa [vita sociale, locali pubblici, amicizia,
sesso, famiglia, figli, piaceri della tavola, alcolici, fumo, viaggi,
divertimenti, sport mediatici, musica, cinema, libri, qualsiasi tipo
di arte, ecc.]. Non me ne frega una SEGA di essere simpatico, educato
e cortese con gli altri, per fare bella figura
. Non me frega un CAZZO di niente. A me non interessa nemmeno
l'indagine naturale, la logica, la scienza, la politica, l'impegno
civile. Forse gli animali ne fanno uso? E' necessario, tutto questo,
per la sopravvivenza? Io penso proprio di no.

Tanto più che quando una persona si abitua a qualche piacere, se dopo
ne viene privata essa non riesce più ad essere soddisfatta dall'essere
in vita, perciò è meglio eliminare ogni tipo di piacere in anticipo,
oltre al fatto che ogni piacere ha i propri sacrifici e/o sforzi da
sopportare, motivo per cui non vale la pena di inseguire i piaceri.

Io ritengo superflua ogni necessità moderna, soprattutto l'affanno
della civiltà e delle convenzioni sociali. Ovviamente non estremizzo
la mia vita come aveva fatto Diogene di Sinope. La leggenda vuole che
abitasse nudo in una botte e che girasse nottetempo con una lanterna,
a sua detta, per cercare l'uomo. L'unica cosa che possedeva era un
mantello logoro e una ciotola per bere, di più non gli bastava per
essere felice. Mangiava e beveva quello che trovava, viveva all'ombra
degli alberi, dormiva sotto il cielo stellato. Un clochard ante
litteram, animato dalla ricerca della semplicità.
Io una casa ce l'ho, completa di tutti gli elettrodomestici moderni,
compreso il pc, mi vesto e tutto il resto, ma il mio sogno è quello di
vivere in campagna isolato da tutto e tutti non avendo bisogno di
niente e nessuno, dato che se vivi in mezzo alla società, sei sempre
obbligato ad avere bisogno di qualcuno o qualcosa.

L’“autarchia”, ossia il bastare-a-se-medesimi, l’apatia e
l’indifferenza di fronte a tutto, sono i punti di arrivo della mia
vita. Inutile dire che chi non la pensa come me su tutto ciò che ho
detto, secondo me è un povero COGLIONE che non ha capito una SEGA
della vita (sempre secondo me infatti, il 99% della gente non capisce
un CAZZO).

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