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Non Autenticato
il 2009-02-11 21:26:00.0 alle 2009-02-11 21:26:00.0
mi sono reso conto che sono hikikomori
Non ho mai avuto il rifiuto della società, non ho mai pensato che la società sia cattiva, che il mondo sia brutto o altro. Non ho mai creato una identità virtuale, non ho mai giocato a giochi on line, non ho mai vissuto attaccato 24h su 24 al pc.


Però sono anni, esattamente 5 + 3 ( 5 parziali, andavo tutti i giorni all università, cazzeggiavo, uscivo poco causa disastro sentimentale e 3 invece di poca università, pochissime uscite per divertimento, solo uscite di servizio) che il mio mondo si riduce alla mia camera.

Uso molto internet ma solo per informarmi sui temi che mi interessano o per scrivere in qualche Forum ( e trollare ) ma non ne sono legato, a volte lo accendo per un ora, altre volte non lo accendo nemmeno.

Il prolungarsi della mia università mi ha consentito di aver un impegno... anche se mi sono impegnato poco in questi tempi. Era uno scopo palliativo... le cose importanti della vita non le ho fatte e le devo ancora tutte fare, parlo di trovare una dimensione nella società, un lavoro, delle relazioni, uno scopo insomma.


Paura di farsi una vita, questo si. Direi anche problemi con un genitore e assenza di autostima... Bene o male sono rimasto in contatto con amici ed ex e ho sempre sofferto delle loro esperienze, amori... Non rifiuto la vita, la invidio.

Tutto ciò però non mi ha portato a vedere la mia camera come un rifugio, lo è diventata di conseguenza.

Mi rendo conto solo ora di essere un hikikomori. Ora ho finito i miei studi e devo iniziare la vita ed ho paura.


Io ho sempre parlato di me come una persona depressa, non tanto da suicidarsi ma abbastanza da non essere un uomo con tutti i suoi crismi. Non che sia una bella descrizione, forse è ancora di più patologica, ma leggermi in quell articolo mi ha buttato ancora più giù.

Non so perchè ma l'aver letto quell articolo mi ha profondamente turbato, i commenti in maniera ancora maggiore... Un tale descrive la sua giornata fatta di ripetizioni, di tempo immutabile, di niente in pratica... Ecco, non lo avevo mai notato ma ora lo noto anche nella mia.

Mi sento come in un circolo vizioso, oramai ci sono entrato ed oltre a non sapere uscirne, mi sento come condannato.

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