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il 2009-02-10 15:50:00.0 alle 2009-02-10 15:50:00.0
Per quel coglione di una suora
Eluana Englaro si trova in stato vegetativo da 17 anni. Come vive ormai da anni Eluana? I suoi occhi si aprono e si chiudono seguendo il ritmo del giorno e della notte, ma non vedono. Le labbra sono mosse da un tremore, gli arti contratti e i piedi in posizione equina. Una cannula dal naso le porta il nutrimento allo stomaco. Ogni mattina gli infermieri le lavano il viso e il corpo con spugnature. Un clistere le libera l'intestino. Ogni due ore la girano nel letto. Una volta al giorno la mettono su una sedia con schienale ribaltabile, stando attenti che non cada in avanti. Poi di nuovo a letto.

Commenta Carlo Alberto Defanti, primario del reparto di neurologia dell'ospedale Niguarda di Milano, che negli anni ha seguito da un punto di vista clinico Eluana:

    «Malgrado non soffra direttamente per il suo stato, dovrebbe essere chiaro a tutti che la sua condizione è tale da giustificare la scelta di interrompere le cure. Di lei rimane un corpo privo della capacità di provare qualsiasi esperienza, totalmente nelle mani del personale che la assiste. La sua condizione è dolorosa per coloro che la assistono e che hanno ormai perduto da tempo la speranza di un risveglio e per i suoi genitori, che hanno perso una figlia ma non possono elaborarne compiutamente il lutto».

Avendo espresso più volte la chiara volontà di non sopravvivere se si fosse trovata in quelle condizioni, suo padre Beppino e sua madre Saturna hanno condotto una lunga battaglia civile e legale per ottenere l'interruzione dell'alimentazione artificiale, partendo dal presupposto – riconosciuto a livello scientifico internazionale – che l'alimentazione artificiale sia da considerare atto medico e quindi da sospendere quando risulti inutile per il recupero del paziente. Dopo alterne vicende legali, la Corte di Cassazione ha disposto l'interruzione della nutrizione artificiale.

Nonostante la sentenza, sia il ministro del walfare Maurizio Sacconi (leggi), sia il governatore della Regione Lombardia Roberto Formigoni (leggi) hanno invitato le strutture sanitarie a non aderire a quanto disposto dalla Corte di Appello di Milano, con ciò aprendo un conflitto fra poteri dello Stato (leggi).

http://www.partecipasalute.it/cms_2/node/1070

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