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Proc di Catania
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Non Autenticato
il 2008-07-07 22:29:00.0 alle 2008-07-07 22:29:00.0
Pedofilo suicida, inchiesta a S. Vittore
Pedofilo suicida, inchiesta su San Vittore. D' Ambrosio: un carcere da Terzo mondo
Domani Castelli a Milano: valuterò se appoggiare le proposte di chiudere il penitenziario

IL CASO Pedofilo suicida, inchiesta su San Vittore D' Ambrosio: un carcere da Terzo mondo MILANO - Dopo il suicidio di un detenuto per pedofilia, la Procura indaga sulla sicurezza di San Vittore. Più che a infliggere eventuali condanne, l' inchiesta punta a far risolvere una cronica emergenza carceraria che il procuratore D' Ambrosio definisce «da Terzo mondo». E domani il ministro della giustizia Roberto Castelli, in visita al nuovo penitenziario di Bollate, discuterà della possibile chiusura di San Vittore, da tempo proposta dal Comune di Milano. La nuova inchiesta parte da due fatti specifici. L' altro ieri a mezzanotte, a San Vittore, si è impiccato un dentista di Bresso, Luciano O., 37 anni, arrestato dopo il sequestro, nel suo studio, di decine di videocassette con abusi sessuali sui suoi pazienti più piccini. Dopo averlo sentito «confessare tutto» tra crisi di pianto, i magistrati avevano disposto una «sorveglianza a vista», proprio per «l' elevato rischio di suicidio». Rimasto solo in cella, il detenuto si è tolto la vita con la propria cintura dei pantaloni, che di norma in questi casi viene tolta. Il giorno precedente, un altro accusato di abusi sessuali era stato picchiato a sangue da due dei suoi quattro compagni di cella: entrambi hanno già confessato di aver voluto «punire il maniaco», secondo le brutali «leggi» del carcere. «La nostra inchiesta - spiega D' Ambrosio - vuole mettere in luce le difficoltà e le carenze di San Vittore: da anni c' è un sovraffollamento insostenibile, a cui corrisponde un sottodimensionamento degli agenti, come ha più volte segnalato lo stesso direttore. L' indagine dovrà chiarire se una corretta vigilanza avrebbe evitato il pestaggio e il suicidio. Mi chiedo però se sia possibile tenere sotto controllo celle con il doppio dei detenuti previsti, tanto che le guardie non riescono a entrare perché non c' è spazio. C' è una situazione inimmaginabile a cui bisogna rimediare. Se dovessimo giudicare dal carcere, Milano dovrebbe stare nel terzo mondo». P. B.

Biondani Paolo

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