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Non Autenticato
il 2008-04-16 23:13:00.0 alle 2008-04-16 23:13:00.0
Approfitto dellennesima notte insonne, ora che non cè più nessuno che mi fa compagnia su Messenger, per raccontarvi una cosa che mi ha lasciato un po indignato e al contempo deluso. Stavo passeggiando per Gran Vía, oggi pomeriggio, quando ho visto una moltidudine di gente davanti a un teatro: ho alzato gli occhi e ho visto la locandina de Sin tetas no hay paraiso, una soap-opera di origine colombiana che trasmettono da gennaio qui in Spagna, su Telecinco. La folla era composta dai 250 fortunelli, vincitori di un concorso, che avrebbero assistito allanteprima dellultimo episodio della serie e che forse ne avrebbero conosciuto i protagonisti. Per indurvi a continuare la lettura, sappiate che la traduzione del titolo è Senza tette non cè paradiso e che la telenovela ha suscitato non poche polemiche da queste parti.
Dunque, prima un po di storia. La serie originale colombiana si basa sullomonimo romanzo dello scrittore Gustavo Bolívar ed è stata adattata al format spagnolo con qualche cambiamento (tra cui laggiunta di un sagace tocco poliziesco!?). Narra di Catalina, una ragazza di 17 anni romantica, sognatrice, piena di speranze per il futuro, evidentemente un po ingenua e decisamente complessata per le dimensioni poco soddisfacenti del proprio seno. Catalina ritrova un vecchio amico dinfanzia, Rafael, noto anche come El Duque (Il Duca). Questo Duque, a causa della sua turbolenta gioventù (la madre lo malmenava e lui si rifugiava in casa di Catalina), torna al suo paesino dorigine dopo essersi convertito in uno dei narcotrafficanti più importanti della nazione. E qui iniziano i problemi. Catalina, ammaliata dallo sfarzo e dalla facilità di questo nuovo mondo, si dedica alla prostituzione, assieme a delle amiche, e a concedere favori sessuali ai pusher in cambio di droga. Tutto questo per tentare di eludere la precaria situazione della sua famiglia, poiché suo padre è deceduto e sua madre manda avanti la baracca come può, con laiuto del fratello maggiore di Catalina.
Sono certo che non ci sia bisogno di aggiungere altro sulla trama, avete capito tutto. Ma analizziamo qualche dato: sin dalla prima trasmissione, avvenuta il 9 gennaio 2008, lo share della telenovela si è aggirato sul 20% per poi crescere ed arrivare a toccare il 25%. Questo vuol dire che ogni puntata è stata vista in media da circa 4 milioni di spagnoli, in pieno prime-time. Capisco che uno veda il primo episodio per farsi unidea della cosa, ma mi stranisce che in seguito ci siano così tanti adepti. Dico, che cazzo ha la gente nel cervello?
È un programma che fomenta il concetto di donna oggetto, che idealizza il mondo della prostituzione e del narcotraffico, che calca pesantemente la mano sulle dimensioni dei seni (e dei corpi) delle protagoniste e che va fiero di frasi quali: Sei fortunata che quel riccone sia interessato a te, devi essere gentile con lui, Agli uomini bisogna dare corda e ancora Quando ha fatto la comunione, portava un reggiseno più grande del tuo. E, badate bene, sto sorvolando sulla qualità degli attori spagnoli che impersonano i vari personaggi (ammetto di aver visto qualche puntata per colpa delle mie coinquiline).
Proprio per questo, Sin tetas no hay paraiso è stata criticata aspramente sin dalla prima messa in onda, tantè vero che le Canarie ne hanno richiesto immediatamente linterruzione perché promuove uno stereotipo di donna denigrante che implica una regressione sociale e anche la Catalogna per limmagine eccessivamente positiva che conferisce al mondo della prostituzione e del narcotraffico. In risposta alle critiche e armata del potere conferitole dai suoi 4 milioni di spettatori, Telecinco ha pensato bene di ironizzare sulla questione, pubblicando un album di foto dal titolo Tetas en apuros (Tette nei guai). Sostanzialmente, in questo album le critiche vengono completamente malinterpretate, anzi viene sfruttata una stupida affermazione di Gemma Nierga, una giornalista nonché presentatrice spagnola, la quale dice di rifiutarsi di vedere una telenovela con la parola tette nel titolo. Ovviamente, è stata presa pesantemente di mira da Telecinco, che ha fatto credere al pubblico che si vogliano censurare le tette dal mondo. Patetico, anche se da una rete di Berlusconi cera da aspettarselo.
Sono il primo a scherzare su queste cose, quando si scherza, però. La cosa che mi preoccupa maggiormente è che la soap-opera stia riscuotendo così tanto successo in così poco tempo. Mi preoccupa e mi delude. Non voglio esagerare con il mio giudizio: so benissimo che su una ragazza mentalmente stabile i concetti e le situazioni delineate in questa serie non hanno effetti deleteri, così come la violenza, il sesso, la droga e tutti gli altri oggetti di censura non influiscono negativamente su persone equilibrate ed intelligenti, però questa è autentica spazzatura!!!
Non sono contrario alle operazioni di chirurgia estetica, anzi spesso aiutano a risolvere dei problemi psicologici. E poi, mi sembra giusto che una persona possa cambiare delle parti del proprio corpo se non le piacciono, sempre che sia consapevole dei rischi di unanestesia e di unoperazione. La cosa che mi delude è che il canone di bellezza contemporaneo, con cui la società tartassa incessantemente la gente, arrivi a creare gravi scompensi psicologici alle persone e che queste ultime siano così deboli da lasciarsi traviare. Mi delude che la gente detesti parti del proprio fisico basandosi su un criterio imposto dalla società e non su uno individuale. Mi delude che i gusti si massifichino così tanto.
Comunque sia, ragazze dormite sonni tranquilli! Non tutti gli uomini sbavano davanti alle tette grandi, considerandole, alla stregua dei primati, sinonimo di femmine prosperose in grado di allevare una prole più resistente. Ce nè per tutti i gusti, anche se non sembra! Siete belle con le tette che avete!
Dunque, prima un po di storia. La serie originale colombiana si basa sullomonimo romanzo dello scrittore Gustavo Bolívar ed è stata adattata al format spagnolo con qualche cambiamento (tra cui laggiunta di un sagace tocco poliziesco!?). Narra di Catalina, una ragazza di 17 anni romantica, sognatrice, piena di speranze per il futuro, evidentemente un po ingenua e decisamente complessata per le dimensioni poco soddisfacenti del proprio seno. Catalina ritrova un vecchio amico dinfanzia, Rafael, noto anche come El Duque (Il Duca). Questo Duque, a causa della sua turbolenta gioventù (la madre lo malmenava e lui si rifugiava in casa di Catalina), torna al suo paesino dorigine dopo essersi convertito in uno dei narcotrafficanti più importanti della nazione. E qui iniziano i problemi. Catalina, ammaliata dallo sfarzo e dalla facilità di questo nuovo mondo, si dedica alla prostituzione, assieme a delle amiche, e a concedere favori sessuali ai pusher in cambio di droga. Tutto questo per tentare di eludere la precaria situazione della sua famiglia, poiché suo padre è deceduto e sua madre manda avanti la baracca come può, con laiuto del fratello maggiore di Catalina.
Sono certo che non ci sia bisogno di aggiungere altro sulla trama, avete capito tutto. Ma analizziamo qualche dato: sin dalla prima trasmissione, avvenuta il 9 gennaio 2008, lo share della telenovela si è aggirato sul 20% per poi crescere ed arrivare a toccare il 25%. Questo vuol dire che ogni puntata è stata vista in media da circa 4 milioni di spagnoli, in pieno prime-time. Capisco che uno veda il primo episodio per farsi unidea della cosa, ma mi stranisce che in seguito ci siano così tanti adepti. Dico, che cazzo ha la gente nel cervello?
È un programma che fomenta il concetto di donna oggetto, che idealizza il mondo della prostituzione e del narcotraffico, che calca pesantemente la mano sulle dimensioni dei seni (e dei corpi) delle protagoniste e che va fiero di frasi quali: Sei fortunata che quel riccone sia interessato a te, devi essere gentile con lui, Agli uomini bisogna dare corda e ancora Quando ha fatto la comunione, portava un reggiseno più grande del tuo. E, badate bene, sto sorvolando sulla qualità degli attori spagnoli che impersonano i vari personaggi (ammetto di aver visto qualche puntata per colpa delle mie coinquiline).
Proprio per questo, Sin tetas no hay paraiso è stata criticata aspramente sin dalla prima messa in onda, tantè vero che le Canarie ne hanno richiesto immediatamente linterruzione perché promuove uno stereotipo di donna denigrante che implica una regressione sociale e anche la Catalogna per limmagine eccessivamente positiva che conferisce al mondo della prostituzione e del narcotraffico. In risposta alle critiche e armata del potere conferitole dai suoi 4 milioni di spettatori, Telecinco ha pensato bene di ironizzare sulla questione, pubblicando un album di foto dal titolo Tetas en apuros (Tette nei guai). Sostanzialmente, in questo album le critiche vengono completamente malinterpretate, anzi viene sfruttata una stupida affermazione di Gemma Nierga, una giornalista nonché presentatrice spagnola, la quale dice di rifiutarsi di vedere una telenovela con la parola tette nel titolo. Ovviamente, è stata presa pesantemente di mira da Telecinco, che ha fatto credere al pubblico che si vogliano censurare le tette dal mondo. Patetico, anche se da una rete di Berlusconi cera da aspettarselo.
Sono il primo a scherzare su queste cose, quando si scherza, però. La cosa che mi preoccupa maggiormente è che la soap-opera stia riscuotendo così tanto successo in così poco tempo. Mi preoccupa e mi delude. Non voglio esagerare con il mio giudizio: so benissimo che su una ragazza mentalmente stabile i concetti e le situazioni delineate in questa serie non hanno effetti deleteri, così come la violenza, il sesso, la droga e tutti gli altri oggetti di censura non influiscono negativamente su persone equilibrate ed intelligenti, però questa è autentica spazzatura!!!
Non sono contrario alle operazioni di chirurgia estetica, anzi spesso aiutano a risolvere dei problemi psicologici. E poi, mi sembra giusto che una persona possa cambiare delle parti del proprio corpo se non le piacciono, sempre che sia consapevole dei rischi di unanestesia e di unoperazione. La cosa che mi delude è che il canone di bellezza contemporaneo, con cui la società tartassa incessantemente la gente, arrivi a creare gravi scompensi psicologici alle persone e che queste ultime siano così deboli da lasciarsi traviare. Mi delude che la gente detesti parti del proprio fisico basandosi su un criterio imposto dalla società e non su uno individuale. Mi delude che i gusti si massifichino così tanto.
Comunque sia, ragazze dormite sonni tranquilli! Non tutti gli uomini sbavano davanti alle tette grandi, considerandole, alla stregua dei primati, sinonimo di femmine prosperose in grado di allevare una prole più resistente. Ce nè per tutti i gusti, anche se non sembra! Siete belle con le tette che avete!
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Senza tette non cè paradiso @ 2008-04-16 23:13:00.0 di Non Autenticato
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■ @ 2008-04-16 23:33:00.0 di Non Autenticato
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■ @ 2008-04-17 00:07:00.0 di Non Autenticato
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■ @ 2008-04-16 23:37:00.0 di Non Autenticato
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■ @ 2008-04-17 00:05:00.0 di Non Autenticato
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■ @ 2008-04-16 23:32:00.0 di Non Autenticato
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■ @ 2008-04-16 23:23:00.0 di Celeste65
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