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Proc di Catania
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il 2008-04-01 15:16:00.0 alle 2008-04-01 15:16:00.0
Dieci ragazzine accusano La Monica

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Nuove denunce contro il 35enne Oggi il gip si esprime sui domiciliari
di Tiziano Soresina
REGGIO. Sono diventate 10 le ragazzine che accusano di pedofilia Pino La Monica, l'insegnante di recitazione di 35 anni che è in carcere da otto giorni. Inoltre risultano centinaia le foto pedopornografiche che i carabinieri hanno trovato sul disco fisso dei due computer del 35enne già sotto sequestro. E' questo l'attuale «quadro» di un'indagine complessa - coordinata dal pm Maria Rita Pantani - che sta andando ben al di là delle 5 denunce presentate dalle studentesse delle medie Andreoli-Marconi di Correggio, allargandosi alle attività dell'attore in altri centri educativi.

Un lavoro investigativo serrato da parte dei carabinieri di Correggio che in questi giorni hanno analizzato anche una decina di disegni e lettere scritte dai bambini che frequentavano i laboratori teatrali di La Monica: il materiale è stato sequestrato nell'abitazione di Codemondo dell'educatore.
CORTEGGIAMENTI. Secondo l'ipotesi accusatoria La Monica avrebbe agito sul piano psicologico, corteggiando le sue vittime, in una complicità contro il cattivo mondo degli adulti. Un corteggiamento che avrebbe prodotto atti sessuali.
A SCUOLA. Cinque allieve del corso extracurricolare tenuto dall'educatore nell'istituto correggese hanno raccontato di essere state costrette dal loro insegnante a toccarlo nelle parti intime durante giochi al buio avvenuti al termine delle lezioni. Il racconto delle cinque ragazzine - dagli 11 ai 13 anni - è stato raccolto prima dalla psicologa della scuola e quindi, in audizioni protette, dalla psicologa nominata dalla procura.
«Cercava di isolarci dagli altri compagni - ha raccontato una studentessa di Correggio - eravamo in cinque, sempre le stesse. I maschi e le nostre amiche che non gli interessavano li conduceva in un'altra aula. Invece portava noi in una stanza al buio. E lì non perdeva occasione per buttarsi in mezzo a noi e metterci le mani addosso».

IN GIARDINO. Ma c'è anche il caso di una ragazzina 14enne di Reggio che - tramite l'avvocato Marco Scarpati - ha denunciato l'educatore per fatti sospettabili di pedofilia che sarebbero avvenuti nel giardino pieno di tulipani dell'abitazione di La Monica, identificato in un fantastico paradiso degli elfi. All'epoca la ragazza frequentava le Medie e dopo quell'episodio evitò ogni rapporto con il suo insegnante di teatro. Si è decisa a parlare dopo aver letto sui giornali le cronache dell'arresto dell'educatore.
IN TRIBUNALE. Sul piano giudiziario dovrebbe giungere oggi la decisione del gip Cristina Beretti sulla richiesta di La Monica di essere scarcerato, tramutando la misura cautelare in arresti domiciliari. Una scarcerazione a cui il pm Maria Rita Pantani ha dato parere negativo.
Di parere opposto i legali del 35enne. «Abbiamo chiesto gli arresti domiciliari perché a nostro parere sono caduti i due motivi alla base della carcerazione, cioè il rischio di reiterazione del reato e d'inquinamento delle prove». Sempre in tribunale verranno sentite, probabilmente già a partire dalla prossima settimana, le dieci ragazzine che accusano l'educatore di pedofilia. Testimonianze che verranno raccolte - alla presenza di un esperto, del pm e dei legali - tramite quello che viene definito tecnicamente un «incidente probatorio», cioè parole verbalizzate in fase di indagini che avranno valore di prova in un futuro processo.

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