Pedofilia, due suicidi
in Gran Bretagna
E in Belgio un settimanale si prepara
a stampare un elenco anche sul Web
LONDRA - Le liste della vergogna sui giornali, poi le case assaltate dalla folla inferocita, e ora una serie di suicidi a catena: la guerra ai pedofili continua a scuotere l'Inghilterra tra le polemiche sempre maggiori. Nelle ultime 24 ore sono due le persone che si sono tolte la vita (anche se su in uno dei due casi non c'è ancora l'ufficialità della polizia). Il primo uomo, James White di 54 anni, reo confesso di molestie sessuali a tre ragazzine, si è imbottito di farmaci e si è lasciato morire nella propria auto ai bordi di un'autostrada. Il secondo è un imprenditore trovato con un colpo di arma da fuoco in testa.
Qualche giorno fa White era stato costretto a fuggire insieme alla moglie dalla sua abitazione ad Oldham, vicino a Manchester dopo che il suo nome era finito su un giornale locale. La coppia era stata sottratta dalla polizia alla furia della folla e per una quindicina di giorni aveva vissuto in semiclandestinità, ospite di parenti. Sabato poi l'uomo non ha più retto e si è tolto la vita.
Il secondo, John Potter, un imprenditore di 49 anni, è stato trovato cadavere nella sua villa nel sud dell'Inghilterra con un colpo di pistola alla testa: anche lui era sotto inchiesta per molestie sessuali a due ragazzi quindicenni. La polizia non si è ancora espressa ufficialmente sulle cause della morte, ma secondo i vicini si tratta certamente di suicidio.
Potter, che era diventato miliardario con una fabbrica di modelli di plastica nel Kent e che era concessionario della Harley-Davidson, era stato arrestato l'11 maggio scorso perchè sospettato di aver molestato i due minorenni. Per sfuggire agli agenti, si era gettato da una finestra al primo piano del suo ufficio, riportando ferite alla testa. Era finito in ospedale ed aveva evitato la prigione. Ma fra due settimane avrebbe dovuto presentarsi alla stazione di polizia di Southampton per rispondere alle domande degli inquirenti.
Tutto è partito con la morte di Sarah Payne, una bambina di 8 anni rapita ed uccisa da un pedofilo all'inizio di luglio che ha provocato una forte ondata emotiva nel paese, alimentata anche dalla pubblicazione sul domenicale 'New of the World' di nomi, foto e indirizzi di un centinaio di maniaci.
Dopo una serie di aggressioni a molestatori di bambini veri o presunti - qualcuno si è trovato nei guai solo perchè omonimo di qualche maniaco - il settimanale ha sospeso la pubblicazione della lista. James White non era nell'elenco, ma il suo caso non era comunque sfuggito ai vicini di casa che non sembrano affatto toccati dal suicidio. "Non verserò una lacrima per quello. E' bene essersene liberati", ha detto Karen Hallett, 20 anni, madre di due bambini.
E se in Inghilterra i giornali hanno sospeso la pubblicazione delle "liste nere", in Belgio invece hanno subito raccolto l'esempio con il settimanale L'Investigateur, pronto a stampare un elenco con i nomi di una cinquantina di pedofili. Il giornale promette di andare oltre e cioè di mettere anche sul Web, oltre ai condannati, anche i sospettati. Sono subito scoppiate le polemiche.
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