Lo riporta La Stampa: l'inchiesta aperta a Terni da sei mesi
Don Gelmini indagato per abusi
Il sacerdote anti-droga, 82 anni, accusato da alcuni giovani della sua comunità. Il portavoce: «Allibiti ma lieti di portare la croce»
TERNI - Don Gelmini, il fondatore della Comunità Incontro, è indagato dalla procura di Terni con l'accusa di abusi sessuali. Ad accusarlo - secondo quanto riporta il quotidiano La Stampa - alcuni ex ospiti delle strutture della comunità ad Amelia.
L'INTERROGATORIO - L'indagine, sottolinea il quotidiano, è in corso da oltre sei mesi e i magistrati hanno ascoltato diversi testimoni con l'obiettivo di ricostruire la vicenda. Le dichiarazioni di accusa sarebbero molte e abbastanza concordanti; pagine e pagine di verbali in cui gli ex ospiti - giovani che hanno avuto o hanno tuttora a che fare con la droga, qualcuno anche scivolato nella delinquenza - ripeterebbero sempre gli stessi racconti. I pm hanno anche già sentito il diretto interessato, scrive sempre La Stampa, in un «lungo e drammatico interrogatorio». La procura mantiene sulla vicenda una certa cautela dato che, spiega sempre il quotidiano torinese, ci potrebbero essere motivi di risentimento dietro la denuncia dei giovani.
IL PORTAVOCE - «Siamo costernati ed angosciati ma lieti di portare la croce buttata addosso ad un uomo che per 82 anni anni ha sempre servito Cristo, la Chiesa e gli ultimi»: sono le parole affidate a Alessandro Meluzzi, medico e psichiatra cui don Pierino, del quale è amico da 25 anni, ha dato il compito di suo portavoce per la vicenda della indagine della magistratura di Terni. Il sacerdote non è ad Amelia ma in un' altra delle sue comunità. Il suo portavoce ha confermato che don Pierino nelle scorse settimane è stato interrogato dalla procura e che l'inchiesta è in corso da molti mesi sulla base - ha detto Meluzzi - dei racconti di alcuni ex ospiti delle Comunità Incontro che erano stati da questa allontanati. «Noi tutti siamo però - ha proseguito Meluzzi - anche angosciati perché i giovani ospiti dei 287 centri della Comunità vedono messo a rischio tutto il lavoro fatto in questi anni da don Pierino ed il loro cammino per uscire dal mondo della droga».
IL LEGALE - L' avvocato Lanfranco Frezza, del foro di Terni, uno dei difensori di don Pierino Gelmini, non esclude «a priori» che il sacerdote «possa essere rimasto vittima di una vendetta o di una forma di estorsione».
LE REAZIONI POLITICHE - A don Gelmini sono già arrivate alcune testimonianze di solidarietà da parte di esponenti del mondo politico, soprattutto dagli ambienti del centrodestra a cui il sacerdote è considerato vicino. Alfredo Mantovano, di An, intravede il rischio che si ripeta «quanto accaduto a Muccioli 15 anni fa» e chiede che la magistratura «indaghi con rigore» e che «lo faccia presto» perché «Don Gelmini è una delle persone più amate e stimate nel mondo per ciò che di straordinario ha fatto in mezzo secolo» e per questo «ha diritto più di chiunque altro che si diradi ogni ombra». Gianfranco Rotondi, della Democrazia cristiana per le autonomie, parla invece di «indegna congiura mediatica». «Noi abbiamo grande rispetto per la magistratura - precisa Maria Burani Procaccini, responsabile Famiglie e minori di Forza Italia _, ma a pelle diciamo che Don Gelmini è un santo: chiediamo alla stampa di non ucciderlo da innocente».
Il deputato di Rifondazione, Vladimir Luxuria, non vuole entrare nel merito dell'indagine. «Invito solo le persone - è il suo commento - a non assolvere una persona indagata per reati così gravi solo perchè è un sacerdote».
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2007/0... 
ormai siamo alla frutta
prima la false accuse per far soldi ,roba da miliardi
ora la beffa della checca pedofoba da salotto
continuo a pensare che le botte che le/gli davano a Mosca non fossero immeritate