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Non Autenticato
il 2007-05-08 21:59:00.0 alle 2007-05-08 21:59:00.0
Tesi di laurea scientifiche
Tipologia 1

Alcune tesi richiedono un lungo lavoro per creare e mantenere i contesti che devono produrre dati interpretabili. Secondo gli ambiti possono richiedere anche anni di dura manovalanza. Alla fine si caricano i dati su un foglio elettronico e si frullano con i vari strumenti di manipolazione statistico-probabilistica. I risultati producono una qualche interpretazione, che talvolta può anche essere negativa: in altri termini ci possono volere 2-3 anni di lavoro per scoprire che un'ipotesi iniziale può essere confutata dai dati sperimentali oppure del tutto campata in aria. Può sembrare un non senso, ma il metodo scientifico convenzionale si basa anche su questo apparente "tempo perso". Un'ipotesi resta solo una mera speculazione filosofica finché non trova conferma o, al contrario, non viene smentita dai riscontri empirici o sperimentali. Lavori di questo tipo portano quasi sempre a tesi apparentemente banali, che prese nella loro individualità farebbero ridere i polli. Si scrivono in due giorni più un terzo per la correzione della bozza, sono spesso fatte di una decina di paginette a interlinea tripla integrate magari con qualche inutile foto e una tabella di dati numerici. D'altra parte tesi di questo tipo si elaborano secondo schemi letterari standardizzati, c'è poco da elaborare in senso creativo (Introduzione, richiami bibliografici, descrizione e cronistoria dei contesti che formano le tesi e i testimoni, esposizione dei risultati, interpretazione degli stessi. La loro discussione, il giorno fatidico della cravatta, delle foto con mamma papà e fidanzata/o orgogliosi, è fatta di 15-20 minuti di sbadigli mal celati da parte di commissari apparentemente interessati ma che in realtà sono lì per dovere istituzionale e da parte di spettatori che sono lì per fare numero ma che hanno lo stesso stato d'animo di un eschimese che vede un film in russo sottotitolato in cinese.
D'altra parte sono proprio questi lavori anonimi che portano al progresso tecnico-scientifico, dal momento che le grandi invenzioni sono ormai basate sull'assemblaggio di conoscenze maturate con l'accumulo di una casistica partorita da anonimi contributi. Franklin inventò il parafulmine, Volta la pila, ecc., c'è forse un inventore della biotecnologia o della nanotecnologia tanto per citarne due?

Cosa resta al neolaureato? ben poco se ci limitiamo al contesto tesi e a quelle 5-10 righe che popolano il paragrafo "Conclusioni". In realtà gli anni che ha impiegato per fare manovalanza scientifica gli hanno permesso di acquisire una notevole esperienza pratica in un determinato contesto. Sta a lui fare tesoro di questa esperienza acquisita e spenderla nella sua attività lavorativa integrandola con altre esperienze. Ma questa è un'altra storia.

Tipologia 2

Altre tesi non richiedono lavoro sporco, ma si basano sulla raccolta di dati prodotti da tanti anonimi lavori sporchi e nel loro assemblaggio. Il lavoro consiste nella ricerca e nell'acquisizione delle informazioni disponibili nella letteratura scientifica. Un lungo lavoro di lettura, estrapolazione e assemblaggio. Alla fine il tutto deve essere assemblato in modo brillante per non partorire una palese scopiazzatura o uno sterile collage di contenuti. La scrittura richiede molto tempo sia per l'impostazione della sequenza dei contenuti sia per l'inserimento di citazioni e richiami bibliografici. Naturalmente è facile scrivere tesi compilative brillanti, è sufficiente estrapolare e mettere nel calderone le informazioni più appropriate per rendere interessante una tesi. Tesi di questo tipo sono fatte di decine e decine di pagine in gran parte fatte di citazioni e conducono a risultati che alla fin fine sono scontati. Una tesi compilativa originale può rivelarsi brillante e magari catalizzare l'attenzione degli astanti il giorno fatidico della cravatta ecc. ecc. Se proprio non si è malpresi può scaturire anche uno sviluppo fuori programma con la solita domanda di un commissario che è stato toccato in qualche suo ambito d'interesse e ne approfitta per dire la sua mettendo il puntino sulla i. Tutto sommato le tesi brillanti rientrano sempre in questa categoria perché sono facili da realizzare. Richiedono solo qualche competenza linguistica e naturalmente una discreta conoscenza dei contenuti che si trattano.

Cosa resta al neolaureato? magari una buona tesi da pubblicare, ma in generale una conoscenza teorica e di riflesso di ciò che ha messo nel suo frullatore universitario. Non è del tutto negativo: se la conoscenza teorica non è fatta di mero noziozismo-saccenza, è fondamentale per avere quel bagaglio di competenze che richiedono solo una successiva integrazione dell'esperienza sul campo. Sta a lui spendere questa competenza per farla fruttare adeguatamente. Ma questa è un'altra storia.

Tipologia 3 (incertae sedis)

C'è una tesi un po' anomala, sinceramente non l'ho ancora classificata. Se rientra nella tipologia 1 come mai s'impiega tanto tempo per mettere su 10 paginette di sterile assemblaggio? O forse la leggenda della parola giornaliera ha davvero un fondamento di realtà? razzo, sarebbe davvero esilarante!

Scartata la tipologia 1 ipotizziamo che rientri nella tipologia 2. I tempi ci sono tutti, però dubito che una tesi di questo tipo possa essere scritta senza documentarsi e senza elaborare. E dubito che tutto sto lavoro possa essere fatto nel modo più appropriato se gran parte del tempo lo dedichi a cazzeggiare in singolar tenzoni virtuali, giochi di ruolo e botte e risposte in perfetto stile scuola materna del bronx. Oppure è davvero così e allora c'è da aspettarsi che i mesi richiesti per buttare una tesi di laurea in realtà saranno 2-3 anni.

A questo punto però sarei tentato di scartare anche la seconda ipotesi e formulare una mia teoria intrigante: perché razzo mai il teschione trascorre le sue giornate al piccì con una finestra di word aperta sulla tesi e una di esploder sul forum dei troll?
1) il teschione è un certo Lamb che anonimamente sta raccogliendo materiale per una sua pubblicazione (non ho capito bene se è una tesi di laurea o altro, ma ricordo che ne aveva fatto cenno da qualche parte)
2) il teschione è un certo sampdoriano di vecchia conoscenza che sta raccogliendo materiale per un famoso master sulla comunicazione. Naturalmente da buon trollone ha cambiato identità per creare un nuovo contesto necessario ad arricchire la casistica.

Oppure, bando alla fantascienza, la verità sta tutta in un patetico e triste vocabolo giornaliero. Gioventù data in pasto ai maiali Triste

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