Erano alcuni giorni che non passavo da queste parti perciò ho visto il post solo ora.
Non ricordo le frequenze, comunque la clorofilla ha due picchi di assorbimento, uno nella regione del rosso e l'altro in quella del violetto (da cui il colore verde del pigmento). I due picchi non sono uguali, però non ricordo dov'è il maggiore assorbimento. Sono cose che avevo studiato 25 anni fa e la memoria fa brutti scherzi. Se vuoi saperne di più devo andare a spulciare da qualche parte.
In ogni caso più che la frequenza della luce emessa è fondamentale l'intensità e la tecnologia diventa piuttosto costosa, anche perché i rendimenti che puoi raggiungere sono dell'ordine del 4-5% nelle migliori condizioni. I risultati poi cambiano secondo la pianta: se si tratta di piante C3 l'apporto eccessivo di luce non produce risultati sperati perché la fissazione della CO2 sfrutta una via metabolica "sprecona".
In condizioni ottimali di illuminazione diventa inoltre un fattore limitante la concentrazione di anidride carbonica nell'aria.
'nsomma, ne vale la pena?