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il 2006-06-28 20:12:00.0 alle 2006-06-28 20:12:00.0
Fecero morire di stenti la figlia
Bari - Aveva 16 mesi ma pesava come un neonato di 4 mesi, i suoi genitori non le davano né da mangiare né da bere: così, a gennaio dell'anno scorso, la piccola Eleonora era morta di stenti. Ieri la madre e il suo convivente sono stati condannati a 30 anni di carcere per omicidio volontario pluriaggravato. Un misero euro come risarcimento simbolico è andato al padre legittimo della piccola.
L'accusa aveva chiesto l'ergastolo per i due "genitori" ma i due hanno avuto lo sconto di pena perché il processo è stato celebrato con rito abbreviato. Trent'anni di galera, dunque. Il giudice ha poi assegnato un risarcimento simbolico dei danni, solo un euro, al padre legittimo della bimba morta, che si era costituito parte civile e aveva chiesto una grossa cifra. Eleonora, infatti, era nata da una relazione occasionale della mamma quando, con il consenso del marito, si prostituiva al Nord. L'uomo aveva riconosciuto la piccola poco tempo prima del divorzio. Ecco perché per la donna (24 anni) e il suo nuovo convivente (un pregiudicato 44enne) quella bambina era solo un brutto ricordo e i due erano certi che portasse il malocchio o fosse indemoniata. Per questo Eleonora viveva legata a un passeggino, con la faccia al muro, e quando piangeva era colpita da oggetti lanciati dalla madre e dal convivente. Nel garage trasformato in casa, la piccola viveva con altri tre fratellini: due di 4 e 2 anni, nati dal precedente matrimonio della mamma, e una di pochi mesi avuta dal convivente. A loro, ora affidati a un istituto, era permesso torturare la sorellina. Eleonora - ha accertato il pm - veniva alimentata pochissimo e quando è morta era uno scheletro: pesava 5 kg e 700 grammi, come un bimbo di 4 mesi. Era lasciata da sola, sporca e al freddo e nell'autopsia i medici videro anche una doppia frattura, mai curata, a un braccino. L'obiettivo della donna e del suo convivente era liberarsi della bambina. Hanno scelto il modo più crudele possibile. Ansa