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    il 2024-02-15 18:47:43.0 alle 2024-02-15 18:47:43.0
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    Gli agricoltori protestano per i loro privilegi, non per i loro diritti
    https://forum.termometropolitico.it/858589-agricol...

    Gli agricoltori protestano in tutta Europa e il professore di economia Michele Boldrin risponde con un video contro di loro, intitolato "non confondete gli agricoltori con i parassiti".

    Spesso alla gente che parla per dar aria alla bocca si dice "vai a zappare la terra", ma in questo caso non possiamo nemmeno dirlo perché sti cagacazzo la zappano già la terra!




    Queste proteste hanno ricevuto l'endorsement dal mondo neofascista e la cosa non sorprende, vista la confusione che c'è in quel mondo riguardante la questione dei DIRITTI.
    Per quanto riguarda i DIRITTI: aprite la discussione nella mia firma.

    Ora, il problema qual è? Molto banalmente, che gli agricoltori non protestano perché è stata violata la loro self-ownership o uno qualsiasi dei DIRITTI che da essa discendono.
    No, loro protestano perché ritengono di non avere sufficienti PRIVILEGI.

    Il problema del mondo neofascista è precisamente questo: le persone che protestano per i loro DIRITTI le prendono a pesci in faccia (ovviamente perché sono proprio i neofascisti il problema: sono loro che vogliono calpestare i DIRITTI delle persone), mentre prendono le difese di tutta quella gentaglia che difende i propri PRIVILEGI, tra cui tassisti e agricoltori.


    Fatta questa introduzione, arriviamo al nocciolo della questione.

    Chiunque abbia studiato almeno un po', sa che l'agricoltura nell'Unione Europea e anche in Svizzera è sovvenzionata dallo stato e che questo, in cambio dei soldi pubblici dati agli agricoltori, chiede il rispetto di alcune norme nelle procedure agricole.

    Poiché la maggior parte delle attività economiche non sono sussidiate dallo stato, gli agricoltori sono privilegiati. È chiaro???


    Ora, quali sono le pretese di costoro? È abbastanza semplice: non solo vogliono più soldi dallo stato, ma addirittura chiedono di eliminare quelle norme che devono rispettare in cambio di questi soldi.

    Della serie: "Dammi i soldi e non rompere i coglioni, brutta puttana!".

    Per carità, siamo in democrazia, quindi un agricoltore può anche dire la sua... ma questi non dicono semplicemente la loro, protestano in maniera molesta!



    Ora che lo scenario di attualità è chiaro, passiamo alla questione di base: l'agricoltura deve essere sovvenzionata?

    Proprio in questi giorni ne stavo discutendo con Halberdier, il quale mi ha scritto.


    > Oh, Robert, bentornato, erano dai tempi in cui proclamasti "l'eroe nazionale svizzero" (e questo cadde in breve in disgrazia... ) che non ti vedo più.
    > In Svizzera i contadini sono tenuti in debito conto. Gente che non solo produce quello che mangiamo, e senza di loro dovremmo coltivare tutti il giardino e farcelo bastare, ma che garantisce anche un livello minimo di approvvigionamento al Paese. Come tale, anche escludendo tutte le prestazioni che DEVONO prestare al Paese in cambio di quei sussidi, che siano sussidiati non mi fa né caldo né freddo. Soldi meglio spesi rispetto a tanti altri.


    Praticamente il nostro amico Halberdier stava dicendo che gli agricoltori danno un servizio alla società e che quindi è giusto che prendano soldi pubblici. Qualcuno mi può spiegare perché lo stesso discorso non dovrebbe valere per tutte le attività economiche?

    Perché non possiamo, ad esempio, trasformare "Gente che non solo produce quello che mangiamo, e senza di loro dovremmo coltivare tutti il giardino e farcelo bastare" in "Gente che produce il software che usiamo, e senza di loro dovremmo studiarci i linguaggi di programmazione e crearci software per conto nostro", applicato ai programmatori, e quindi concludere che siccome i creatori di software danno un servizio utile alla società allora devono ricevere soldi dallo stato?

    Ok, va bene... allora diciamo la stessa cosa di qualunque professione e mettiamo in piedi il comunismo, così sarà contento Gian_Maria.

    No, ma noi mica lo vogliamo il comunismo! Vogliamo il libero mercato per i programmatori, ma i mercati protetti per i tassisti e i mercati protetti con sussidi compresi per gli agricoltori. Vogliamo, in buona sintesi, che alcuni imprenditori siano privilegiati rispetto ad altri... e lo vogliamo perché non siamo abbastanza svegli per distinguere tra DIRITTI e PRIVILEGI.


    Voglio comunque cercare di leggere tra le righe nel testo di Halberdier: forse quello che intende dire lui è che siccome gli agricoltori producono beni di prima necessità, allora la loro attività va trattata come un servizio pubblico.

    Benissimo, questa logica la posso anche capire, ma forse il nostro amico dovrebbe anche cercare di capire che cosa comporterebbe il considerare l'agricoltura come un servizio pubblico.

    Se una cosa è un servizio pubblico, significa che l'interesse del cittadino/consumatore viene messo al centro di tutto.
    Ebbene, qual è l'interesse del cittadino/consumatore? Che il cibo costi il meno possibile!
    Ecco... e allora mi spiegate perché cazzo la logica di questo servizio pubblico chiamato "agricoltura" è quella di tenere alti i prezzi regolandoli e mettendo i dazi sulla merce importata? Qualcuno mi spiega perché la logica di questa servizio pubblico è quella di fare l'interesse di una RISTRETTA MINORANZA DEL PAESE (ovvero, gli agricoltori) anziché quella di fare l'interesse del cittadino/consumatore?

    Se l'agricoltura è un servizio pubblico, allora che lo stato elimini i dazi e il controllo dei prezzi.
    Se poi gli agricoltori nostrani non riusciranno a competere con i prezzi, vorrà dire che falliranno... a quel punto lo stato potrà rilevare le attività agricole fallite e tenerle in piedi in perdita con prezzi bassi. Eccovi servito il servizio pubblico! CapitanFracassa si farà una sega.

    Uniamoci anche noi alle proteste e urliamo: "L'agricoltura è un servizio pubblico, lasciate che i prezzi crollino oppure ci faremo esplodere... ma senza il bambino biondo, lui resta a casa!".


    **Modificato dall'autore il 15.02.2024 18:57**
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      il 2024-02-15 20:54:40.0 alle 2024-02-15 20:54:40.0
      Re: Gli agricoltori protestano per i loro privilegi, non per i loro diritti
      Scritto da: Mattia
      > https://forum.termometropolitico.it/858589-agricol...
      >
      > Gli agricoltori protestano in tutta Europa e il professore di economia Michele Boldrin risponde con un video contro di loro, intitolato "non confondete gli agricoltori con i parassiti".
      >
      > Spesso alla gente che parla per dar aria alla bocca si dice "vai a zappare la terra", ma in questo caso non possiamo nemmeno dirlo perché sti cagacazzo la zappano già la terra!
      >
      >
      >
      >
      > Queste proteste hanno ricevuto l'endorsement dal mondo neofascista e la cosa non sorprende, vista la confusione che c'è in quel mondo riguardante la questione dei DIRITTI.
      > Per quanto riguarda i DIRITTI: aprite la discussione nella mia firma.
      >
      > Ora, il problema qual è? Molto banalmente, che gli agricoltori non protestano perché è stata violata la loro self-ownership o uno qualsiasi dei DIRITTI che da essa discendono.
      > No, loro protestano perché ritengono di non avere sufficienti PRIVILEGI.
      >
      > Il problema del mondo neofascista è precisamente questo: le persone che protestano per i loro DIRITTI le prendono a pesci in faccia (ovviamente perché sono proprio i neofascisti il problema: sono loro che vogliono calpestare i DIRITTI delle persone), mentre prendono le difese di tutta quella gentaglia che difende i propri PRIVILEGI, tra cui tassisti e agricoltori.
      >
      >
      > Fatta questa introduzione, arriviamo al nocciolo della questione.
      >
      > Chiunque abbia studiato almeno un po', sa che l'agricoltura nell'Unione Europea e anche in Svizzera è sovvenzionata dallo stato e che questo, in cambio dei soldi pubblici dati agli agricoltori, chiede il rispetto di alcune norme nelle procedure agricole.
      >
      > Poiché la maggior parte delle attività economiche non sono sussidiate dallo stato, gli agricoltori sono privilegiati. È chiaro???
      >
      >
      > Ora, quali sono le pretese di costoro? È abbastanza semplice: non solo vogliono più soldi dallo stato, ma addirittura chiedono di eliminare quelle norme che devono rispettare in cambio di questi soldi.
      >
      > Della serie: "Dammi i soldi e non rompere i coglioni, brutta puttana!".
      >
      > Per carità, siamo in democrazia, quindi un agricoltore può anche dire la sua... ma questi non dicono semplicemente la loro, protestano in maniera molesta!
      >
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      >
      > Ora che lo scenario di attualità è chiaro, passiamo alla questione di base: l'agricoltura deve essere sovvenzionata?
      >
      > Proprio in questi giorni ne stavo discutendo con Halberdier, il quale mi ha scritto.
      >
      >
      > > Oh, Robert, bentornato, erano dai tempi in cui proclamasti "l'eroe nazionale svizzero" (e questo cadde in breve in disgrazia... ) che non ti vedo più.
      > > In Svizzera i contadini sono tenuti in debito conto. Gente che non solo produce quello che mangiamo, e senza di loro dovremmo coltivare tutti il giardino e farcelo bastare, ma che garantisce anche un livello minimo di approvvigionamento al Paese. Come tale, anche escludendo tutte le prestazioni che DEVONO prestare al Paese in cambio di quei sussidi, che siano sussidiati non mi fa né caldo né freddo. Soldi meglio spesi rispetto a tanti altri.
      >
      >
      > Praticamente il nostro amico Halberdier stava dicendo che gli agricoltori danno un servizio alla società e che quindi è giusto che prendano soldi pubblici. Qualcuno mi può spiegare perché lo stesso discorso non dovrebbe valere per tutte le attività economiche?
      >
      > Perché non possiamo, ad esempio, trasformare "Gente che non solo produce quello che mangiamo, e senza di loro dovremmo coltivare tutti il giardino e farcelo bastare" in "Gente che produce il software che usiamo, e senza di loro dovremmo studiarci i linguaggi di programmazione e crearci software per conto nostro", applicato ai programmatori, e quindi concludere che siccome i creatori di software danno un servizio utile alla società allora devono ricevere soldi dallo stato?
      >
      > Ok, va bene... allora diciamo la stessa cosa di qualunque professione e mettiamo in piedi il comunismo, così sarà contento Gian_Maria.
      >
      > No, ma noi mica lo vogliamo il comunismo! Vogliamo il libero mercato per i programmatori, ma i mercati protetti per i tassisti e i mercati protetti con sussidi compresi per gli agricoltori. Vogliamo, in buona sintesi, che alcuni imprenditori siano privilegiati rispetto ad altri... e lo vogliamo perché non siamo abbastanza svegli per distinguere tra DIRITTI e PRIVILEGI.
      >
      >
      > Voglio comunque cercare di leggere tra le righe nel testo di Halberdier: forse quello che intende dire lui è che siccome gli agricoltori producono beni di prima necessità, allora la loro attività va trattata come un servizio pubblico.
      >
      > Benissimo, questa logica la posso anche capire, ma forse il nostro amico dovrebbe anche cercare di capire che cosa comporterebbe il considerare l'agricoltura come un servizio pubblico.
      >
      > Se una cosa è un servizio pubblico, significa che l'interesse del cittadino/consumatore viene messo al centro di tutto.
      > Ebbene, qual è l'interesse del cittadino/consumatore? Che il cibo costi il meno possibile!
      > Ecco... e allora mi spiegate perché cazzo la logica di questo servizio pubblico chiamato "agricoltura" è quella di tenere alti i prezzi regolandoli e mettendo i dazi sulla merce importata? Qualcuno mi spiega perché la logica di questa servizio pubblico è quella di fare l'interesse di una RISTRETTA MINORANZA DEL PAESE (ovvero, gli agricoltori) anziché quella di fare l'interesse del cittadino/consumatore?
      >
      > Se l'agricoltura è un servizio pubblico, allora che lo stato elimini i dazi e il controllo dei prezzi.
      > Se poi gli agricoltori nostrani non riusciranno a competere con i prezzi, vorrà dire che falliranno... a quel punto lo stato potrà rilevare le attività agricole fallite e tenerle in piedi in perdita con prezzi bassi. Eccovi servito il servizio pubblico! CapitanFracassa si farà una sega.
      >
      > Uniamoci anche noi alle proteste e urliamo: "L'agricoltura è un servizio pubblico, lasciate che i prezzi crollino oppure ci faremo esplodere... ma senza il bambino biondo, lui resta a casa!".

      Lo dice all'incirca anche Kein Fuck:

      https://keinpfusch.net/trattori-e-agricoltori/

      Ma come tutto ciò che riguarda la società e la politica, le cose reali sono più complesse delle mappe mentali, soprattutto quando a farsele sono persone che non hanno mai tenuto in mano una zappa.

      Primo, gli agricoltori sono gente semplice, che nella mia classificazione elettorale bordeggiano lungo la zona degli idiotes. Non saprei dire perché, dato che la scuola pubblica è la stessa per tutti, ci sono biblioteche pubbliche per istruirsi e dalla rete è possibile scaricare ogni sorta di libri. A me piacerebbe che gli agricoltori fossero una gentry di proprietari terrieri colti e intelligenti, amici e custodi del territorio, ma rappresentano invece la coda inferiore della gaussiana del QI. Questo è vero tanto più quanto sono giovani. Se il nonno era semplicemente uno che non aveva studiato, il nipote è proprio uno che a scuola scaldava la sedia.

      Secondo, anche le persone semplici capiscono quando li si sta fregando, anche se non sono in grado di lanciarsi in complesse ANALisi del perché e del percome.
      Un agricoltore possiede, tra cascina e macchinari, un capitale dell'ordine del milione di euro. Potrebero comprarsi il Porsche Cayenne, e invece si comprano un trattore che costa altrettanto. Questo capitale rende piuttosto poco: ricordate quando dada aveva postato i prezzi dei generi alimentari al grande ingrosso nel porto di Genova? Un prosciutto San Daniele intero a loro viene pagato quanto noi spendiamo per due fettine.
      Oggi l'automazione rende il lavoro meno duro che in passato, ma resta il fatto che ci sono modi più redditizi di impiegare i soldi: se gli agricoltori fossero intelligenti, venderebbero macchinari e attrezzature, metterebbero la cascina su AirBNB e imparerebbero il metodo Unger per investire i soldi online, e noi ci troveremmo a mangiare le suole delle scarpe, o i prodotti del nostro orto. L'orto l'ho provato e ti assicuro che per molte specie di ortaggi è difficile ottenere qualcosa che somigli a quanto si compra al supermercato. Per questa ragione il governo li sussidia: perché ci sia ancora qualcuno che produce roba da mangiare invece di darsi a qualche mestiere terziario parassitario. Anch'io vorrei che non ricevessero sussidi né ne avessero bisogno, perché i sussidi rendono l'intelligenza superflua e la gente stupida e ottusa. Vorrei che il libero mercato provvedesse con la sua mano magica pure a loro, e invece li frega: senza sussidi agli agricoltori, le multinazionali si comprerebbero tutti i terreni.
      Gli agricoltori si sbattono per dar da mangiare al resto della società, unica categoria che davvero produce, per pochi soldi. Sono ignoranti specializzati in una sola particolare abilità, coltivare. Come tutti gli ignoranti, non essendo in grado di analizzare le cause del loro disagio e i fenomeni socioeconomici che li stanno fregando, vedono solo i propri interessi e votano dei leghisti che pensino e parlino per loro.

      Il problema non sono gli agricoltori, è una società in cui senza sussidi l'agricoltura non è economicamente possibile.
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        il 2024-02-18 17:55:40.0 alle 2024-02-18 17:55:40.0
        Trollate totali: 9886
        Re: Gli agricoltori protestano per i loro privilegi, non per i loro diritti
        Scritto da:
        > Lo dice all'incirca anche Kein Fuck:
        >
        > https://keinpfusch.net/trattori-e-agricoltori/

        keinpusch ha avuto un raro momento di lucidità! Sorpresa

        > Questo capitale rende piuttosto poco: ricordate quando dada aveva postato i prezzi dei generi alimentari al grande ingrosso nel porto di Genova? Un prosciutto San Daniele intero a loro viene pagato quanto noi spendiamo per due fettine.

        Giusto... ma perché i prezzi sono così bassi?

        Perché vengono sussidiati dallo stato e quindi riescono a stare in piedi anche con prezzi bassi.

        Senza i sussidi, nessuno sarebbe disposto a essere pagato così poco e quindi i prezzi aumenterebbero.
        Non solo, ma senza sussidi alcune attività chiuderebbero baracca e quindi le attività commerciali rimaste avrebbero meno concorrenza e quindi più profitti.

        Il problema è che secondo me qui non si capisce che se un determinato settore dell'economia viene sovvenzionato per anni e anni dallo stato finisce per diventarne dipendente e allora si afferma l'idea che senza lo stato non si va da nessuna parte.
        Direbbero la stessa cosa anche gli sviluppatori di software se avessero ricevuto sovvenzioni per anni e anni: "se ci togli le sovvenzioni chiudiamo baracca".


        In realtà senza le sovvenzioni il mercato dell'agricoltura si adatterebbe al nuovo recipiente. Se le togli da un giorno all'altro non va bene, perché devi dare al mercato il tempo di riadattarsi. Le devi togliere piano piano.

        Quali sono i vantaggi? Prima di tutto che si viene a creare un meccanismo concorrenziale e poi che si risparmiano soldi pubblici.

        Ho fatto un calcolo per quanto riguarda la Svizzera: nel 2017 gli agricoltori svizzeri hanno ricevuto 3.7 miliardi di franchi.
        Considerato che gli abitanti svizzeri sono 8.9 milioni, lo stato con quel budget avrebbe potuto dare 40 franchi al mese di buono spesa a ogni singolo cittadino (che significa che una famiglia di 4 persone riceverebbe 160 franchi al mese di buono spesa).

        Però le persone del ceto medio-alto non ne hanno bisogno e se i buoni spesa vengono dati solo alle persone del ceto medio-basso magari si arriva a dare a 80 franchi di buono spesa al mese a ogni persona.
        Sarebbe un aiuto abbastanza rilevante e di cui beneficerebbe un elevato numero di persone, non più solo un gruppo molto ristretto di cittadini.


        > Oggi l'automazione rende il lavoro meno duro che in passato, ma resta il fatto che ci sono modi più redditizi di impiegare i soldi: se gli agricoltori fossero intelligenti, venderebbero macchinari e attrezzature, metterebbero la cascina su AirBNB e imparerebbero il metodo Unger per investire i soldi online, e noi ci troveremmo a mangiare le suole delle scarpe, o i prodotti del nostro orto.

        A me sembra che invece non siano stupidi, dal momento che fanno un lavoro sovvenzionato e che quindi hanno la garanzia di ricevere sempre almeno un po' di bigliettoni.

        Nel mercato libero invece dovrebbero negoziare prezzi decenti e impegnarsi ad abbassare il più possibile i costi di produzione... e in qualche modo arriverebbero a stare in piedi da soli, come fanno tutte le attività commerciali!

        > Il problema non sono gli agricoltori, è una società in cui senza sussidi l'agricoltura non è economicamente possibile.

        Chi lo dice? Perché tutti i lavori sono possibili nel libero mercato tranne quello dell'agricoltura? Non ti sembra una cosa un po' strana?

        **Modificato dall'autore il 18.02.2024 18:00**
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          Non Autenticato
          il 2024-02-18 20:20:21.0 alle 2024-02-18 20:20:21.0
          Re: Gli agricoltori protestano per i loro privilegi, non per i loro diritti
          > > Questo capitale rende piuttosto poco: ricordate quando dada aveva postato i prezzi dei generi alimentari al grande ingrosso nel porto di Genova? Un prosciutto San Daniele intero a loro viene pagato quanto noi spendiamo per due fettine.
          >
          > Giusto... ma perché i prezzi sono così bassi?
          >
          > Perché vengono sussidiati dallo stato e quindi riescono a stare in piedi anche con prezzi bassi.

          È un gatto che si morde la coda: i prezzi sono bassi perché grossisti e cooperative varie vogliono pagare poco, e gli agricoltori sono disposti a farsi pagare poco perché ricevono i sussidi in compensazione. Questi sussidi quindi non beneficiano solo gli agricoltori ma l'intera filiera.

          Da qualche parte nella filiera qualcuno realizza la fetta grossa dei profitti, e non sono gli agricoltori. Se gli agricoltori fossero intelligenti, creerebbero dei consorzi per vendere i prodotti direttamente ai consumatori.

          Per intelligenti intendo dire capaci di pensare a un altro sistema possibile, ad altri metodi.

          > Senza i sussidi, nessuno sarebbe disposto a essere pagato così poco e quindi i prezzi aumenterebbero.

          E grossisti e coop varie dovrebbero rinunciare a una parte dei loro profitti perché il prezzo al consumatore finale sia lo stesso. Come vedi si tratta di un sistema che mette d'accordo tutti, sia a destra che a sinistra.

          > Non solo, ma senza sussidi alcune attività chiuderebbero baracca e quindi le attività commerciali rimaste avrebbero meno concorrenza e quindi più profitti.

          Qui entra il punto che compito dello stato è far stare bene tutti, o almeno il maggior numero di persone, non organizzare gare di sopravvivenza del più adatto.

          Da un punto di vista non etico ma pratico, i partiti perderebbero i voti di quelli che hanno chiuso baracca.

          > Il problema è che secondo me qui non si capisce che se un determinato settore dell'economia viene sovvenzionato per anni e anni dallo stato finisce per diventarne dipendente e allora si afferma l'idea che senza lo stato non si va da nessuna parte.
          > Direbbero la stessa cosa anche gli sviluppatori di software se avessero ricevuto sovvenzioni per anni e anni: "se ci togli le sovvenzioni chiudiamo baracca".

          Proprio così. Forse in regime di libero mercato sarebbe meglio (ma ne dubito*) ma passare dal regime sussidiato a quello di libero mercato crea instabilità per troppi.

          * Ne dubito perché tipicamente il libero mercato favorisce i grossi soggetti economici, che piano piano si comprano tutto. Il regime sussidiato rende possibile sopravvivere anche ai piccoli.

          > In realtà senza le sovvenzioni il mercato dell'agricoltura si adatterebbe al nuovo recipiente. Se le togli da un giorno all'altro non va bene, perché devi dare al mercato il tempo di riadattarsi. Le devi togliere piano piano.
          >
          > Quali sono i vantaggi? Prima di tutto che si viene a creare un meccanismo concorrenziale e poi che si risparmiano soldi pubblici.
          >
          > Ho fatto un calcolo per quanto riguarda la Svizzera: nel 2017 gli agricoltori svizzeri hanno ricevuto 3.7 miliardi di franchi.
          > Considerato che gli abitanti svizzeri sono 8.9 milioni, lo stato con quel budget avrebbe potuto dare 40 franchi al mese di buono spesa a ogni singolo cittadino (che significa che una famiglia di 4 persone riceverebbe 160 franchi al mese di buono spesa).
          >
          > Però le persone del ceto medio-alto non ne hanno bisogno e se i buoni spesa vengono dati solo alle persone del ceto medio-basso magari si arriva a dare a 80 franchi di buono spesa al mese a ogni persona.
          > Sarebbe un aiuto abbastanza rilevante e di cui beneficerebbe un elevato numero di persone, non più solo un gruppo molto ristretto di cittadini.
          >
          >
          > > Oggi l'automazione rende il lavoro meno duro che in passato, ma resta il fatto che ci sono modi più redditizi di impiegare i soldi: se gli agricoltori fossero intelligenti, venderebbero macchinari e attrezzature, metterebbero la cascina su AirBNB e imparerebbero il metodo Unger per investire i soldi online, e noi ci troveremmo a mangiare le suole delle scarpe, o i prodotti del nostro orto.
          >
          > A me sembra che invece non siano stupidi, dal momento che fanno un lavoro sovvenzionato e che quindi hanno la garanzia di ricevere sempre almeno un po' di bigliettoni.

          Non sono stupidi, perché capiscono molto bene quando qualcuno tocca i propri interessi, sono non intelligenti. Nella mia classificazione elettorale l'idiotes non è stupido e non è intelligente, l'imbecillus è sia intelligente che stupido.

          > Nel mercato libero invece dovrebbero negoziare prezzi decenti e impegnarsi ad abbassare il più possibile i costi di produzione... e in qualche modo arriverebbero a stare in piedi da soli, come fanno tutte le attività commerciali!
          >
          > > Il problema non sono gli agricoltori, è una società in cui senza sussidi l'agricoltura non è economicamente possibile.
          >
          > Chi lo dice? Perché tutti i lavori sono possibili nel libero mercato tranne quello dell'agricoltura? Non ti sembra una cosa un po' strana?

          Non lo so, ma anche in Giappone il governo sussidia pesantemente gli agricoltori, lì perché il Giappone persegue l'autosufficienza alimentare.

          In teoria preferirei un libero mercato in cui non ci sia bisogno di sussidi. Finanziamento è sinonimo di controllo, e i sussidi sono un enorme meccanismo di controllo elettorale. Controllo che crea persone incapaci di pensare con la propria testa. Personalmente mi ritengo capace di pensare con la mia testa e anche di cambiare idea all'occorrenza, perché non ho mai avuto un lavoro. Come hai un lavoro e uno stipendio diventi incapace di capire tutto quanto potrebbe minacciare la tua posizione. Non so chi l'ha detto, è difficile spiegare una cosa a uno il cui stipendio dipende dal non capirla.

          Nella realtà il sistema dei sussidi c'è ovunque ci siano categorie protette. Avvocati, le cui tariffe sono fissate dall'ordine. Tabaccai. Insegnanti. Ovunque il tuo stipendio non dipende dalla libera disponibilità di un cliente di pagarti, sei un sussidiato.

          Se sei favorevole al sussidio di disoccupazione, perché non a quelli agli agricoltori?
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