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L'inganno di MarxScritto daNon Autenticatoil 2023-07-04 13:38:32.0 alle 2023-07-04 13:38:32.0Marx affermava che il proletariato doveva lottare con la violenza per imporre il comunismo.
Ma prima di raggiungere il comunismo doveva imporre il socialismo, quindi soltanto la socializzazione dei mezzi di produzione.
Dopodichè si sarebbe pensato a socializzare il resto, beni personali etc ..fino ad arrivare all'ultimo stadio del comunismo dove ognuno da secondo le proprie capacità e riceve secondo i propri bisogni.
Sapete perchè sembra un inganno?
Perchè il proletariato che non possiede mezzi di produzione vuole socializzare solo le cose degli altri che non possiede.
Ciò che possiede, beni personali, lavoro, donne, figli non vuole socializzarli, o meglio farebbero credere che potrà avvenire nel futuro, ma non avverrà mai.
In Urss dopo aver socializzato i mezzi di produzione non sono andati oltre di molto.
Qui vi è una grande differenza tra anarco-comunismo e marxismo.
Quando scriveva m_p qui sul forum io gli dicevo
perchè gli operai se sono comunisti non mettono in comune il lavoro?
domanda retorica.. perchè agli operai proletari frega soltanto di mettere in comune i mezzi di produzione, perchè non li posseggono, di mettere in comune ciò che posseggono, ad esempio il lavoro non frega nulla. Perchè sono egoisti e ipocriti e non credono a un vero comunismo integrale.
Il vero comunismo peeseguirebbe la comunanza totale di ogni cosa, non solo dei mezzi di produzione.
Quindi l'anarco-comunismo vi si avvicina di più. Mentre maexismo, operaismo, sindacalismo vi si discostano totalmente, anzi sono ingannevoli.-
Re: L'inganno di MarxScritto daAlessandrox(XYZ)Trollil 2023-07-04 17:11:36.0 alle 2023-07-04 17:11:36.0Trollate totali: 11553Non avremo nulla e saremo feliciMa smettila di secernere cazzate!
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Re: L'inganno di MarxIn tutte le ideologie politiche c'è chi ha convinzioni etiche profonde e chi invece si attacca al tram solo per interessi personali, poi si stacca dal tram nel momento in cui non gli fa più comodo.
È così nel comunismo/socialismo, ed è così anche nel liberalismo/liberterismo.
Prendi gatto per esempio (adesso parte un flame
): finché gli fa comodo è liberale/libertario, poi quando sente parlare i veri liberali/libertari non è mai d'accordo. Perché? Perché per i liberali, quelli veri, la libertà è un valore universale, quindi tutti hanno il diritto a poterne godere. Per gatto invece solo lui stesso.
I liberali ritengono che l'autorità statale che va oltre il difendere la libertà degli individui sia ETICAMENTE SBAGLIATA, quindi per fare la cosa ETICAMENTE giusta sono disposti a tollerare che la società si evolva in una maniera diversa da quella che piacerebbe a loro personalmente.
Gatto invece mette le proprie aspirazioni personali riguardanti la società davanti alle libertà individuali. Quindi se lui per esempio si mette in testa che la società non deve essere multietnica, è legittimo usare i cannoni per contrastare la moderna e naturale tendenza al mescolamento etnico.
**Modificato dall'autore il 05.07.2023 03:31**-
Re: L'inganno di MarxScritto daNon Autenticatoil 2023-07-04 19:13:27.0 alle 2023-07-04 19:13:27.0Scritto da: Mattia
> In tutte le ideologie politiche c'è chi ha convinzioni etiche profonde e chi invece si attacca al tram solo per interessi personali, poi si stacca dal tram nel momento in cui non gli fa più comodo.
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> È così nel comunismo/socialismo, ed è così anche nel liberalismo/liberterismo.
>
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> Prendi gatto per esempio (adesso parte un flame
): finché gli fa comodo è liberale/libertario, poi quando sente parlare i veri liberali/libertari non è mai d'accordo. Perché? Perché per i liberali, quelli veri, la libertà è un valore universale, quindi tutti hanno il diritto a poterne godere. Per gatto invece solo lui stesso.
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> I liberali ritengono che l'autorità statale che va oltre il difendere la libertà degli individui sia ETICAMENTE SBAGLIATA, quindi per fare la cosa ETICAMENTE giusta sono disposti a tollerare che la società si evolva in una maniera diversa da quella che piacerebbe a loro personalmente.
> Gatto invece mette le proprie aspirazioni personali riguardando alla società davanti alle libertà individuali. Quindi se lui per esempio si mette in testa che la società non deve essere multietnica, è legittimo usare i cannoni per contrastare la moderna e naturale tendenza al mescolamento etnico.
>
> **Modificato dall'autore il 04.07.2023 17:32**
Anche Rothbard alla fine optò per una posizione per cui le comunità avessero facoltà di chiudersi.
Il libertarismo non sembra necessario che aderisca alla società aperta.
Forse il liberalismo.-
Re: L'inganno di MarxScritto da:
> Scritto da: Mattia
> > In tutte le ideologie politiche c'è chi ha convinzioni etiche profonde e chi invece si attacca al tram solo per interessi personali, poi si stacca dal tram nel momento in cui non gli fa più comodo.
> >
> > È così nel comunismo/socialismo, ed è così anche nel liberalismo/liberterismo.
> >
> >
> > Prendi gatto per esempio (adesso parte un flame
): finché gli fa comodo è liberale/libertario, poi quando sente parlare i veri liberali/libertari non è mai d'accordo. Perché? Perché per i liberali, quelli veri, la libertà è un valore universale, quindi tutti hanno il diritto a poterne godere. Per gatto invece solo lui stesso.
> >
> > I liberali ritengono che l'autorità statale che va oltre il difendere la libertà degli individui sia ETICAMENTE SBAGLIATA, quindi per fare la cosa ETICAMENTE giusta sono disposti a tollerare che la società si evolva in una maniera diversa da quella che piacerebbe a loro personalmente.
> > Gatto invece mette le proprie aspirazioni personali riguardando alla società davanti alle libertà individuali. Quindi se lui per esempio si mette in testa che la società non deve essere multietnica, è legittimo usare i cannoni per contrastare la moderna e naturale tendenza al mescolamento etnico.
> >
> > **Modificato dall'autore il 04.07.2023 17:32**
>
> Anche Rothbard alla fine optò per una posizione per cui le comunità avessero facoltà di chiudersi.
> Il libertarismo non sembra necessario che aderisca alla società aperta.
> Forse il liberalismo.
Però mi sa che non hai capito il punto di vista di Rothbard, che era un anarcocapitalista. Ho in mente anche io questa cosa da qualche parte nella mia testa, sempre che non mi stia confondendo con un altro tizio.
Il punto è che nella società che ha in mente Rothbard tutto quanto è proprietà privata e a casa tua fai entrare solo chi vuoi tu.
Lo stato tuttavia è un'autorità illegittima secondo gli anarcocapitalisti, quindi le misure autoritarie di questo tipo provenienti dallo stato non sono valide.
Traendo le conclusioni, nella società che ha in mente Rothbard il mescolamento etnico avviene, perché gran parte dei proprietari non discriminerebbero le persone di altre etnie. Tu a casa tua puoi anche farlo, ma gli altri possono fare diversamente e quindi lo fanno.
**Modificato dall'autore il 05.07.2023 03:40**-
Re: L'inganno di MarxScritto daNon Autenticatoil 2023-07-05 11:34:35.0 alle 2023-07-05 11:34:35.0Avevo letto che Rothbard era uscito dal partito libertario americano proprio per queste idee.
Nel liberatarismo è possibile la discriminazione.
Quindi se si creassero mini comunità di persone che a casa loro condividoni tutte che gli africani non possano essere integrati, dal punto di vista libertario, essi potranno non essere ammessi in quella comunità.
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Re: L'inganno di MarxScritto da:
> Avevo letto che Rothbard era uscito dal partito libertario americano proprio per queste idee.
>
> Nel liberatarismo è possibile la discriminazione.
>
> Quindi se si creassero mini comunità di persone che a casa loro condividoni tutte che gli africani non possano essere integrati, dal punto di vista libertario, essi potranno non essere ammessi in quella comunità.
>
>
No, non è possibile nel libertarismo, ma solo nell'anarcocapitalismo.
Sono cose molto diverse, perché il libertarismo è una teoria dello stato, mentre l'anarcocapitalismo è una teoria contro lo stato.
Rothbard può far quadrare i conti all'interno dell'anarcocapitalismo per il semplice fatto che, anche allo stato attuale, tu puoi decidere chi far entrare a casa tu e chi no.
Infatti, ad esempio, l'admin di Talkclassical ha ragione sul piano legale quando nell'email dice che loro non sono tenuti a dare motivazioni sul perché non vogliono (più) un determinato utente.
Il problema è che devi capire che lo stato non è Talkclassical. Nessuna teoria dello stato può definirsi liberale/libertaria se non riconosce l'universalità dei diritti umani. Infatti il liberalismo è nato come reazione all'ancient regime dove c'erano gruppi che erano ingiustamente privilegiati rispetto ad altri.
Sostituisci "bianchi" con "aristocrazia" e "neri" con "plebe": è la stessa cosa!
Il punto è semplice: se lo stato non riconosce prima di tutto l'uguaglianza degli esseri umani, allora può essere che alcuni umani abbiano più diritti di altri. Questo è incompatibile con le radici ideologiche delle teorie libertarie dello stato, le quali non chiedono maggiori libertà per pincopallino, ma per gli esseri umani nel loro insieme. I diritti naturali sono degli esseri umani, non di pincopallino.
Se un sistema è libertario perché pincopallino è libero allora uno potrebbe arrivare a definire "liberale/libertaria" anche la Germania nazista.
Ci sono forti argomenti per sostenere che l'anarcocapitalismo produca una società basata sulla tirannia, dove comanda il più forte. Io personalmente non la riconosco come "ideologia libertaria", perché gli effetti di un simile sistema sono prevedibili, a tal punto che uno potrebbe sospettare che chi sostiene queste idee stupide aspiri a diventare un tiranno.
Concludo: Rothbard può dire quello che vuole, ma poi la logica è un'altra questione. Per impedire alle persone di migrare bisogna violare il
il principio di non aggressione
, che è uno dei cardini delle teorie libertarie dello stato.
Non è che Rothbard possa decidere, da solo, di riscrivere i fondamenti di un'ideologia pensando che quella cosa da lui presentata possa essere ancora chiamata con lo stesso nome.
Infatti, se è vero, come dici tu, che è uscito dal Partito Libertario, puoi ben capire che quello che dico è corretto: il fatto dimostra che Rothbard era un outsider... e se sei l'otusider di un gruppo ideologico allora significa che non vi appartieni.
**Modificato dall'autore il 06.07.2023 11:39**-
Re: L'inganno di MarxScritto daNon Autenticatoil 2023-07-06 11:55:06.0 alle 2023-07-06 11:55:06.0Scritto da: Mattia
> Scritto da:
> > Avevo letto che Rothbard era uscito dal partito libertario americano proprio per queste idee.
> >
> > Nel liberatarismo è possibile la discriminazione.
> >
> > Quindi se si creassero mini comunità di persone che a casa loro condividoni tutte che gli africani non possano essere integrati, dal punto di vista libertario, essi potranno non essere ammessi in quella comunità.
> >
> >
>
> No, non è possibile nel libertarismo, ma solo nell'anarcocapitalismo.
Sono la stessa cosa.
Forse confondi liberalismo e anarcocapitalismo.
>
> Sono cose molto diverse, perché il libertarismo è una teoria dello stato, mentre l'anarcocapitalismo è una teoria contro lo stato.
>
> Rothbard può far quadrare i conti all'interno dell'anarcocapitalismo per il semplice fatto che, anche allo stato attuale, tu puoi decidere chi far entrare a casa tu e chi no.
> Infatti, ad esempio, l'admin di Talkclassical ha ragione sul piano legale quando nell'email dice che loro non sono tenuti a dare motivazioni sul perché non vogliono (più) un determinato utente.
>
>
> Il problema è che devi capire che lo stato non è Talkclassical. Nessuna teoria dello stato può definirsi liberale/libertaria se non riconosce l'universalità dei diritti umani. Infatti il liberalismo è nato come reazione all'ancient regime dove c'erano gruppi che erano ingiustamente privilegiati rispetto ad altri.
>
> Sostituisci "bianchi" con "aristocrazia" e "neri" con "plebe": è la stessa cosa!
>
>
> Il punto è semplice: se lo stato non riconosce prima di tutto l'uguaglianza degli esseri umani, allora può essere che alcuni umani abbiano più diritti di altri. Questo è incompatibile con le radici ideologiche delle teorie libertarie dello stato, le quali non chiedono maggiori libertà per pincopallino, ma per gli esseri umani nel loro insieme. I diritti naturali sono degli esseri umani, non di pincopallino.
> Se un sistema è libertario perché pincopallino è libero allora uno potrebbe arrivare a definire "liberale/libertaria" anche la Germania nazista.
>
> Ci sono forti argomenti per sostenere che l'anarcocapitalismo produca una società basata sulla tirannia, dove comanda il più forte. Io personalmente non la riconosco come "ideologia libertaria", perché gli effetti di un simile sistema sono prevedibili, a tal punto che uno potrebbe sospettare che chi sostiene queste idee stupide aspiri a diventare un tiranno.
>
> Concludo: Rothbard può dire quello che vuole, ma poi la logica è un'altra questione. Per impedire alle persone di migrare bisogna violare il
> il principio di non aggressione
, che è uno dei cardini delle teorie libertarie dello stato.
> Non è che Rothbard possa decidere, da solo, di riscrivere i fondamenti di un'ideologia pensando che quella cosa da lui presentata possa essere ancora chiamata con lo stesso nome.
>
> Infatti, se è vero, come dici tu, che è uscito dal Partito Libertario, puoi ben capire che quello che dico è corretto: il fatto dimostra che Rothbard era un outsider... e se sei l'otusider di un gruppo ideologico allora significa che non vi appartieni.
>
>
> **Modificato dall'autore il 06.07.2023 11:39**
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Re: L'inganno di MarxScritto da:
> Scritto da: Mattia
> > Scritto da:
> > > Avevo letto che Rothbard era uscito dal partito libertario americano proprio per queste idee.
> > >
> > > Nel liberatarismo è possibile la discriminazione.
> > >
> > > Quindi se si creassero mini comunità di persone che a casa loro condividoni tutte che gli africani non possano essere integrati, dal punto di vista libertario, essi potranno non essere ammessi in quella comunità.
> > >
> > >
> >
> > No, non è possibile nel libertarismo, ma solo nell'anarcocapitalismo.
>
> Sono la stessa cosa.
>
> Forse confondi liberalismo e anarcocapitalismo.
No, ci sono essenzialmente tre categorie: liberali, libertari e anarchici.
Liberalismo = uguaglianza formale, una minima uguaglianza sostanziale, separazione dei poteri, costituzione, diritti civili. Lo stato lascia generalmente i servizi ai privati, ma crea servizi pubblici laddove il mercato si dimostra una cattiva soluzione per gli interessi collettivi.
Libertarismo = una forma più estrema di liberalismo che punta allo stato minimo, il quale riconosce solo l'uguaglianza formale ma se ne frega completamente di quella sostanziale. In uno stato libertario il governo si occupa solo della giustizia, dell'esercito e delle strade. Il resto è lasciato al mercato.
Lo stato regolamenta scarsamente i contratti: la logica è che se due individui sono d'accordo sulle clausole di un contratto, allora è tutto ok. Non serve che lo stato regolamenti i contratti: deve solo farli rispettare.
Liberalismo e libertarismo sono teorie DELLO stato, non CONTRO lo stato. L'anarcocapitalismo non appartiene alle teorie dello stato, ma alle teorie anarchiche e quindi CONTRO lo stato. Non si può assolutamente confondere con le due cose sopra!
Da wikipedia: "Some libertarians argue that anarcho-capitalism would result in different standards of justice and law due to relying too much on the market."https://en.wikipedia.org/wiki/Anarcho-capitalism

Liberali e libertari ritengono che l'anarcocapitalismo porterebbe a quegli stessi problemi che loro si prefiggono di combattere. In effetti potrebbe portare anche allo sdoganamento del razzismo, quindi sulle conseguenze non ti dico che hai torto, ma se io ti parlo di liberalismo non devi metterti a tirare in ballo l'anarcocapitalismo.
**Modificato dall'autore il 06.07.2023 13:36**
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Re: L'inganno di MarxScritto daNon Autenticatoil 2023-07-04 20:55:59.0 alle 2023-07-04 20:55:59.0> Quindi se lui per esempio si mette in testa che la società non deve essere multietnica, è legittimo usare i cannoni per contrastare la moderna e naturale tendenza al mescolamento etnico.
È un tipico caso in lui la libertà di fare come ciascuno vuole distrugge un patrimonio culturale, come nel caso dei prati del Gran Paradiso.
Non ho finora trovato una soluzione, forse non esiste. Se io voglio godere di determinate libertà è meglio garantirle per tutti, a parte il caso finora non verificatosi, e improbabile per il futuro, in cui io riesca a diventare un despota. Ma se tutti hanno la loro libertà, inizia lo smantellamento di patrimoni culturali costituitisi in epoche in cui le condizioni permettevano solo di fare certe cose e non altre.
Ad esempio
da un punto di vista liberale, come si giustifica impedire ai singoli individui di sostituire i tetti con ondulati di cemento o vetroresina, o altri materiali eterogenei?-
Re: L'inganno di MarxScritto da:
> > Quindi se lui per esempio si mette in testa che la società non deve essere multietnica, è legittimo usare i cannoni per contrastare la moderna e naturale tendenza al mescolamento etnico.
>
> È un tipico caso in lui la libertà di fare come ciascuno vuole distrugge un patrimonio culturale, come nel caso dei prati del Gran Paradiso.
Esatto... e per un liberale la società si evolve a seconda dei gusti degli individui. La somma dei gusti individuali determinerà l'estetica complessiva, ma a chi non piace la moda è libero di dissociarsi.
La contraddizione sta appunto nel fatto che vuoi libertà ma non accetti che gli individui liberi potrebbero avere in mente altro rispetto a te.
Adesso alla gente piace questo.
Wakko direbbe che quello che vuoi te è vecchiume.
**Modificato dall'autore il 05.07.2023 03:50**-
Re: L'inganno di MarxScritto daNon Autenticatoil 2023-07-05 17:32:11.0 alle 2023-07-05 17:32:11.0Scritto da: Mattia
> Scritto da:
> > > Quindi se lui per esempio si mette in testa che la società non deve essere multietnica, è legittimo usare i cannoni per contrastare la moderna e naturale tendenza al mescolamento etnico.
> >
> > È un tipico caso in lui la libertà di fare come ciascuno vuole distrugge un patrimonio culturale, come nel caso dei prati del Gran Paradiso.
>
> Esatto... e per un liberale la società si evolve a seconda dei gusti degli individui. La somma dei gusti individuali determinerà l'estetica complessiva, ma a chi non piace la moda è libero di dissociarsi.
>
> La contraddizione sta appunto nel fatto che vuoi libertà ma non accetti che gli individui liberi potrebbero avere in mente altro rispetto a te.
>
> Adesso alla gente piace questo.
>
>
Piace quello perché è abituata a volere quello: il senso estetico si costruisce su cosa ti vedi intorno.
> Wakko direbbe che quello che vuoi te è vecchiume.
Come Mozart.-
Re: L'inganno di MarxScritto da:
> Scritto da: Mattia
> > Scritto da:
> > > > Quindi se lui per esempio si mette in testa che la società non deve essere multietnica, è legittimo usare i cannoni per contrastare la moderna e naturale tendenza al mescolamento etnico.
> > >
> > > È un tipico caso in lui la libertà di fare come ciascuno vuole distrugge un patrimonio culturale, come nel caso dei prati del Gran Paradiso.
> >
> > Esatto... e per un liberale la società si evolve a seconda dei gusti degli individui. La somma dei gusti individuali determinerà l'estetica complessiva, ma a chi non piace la moda è libero di dissociarsi.
> >
> > La contraddizione sta appunto nel fatto che vuoi libertà ma non accetti che gli individui liberi potrebbero avere in mente altro rispetto a te.
> >
> > Adesso alla gente piace questo.
> >
> >
>
> Piace quello perché è abituata a volere quello: il senso estetico si costruisce su cosa ti vedi intorno.
Si, ma la gente può vedere anche le alternative, confrontando Miami Beach con Roma.
Un mio amico diceva che Roma è brutta perché puzza di vecchio. Ha potuto fare il confronto tra il vecchio e il nuovo e preferisce il nuovo.
> > Wakko direbbe che quello che vuoi te è vecchiume.
>
> Come Mozart.
Infatti è una citazione delle considerazioni che Wakko ha fatto in merito a Talkclassical. Diceva che non capisce cosa ci provi la gente a discutere di vecchiume su un forum.
Questo perché lui pensa che musica classica sia sinonimo di musica antica, ma ignora che esiste anche la musica classica moderna/contemporanea e che in Talkclassical ci sono utenti a cui interessa SOLO questa e altri a cui interessa in gran parte questa e considerano la musica del periodo barocco/classico/romantico come una cosa morta, che va rispettata nel suo contesto storico ma che non va profanata nei tempi moderni.
Se parliamo di Mozart nello specifico e non di musica classica in generale, allora si, Mozart è vecchiume... e lo è in generale lo stile galante.
Bisognerebbe però anche osservare che Mozart, quando voleva, era un avanguardista. Ad esempio l'inizio di questo quartetto per archi (00:00-01:48) suona moderno per il suo periodo storico. Infatti la gente del tempo diceva che c'era qualcosa che non andava, critica a cui Haydn rispondeva: "Se l'ha scritto Mozart significa che è giusto".
Comunque il valore del vecchiume non lo devi difendere d'innanzi a me, visto che io sono il primo a dire (e l'ho anche fatto notare a Wakko) che il valore artistico non dipende dal tempo, che significa che c'è arte valida anche nel vecchiume.
Mozart è un esempio e certi monumenti o opere architettoniche del 700 sono l'equivalente nelle arti visive.
Il valore del vecchiume lo devi spiegare alla gente che il vecchiume lo rigetta.
Il punto non sta nell'iniziare tra noi una discussione sull'arte e sull'estetica, ma sull'etica.
Questa roba qui è un po' come l'equivalente della musica pop nell'architettura.
Se questa è la roba che tira oggi, è giusto forzare la gente a farsi piacere altro? È giusto il principio di voler rieducare i gusti delle persone?
Poniamo pure che si tratti di gusti volgari: se la gente è volgare non ha il diritto ad avere cose volgari? Non ha il diritto a mangiare hamburger e patatine sul terrazzone di un moderno grattacielo con piscina con in sottofondo l'ultima canzone di Rihanna?
O dobbiamo invece forzare il volgo a mangiare cucina italiana in raffinati palazzetti del 700 con un quartetto che suona la musica di Mozart durante la cena?
Penso che Pestis Nigra di termometropolitico abbia inquadrato bene la questione: nella società liberale comanda il volgo, la massa, quindi l'intera società tende a modellarsi in gran parte intorno alla volgarità.
I miei due amici appassionati di Medioevo passavano il pomeriggio ai castelli di Bellinzona. È quello che fa un liberale a cui piace il vecchiume: si chiude nelle sue isole ed è consapevole che come esce da quelle zone ristrette troverà quello che piace al volgo... e difenderà il diritto del volgo a essere volgare.
In quanto a me, mi rinchiudo nel canale Youtube Bartje Bartmans...
https://www.youtube.com/@bartjebartmans
... e sto ben attento a non accendere la radio o a frequentare locali pubblici, dove i gusti del volgo prevalgono sui miei.
La domanda "È la società che si deve adattare a te, oppure sei te che devi adattarti alla società?" è un buon test per capire se hai uno spirito liberale o uno spirito autoritario.
**Modificato dall'autore il 05.07.2023 20:30**
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Re: L'inganno di MarxScritto daNon Autenticatoil 2023-07-05 02:00:48.0 alle 2023-07-05 02:00:48.0Tieni presente che il pataculo che vorrebbe socializzare solo i mezzi di produzione ed è di una sinistra moderata, se gli parli di una sinistra utopica che socializzi il lavoro , ti dice..che " gli estremismi sono sempre sbagliati"

provate-
Re: L'inganno di MarxScritto daNon Autenticatoil 2023-07-05 02:01:08.0 alle 2023-07-05 02:01:08.0Scritto da:
> Tieni presente che il paraculo che vorrebbe socializzare solo i mezzi di produzione ed è di una sinistra moderata, se gli parli di una sinistra utopica che socializzi il lavoro , ti dice..che " gli estremismi sono sempre sbagliati"
>
> provate
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Re: L'inganno di MarxScritto daAlessandrox(XYZ)Trollil 2023-07-05 05:43:50.0 alle 2023-07-05 05:43:50.0Trollate totali: 11553Scritto da:
> Tieni presente che il pataculo che vorrebbe socializzare solo i mezzi di produzione ed è di una sinistra moderata, se gli parli di una sinistra utopica che socializzi il lavoro , ti dice..che " gli estremismi sono sempre sbagliati"
>
> provate
Il lavoro prima va creato e poi eventualmente socializzato.
Gli operai di solito non posseggono gli strumenti del loro lavoro, quindi anche se volessero non potrebbero socializzare niente.
Ma anche una volta posseduti, non è che possono replicare all'infinito posti di lavoro solo x far contenti quelli come te: quella specifica produzione e il relativo lavoro, questi devono sempre sottostante alle leggi naturali dell'economia.
Oltretutto chi avrebbe titolo di decidere quanti e chi includere nella loro attività?
Socializzare i profitti ha senso perché significa redistribuire una parte dei guadagni ed è tecnicamente facile farlo.
Socializzare il lavoro... senza un preciso contesto è una espressione che da un punto di vista economico non ha alcun senso logico.
Che significa? Aumentare il numero dei lavoratori di una determinata azienda? Non ha senso: una volta che il lavoro è già stato ottimizzato x tempi/lavoratore e per costi/produzione, non si deve uscire troppo da questi parametri, altrimenti il lavoro diventa antieconomico, l'azienda fallisce e tutti a casa a piangere miseria al capezzale dello stato, ovvero detto in altri termini, a pesare sui costi del lavoro di tutti gli altri che invece lavorano bene.
,
La verità è che un socialismo di questo stampo è desiderato solo da chi ha imparato a mettersi il dito nel Culo ma non a toglierlo e chiede ad altri che glielo tolgano.
PS
Marx, tra le altre ccompetenze, era anche economista, non uno sprovveduto commentatore della domenicae e queste cose le sapeva bene ,
**Modificato dall'autore il 05.07.2023 10:21**Ma smettila di secernere cazzate!-
Re: L'inganno di MarxScritto daNon Autenticatoil 2023-07-05 11:48:43.0 alle 2023-07-05 11:48:43.0Scritto da: Alessandrox
> Scritto da:
> > Tieni presente che il pataculo che vorrebbe socializzare solo i mezzi di produzione ed è di una sinistra moderata, se gli parli di una sinistra utopica che socializzi il lavoro , ti dice..che " gli estremismi sono sempre sbagliati"
> >
> > provate
>
> Il lavoro prima va creato e poi eventualmente socializzato.
Non necessariamente.
Si potrebbe ridurre l'orario di lavoro, ridistribuendo il lavoro non vi sarebbe neanche necessirà di crearne altro.
>
> Gli operai di solito non posseggono gli strumenti del loro lavoro, quindi anche se volessero non potrebbero socializzare niente.
Però potrebbero permettere le leggi che lo redistribuiscano, e non solo non lo fanno, ma tramite i sindacati blindano i loro posti e le loro rendite di posizione.
>
> Ma anche una volta posseduti, non è che possono replicare all'infinito posti di lavoro solo x far contenti quelli come te: quella specifica produzione e il relativo lavoro, questi devono sempre sottostante alle leggi naturali dell'economia.
Ma se persegui la pianificazione conseguente alla socializzazione.
Economia..non certo di mercato..dopo la socializzazione.
Certo..anche in un contesto di pianificazione vi sono criteri economici da rispettare, ma chi ha detto che impediscano la redistribuzione del lavoro? Potranno un poco limitarla, ma se vi fosse la volontà politica ci si potrebbe arrivare.
Ad esempio in una fabbrica vi sarebbero operai specializzati che dovrebbero lasciare alcune ore di lavoro a gente nuova e a parer tuo questi nuovi farebbero fallire tutto.Basterebbe farli entrarein apprendistato e imparerebbero lavorando.
Poi certo se non fossero adatti li si sposterebbe altrove.
>
> Oltretutto chi avrebbe titolo di decidere quanti e chi includere nella loro attività?
>
Dipende..se arrivasse dal mercato..i manager.
Se arrivasse dallo stato un Gosplan.
> Socializzare i profitti ha senso perché significa redistribuire una parte dei guadagni ed è tecnicamente facile farlo.
Peccato la distribuzione del reddito sia solo una cosa soggettiva.
>
> Socializzare il lavoro... senza un preciso contesto è una espressione che da un punto di vista economico non ha alcun senso logico.
Ha senso logico. La riduzione dell'orario di lavoro di Bertinotti cosa era?
>
> Che significa? Aumentare il numero dei lavoratori di una determinata azienda? Non ha senso: una volta che il lavoro è già stato ottimizzato x tempi/lavoratore e per costi/produzione, non si deve uscire troppo da questi parametri, altrimenti il lavoro diventa antieconomico, l'azienda fallisce e tutti a casa a piangere miseria al capezzale dello stato, ovvero detto in altri termini, a pesare sui costi del lavoro di tutti gli altri che invece lavorano bene.
Questo è causato dal cuneo fiscale in economia di mercato.
Insomma più dai contributi che altro.
> ,
> La verità è che un socialismo di questo stampo è desiderato solo da chi ha imparato a mettersi il dito nel Culo ma non a toglierlo e chiede ad altri che glielo tolgano.
Chi vuole socializzare i profitti degli altri appellandosi a tesi altamente soggettive, ma al contempo non vuole cedere un ora del suo lavoro è solo un paraculo che andrebbe sbattuto in un contesto di anarco capitalismo a sudarsi la vera concorrenzialità.
>
>
> PS
> Marx, tra le altre ccompetenze, era anche economista, non uno sprovveduto commentatore della domenicae e queste cose le sapeva bene ,
>
> **Modificato dall'autore il 05.07.2023 10:21**
Probabilmente paraculo pure lui.-
Re: L'inganno di MarxScritto daNon Autenticatoil 2023-07-05 13:03:53.0 alle 2023-07-05 13:03:53.0Inoltre..
perchè lo.si fa con le categorie protette inserendo handicappati di ogni specie e nessuno lamenta la violazione di criteri di economicità?
Che poi un disoccupato inserito , non è detto che non sia produttivo.
Anxi, spesso sono gli operai accasciati sulle loro rendite di posizione a smettere di essere produttivi.
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Re: L'inganno di MarxScritto daNon Autenticatoil 2023-07-05 17:30:24.0 alle 2023-07-05 17:30:24.0Scritto da: Alessandrox
> Scritto da:
> > Tieni presente che il pataculo che vorrebbe socializzare solo i mezzi di produzione ed è di una sinistra moderata, se gli parli di una sinistra utopica che socializzi il lavoro , ti dice..che " gli estremismi sono sempre sbagliati"
> >
> > provate
>
> Il lavoro prima va creato e poi eventualmente socializzato.
>
> Gli operai di solito non posseggono gli strumenti del loro lavoro, quindi anche se volessero non potrebbero socializzare niente.
>
> Ma anche una volta posseduti, non è che possono replicare all'infinito posti di lavoro solo x far contenti quelli come te: quella specifica produzione e il relativo lavoro, questi devono sempre sottostante alle leggi naturali dell'economia.
>
> Oltretutto chi avrebbe titolo di decidere quanti e chi includere nella loro attività?
>
> Socializzare i profitti ha senso perché significa redistribuire una parte dei guadagni ed è tecnicamente facile farlo.
>
> Socializzare il lavoro... senza un preciso contesto è una espressione che da un punto di vista economico non ha alcun senso logico.
>
> Che significa? Aumentare il numero dei lavoratori di una determinata azienda? Non ha senso: una volta che il lavoro è già stato ottimizzato x tempi/lavoratore e per costi/produzione, non si deve uscire troppo da questi parametri, altrimenti il lavoro diventa antieconomico, l'azienda fallisce e tutti a casa a piangere miseria al capezzale dello stato, ovvero detto in altri termini, a pesare sui costi del lavoro di tutti gli altri che invece lavorano bene.
> ,
> La verità è che un socialismo di questo stampo è desiderato solo da chi ha imparato a mettersi il dito nel Culo ma non a toglierlo e chiede ad altri che glielo tolgano.
>
>
> PS
> Marx, tra le altre ccompetenze, era anche economista, non uno sprovveduto commentatore della domenicae e queste cose le sapeva bene ,
Quello che dice Yoda una volta tanto ha senso. Da un punto di vista pratico è difficile, perché a un'azienda due dipendenti a metà tempo ciascuno costano più che un dipendente a tempo pieno. Ma il costo del lavoro dipende in gran parte da regole che possono essere cambiate.
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Re: L'inganno di MarxScritto daNon Autenticatoil 2023-07-06 00:45:49.0 alle 2023-07-06 00:45:49.0Scritto da:
> Scritto da: Alessandrox
> > Scritto da:
> > > Tieni presente che il pataculo che vorrebbe socializzare solo i mezzi di produzione ed è di una sinistra moderata, se gli parli di una sinistra utopica che socializzi il lavoro , ti dice..che " gli estremismi sono sempre sbagliati"
> > >
> > > provate
> >
> > Il lavoro prima va creato e poi eventualmente socializzato.
> >
> > Gli operai di solito non posseggono gli strumenti del loro lavoro, quindi anche se volessero non potrebbero socializzare niente.
> >
> > Ma anche una volta posseduti, non è che possono replicare all'infinito posti di lavoro solo x far contenti quelli come te: quella specifica produzione e il relativo lavoro, questi devono sempre sottostante alle leggi naturali dell'economia.
> >
> > Oltretutto chi avrebbe titolo di decidere quanti e chi includere nella loro attività?
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> > Socializzare i profitti ha senso perché significa redistribuire una parte dei guadagni ed è tecnicamente facile farlo.
> >
> > Socializzare il lavoro... senza un preciso contesto è una espressione che da un punto di vista economico non ha alcun senso logico.
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> > Che significa? Aumentare il numero dei lavoratori di una determinata azienda? Non ha senso: una volta che il lavoro è già stato ottimizzato x tempi/lavoratore e per costi/produzione, non si deve uscire troppo da questi parametri, altrimenti il lavoro diventa antieconomico, l'azienda fallisce e tutti a casa a piangere miseria al capezzale dello stato, ovvero detto in altri termini, a pesare sui costi del lavoro di tutti gli altri che invece lavorano bene.
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> > La verità è che un socialismo di questo stampo è desiderato solo da chi ha imparato a mettersi il dito nel Culo ma non a toglierlo e chiede ad altri che glielo tolgano.
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> >
> > PS
> > Marx, tra le altre ccompetenze, era anche economista, non uno sprovveduto commentatore della domenicae e queste cose le sapeva bene ,
>
> Quello che dice Yoda una volta tanto ha senso. Da un punto di vista pratico è difficile, perché a un'azienda due dipendenti a metà tempo ciascuno costano più che un dipendente a tempo pieno. Ma il costo del lavoro dipende in gran parte da regole che possono essere cambiate.
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Infatti. Sarebbe il cuneo fiscale.
Temo che sia stato proprio inventato come scusa del movimento operaio per deresponsabilizzarsi rispetto alla suddivisione del lavoro.
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