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nel cuore e nella mente di un pedofiloProc di CataniaScritto daNon Autenticatoil 2012-10-30 00:39:12.0 alle 2012-10-30 00:39:12.0bell'articolo finalmente una analisi razionale e con un briciolo di umanità
Nel cuore e nella mente di un pedofilo
29/10/2012 - Die Zeit racconta il percorso terapeutico di un ragazzo che ha scoperto la sua inclinazione per i minori da adolescente
Nel cuore e nella mente di un pedofilo
di Dario Ferri
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Essere un pedofilo è una condanna, non una scelta. L’attrazione per i minori non è curabile, ma si può controllare per evitare di commettere reati. Die Zeit propone la storia di Jonas, un ragazzo di 27 anni che ha curato la sua passione per i bambini, e ha avuto il coraggio di confessarla alla sua famiglia. La sua vita è distrutta dalla sua sessualità, però ora Jonas si rallegra di non distruggere più quella altrui.
NELLA TESTA DI UN PEDOFILO - Die Zeit racconta il percorso di Jonas, un giovane berlinese che ha affrontato una lunga cura all’ospedale Charitè della capitale tedesca per combattere il suo male oscuro. La sua malattia si chiama pedofilia, attrazione per bambini tra gli otto e i dodici anni. Jonas non ha mai commesso abusi, ma ha scaricato migliaia di immagini pedopornografiche durante la sua vita. A 12 anni aveva capito che gli piacevano i bambini assai più piccoli di lui, e a 17, mentre i suoi amici iniziavano ad avere le prime relazioni sessuali, Jonas si isolava nella menzogna. La sua libido si accendeva solo per i minori, e la cosa lo disgustava e lo eccitava allo stesso tempo. Da allora è iniziata una lunga vita nella bugia, fatta da silenzi, fughe, nottate passate insonni per i sensi di colpa. Sul suo computer c’erano tantissime immagine pedopornografiche, poi cancellate sempre per paura di problemi legali. Le prime volte che Jonas si è aperto a consulti psicologici, quando era all’università, ha sempre avuto il terrore di trovarsi la polizia alla sua porta.
PEDOFILIA INCURABILE - Secondo gli studi più recenti sulle persone attratte dai minori, la pedofilia non è curabile. Provare eccitazione sessuale per i bambini è però diverso da commettere reati come le molestie, tanto che negli studi si tende a rimarcare come un vero pedofilo, una persona esclusivamente attratta dai minori, tende a essere meno pericoloso socialmente. Esistono studi che rimarcano come le persone arrestate per abusi non siano in realtà veramente sofferenti di pedofilia, in una percentuale compresa tra il 40 ed il 60%. Secondo Die Zeit circa l’1% della popolazione mondiale soffre di questo disturbo sessuale, e per ora non è stata trovata nessuna cura. La pedofilia però può essere controllata, al fine di ridurre al mimino la ricerca di soddisfazione sessuale della propria libido. E’ la cura intrapresa da Jonas presso l’ospedale Charitè.
LUNGO PERCORSO - Per prima cosa il pedofilo che si è raccontato a Die Zeit ha dovuto affrontare un test di valutazione per capire se la sua attrazione verso i minori fosse reale. Appurato questo, Jonas ha iniziato a confrontarsi con altre persone che come lui soffrono di questa perversione. Per la prima volta nella sua vita Jonas ha potuto dire la verità, e non ricorrere alle bugie che hanno mascherato le sue inclinazioni sessuali. Le discussioni in gruppo e la terapia individuale hanno permesso a Jonas di abbandonare gradualmente la visione delle immagini pedopornografiche. Durante il percorso terapeutico, uno dei pochi esistenti in Germania anche se sta avendo un successo graduale, Jonas è ricaduto nello scarimento del porno fatto da minori. E’ però riuscito a confessarlo subito, rompendo così la barriera del silenzio e trovando conforto negli altri. Grazie a questo la scissione della sua personalità, divisa tra il piacere per la visione di quelle immagini e il senso di colpa maturato per averle guardate, si è gradualmente risolta.
TORMENTO FAMILIARE - Per Jonas la prova più difficile è stata la confessione della sua inclinazione sessuale ai suoi familiare. Un pedofilo sa che non potrà mai costruire una famiglia, e neppure contare su un vero nucleo di amici, perché non potrà mai essere sincero con loro. Ecco perché dire la verità ai propri familiari è essenziale, rimarca un terapeuta a Die Zeit, perché solo così una persona potrà accettare la sua condizione. La prova più difficile per Jonas è stato essere sincero con sua sorella maggiore. Una figura fondamentale nella sua vita, che però non ha mai saputo la verità sul fratello prima che questi iniziasse il suo percorso terapeutico. Su Die Zeit Jonas racconta i lunghi mesi passati nel tormento, con tanto di lettera d’addio scritta per la famiglia, prima di raccontare la pedofilia a sua sorella. Dopo molte esitazioni però Jonas è riuscito a dire la verità, che ha scioccato solo in parte il suo familiare, che ha compreso anni di stranezze di suo fratello. Il conforto della sorella è stato però essenziale per il pedofilo, perché solo dopo la confessione è riuscito a superare la tentazione verso lo scaricamento di nuove immagini pedopornografiche. La prova più difficile superata è stata poi essenziale per dire la verità ai propri genitori, che hanno abbracciato il figlio. Nel racconto finale di Jonas a Die Zeit viene rimarcato come il giovane pedofilo non sia un uomo guarito, ma la terapia e la verità raccontata al suo nucleo familiare permettono a Jonas di vivere la sua malattia sotto controllo.
http://www.giornalettismo.com/archives/567411/nel-...
molto triste questa frase
"Un pedofilo sa che non potrà mai costruire una famiglia, e neppure contare su un vero nucleo di amici, perché non potrà mai essere sincero con loro."
a un essere umano farebbe venire le lacrime pensare che qualcuno possa subire questa condanna senza colpa, ma là fuori di esseri umani ve ne sono più pochi-
Re: nel cuore e nella mente di un pedofiProc di CataniaDa un lato ci rimani male perchè pensi "cavolo non c'è cura", dall'altro lato hai una ragione in più per farli fuori uno a uno, dopotutto... non c'è cura
Ad ogni modo pur non essendo un pietista, non sono nemmeno un forcaiolo, a Jonas concederei la grazia perchè si è consegnato in tempo a chi di dovere senza rischiare di compromettere la psiche di un bambino/a; la quale non ha ancora formato la medesima; con un atto puramente egoistico.
Cmq questa ammissione della non curabilità di un "comportamento", (perchè alla fine trattasi di questo)mi piacerebbe sentirla dire anche riguardo ad altri tipi di crimini anche peggiori della semplice pedofilia la quale può essere anche rintanata per diverso tempo, ma ciò non avverra mai perchè dopo si potrebbe invocare con più insistenza la pena di morte e ciò darebbe molto fastidio ai dirittoumanisti radical-chic del mio culo.
**Modificato dall'autore il 30.10.2012 01:41**-
Re: nel cuore e nella mente di un pedofiProc di Catania> Cmq questa ammissione della non curabilità di un "comportamento",
Accontentati della non curabilità della tua idiozia. Su quella, puoi star certo, fior fiori di scienziati e altri esperti concorderebbero all'unanimità e senza dirittoumanismi
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**Modificato dall'autore il 30.10.2012 08:47**
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Re: nel cuore e nella mente di un pedofiProc di CataniaScritto daNon Autenticatoil 2012-10-30 03:55:17.0 alle 2012-10-30 03:55:17.0
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> molto triste questa frase
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> "Un pedofilo sa che non potrà mai costruire una famiglia, e neppure contare su un vero nucleo di amici, perché non potrà mai essere sincero con loro."
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> a un essere umano farebbe venire le lacrime pensare che qualcuno possa subire questa condanna senza colpa, ma là fuori di esseri umani ve ne sono più pochi
Poi arriva il consueto delirio che è giusto da parte dei pargoli prenderlo in culo e come da copione la demenziale solfa lacrimosa della "condanna senza colpa" finisce dritta nel cesso
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Re: nel cuore e nella mente di un pedofiProc di CataniaScritto daNon Autenticatoil 2012-10-30 11:55:37.0 alle 2012-10-30 11:55:37.0Scritto da:
> BAU BAU BAUUUUUUUUUUUUU

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Re: nel cuore e nella mente di un pedofiProc di CataniaScritto daNon Autenticatoil 2012-10-30 12:31:31.0 alle 2012-10-30 12:31:31.0> Annunci Google Visit CrossGym® Store Now High Quality Cross Stations & Rack Strength And Conditioning Equipment crossgymstore.com/

quoto
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Re: nel cuore e nella mente di un pedofiProc di CataniaScritto daSAMURAIL'Ostinatoil 2012-10-30 22:44:21.0 alle 2012-10-30 22:44:21.0Trollate totali: 6492Brevi commenti:
Sul suo computer c’erano tantissime immagine pedopornografiche, poi cancellate sempre per paura di problemi legali. Le prime volte che Jonas si è aperto a consulti psicologici, quando era all’università, ha sempre avuto il terrore di trovarsi la polizia alla sua porta.
Ecco, il problema psicologico nasceva dalla paura della polizia e non perchè avesse paura della sua pedofilia.
Esistono studi che rimarcano come le persone arrestate per abusi non siano in realtà veramente sofferenti di pedofilia,
VERO. In realtà non si è "sofferenti di pedofilia" si è sofferenti per il giudizio che gli altri danno sulla pedofilia. Così come un gay non è sofferente perchè è gay ma per i giudizi negativi che la gente spesso da dei froci.
secondo Die Zeit circa l’1% della popolazione mondiale soffre di questo disturbo sessuale, e per ora non è stata trovata nessuna cura.
Allora ci sarebbero circa 70 milioni di pedofili al mondo? E se per ora non si è trovata nessuna "cura" mi sa che non la troveranno mai...Un po' come cercare la cura per l'omosessualità..........
Appurato questo, Jonas ha iniziato a confrontarsi con altre persone che come lui soffrono di questa perversione. Per la prima volta nella sua vita Jonas ha potuto dire la verità, e non ricorrere alle bugie che hanno mascherato le sue inclinazioni sessuali.
In fondo il suo comportamento è legittimato: quando tutti sono coi fucili puntati contro mica puoi dirgli candidamente la verità. Ovviamente vivere mascherando le proprie inclinazioni ha un prezzo: lo stress, la depresisone, l'ansia, etc.
Durante il percorso terapeutico, uno dei pochi esistenti in Germania anche se sta avendo un successo graduale, Jonas è ricaduto nello scarimento del porno fatto da minori.
Normale. Non puoi vivere senza minori e senza foto con minori. Se non puoi avere rapporti fisici con minori almeno ti consoli con immagini pedoporno.
Grazie a questo la scissione della sua personalità, divisa tra il piacere per la visione di quelle immagini e il senso di colpa maturato per averle guardate, si è gradualmente risolta.
Certo, come no..Ci credo subito...! Infatti:
Nel racconto finale di Jonas a Die Zeit viene rimarcato come il giovane pedofilo non sia un uomo guarito, ma la terapia e la verità raccontata al suo nucleo familiare permettono a Jonas di vivere la sua malattia sotto controllo.
Mi pare ci sia un po' di contraddizione: se non esiste una "cura" alla pedofilia, come mai qua si parla di "terapia"? Allora c'è una "cura" o no? E se no, perchè parlano di terapie? La verità, detta chiaramente è: Jonas ha vissuto male la sua pedofilia perchè l'ambiente circostante vede nei pedofili dei mostri, dei malati, dei depravati. Con questa convinzione SBAGLIATA Jonas ha dovuto negare a se stesso la sua natura (sua ovviamente) e invece di esprimerla ha voluto reprimerla con dubbie terapie che, come ci viene detto, lo tengono solo "sotto controllo" (fino a quando?) e se cessa il controllo cosa accade? Io penso che questo sia il classico libro che farà piacere agli antipedo perchè rappresenta tutti gli stereotipi più comuni sui pedofili.
a- il pedofilo che si sente un malato
b- subito viene "aiutato" con delle "terapie" (anche se si dice che non esiste una cura..)
c- la possibilità per Jonas di essere riaccolto degnamente nella famiglia e nella comunità (però sempre tenuto d'occhio...non si sa mai...).
Chissà se Jonas ha mai letto un libro di Tony Duvert o di Maztneff..
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Re: nel cuore e nella mente di un pedofiProc di CataniaScritto daNon Autenticatoil 2012-10-30 22:51:20.0 alle 2012-10-30 22:51:20.0Scritto da: SAMURAI
> b- subito viene "aiutato" con delle "terapie" (anche se si dice che non esiste una cura..)
>
>
Ad esempio la "terapia" per non finire in galera e fare la fine di un certo avanzo della suddetta presumo
non vedi l'ora di tornarci immagino
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Re: nel cuore e nella mente di un pedofiProc di CataniaScritto daSAMURAIL'Ostinatoil 2012-10-30 22:59:30.0 alle 2012-10-30 22:59:30.0Trollate totali: 6492non vedi l'ora di tornarci immagino
CORREGGO: "non vedo l'ora che tu ci torni" Vero? Io non ho mai fatto terapie e se sono finito dentro è stato per colpa di altri idioti. Ma non è questo il momento. ma stai tranquillo che nessuna "terapia" potrà impedire a un pedofilo di finire in carcere. La vera "terapia" per un pedofilo è di amare un ragazzino. Solo quello.
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Re: nel cuore e nella mente di un pedofiProc di CataniaScritto daNon Autenticatoil 2012-10-30 23:15:38.0 alle 2012-10-30 23:15:38.0Scritto da: SAMURAI
> non vedi l'ora di tornarci immagino
>
> CORREGGO: "non vedo l'ora che tu ci torni" Vero? Io non ho mai fatto terapie e se sono finito dentro è stato per colpa di altri idioti. Ma non è questo il momento. ma stai tranquillo che nessuna "terapia" potrà impedire a un pedofilo di finire in carcere. La vera "terapia" per un pedofilo è di amare un ragazzino. Solo quello.
Il concetto è quello: sei destinato a marcire in galera e per te appunto non esiste nessuna "terapia"
E quella che ti faresti ora da pregiudicato non è piu il parco giochi di una volta, ci creperai amico caro
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Re: nel cuore e nella mente di un pedofiProc di CataniaScritto daSAMURAIL'Ostinatoil 2012-10-30 23:27:20.0 alle 2012-10-30 23:27:20.0Trollate totali: 6492E quella che ti faresti ora da pregiudicato non è piu il parco giochi di una volta, ci creperai amico caro
Non ho mai considerato la mia pedofilia "un parco giochi", la considero una delle tanti varianti della sessualità, come l'omosessualità, e quindi l'accetto senza problemi. I problemi semmai li avete voi che continuate a vivere di stereotipi e di pre-giudizi. In definitiva: vivete nell'ignoranza e da questa ignoranza pretendete (con arroganza) di giudicare un pedofilo o un "diverso" da come il vostro conformismo sessuale lo vorrebbe. Il problema non è essere pedofili o gay, il problema è trovare gente stupida come te che sentenzia sui pedofili e i gay SENZA SAPERE come realmente sono o vivono la loro vita. Ti faccio un esempio: da bambini tutti noi vedendo i film western eravamo convinti che i "cattivi" fossero gli indiani; poi ci siamo resi conto che invece i veri cattivi erano i bianchi colonizzatori che li sterminavano. Ci è crollato un mito: il pistolero senza macchia e senza paura che uccideva i cattivi pellerossa. Così siamo noi pedofili: i "cattivi" pellerossa; voi i "buoni" pistoleri sempre pronti a "sparare" cazzate sulla pedofilia. E così come i "buoni" pistoleri bianchi rinchiudevano i pellerossa nelle "riserve" così voi vorreste rinchiudere tutti i pedofili in carcere. Vero? Ma le cose vanno diversamente (per fortuna).
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Re: nel cuore e nella mente di un pedofiProc di CataniaScritto daNon Autenticatoil 2012-10-30 23:39:00.0 alle 2012-10-30 23:39:00.0Scritto da: SAMURAI
> E quella che ti faresti ora da pregiudicato non è piu il parco giochi di una volta, ci creperai amico caro
>
> Non ho mai considerato la mia pedofilia "un parco giochi", la considero una delle tanti varianti della sessualità, come l'omosessualità, e quindi l'accetto senza problemi. I problemi semmai li avete voi che continuate a vivere di stereotipi e di pre-giudizi. In definitiva: vivete nell'ignoranza e da questa ignoranza pretendete (con arroganza) di giudicare un pedofilo o un "diverso" da come il vostro conformismo sessuale lo vorrebbe. Il problema non è essere pedofili o gay, il problema è trovare gente stupida come te che sentenzia sui pedofili e i gay SENZA SAPERE come realmente sono o vivono la loro vita. Ti faccio un esempio: da bambini tutti noi vedendo i film western eravamo convinti che i "cattivi" fossero gli indiani; poi ci siamo resi conto che invece i veri cattivi erano i bianchi colonizzatori che li sterminavano. Ci è crollato un mito: il pistolero senza macchia e senza paura che uccideva i cattivi pellerossa. Così siamo noi pedofili: i "cattivi" pellerossa; voi i "buoni" pistoleri sempre pronti a "sparare" cazzate sulla pedofilia. E così come i "buoni" pistoleri bianchi rinchiudevano i pellerossa nelle "riserve" così voi vorreste rinchiudere tutti i pedofili in carcere. Vero? Ma le cose vanno diversamente (per fortuna).
il parco giochi è la tua precedente esperienza di galera idiota, della tua pedofilia freghera solo, forse, a tuoi futuri secondini / galeotti, nel mentre si prenderanno "cura" di te
Dimostri per l'ennesima volta di avere il cervello completamente devastato, dubito tuttavia che la cosa renderà piu lieve il peso delle tue disgrazie
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Re: nel cuore e nella mente di un pedofiProc di CataniaScritto daSAMURAIL'Ostinatoil 2012-10-30 23:45:16.0 alle 2012-10-30 23:45:16.0Trollate totali: 6492l parco giochi è la tua precedente esperienza di galera idiota, della tua pedofilia freghera solo, forse, a tuoi futuri secondini / galeotti, nel mentre si prenderanno "cura" di te
Dimostri per l'ennesima volta di avere il cervello completamente devastato, dubito tuttavia che la cosa renderà piu lieve il peso delle tue disgrazie
Già, hai ragione, come quelli che credevano che la terra fosse piatta. Continua pure a esserne convinto, così dormi meglio. Notte......
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Re: nel cuore e nella mente di un pedofiProc di CataniaScritto daNon Autenticatoil 2012-10-30 22:57:48.0 alle 2012-10-30 22:57:48.0> Brevi commenti:
> Sul suo computer c’erano tantissime immagine pedopornografiche, poi cancellate sempre per paura di problemi legali. Le prime volte che Jonas si è aperto a consulti psicologici, quando era all’università, ha sempre avuto il terrore di trovarsi la polizia alla sua porta.
>
> Ecco, il problema psicologico nasceva dalla paura della polizia e non perchè avesse paura della sua pedofilia.
>
> Esistono studi che rimarcano come le persone arrestate per abusi non siano in realtà veramente sofferenti di pedofilia,
>
> VERO. In realtà non si è "sofferenti di pedofilia" si è sofferenti per il giudizio che gli altri danno sulla pedofilia. Così come un gay non è sofferente perchè è gay ma per i giudizi negativi che la gente spesso da dei froci.
>
> secondo Die Zeit circa l’1% della popolazione mondiale soffre di questo disturbo sessuale, e per ora non è stata trovata nessuna cura.
>
> Allora ci sarebbero circa 70 milioni di pedofili al mondo? E se per ora non si è trovata nessuna "cura" mi sa che non la troveranno mai...Un po' come cercare la cura per l'omosessualità..........
>
> Appurato questo, Jonas ha iniziato a confrontarsi con altre persone che come lui soffrono di questa perversione. Per la prima volta nella sua vita Jonas ha potuto dire la verità, e non ricorrere alle bugie che hanno mascherato le sue inclinazioni sessuali.
>
> In fondo il suo comportamento è legittimato: quando tutti sono coi fucili puntati contro mica puoi dirgli candidamente la verità. Ovviamente vivere mascherando le proprie inclinazioni ha un prezzo: lo stress, la depresisone, l'ansia, etc.
>
> Durante il percorso terapeutico, uno dei pochi esistenti in Germania anche se sta avendo un successo graduale, Jonas è ricaduto nello scarimento del porno fatto da minori.
>
> Normale. Non puoi vivere senza minori e senza foto con minori. Se non puoi avere rapporti fisici con minori almeno ti consoli con immagini pedoporno.
>
> Grazie a questo la scissione della sua personalità, divisa tra il piacere per la visione di quelle immagini e il senso di colpa maturato per averle guardate, si è gradualmente risolta.
>
> Certo, come no..Ci credo subito...! Infatti:
>
> Nel racconto finale di Jonas a Die Zeit viene rimarcato come il giovane pedofilo non sia un uomo guarito, ma la terapia e la verità raccontata al suo nucleo familiare permettono a Jonas di vivere la sua malattia sotto controllo.
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> Mi pare ci sia un po' di contraddizione: se non esiste una "cura" alla pedofilia, come mai qua si parla di "terapia"? Allora c'è una "cura" o no? E se no, perchè parlano di terapie? La verità, detta chiaramente è: Jonas ha vissuto male la sua pedofilia perchè l'ambiente circostante vede nei pedofili dei mostri, dei malati, dei depravati. Con questa convinzione SBAGLIATA Jonas ha dovuto negare a se stesso la sua natura (sua ovviamente) e invece di esprimerla ha voluto reprimerla con dubbie terapie che, come ci viene detto, lo tengono solo "sotto controllo" (fino a quando?) e se cessa il controllo cosa accade? Io penso che questo sia il classico libro che farà piacere agli antipedo perchè rappresenta tutti gli stereotipi più comuni sui pedofili.
> a- il pedofilo che si sente un malato
> b- subito viene "aiutato" con delle "terapie" (anche se si dice che non esiste una cura..)
> c- la possibilità per Jonas di essere riaccolto degnamente nella famiglia e nella comunità (però sempre tenuto d'occhio...non si sa mai...).
> Chissà se Jonas ha mai letto un libro di Tony Duvert o di Maztneff..
Cos'è che odi della quotatura automatica di questo forum?
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