Mostra notizie nelle discussioni
  • Avatar
    ☺
    Scritto da
    il 2011-11-05 22:29:00.0 alle 2011-11-05 22:29:00.0
    Trollate totali: 6532
    Quadrato - cerchio - Pi
    Il discorso del quadrato-cerchio è in realtà simile ad un altro problema.
    Sappiamo che in un quadrato di lato 1 abbiamo che la diagonale misura sqrt(2).

    Con lo stesso procedimento del quadrato-cerchio provo ad approssimare la diagonale.
    Prendo dunque due lati (opposti alla diagonale), la loro somma è 2. A questo punto spezzo l'angolo in modo identico al quadrato-cerchio, ma la somma è ancora 2.

    Procedo così all'infinito... e "provo" che 2==sqrt(2) cosa che è evidentemente sbagliata (due numeri reali diversi non possono essere uguali).
    Qui è evidente, nel caso del cerchio un po' meno perché potrei dubitare che la circonferenza sia pi-greco.

    In realtà però quello che sto facendo con questo procedimento è _approssimare l'area_ sottesa alla diagonale... e NON sto affatto approssimando la lunghezza della diagonale.

    Questo procedimento (approssimare l'area in questo modo) si chiama somma di Riemann... e funziona... fintanto ché quello che vuoi approssimare è l'area (si può calcolare l'integrale in questo modo).

    Perché non funziona per approssimare la lunghezza della curva?

    Prendiamo il caso del quadrato-diagonale.
    Spezzo l'angolo, ora ho due angoli da spezzare.

    La somma dell'area sottesa è diminuita... ma non il perimetro. I nuovi angoli hanno comunque una diagonale sotto di loro e non importa quanto piccoli diventano... avranno SEMPRE una diagonale sotto di loro, perché sono appunto un angolo...

    In altre parole... continuerò sempre ad avere un angolo ovvero non mi avvicinerò mai in realtà alla veda forma della curva che vorrei approssimare.

    Visivamente sembra che lo faccia, ma in realtà non succede, non in un mondo esatto, che è quello matematico, in cui puoi continuare all'infinito a spezzare le cose in cose sempre più piccole.

    È vero che ora i lati dell'angolo sono più piccoli... ma stavolta ne ho DUE di angoli, e non più uno. Facendo tendere la cosa all'infinito... è vero che avrò lati (dell'angolo) sempre più piccoli... ma avrò anche sempre più angoli. In altre parole le due cose finiscono per equilibrarsi. Lati infinitamente più piccoli... ma anche infinitamente più numerosi e la loro somma si equilibra portandoti sempre allo stesso numero.
    In altre parole non ottengo mai una curva la cui derivata sia uguale a quella della curva che voglio approssimare.

    Disegnando il caso del quadrato-diagonale è più evidente che con il cechio. Spezzo l'angolo... ma l'angolo ha sempre la diagonale. Zoomo. Lo spezzo ancora... ma l'angolo ha ancora la diagonale. Ripeto all'infinito... zoomo all'infinito, e mi ritrovo comunque con la diagonale sotto l'angolo. Ovvero... non mi sono mai avvicinato a quella stramaledetta diagonale che continua a scapparmi diventando sempre più piccolina ma sempre irraggiungibile.


    Non fiori ma opere di bene, grazie.
    • Avatar
      Scritto da
      Non Autenticato
      il 2011-11-05 22:32:00.0 alle 2011-11-05 22:32:00.0
      Re: Quadrato - cerchio - Pi

      - Scritto da: Daisuke Niwa
      > Il discorso del quadrato-cerchio è in realtà
      > simile ad un altro
      > problema.
      > Sappiamo che in un quadrato di lato 1 abbiamo che
      > la diagonale misura
      > sqrt(2).
      >
      > Con lo stesso procedimento del quadrato-cerchio
      > provo ad approssimare la
      > diagonale.
      > Prendo dunque due lati (opposti alla diagonale),
      > la loro somma è 2. A questo punto spezzo l'angolo
      > in modo identico al quadrato-cerchio, ma la somma
      > è ancora
      > 2.
      >
      > Procedo così all'infinito... e "provo" che
      > 2==sqrt(2) cosa che è evidentemente sbagliata
      > (due numeri reali diversi non possono essere
      > uguali).
      > Qui è evidente, nel caso del cerchio un po' meno
      > perché potrei dubitare che la circonferenza sia
      > pi-greco.
      >
      > In realtà però quello che sto facendo con questo
      > procedimento è _approssimare l'area_ sottesa alla
      > diagonale... e NON sto affatto approssimando la
      > lunghezza della
      > diagonale.
      >
      > Questo procedimento (approssimare l'area in
      > questo modo) si chiama somma di Riemann... e
      > funziona... fintanto ché quello che vuoi
      > approssimare è l'area (si può calcolare
      > l'integrale in questo
      > modo).
      >
      > Perché non funziona per approssimare la lunghezza
      > della
      > curva?
      >
      > Prendiamo il caso del quadrato-diagonale.
      > Spezzo l'angolo, ora ho due angoli da spezzare.
      >
      > La somma dell'area sottesa è diminuita... ma non
      > il perimetro. I nuovi angoli hanno comunque una
      > diagonale sotto di loro e non importa quanto
      > piccoli diventano... avranno SEMPRE una diagonale
      > sotto di loro, perché sono appunto un angolo...
      >
      >
      > In altre parole... continuerò sempre ad avere un
      > angolo ovvero non mi avvicinerò mai in realtà
      > alla veda forma della curva che vorrei
      > approssimare.
      >
      >
      > Visivamente sembra che lo faccia, ma in realtà
      > non succede, non in un mondo esatto, che è quello
      > matematico, in cui puoi continuare all'infinito a
      > spezzare le cose in cose sempre più piccole.
      >
      >
      > È vero che ora i lati dell'angolo sono più
      > piccoli... ma stavolta ne ho DUE di angoli, e non
      > più uno. Facendo tendere la cosa all'infinito...
      > è vero che avrò lati (dell'angolo) sempre più
      > piccoli... ma avrò anche sempre più angoli. In
      > altre parole le due cose finiscono per
      > equilibrarsi. Lati infinitamente più piccoli...
      > ma anche infinitamente più numerosi e la loro
      > somma si equilibra portandoti sempre allo stesso
      > numero.
      >
      > In altre parole non ottengo mai una curva la cui
      > derivata sia uguale a quella della curva che
      > voglio
      > approssimare.
      >
      > Disegnando il caso del quadrato-diagonale è più
      > evidente che con il cechio. Spezzo l'angolo... ma
      > l'angolo ha sempre la diagonale. Zoomo. Lo spezzo
      > ancora... ma l'angolo ha ancora la diagonale.
      > Ripeto all'infinito... zoomo all'infinito, e mi
      > ritrovo comunque con la diagonale sotto l'angolo.
      > Ovvero... non mi sono mai avvicinato a quella
      > stramaledetta diagonale che continua a scapparmi
      > diventando sempre più piccolina ma sempre
      > irraggiungibile.
      >
      >
      > Non fiori ma opere di bene, grazie.

      era già stato detto seppur in modo meno prolisso...
      • Avatar
        ☺
        Scritto da
        il 2011-11-05 22:34:00.0 alle 2011-11-05 22:34:00.0
        Trollate totali: 6532
        Re: Quadrato - cerchio - Pi

        - Scritto da:
        >
        > - Scritto da: Daisuke Niwa
        > > Il discorso del quadrato-cerchio è in realtà
        > > simile ad un altro
        > > problema.
        > > Sappiamo che in un quadrato di lato 1 abbiamo
        > che
        > > la diagonale misura
        > > sqrt(2).
        > >
        > > Con lo stesso procedimento del quadrato-cerchio
        > > provo ad approssimare la
        > > diagonale.
        > > Prendo dunque due lati (opposti alla diagonale),
        > > la loro somma è 2. A questo punto spezzo
        > l'angolo
        > > in modo identico al quadrato-cerchio, ma la
        > somma
        > > è ancora
        > > 2.
        > >
        > > Procedo così all'infinito... e "provo" che
        > > 2==sqrt(2) cosa che è evidentemente sbagliata
        > > (due numeri reali diversi non possono essere
        > > uguali).
        > > Qui è evidente, nel caso del cerchio un po' meno
        > > perché potrei dubitare che la circonferenza sia
        > > pi-greco.
        > >
        > > In realtà però quello che sto facendo con questo
        > > procedimento è _approssimare l'area_ sottesa
        > alla
        > > diagonale... e NON sto affatto approssimando la
        > > lunghezza della
        > > diagonale.
        > >
        > > Questo procedimento (approssimare l'area in
        > > questo modo) si chiama somma di Riemann... e
        > > funziona... fintanto ché quello che vuoi
        > > approssimare è l'area (si può calcolare
        > > l'integrale in questo
        > > modo).
        > >
        > > Perché non funziona per approssimare la
        > lunghezza
        > > della
        > > curva?
        > >
        > > Prendiamo il caso del quadrato-diagonale.
        > > Spezzo l'angolo, ora ho due angoli da spezzare.
        > >
        > > La somma dell'area sottesa è diminuita... ma non
        > > il perimetro. I nuovi angoli hanno comunque una
        > > diagonale sotto di loro e non importa quanto
        > > piccoli diventano... avranno SEMPRE una
        > diagonale
        > > sotto di loro, perché sono appunto un angolo...
        > >
        > >
        > > In altre parole... continuerò sempre ad avere un
        > > angolo ovvero non mi avvicinerò mai in realtà
        > > alla veda forma della curva che vorrei
        > > approssimare.
        > >
        > >
        > > Visivamente sembra che lo faccia, ma in realtà
        > > non succede, non in un mondo esatto, che è
        > quello
        > > matematico, in cui puoi continuare all'infinito
        > a
        > > spezzare le cose in cose sempre più piccole.
        > >
        > >
        > > È vero che ora i lati dell'angolo sono più
        > > piccoli... ma stavolta ne ho DUE di angoli, e
        > non
        > > più uno. Facendo tendere la cosa all'infinito...
        > > è vero che avrò lati (dell'angolo) sempre più
        > > piccoli... ma avrò anche sempre più angoli. In
        > > altre parole le due cose finiscono per
        > > equilibrarsi. Lati infinitamente più piccoli...
        > > ma anche infinitamente più numerosi e la loro
        > > somma si equilibra portandoti sempre allo stesso
        > > numero.
        > >
        > > In altre parole non ottengo mai una curva la cui
        > > derivata sia uguale a quella della curva che
        > > voglio
        > > approssimare.
        > >
        > > Disegnando il caso del quadrato-diagonale è più
        > > evidente che con il cechio. Spezzo l'angolo...
        > ma
        > > l'angolo ha sempre la diagonale. Zoomo. Lo
        > spezzo
        > > ancora... ma l'angolo ha ancora la diagonale.
        > > Ripeto all'infinito... zoomo all'infinito, e mi
        > > ritrovo comunque con la diagonale sotto
        > l'angolo.
        > > Ovvero... non mi sono mai avvicinato a quella
        > > stramaledetta diagonale che continua a scapparmi
        > > diventando sempre più piccolina ma sempre
        > > irraggiungibile.
        > >
        > >
        > > Non fiori ma opere di bene, grazie.
        >
        > era già stato detto seppur in modo meno
        > prolisso...

        Bene, ora hai anche la versione prolissa. Sorride
        • Avatar
          Scritto da
          Non Autenticato
          il 2011-11-05 22:35:00.0 alle 2011-11-05 22:35:00.0
          Re: Quadrato - cerchio - Pi

          - Scritto da: Daisuke Niwa
          >
          > - Scritto da:
          > >
          > > - Scritto da: Daisuke Niwa
          > > > Il discorso del quadrato-cerchio è in realtà
          > > > simile ad un altro
          > > > problema.
          > > > Sappiamo che in un quadrato di lato 1 abbiamo
          > > che
          > > > la diagonale misura
          > > > sqrt(2).
          > > >
          > > > Con lo stesso procedimento del
          > quadrato-cerchio
          > > > provo ad approssimare la
          > > > diagonale.
          > > > Prendo dunque due lati (opposti alla
          > diagonale),
          > > > la loro somma è 2. A questo punto spezzo
          > > l'angolo
          > > > in modo identico al quadrato-cerchio, ma la
          > > somma
          > > > è ancora
          > > > 2.
          > > >
          > > > Procedo così all'infinito... e "provo" che
          > > > 2==sqrt(2) cosa che è evidentemente sbagliata
          > > > (due numeri reali diversi non possono essere
          > > > uguali).
          > > > Qui è evidente, nel caso del cerchio un po'
          > meno
          > > > perché potrei dubitare che la circonferenza
          > sia
          > > > pi-greco.
          > > >
          > > > In realtà però quello che sto facendo con
          > questo
          > > > procedimento è _approssimare l'area_ sottesa
          > > alla
          > > > diagonale... e NON sto affatto approssimando
          > la
          > > > lunghezza della
          > > > diagonale.
          > > >
          > > > Questo procedimento (approssimare l'area in
          > > > questo modo) si chiama somma di Riemann... e
          > > > funziona... fintanto ché quello che vuoi
          > > > approssimare è l'area (si può calcolare
          > > > l'integrale in questo
          > > > modo).
          > > >
          > > > Perché non funziona per approssimare la
          > > lunghezza
          > > > della
          > > > curva?
          > > >
          > > > Prendiamo il caso del quadrato-diagonale.
          > > > Spezzo l'angolo, ora ho due angoli da
          > spezzare.
          > > >
          > > > La somma dell'area sottesa è diminuita... ma
          > non
          > > > il perimetro. I nuovi angoli hanno comunque
          > una
          > > > diagonale sotto di loro e non importa quanto
          > > > piccoli diventano... avranno SEMPRE una
          > > diagonale
          > > > sotto di loro, perché sono appunto un
          > angolo...
          > > >
          > > >
          > > > In altre parole... continuerò sempre ad avere
          > un
          > > > angolo ovvero non mi avvicinerò mai in realtà
          > > > alla veda forma della curva che vorrei
          > > > approssimare.
          > > >
          > > >
          > > > Visivamente sembra che lo faccia, ma in realtà
          > > > non succede, non in un mondo esatto, che è
          > > quello
          > > > matematico, in cui puoi continuare
          > all'infinito
          > > a
          > > > spezzare le cose in cose sempre più piccole.
          > > >
          > > >
          > > > È vero che ora i lati dell'angolo sono più
          > > > piccoli... ma stavolta ne ho DUE di angoli, e
          > > non
          > > > più uno. Facendo tendere la cosa
          > all'infinito...
          > > > è vero che avrò lati (dell'angolo) sempre più
          > > > piccoli... ma avrò anche sempre più angoli. In
          > > > altre parole le due cose finiscono per
          > > > equilibrarsi. Lati infinitamente più
          > piccoli...
          > > > ma anche infinitamente più numerosi e la loro
          > > > somma si equilibra portandoti sempre allo
          > stesso
          > > > numero.
          > > >
          > > > In altre parole non ottengo mai una curva la
          > cui
          > > > derivata sia uguale a quella della curva che
          > > > voglio
          > > > approssimare.
          > > >
          > > > Disegnando il caso del quadrato-diagonale è
          > più
          > > > evidente che con il cechio. Spezzo l'angolo...
          > > ma
          > > > l'angolo ha sempre la diagonale. Zoomo. Lo
          > > spezzo
          > > > ancora... ma l'angolo ha ancora la diagonale.
          > > > Ripeto all'infinito... zoomo all'infinito, e
          > mi
          > > > ritrovo comunque con la diagonale sotto
          > > l'angolo.
          > > > Ovvero... non mi sono mai avvicinato a quella
          > > > stramaledetta diagonale che continua a
          > scapparmi
          > > > diventando sempre più piccolina ma sempre
          > > > irraggiungibile.
          > > >
          > > >
          > > > Non fiori ma opere di bene, grazie.
          > >
          > > era già stato detto seppur in modo meno
          > > prolisso...
          >
          > Bene, ora hai anche la versione prolissa. Sorride

          a me va bene, ma al troll non credo Occhiolino
          • Avatar
            Scritto da
            Non Autenticato
            il 2011-11-05 22:37:00.0 alle 2011-11-05 22:37:00.0
            Re: Quadrato - cerchio - Pi
            > > > - Scritto da: Daisuke Niwa
            > > > > Il discorso del quadrato-cerchio è in realtà
            > > > > simile ad un altro
            > > > > problema.
            > > > > Sappiamo che in un quadrato di lato 1
            > abbiamo
            > > > che
            > > > > la diagonale misura
            > > > > sqrt(2).
            > > > >
            > > > > Con lo stesso procedimento del
            > > quadrato-cerchio
            > > > > provo ad approssimare la
            > > > > diagonale.
            > > > > Prendo dunque due lati (opposti alla
            > > diagonale),
            > > > > la loro somma è 2. A questo punto spezzo
            > > > l'angolo
            > > > > in modo identico al quadrato-cerchio, ma la
            > > > somma
            > > > > è ancora
            > > > > 2.
            > > > >
            > > > > Procedo così all'infinito... e "provo" che
            > > > > 2==sqrt(2) cosa che è evidentemente
            > sbagliata
            > > > > (due numeri reali diversi non possono essere
            > > > > uguali).
            > > > > Qui è evidente, nel caso del cerchio un po'
            > > meno
            > > > > perché potrei dubitare che la circonferenza
            > > sia
            > > > > pi-greco.
            > > > >
            > > > > In realtà però quello che sto facendo con
            > > questo
            > > > > procedimento è _approssimare l'area_ sottesa
            > > > alla
            > > > > diagonale... e NON sto affatto approssimando
            > > la
            > > > > lunghezza della
            > > > > diagonale.
            > > > >
            > > > > Questo procedimento (approssimare l'area in
            > > > > questo modo) si chiama somma di Riemann... e
            > > > > funziona... fintanto ché quello che vuoi
            > > > > approssimare è l'area (si può calcolare
            > > > > l'integrale in questo
            > > > > modo).
            > > > >
            > > > > Perché non funziona per approssimare la
            > > > lunghezza
            > > > > della
            > > > > curva?
            > > > >
            > > > > Prendiamo il caso del quadrato-diagonale.
            > > > > Spezzo l'angolo, ora ho due angoli da
            > > spezzare.
            > > > >
            > > > > La somma dell'area sottesa è diminuita... ma
            > > non
            > > > > il perimetro. I nuovi angoli hanno comunque
            > > una
            > > > > diagonale sotto di loro e non importa quanto
            > > > > piccoli diventano... avranno SEMPRE una
            > > > diagonale
            > > > > sotto di loro, perché sono appunto un
            > > angolo...
            > > > >
            > > > >
            > > > > In altre parole... continuerò sempre ad
            > avere
            > > un
            > > > > angolo ovvero non mi avvicinerò mai in
            > realtà
            > > > > alla veda forma della curva che vorrei
            > > > > approssimare.
            > > > >
            > > > >
            > > > > Visivamente sembra che lo faccia, ma in
            > realtà
            > > > > non succede, non in un mondo esatto, che è
            > > > quello
            > > > > matematico, in cui puoi continuare
            > > all'infinito
            > > > a
            > > > > spezzare le cose in cose sempre più piccole.
            > > > >
            > > > >
            > > > > È vero che ora i lati dell'angolo sono più
            > > > > piccoli... ma stavolta ne ho DUE di angoli,
            > e
            > > > non
            > > > > più uno. Facendo tendere la cosa
            > > all'infinito...
            > > > > è vero che avrò lati (dell'angolo) sempre
            > più
            > > > > piccoli... ma avrò anche sempre più angoli.
            > In
            > > > > altre parole le due cose finiscono per
            > > > > equilibrarsi. Lati infinitamente più
            > > piccoli...
            > > > > ma anche infinitamente più numerosi e la
            > loro
            > > > > somma si equilibra portandoti sempre allo
            > > stesso
            > > > > numero.
            > > > >
            > > > > In altre parole non ottengo mai una curva la
            > > cui
            > > > > derivata sia uguale a quella della curva che
            > > > > voglio
            > > > > approssimare.
            > > > >
            > > > > Disegnando il caso del quadrato-diagonale è
            > > più
            > > > > evidente che con il cechio. Spezzo
            > l'angolo...
            > > > ma
            > > > > l'angolo ha sempre la diagonale. Zoomo. Lo
            > > > spezzo
            > > > > ancora... ma l'angolo ha ancora la
            > diagonale.
            > > > > Ripeto all'infinito... zoomo all'infinito, e
            > > mi
            > > > > ritrovo comunque con la diagonale sotto
            > > > l'angolo.
            > > > > Ovvero... non mi sono mai avvicinato a
            > quella
            > > > > stramaledetta diagonale che continua a
            > > scapparmi
            > > > > diventando sempre più piccolina ma sempre
            > > > > irraggiungibile.
            > > > >
            > > > >
            > > > > Non fiori ma opere di bene, grazie.
            > > >
            > > > era già stato detto seppur in modo meno
            > > > prolisso...
            > >
            > > Bene, ora hai anche la versione prolissa. Sorride
            >
            > a me va bene, ma al troll non credo Occhiolino

            A te va bene perché non hai capito il problema. Sorride
            • Avatar
              Scritto da
              Non Autenticato
              il 2011-11-05 22:38:00.0 alle 2011-11-05 22:38:00.0
              Re: Quadrato - cerchio - Pi

              - Scritto da:
              > > > > - Scritto da: Daisuke Niwa
              > > > > > Il discorso del quadrato-cerchio è in
              > realtà
              > > > > > simile ad un altro
              > > > > > problema.
              > > > > > Sappiamo che in un quadrato di lato 1
              > > abbiamo
              > > > > che
              > > > > > la diagonale misura
              > > > > > sqrt(2).
              > > > > >
              > > > > > Con lo stesso procedimento del
              > > > quadrato-cerchio
              > > > > > provo ad approssimare la
              > > > > > diagonale.
              > > > > > Prendo dunque due lati (opposti alla
              > > > diagonale),
              > > > > > la loro somma è 2. A questo punto spezzo
              > > > > l'angolo
              > > > > > in modo identico al quadrato-cerchio, ma
              > la
              > > > > somma
              > > > > > è ancora
              > > > > > 2.
              > > > > >
              > > > > > Procedo così all'infinito... e "provo" che
              > > > > > 2==sqrt(2) cosa che è evidentemente
              > > sbagliata
              > > > > > (due numeri reali diversi non possono
              > essere
              > > > > > uguali).
              > > > > > Qui è evidente, nel caso del cerchio un
              > po'
              > > > meno
              > > > > > perché potrei dubitare che la
              > circonferenza
              > > > sia
              > > > > > pi-greco.
              > > > > >
              > > > > > In realtà però quello che sto facendo con
              > > > questo
              > > > > > procedimento è _approssimare l'area_
              > sottesa
              > > > > alla
              > > > > > diagonale... e NON sto affatto
              > approssimando
              > > > la
              > > > > > lunghezza della
              > > > > > diagonale.
              > > > > >
              > > > > > Questo procedimento (approssimare l'area
              > in
              > > > > > questo modo) si chiama somma di
              > Riemann...
              > e
              > > > > > funziona... fintanto ché quello che vuoi
              > > > > > approssimare è l'area (si può calcolare
              > > > > > l'integrale in questo
              > > > > > modo).
              > > > > >
              > > > > > Perché non funziona per approssimare la
              > > > > lunghezza
              > > > > > della
              > > > > > curva?
              > > > > >
              > > > > > Prendiamo il caso del quadrato-diagonale.
              > > > > > Spezzo l'angolo, ora ho due angoli da
              > > > spezzare.
              > > > > >
              > > > > > La somma dell'area sottesa è diminuita...
              > ma
              > > > non
              > > > > > il perimetro. I nuovi angoli hanno
              > comunque
              > > > una
              > > > > > diagonale sotto di loro e non importa
              > quanto
              > > > > > piccoli diventano... avranno SEMPRE una
              > > > > diagonale
              > > > > > sotto di loro, perché sono appunto un
              > > > angolo...
              > > > > >
              > > > > >
              > > > > > In altre parole... continuerò sempre ad
              > > avere
              > > > un
              > > > > > angolo ovvero non mi avvicinerò mai in
              > > realtà
              > > > > > alla veda forma della curva che vorrei
              > > > > > approssimare.
              > > > > >
              > > > > >
              > > > > > Visivamente sembra che lo faccia, ma in
              > > realtà
              > > > > > non succede, non in un mondo esatto, che è
              > > > > quello
              > > > > > matematico, in cui puoi continuare
              > > > all'infinito
              > > > > a
              > > > > > spezzare le cose in cose sempre più
              > piccole.
              > > > > >
              > > > > >
              > > > > > È vero che ora i lati dell'angolo sono più
              > > > > > piccoli... ma stavolta ne ho DUE di
              > angoli,
              > > e
              > > > > non
              > > > > > più uno. Facendo tendere la cosa
              > > > all'infinito...
              > > > > > è vero che avrò lati (dell'angolo) sempre
              > > più
              > > > > > piccoli... ma avrò anche sempre più
              > angoli.
              > > In
              > > > > > altre parole le due cose finiscono per
              > > > > > equilibrarsi. Lati infinitamente più
              > > > piccoli...
              > > > > > ma anche infinitamente più numerosi e la
              > > loro
              > > > > > somma si equilibra portandoti sempre allo
              > > > stesso
              > > > > > numero.
              > > > > >
              > > > > > In altre parole non ottengo mai una curva
              > la
              > > > cui
              > > > > > derivata sia uguale a quella della curva
              > che
              > > > > > voglio
              > > > > > approssimare.
              > > > > >
              > > > > > Disegnando il caso del quadrato-diagonale
              > è
              > > > più
              > > > > > evidente che con il cechio. Spezzo
              > > l'angolo...
              > > > > ma
              > > > > > l'angolo ha sempre la diagonale. Zoomo. Lo
              > > > > spezzo
              > > > > > ancora... ma l'angolo ha ancora la
              > > diagonale.
              > > > > > Ripeto all'infinito... zoomo
              > all'infinito,
              > e
              > > > mi
              > > > > > ritrovo comunque con la diagonale sotto
              > > > > l'angolo.
              > > > > > Ovvero... non mi sono mai avvicinato a
              > > quella
              > > > > > stramaledetta diagonale che continua a
              > > > scapparmi
              > > > > > diventando sempre più piccolina ma sempre
              > > > > > irraggiungibile.
              > > > > >
              > > > > >
              > > > > > Non fiori ma opere di bene, grazie.
              > > > >
              > > > > era già stato detto seppur in modo meno
              > > > > prolisso...
              > > >
              > > > Bene, ora hai anche la versione prolissa. Sorride
              > >
              > > a me va bene, ma al troll non credo Occhiolino
              >
              > A te va bene perché non hai capito il problema.
              > Sorride

              Rotola dal ridereRotola dal ridereRotola dal ridere
    • Avatar
      Scritto da
      Non Autenticato
      il 2011-11-05 22:36:00.0 alle 2011-11-05 22:36:00.0
      Re: Quadrato - cerchio - Pi
      > Il discorso del quadrato-cerchio è in realtà
      > simile ad un altro
      > problema.
      > Sappiamo che in un quadrato di lato 1 abbiamo che
      > la diagonale misura
      > sqrt(2).
      >
      > Con lo stesso procedimento del quadrato-cerchio
      > provo ad approssimare la
      > diagonale.
      > Prendo dunque due lati (opposti alla diagonale),
      > la loro somma è 2. A questo punto spezzo l'angolo
      > in modo simile al quadrato-cerchio, ma la somma è
      > ancora
      > 2.
      >
      > Procedo così all'infinito... e "provo" che
      > 2==sqrt(2) cosa che è evidentemente sbagliata
      > (due numeri reali diversi non possono essere
      > uguali).
      > Qui è evidente, nel caso del cerchio un po' meno
      > perché potrei dubitare che la circonferenza sia
      > pi-greco.
      >
      > In realtà però quello che sto facendo con questo
      > procedimento è _approssimare l'area_ sottesa alla
      > diagonale... e NON sto affatto approssimando la
      > lunghezza della
      > diagonale.
      >
      > Questo procedimento (approssimare l'area in
      > questo modo) si chiama somma di Riemann... e
      > funziona... fintanto ché quello che vuoi
      > approssimare è l'area (si può calcolare
      > l'integrale in questo
      > modo).
      >
      > Perché non funziona per approssimare la lunghezza
      > della
      > curva?
      >
      > Prendiamo il caso del quadrato-diagonale.
      > Spezzo l'angolo, ora ho due angoli da spezzare.
      >
      > La somma dell'area sottesa è diminuita... ma non
      > il perimetro. I nuovi angoli hanno comunque una
      > diagonale sotto di loro e non importa quanto
      > piccoli diventano... avranno SEMPRE una diagonale
      > sotto di loro, perché sono appunto un angolo...
      >
      >
      > In altre parole... continuerò sempre ad avere un
      > angolo ovvero non mi avvicinerò mai in realtà
      > alla veda forma della curva che vorrei
      > approssimare.
      >
      >
      > Visivamente sembra che lo faccia, ma in realtà
      > non succede, non in un mondo esatto, che è quello
      > matematico, in cui puoi continuare all'infinito a
      > spezzare le cose in cose sempre più piccole.
      >
      >
      > È vero che ora i lati dell'angolo sono più
      > piccoli... ma stavolta ne ho DUE di angoli, e non
      > più uno. Facendo tendere la cosa all'infinito...
      > è vero che avrò lati (dell'angolo) sempre più
      > piccoli... ma avrò anche sempre più angoli. In
      > altre parole le due cose finiscono per
      > equilibrarsi. Lati infinitamente più piccoli...
      > ma anche infinitamente più numerosi e la loro
      > somma si equilibra portandoti sempre allo stesso
      > numero.
      >
      > In altre parole non ottengo mai una curva la cui
      > derivata sia uguale a quella della curva che
      > voglio
      > approssimare.
      >
      > Disegnando il caso del quadrato-diagonale è più
      > evidente che con il cechio. Spezzo l'angolo... ma
      > l'angolo ha sempre la diagonale. Zoomo. Lo spezzo
      > ancora... ma l'angolo ha ancora la diagonale.
      > Ripeto all'infinito... zoomo all'infinito, e mi
      > ritrovo comunque con la diagonale sotto l'angolo.
      > Ovvero... non mi sono mai avvicinato a quella
      > stramaledetta diagonale che continua a scapparmi
      > diventando sempre più piccolina ma sempre
      > irraggiungibile.
      >
      >
      > Non fiori ma opere di bene, grazie.

      I punti della spezzata sono sempre più vicini alla diagonale.
      • Avatar
        ☺
        Scritto da
        il 2011-11-05 22:38:00.0 alle 2011-11-05 22:38:00.0
        Trollate totali: 6532
        Re: Quadrato - cerchio - Pi

        - Scritto da:
        > > Il discorso del quadrato-cerchio è in realtà
        > > simile ad un altro
        > > problema.
        > > Sappiamo che in un quadrato di lato 1 abbiamo
        > che
        > > la diagonale misura
        > > sqrt(2).
        > >
        > > Con lo stesso procedimento del quadrato-cerchio
        > > provo ad approssimare la
        > > diagonale.
        > > Prendo dunque due lati (opposti alla diagonale),
        > > la loro somma è 2. A questo punto spezzo
        > l'angolo
        > > in modo simile al quadrato-cerchio, ma la somma
        > è
        > > ancora
        > > 2.
        > >
        > > Procedo così all'infinito... e "provo" che
        > > 2==sqrt(2) cosa che è evidentemente sbagliata
        > > (due numeri reali diversi non possono essere
        > > uguali).
        > > Qui è evidente, nel caso del cerchio un po' meno
        > > perché potrei dubitare che la circonferenza sia
        > > pi-greco.
        > >
        > > In realtà però quello che sto facendo con questo
        > > procedimento è _approssimare l'area_ sottesa
        > alla
        > > diagonale... e NON sto affatto approssimando la
        > > lunghezza della
        > > diagonale.
        > >
        > > Questo procedimento (approssimare l'area in
        > > questo modo) si chiama somma di Riemann... e
        > > funziona... fintanto ché quello che vuoi
        > > approssimare è l'area (si può calcolare
        > > l'integrale in questo
        > > modo).
        > >
        > > Perché non funziona per approssimare la
        > lunghezza
        > > della
        > > curva?
        > >
        > > Prendiamo il caso del quadrato-diagonale.
        > > Spezzo l'angolo, ora ho due angoli da spezzare.
        > >
        > > La somma dell'area sottesa è diminuita... ma non
        > > il perimetro. I nuovi angoli hanno comunque una
        > > diagonale sotto di loro e non importa quanto
        > > piccoli diventano... avranno SEMPRE una
        > diagonale
        > > sotto di loro, perché sono appunto un angolo...
        > >
        > >
        > > In altre parole... continuerò sempre ad avere un
        > > angolo ovvero non mi avvicinerò mai in realtà
        > > alla veda forma della curva che vorrei
        > > approssimare.
        > >
        > >
        > > Visivamente sembra che lo faccia, ma in realtà
        > > non succede, non in un mondo esatto, che è
        > quello
        > > matematico, in cui puoi continuare all'infinito
        > a
        > > spezzare le cose in cose sempre più piccole.
        > >
        > >
        > > È vero che ora i lati dell'angolo sono più
        > > piccoli... ma stavolta ne ho DUE di angoli, e
        > non
        > > più uno. Facendo tendere la cosa all'infinito...
        > > è vero che avrò lati (dell'angolo) sempre più
        > > piccoli... ma avrò anche sempre più angoli. In
        > > altre parole le due cose finiscono per
        > > equilibrarsi. Lati infinitamente più piccoli...
        > > ma anche infinitamente più numerosi e la loro
        > > somma si equilibra portandoti sempre allo stesso
        > > numero.
        > >
        > > In altre parole non ottengo mai una curva la cui
        > > derivata sia uguale a quella della curva che
        > > voglio
        > > approssimare.
        > >
        > > Disegnando il caso del quadrato-diagonale è più
        > > evidente che con il cechio. Spezzo l'angolo...
        > ma
        > > l'angolo ha sempre la diagonale. Zoomo. Lo
        > spezzo
        > > ancora... ma l'angolo ha ancora la diagonale.
        > > Ripeto all'infinito... zoomo all'infinito, e mi
        > > ritrovo comunque con la diagonale sotto
        > l'angolo.
        > > Ovvero... non mi sono mai avvicinato a quella
        > > stramaledetta diagonale che continua a scapparmi
        > > diventando sempre più piccolina ma sempre
        > > irraggiungibile.
        > >
        > >
        > > Non fiori ma opere di bene, grazie.
        >
        > I punti della spezzata sono sempre più vicini
        > alla
        > diagonale.

        Ma ne hai sempre di più. Come ho detto, le due cose si equilibrano.

        È come se tu mi dicessi 4.
        E io rispondessi 2+2.
        E tu rispondessi 1+1+1+1.
        E io 0.5+0.5+0.5+0.5+0.5+0.5+0.5+0.5
        E così avanti.

        I numeri sono sempre più piccoli... ma ne hai sempre di più.
        Puoi andare avanti così all'infinito, i numeri diventeranno infinitesimi... ma la somma sarà sempre 4.
        • Avatar
          Scritto da
          Non Autenticato
          il 2011-11-05 22:47:00.0 alle 2011-11-05 22:47:00.0
          Re: Quadrato - cerchio - Pi
          > > > Il discorso del quadrato-cerchio è in realtà
          > > > simile ad un altro
          > > > problema.
          > > > Sappiamo che in un quadrato di lato 1 abbiamo
          > > che
          > > > la diagonale misura
          > > > sqrt(2).
          > > >
          > > > Con lo stesso procedimento del
          > quadrato-cerchio
          > > > provo ad approssimare la
          > > > diagonale.
          > > > Prendo dunque due lati (opposti alla
          > diagonale),
          > > > la loro somma è 2. A questo punto spezzo
          > > l'angolo
          > > > in modo simile al quadrato-cerchio, ma la
          > somma
          > > è
          > > > ancora
          > > > 2.
          > > >
          > > > Procedo così all'infinito... e "provo" che
          > > > 2==sqrt(2) cosa che è evidentemente sbagliata
          > > > (due numeri reali diversi non possono essere
          > > > uguali).
          > > > Qui è evidente, nel caso del cerchio un po'
          > meno
          > > > perché potrei dubitare che la circonferenza
          > sia
          > > > pi-greco.
          > > >
          > > > In realtà però quello che sto facendo con
          > questo
          > > > procedimento è _approssimare l'area_ sottesa
          > > alla
          > > > diagonale... e NON sto affatto approssimando
          > la
          > > > lunghezza della
          > > > diagonale.
          > > >
          > > > Questo procedimento (approssimare l'area in
          > > > questo modo) si chiama somma di Riemann... e
          > > > funziona... fintanto ché quello che vuoi
          > > > approssimare è l'area (si può calcolare
          > > > l'integrale in questo
          > > > modo).
          > > >
          > > > Perché non funziona per approssimare la
          > > lunghezza
          > > > della
          > > > curva?
          > > >
          > > > Prendiamo il caso del quadrato-diagonale.
          > > > Spezzo l'angolo, ora ho due angoli da
          > spezzare.
          > > >
          > > > La somma dell'area sottesa è diminuita... ma
          > non
          > > > il perimetro. I nuovi angoli hanno comunque
          > una
          > > > diagonale sotto di loro e non importa quanto
          > > > piccoli diventano... avranno SEMPRE una
          > > diagonale
          > > > sotto di loro, perché sono appunto un
          > angolo...
          > > >
          > > >
          > > > In altre parole... continuerò sempre ad avere
          > un
          > > > angolo ovvero non mi avvicinerò mai in realtà
          > > > alla veda forma della curva che vorrei
          > > > approssimare.
          > > >
          > > >
          > > > Visivamente sembra che lo faccia, ma in realtà
          > > > non succede, non in un mondo esatto, che è
          > > quello
          > > > matematico, in cui puoi continuare
          > all'infinito
          > > a
          > > > spezzare le cose in cose sempre più piccole.
          > > >
          > > >
          > > > È vero che ora i lati dell'angolo sono più
          > > > piccoli... ma stavolta ne ho DUE di angoli, e
          > > non
          > > > più uno. Facendo tendere la cosa
          > all'infinito...
          > > > è vero che avrò lati (dell'angolo) sempre più
          > > > piccoli... ma avrò anche sempre più angoli. In
          > > > altre parole le due cose finiscono per
          > > > equilibrarsi. Lati infinitamente più
          > piccoli...
          > > > ma anche infinitamente più numerosi e la loro
          > > > somma si equilibra portandoti sempre allo
          > stesso
          > > > numero.
          > > >
          > > > In altre parole non ottengo mai una curva la
          > cui
          > > > derivata sia uguale a quella della curva che
          > > > voglio
          > > > approssimare.
          > > >
          > > > Disegnando il caso del quadrato-diagonale è
          > più
          > > > evidente che con il cechio. Spezzo l'angolo...
          > > ma
          > > > l'angolo ha sempre la diagonale. Zoomo. Lo
          > > spezzo
          > > > ancora... ma l'angolo ha ancora la diagonale.
          > > > Ripeto all'infinito... zoomo all'infinito, e
          > mi
          > > > ritrovo comunque con la diagonale sotto
          > > l'angolo.
          > > > Ovvero... non mi sono mai avvicinato a quella
          > > > stramaledetta diagonale che continua a
          > scapparmi
          > > > diventando sempre più piccolina ma sempre
          > > > irraggiungibile.
          > > >
          > > >
          > > > Non fiori ma opere di bene, grazie.
          > >
          > > I punti della spezzata sono sempre più vicini
          > > alla
          > > diagonale.
          >
          > Ma ne hai sempre di più. Come ho detto, le due
          > cose si
          > equilibrano.
          >
          > È come se tu mi dicessi 4.
          > E io rispondessi 2+2.
          > E tu rispondessi 1+1+1+1.
          > E io 0.5+0.5+0.5+0.5+0.5+0.5+0.5+0.5
          > E così avanti.
          >
          > I numeri sono sempre più piccoli... ma ne hai
          > sempre di
          > più.
          > Puoi andare avanti così all'infinito, i numeri
          > diventeranno infinitesimi... ma la somma sarà
          > sempre 4.

          Non ne hai di più, i punti di ogni spezzata sono sempre in corrispondenza biunivoca con i punti dei due lati di partenza.

          C'è una successione di curve (le spezzate) che tende a una curva (la diagonale) ma le lunghezze di queste curve (che han sempre lo stesso valore) non tendono alla lunghezza della curva limite. Questo esprime il fatto che la funzione che associa ad ogni curva la sua lunghezza non è continua.
          Fin qui tutto bene, lo stupore deriva dal fatto che la non continuità è inattesa perché nei casi che viene intuitivo immaginare il limite delle lunghezze è la lunghezza della curva limite.
          • Avatar
            Scritto da
            Non Autenticato
            il 2011-11-05 22:49:00.0 alle 2011-11-05 22:49:00.0
            Re: Quadrato - cerchio - Pi

            - Scritto da:
            > > > > Il discorso del quadrato-cerchio è in realtà
            > > > > simile ad un altro
            > > > > problema.
            > > > > Sappiamo che in un quadrato di lato 1
            > abbiamo
            > > > che
            > > > > la diagonale misura
            > > > > sqrt(2).
            > > > >
            > > > > Con lo stesso procedimento del
            > > quadrato-cerchio
            > > > > provo ad approssimare la
            > > > > diagonale.
            > > > > Prendo dunque due lati (opposti alla
            > > diagonale),
            > > > > la loro somma è 2. A questo punto spezzo
            > > > l'angolo
            > > > > in modo simile al quadrato-cerchio, ma la
            > > somma
            > > > è
            > > > > ancora
            > > > > 2.
            > > > >
            > > > > Procedo così all'infinito... e "provo" che
            > > > > 2==sqrt(2) cosa che è evidentemente
            > sbagliata
            > > > > (due numeri reali diversi non possono essere
            > > > > uguali).
            > > > > Qui è evidente, nel caso del cerchio un po'
            > > meno
            > > > > perché potrei dubitare che la circonferenza
            > > sia
            > > > > pi-greco.
            > > > >
            > > > > In realtà però quello che sto facendo con
            > > questo
            > > > > procedimento è _approssimare l'area_ sottesa
            > > > alla
            > > > > diagonale... e NON sto affatto approssimando
            > > la
            > > > > lunghezza della
            > > > > diagonale.
            > > > >
            > > > > Questo procedimento (approssimare l'area in
            > > > > questo modo) si chiama somma di Riemann... e
            > > > > funziona... fintanto ché quello che vuoi
            > > > > approssimare è l'area (si può calcolare
            > > > > l'integrale in questo
            > > > > modo).
            > > > >
            > > > > Perché non funziona per approssimare la
            > > > lunghezza
            > > > > della
            > > > > curva?
            > > > >
            > > > > Prendiamo il caso del quadrato-diagonale.
            > > > > Spezzo l'angolo, ora ho due angoli da
            > > spezzare.
            > > > >
            > > > > La somma dell'area sottesa è diminuita... ma
            > > non
            > > > > il perimetro. I nuovi angoli hanno comunque
            > > una
            > > > > diagonale sotto di loro e non importa quanto
            > > > > piccoli diventano... avranno SEMPRE una
            > > > diagonale
            > > > > sotto di loro, perché sono appunto un
            > > angolo...
            > > > >
            > > > >
            > > > > In altre parole... continuerò sempre ad
            > avere
            > > un
            > > > > angolo ovvero non mi avvicinerò mai in
            > realtà
            > > > > alla veda forma della curva che vorrei
            > > > > approssimare.
            > > > >
            > > > >
            > > > > Visivamente sembra che lo faccia, ma in
            > realtà
            > > > > non succede, non in un mondo esatto, che è
            > > > quello
            > > > > matematico, in cui puoi continuare
            > > all'infinito
            > > > a
            > > > > spezzare le cose in cose sempre più piccole.
            > > > >
            > > > >
            > > > > È vero che ora i lati dell'angolo sono più
            > > > > piccoli... ma stavolta ne ho DUE di angoli,
            > e
            > > > non
            > > > > più uno. Facendo tendere la cosa
            > > all'infinito...
            > > > > è vero che avrò lati (dell'angolo) sempre
            > più
            > > > > piccoli... ma avrò anche sempre più angoli.
            > In
            > > > > altre parole le due cose finiscono per
            > > > > equilibrarsi. Lati infinitamente più
            > > piccoli...
            > > > > ma anche infinitamente più numerosi e la
            > loro
            > > > > somma si equilibra portandoti sempre allo
            > > stesso
            > > > > numero.
            > > > >
            > > > > In altre parole non ottengo mai una curva la
            > > cui
            > > > > derivata sia uguale a quella della curva che
            > > > > voglio
            > > > > approssimare.
            > > > >
            > > > > Disegnando il caso del quadrato-diagonale è
            > > più
            > > > > evidente che con il cechio. Spezzo
            > l'angolo...
            > > > ma
            > > > > l'angolo ha sempre la diagonale. Zoomo. Lo
            > > > spezzo
            > > > > ancora... ma l'angolo ha ancora la
            > diagonale.
            > > > > Ripeto all'infinito... zoomo all'infinito, e
            > > mi
            > > > > ritrovo comunque con la diagonale sotto
            > > > l'angolo.
            > > > > Ovvero... non mi sono mai avvicinato a
            > quella
            > > > > stramaledetta diagonale che continua a
            > > scapparmi
            > > > > diventando sempre più piccolina ma sempre
            > > > > irraggiungibile.
            > > > >
            > > > >
            > > > > Non fiori ma opere di bene, grazie.
            > > >
            > > > I punti della spezzata sono sempre più vicini
            > > > alla
            > > > diagonale.
            > >
            > > Ma ne hai sempre di più. Come ho detto, le due
            > > cose si
            > > equilibrano.
            > >
            > > È come se tu mi dicessi 4.
            > > E io rispondessi 2+2.
            > > E tu rispondessi 1+1+1+1.
            > > E io 0.5+0.5+0.5+0.5+0.5+0.5+0.5+0.5
            > > E così avanti.
            > >
            > > I numeri sono sempre più piccoli... ma ne hai
            > > sempre di
            > > più.
            > > Puoi andare avanti così all'infinito, i numeri
            > > diventeranno infinitesimi... ma la somma sarà
            > > sempre 4.
            >
            > Non ne hai di più, i punti di ogni spezzata sono
            > sempre in corrispondenza biunivoca con i punti
            > dei due lati di
            > partenza.
            >
            > C'è una successione di curve (le spezzate) che
            > tende a una curva (la diagonale) ma le lunghezze
            > di queste curve (che han sempre lo stesso valore)
            > non tendono alla lunghezza della curva limite.
            > Questo esprime il fatto che la funzione che
            > associa ad ogni curva la sua lunghezza non è
            > continua.
            > Fin qui tutto bene, lo stupore deriva dal fatto
            > che la non continuità è inattesa perché nei casi
            > che viene intuitivo immaginare il limite delle
            > lunghezze è la lunghezza della curva
            > limite.

            Rotola dal ridereRotola dal ridereRotola dal ridere
            • Avatar
              Scritto da
              Non Autenticato
              il 2011-11-05 23:00:00.0 alle 2011-11-05 23:00:00.0
              Re: Quadrato - cerchio - Pi
              > > > > > Il discorso del quadrato-cerchio è in
              > realtà
              > > > > > simile ad un altro
              > > > > > problema.
              > > > > > Sappiamo che in un quadrato di lato 1
              > > abbiamo
              > > > > che
              > > > > > la diagonale misura
              > > > > > sqrt(2).
              > > > > >
              > > > > > Con lo stesso procedimento del
              > > > quadrato-cerchio
              > > > > > provo ad approssimare la
              > > > > > diagonale.
              > > > > > Prendo dunque due lati (opposti alla
              > > > diagonale),
              > > > > > la loro somma è 2. A questo punto spezzo
              > > > > l'angolo
              > > > > > in modo simile al quadrato-cerchio, ma la
              > > > somma
              > > > > è
              > > > > > ancora
              > > > > > 2.
              > > > > >
              > > > > > Procedo così all'infinito... e "provo" che
              > > > > > 2==sqrt(2) cosa che è evidentemente
              > > sbagliata
              > > > > > (due numeri reali diversi non possono
              > essere
              > > > > > uguali).
              > > > > > Qui è evidente, nel caso del cerchio un
              > po'
              > > > meno
              > > > > > perché potrei dubitare che la
              > circonferenza
              > > > sia
              > > > > > pi-greco.
              > > > > >
              > > > > > In realtà però quello che sto facendo con
              > > > questo
              > > > > > procedimento è _approssimare l'area_
              > sottesa
              > > > > alla
              > > > > > diagonale... e NON sto affatto
              > approssimando
              > > > la
              > > > > > lunghezza della
              > > > > > diagonale.
              > > > > >
              > > > > > Questo procedimento (approssimare l'area
              > in
              > > > > > questo modo) si chiama somma di
              > Riemann...
              > e
              > > > > > funziona... fintanto ché quello che vuoi
              > > > > > approssimare è l'area (si può calcolare
              > > > > > l'integrale in questo
              > > > > > modo).
              > > > > >
              > > > > > Perché non funziona per approssimare la
              > > > > lunghezza
              > > > > > della
              > > > > > curva?
              > > > > >
              > > > > > Prendiamo il caso del quadrato-diagonale.
              > > > > > Spezzo l'angolo, ora ho due angoli da
              > > > spezzare.
              > > > > >
              > > > > > La somma dell'area sottesa è diminuita...
              > ma
              > > > non
              > > > > > il perimetro. I nuovi angoli hanno
              > comunque
              > > > una
              > > > > > diagonale sotto di loro e non importa
              > quanto
              > > > > > piccoli diventano... avranno SEMPRE una
              > > > > diagonale
              > > > > > sotto di loro, perché sono appunto un
              > > > angolo...
              > > > > >
              > > > > >
              > > > > > In altre parole... continuerò sempre ad
              > > avere
              > > > un
              > > > > > angolo ovvero non mi avvicinerò mai in
              > > realtà
              > > > > > alla veda forma della curva che vorrei
              > > > > > approssimare.
              > > > > >
              > > > > >
              > > > > > Visivamente sembra che lo faccia, ma in
              > > realtà
              > > > > > non succede, non in un mondo esatto, che è
              > > > > quello
              > > > > > matematico, in cui puoi continuare
              > > > all'infinito
              > > > > a
              > > > > > spezzare le cose in cose sempre più
              > piccole.
              > > > > >
              > > > > >
              > > > > > È vero che ora i lati dell'angolo sono più
              > > > > > piccoli... ma stavolta ne ho DUE di
              > angoli,
              > > e
              > > > > non
              > > > > > più uno. Facendo tendere la cosa
              > > > all'infinito...
              > > > > > è vero che avrò lati (dell'angolo) sempre
              > > più
              > > > > > piccoli... ma avrò anche sempre più
              > angoli.
              > > In
              > > > > > altre parole le due cose finiscono per
              > > > > > equilibrarsi. Lati infinitamente più
              > > > piccoli...
              > > > > > ma anche infinitamente più numerosi e la
              > > loro
              > > > > > somma si equilibra portandoti sempre allo
              > > > stesso
              > > > > > numero.
              > > > > >
              > > > > > In altre parole non ottengo mai una curva
              > la
              > > > cui
              > > > > > derivata sia uguale a quella della curva
              > che
              > > > > > voglio
              > > > > > approssimare.
              > > > > >
              > > > > > Disegnando il caso del quadrato-diagonale
              > è
              > > > più
              > > > > > evidente che con il cechio. Spezzo
              > > l'angolo...
              > > > > ma
              > > > > > l'angolo ha sempre la diagonale. Zoomo. Lo
              > > > > spezzo
              > > > > > ancora... ma l'angolo ha ancora la
              > > diagonale.
              > > > > > Ripeto all'infinito... zoomo
              > all'infinito,
              > e
              > > > mi
              > > > > > ritrovo comunque con la diagonale sotto
              > > > > l'angolo.
              > > > > > Ovvero... non mi sono mai avvicinato a
              > > quella
              > > > > > stramaledetta diagonale che continua a
              > > > scapparmi
              > > > > > diventando sempre più piccolina ma sempre
              > > > > > irraggiungibile.
              > > > > >
              > > > > >
              > > > > > Non fiori ma opere di bene, grazie.
              > > > >
              > > > > I punti della spezzata sono sempre più
              > vicini
              > > > > alla
              > > > > diagonale.
              > > >
              > > > Ma ne hai sempre di più. Come ho detto, le due
              > > > cose si
              > > > equilibrano.
              > > >
              > > > È come se tu mi dicessi 4.
              > > > E io rispondessi 2+2.
              > > > E tu rispondessi 1+1+1+1.
              > > > E io 0.5+0.5+0.5+0.5+0.5+0.5+0.5+0.5
              > > > E così avanti.
              > > >
              > > > I numeri sono sempre più piccoli... ma ne hai
              > > > sempre di
              > > > più.
              > > > Puoi andare avanti così all'infinito, i numeri
              > > > diventeranno infinitesimi... ma la somma sarà
              > > > sempre 4.
              > >
              > > Non ne hai di più, i punti di ogni spezzata sono
              > > sempre in corrispondenza biunivoca con i punti
              > > dei due lati di
              > > partenza.
              > >
              > > C'è una successione di curve (le spezzate) che
              > > tende a una curva (la diagonale) ma le lunghezze
              > > di queste curve (che han sempre lo stesso
              > valore)
              > > non tendono alla lunghezza della curva limite.
              > > Questo esprime il fatto che la funzione che
              > > associa ad ogni curva la sua lunghezza non è
              > > continua.
              > > Fin qui tutto bene, lo stupore deriva dal fatto
              > > che la non continuità è inattesa perché nei casi
              > > che viene intuitivo immaginare il limite delle
              > > lunghezze è la lunghezza della curva
              > > limite.
              >
              > Rotola dal ridereRotola dal ridereRotola dal ridere

              plonk
              • Avatar
                Scritto da
                Non Autenticato
                il 2011-11-05 23:08:00.0 alle 2011-11-05 23:08:00.0
                Re: Quadrato - cerchio - Pi

                - Scritto da:
                > > > > > > Il discorso del quadrato-cerchio è in
                > > realtà
                > > > > > > simile ad un altro
                > > > > > > problema.
                > > > > > > Sappiamo che in un quadrato di lato 1
                > > > abbiamo
                > > > > > che
                > > > > > > la diagonale misura
                > > > > > > sqrt(2).
                > > > > > >
                > > > > > > Con lo stesso procedimento del
                > > > > quadrato-cerchio
                > > > > > > provo ad approssimare la
                > > > > > > diagonale.
                > > > > > > Prendo dunque due lati (opposti alla
                > > > > diagonale),
                > > > > > > la loro somma è 2. A questo punto spezzo
                > > > > > l'angolo
                > > > > > > in modo simile al quadrato-cerchio, ma
                > la
                > > > > somma
                > > > > > è
                > > > > > > ancora
                > > > > > > 2.
                > > > > > >
                > > > > > > Procedo così all'infinito... e "provo"
                > che
                > > > > > > 2==sqrt(2) cosa che è evidentemente
                > > > sbagliata
                > > > > > > (due numeri reali diversi non possono
                > > essere
                > > > > > > uguali).
                > > > > > > Qui è evidente, nel caso del cerchio un
                > > po'
                > > > > meno
                > > > > > > perché potrei dubitare che la
                > > circonferenza
                > > > > sia
                > > > > > > pi-greco.
                > > > > > >
                > > > > > > In realtà però quello che sto facendo
                > con
                > > > > questo
                > > > > > > procedimento è _approssimare l'area_
                > > sottesa
                > > > > > alla
                > > > > > > diagonale... e NON sto affatto
                > > approssimando
                > > > > la
                > > > > > > lunghezza della
                > > > > > > diagonale.
                > > > > > >
                > > > > > > Questo procedimento (approssimare l'area
                > > in
                > > > > > > questo modo) si chiama somma di
                > > Riemann...
                > > e
                > > > > > > funziona... fintanto ché quello che vuoi
                > > > > > > approssimare è l'area (si può calcolare
                > > > > > > l'integrale in questo
                > > > > > > modo).
                > > > > > >
                > > > > > > Perché non funziona per approssimare la
                > > > > > lunghezza
                > > > > > > della
                > > > > > > curva?
                > > > > > >
                > > > > > > Prendiamo il caso del
                > quadrato-diagonale.
                > > > > > > Spezzo l'angolo, ora ho due angoli da
                > > > > spezzare.
                > > > > > >
                > > > > > > La somma dell'area sottesa è
                > diminuita...
                > > ma
                > > > > non
                > > > > > > il perimetro. I nuovi angoli hanno
                > > comunque
                > > > > una
                > > > > > > diagonale sotto di loro e non importa
                > > quanto
                > > > > > > piccoli diventano... avranno SEMPRE una
                > > > > > diagonale
                > > > > > > sotto di loro, perché sono appunto un
                > > > > angolo...
                > > > > > >
                > > > > > >
                > > > > > > In altre parole... continuerò sempre ad
                > > > avere
                > > > > un
                > > > > > > angolo ovvero non mi avvicinerò mai in
                > > > realtà
                > > > > > > alla veda forma della curva che vorrei
                > > > > > > approssimare.
                > > > > > >
                > > > > > >
                > > > > > > Visivamente sembra che lo faccia, ma in
                > > > realtà
                > > > > > > non succede, non in un mondo esatto,
                > che
                > è
                > > > > > quello
                > > > > > > matematico, in cui puoi continuare
                > > > > all'infinito
                > > > > > a
                > > > > > > spezzare le cose in cose sempre più
                > > piccole.
                > > > > > >
                > > > > > >
                > > > > > > È vero che ora i lati dell'angolo sono
                > più
                > > > > > > piccoli... ma stavolta ne ho DUE di
                > > angoli,
                > > > e
                > > > > > non
                > > > > > > più uno. Facendo tendere la cosa
                > > > > all'infinito...
                > > > > > > è vero che avrò lati (dell'angolo)
                > sempre
                > > > più
                > > > > > > piccoli... ma avrò anche sempre più
                > > angoli.
                > > > In
                > > > > > > altre parole le due cose finiscono per
                > > > > > > equilibrarsi. Lati infinitamente più
                > > > > piccoli...
                > > > > > > ma anche infinitamente più numerosi e la
                > > > loro
                > > > > > > somma si equilibra portandoti sempre
                > allo
                > > > > stesso
                > > > > > > numero.
                > > > > > >
                > > > > > > In altre parole non ottengo mai una
                > curva
                > > la
                > > > > cui
                > > > > > > derivata sia uguale a quella della curva
                > > che
                > > > > > > voglio
                > > > > > > approssimare.
                > > > > > >
                > > > > > > Disegnando il caso del
                > quadrato-diagonale
                > > è
                > > > > più
                > > > > > > evidente che con il cechio. Spezzo
                > > > l'angolo...
                > > > > > ma
                > > > > > > l'angolo ha sempre la diagonale. Zoomo.
                > Lo
                > > > > > spezzo
                > > > > > > ancora... ma l'angolo ha ancora la
                > > > diagonale.
                > > > > > > Ripeto all'infinito... zoomo
                > > all'infinito,
                > > e
                > > > > mi
                > > > > > > ritrovo comunque con la diagonale sotto
                > > > > > l'angolo.
                > > > > > > Ovvero... non mi sono mai avvicinato a
                > > > quella
                > > > > > > stramaledetta diagonale che continua a
                > > > > scapparmi
                > > > > > > diventando sempre più piccolina ma
                > sempre
                > > > > > > irraggiungibile.
                > > > > > >
                > > > > > >
                > > > > > > Non fiori ma opere di bene, grazie.
                > > > > >
                > > > > > I punti della spezzata sono sempre più
                > > vicini
                > > > > > alla
                > > > > > diagonale.
                > > > >
                > > > > Ma ne hai sempre di più. Come ho detto, le
                > due
                > > > > cose si
                > > > > equilibrano.
                > > > >
                > > > > È come se tu mi dicessi 4.
                > > > > E io rispondessi 2+2.
                > > > > E tu rispondessi 1+1+1+1.
                > > > > E io 0.5+0.5+0.5+0.5+0.5+0.5+0.5+0.5
                > > > > E così avanti.
                > > > >
                > > > > I numeri sono sempre più piccoli... ma ne
                > hai
                > > > > sempre di
                > > > > più.
                > > > > Puoi andare avanti così all'infinito, i
                > numeri
                > > > > diventeranno infinitesimi... ma la somma
                > sarà
                > > > > sempre 4.
                > > >
                > > > Non ne hai di più, i punti di ogni spezzata
                > sono
                > > > sempre in corrispondenza biunivoca con i punti
                > > > dei due lati di
                > > > partenza.
                > > >
                > > > C'è una successione di curve (le spezzate) che
                > > > tende a una curva (la diagonale) ma le
                > lunghezze
                > > > di queste curve (che han sempre lo stesso
                > > valore)
                > > > non tendono alla lunghezza della curva limite.
                > > > Questo esprime il fatto che la funzione che
                > > > associa ad ogni curva la sua lunghezza non è
                > > > continua.
                > > > Fin qui tutto bene, lo stupore deriva dal
                > fatto
                > > > che la non continuità è inattesa perché nei
                > casi
                > > > che viene intuitivo immaginare il limite delle
                > > > lunghezze è la lunghezza della curva
                > > > limite.
                > >
                > > Rotola dal ridereRotola dal ridereRotola dal ridere
                >
                > plonk

                la tua trollata era noiosissima Annoiato
          • Avatar
            ☺
            Scritto da
            il 2011-11-06 01:33:00.0 alle 2011-11-06 01:33:00.0
            Trollate totali: 6532
            Re: Quadrato - cerchio - Pi

            - Scritto da:
            > > > > Il discorso del quadrato-cerchio è in realtà
            > > > > simile ad un altro
            > > > > problema.
            > > > > Sappiamo che in un quadrato di lato 1
            > abbiamo
            > > > che
            > > > > la diagonale misura
            > > > > sqrt(2).
            > > > >
            > > > > Con lo stesso procedimento del
            > > quadrato-cerchio
            > > > > provo ad approssimare la
            > > > > diagonale.
            > > > > Prendo dunque due lati (opposti alla
            > > diagonale),
            > > > > la loro somma è 2. A questo punto spezzo
            > > > l'angolo
            > > > > in modo simile al quadrato-cerchio, ma la
            > > somma
            > > > è
            > > > > ancora
            > > > > 2.
            > > > >
            > > > > Procedo così all'infinito... e "provo" che
            > > > > 2==sqrt(2) cosa che è evidentemente
            > sbagliata
            > > > > (due numeri reali diversi non possono essere
            > > > > uguali).
            > > > > Qui è evidente, nel caso del cerchio un po'
            > > meno
            > > > > perché potrei dubitare che la circonferenza
            > > sia
            > > > > pi-greco.
            > > > >
            > > > > In realtà però quello che sto facendo con
            > > questo
            > > > > procedimento è _approssimare l'area_ sottesa
            > > > alla
            > > > > diagonale... e NON sto affatto approssimando
            > > la
            > > > > lunghezza della
            > > > > diagonale.
            > > > >
            > > > > Questo procedimento (approssimare l'area in
            > > > > questo modo) si chiama somma di Riemann... e
            > > > > funziona... fintanto ché quello che vuoi
            > > > > approssimare è l'area (si può calcolare
            > > > > l'integrale in questo
            > > > > modo).
            > > > >
            > > > > Perché non funziona per approssimare la
            > > > lunghezza
            > > > > della
            > > > > curva?
            > > > >
            > > > > Prendiamo il caso del quadrato-diagonale.
            > > > > Spezzo l'angolo, ora ho due angoli da
            > > spezzare.
            > > > >
            > > > > La somma dell'area sottesa è diminuita... ma
            > > non
            > > > > il perimetro. I nuovi angoli hanno comunque
            > > una
            > > > > diagonale sotto di loro e non importa quanto
            > > > > piccoli diventano... avranno SEMPRE una
            > > > diagonale
            > > > > sotto di loro, perché sono appunto un
            > > angolo...
            > > > >
            > > > >
            > > > > In altre parole... continuerò sempre ad
            > avere
            > > un
            > > > > angolo ovvero non mi avvicinerò mai in
            > realtà
            > > > > alla veda forma della curva che vorrei
            > > > > approssimare.
            > > > >
            > > > >
            > > > > Visivamente sembra che lo faccia, ma in
            > realtà
            > > > > non succede, non in un mondo esatto, che è
            > > > quello
            > > > > matematico, in cui puoi continuare
            > > all'infinito
            > > > a
            > > > > spezzare le cose in cose sempre più piccole.
            > > > >
            > > > >
            > > > > È vero che ora i lati dell'angolo sono più
            > > > > piccoli... ma stavolta ne ho DUE di angoli,
            > e
            > > > non
            > > > > più uno. Facendo tendere la cosa
            > > all'infinito...
            > > > > è vero che avrò lati (dell'angolo) sempre
            > più
            > > > > piccoli... ma avrò anche sempre più angoli.
            > In
            > > > > altre parole le due cose finiscono per
            > > > > equilibrarsi. Lati infinitamente più
            > > piccoli...
            > > > > ma anche infinitamente più numerosi e la
            > loro
            > > > > somma si equilibra portandoti sempre allo
            > > stesso
            > > > > numero.
            > > > >
            > > > > In altre parole non ottengo mai una curva la
            > > cui
            > > > > derivata sia uguale a quella della curva che
            > > > > voglio
            > > > > approssimare.
            > > > >
            > > > > Disegnando il caso del quadrato-diagonale è
            > > più
            > > > > evidente che con il cechio. Spezzo
            > l'angolo...
            > > > ma
            > > > > l'angolo ha sempre la diagonale. Zoomo. Lo
            > > > spezzo
            > > > > ancora... ma l'angolo ha ancora la
            > diagonale.
            > > > > Ripeto all'infinito... zoomo all'infinito, e
            > > mi
            > > > > ritrovo comunque con la diagonale sotto
            > > > l'angolo.
            > > > > Ovvero... non mi sono mai avvicinato a
            > quella
            > > > > stramaledetta diagonale che continua a
            > > scapparmi
            > > > > diventando sempre più piccolina ma sempre
            > > > > irraggiungibile.
            > > > >
            > > > >
            > > > > Non fiori ma opere di bene, grazie.
            > > >
            > > > I punti della spezzata sono sempre più vicini
            > > > alla
            > > > diagonale.
            > >
            > > Ma ne hai sempre di più. Come ho detto, le due
            > > cose si
            > > equilibrano.
            > >
            > > È come se tu mi dicessi 4.
            > > E io rispondessi 2+2.
            > > E tu rispondessi 1+1+1+1.
            > > E io 0.5+0.5+0.5+0.5+0.5+0.5+0.5+0.5
            > > E così avanti.
            > >
            > > I numeri sono sempre più piccoli... ma ne hai
            > > sempre di
            > > più.
            > > Puoi andare avanti così all'infinito, i numeri
            > > diventeranno infinitesimi... ma la somma sarà
            > > sempre 4.
            >
            > Non ne hai di più, i punti di ogni spezzata sono
            > sempre in corrispondenza biunivoca con i punti
            > dei due lati di
            > partenza.
            >
            > C'è una successione di curve (le spezzate) che
            > tende a una curva (la diagonale) ma le lunghezze
            > di queste curve (che han sempre lo stesso valore)
            > non tendono alla lunghezza della curva limite.
            > Questo esprime il fatto che la funzione che
            > associa ad ogni curva la sua lunghezza non è
            > continua.
            > Fin qui tutto bene, lo stupore deriva dal fatto
            > che la non continuità è inattesa perché nei casi
            > che viene intuitivo immaginare il limite delle
            > lunghezze è la lunghezza della curva
            > limite.

            Mi serve il Troll traduttore! Dov'è finito?! In lacrime
            • Avatar
              Scritto da
              Non Autenticato
              il 2011-11-06 01:43:00.0 alle 2011-11-06 01:43:00.0
              Re: Quadrato - cerchio - Pi
              > > > > > Il discorso del quadrato-cerchio è in
              > realtà
              > > > > > simile ad un altro
              > > > > > problema.
              > > > > > Sappiamo che in un quadrato di lato 1
              > > abbiamo
              > > > > che
              > > > > > la diagonale misura
              > > > > > sqrt(2).
              > > > > >
              > > > > > Con lo stesso procedimento del
              > > > quadrato-cerchio
              > > > > > provo ad approssimare la
              > > > > > diagonale.
              > > > > > Prendo dunque due lati (opposti alla
              > > > diagonale),
              > > > > > la loro somma è 2. A questo punto spezzo
              > > > > l'angolo
              > > > > > in modo simile al quadrato-cerchio, ma la
              > > > somma
              > > > > è
              > > > > > ancora
              > > > > > 2.
              > > > > >
              > > > > > Procedo così all'infinito... e "provo" che
              > > > > > 2==sqrt(2) cosa che è evidentemente
              > > sbagliata
              > > > > > (due numeri reali diversi non possono
              > essere
              > > > > > uguali).
              > > > > > Qui è evidente, nel caso del cerchio un
              > po'
              > > > meno
              > > > > > perché potrei dubitare che la
              > circonferenza
              > > > sia
              > > > > > pi-greco.
              > > > > >
              > > > > > In realtà però quello che sto facendo con
              > > > questo
              > > > > > procedimento è _approssimare l'area_
              > sottesa
              > > > > alla
              > > > > > diagonale... e NON sto affatto
              > approssimando
              > > > la
              > > > > > lunghezza della
              > > > > > diagonale.
              > > > > >
              > > > > > Questo procedimento (approssimare l'area
              > in
              > > > > > questo modo) si chiama somma di
              > Riemann...
              > e
              > > > > > funziona... fintanto ché quello che vuoi
              > > > > > approssimare è l'area (si può calcolare
              > > > > > l'integrale in questo
              > > > > > modo).
              > > > > >
              > > > > > Perché non funziona per approssimare la
              > > > > lunghezza
              > > > > > della
              > > > > > curva?
              > > > > >
              > > > > > Prendiamo il caso del quadrato-diagonale.
              > > > > > Spezzo l'angolo, ora ho due angoli da
              > > > spezzare.
              > > > > >
              > > > > > La somma dell'area sottesa è diminuita...
              > ma
              > > > non
              > > > > > il perimetro. I nuovi angoli hanno
              > comunque
              > > > una
              > > > > > diagonale sotto di loro e non importa
              > quanto
              > > > > > piccoli diventano... avranno SEMPRE una
              > > > > diagonale
              > > > > > sotto di loro, perché sono appunto un
              > > > angolo...
              > > > > >
              > > > > >
              > > > > > In altre parole... continuerò sempre ad
              > > avere
              > > > un
              > > > > > angolo ovvero non mi avvicinerò mai in
              > > realtà
              > > > > > alla veda forma della curva che vorrei
              > > > > > approssimare.
              > > > > >
              > > > > >
              > > > > > Visivamente sembra che lo faccia, ma in
              > > realtà
              > > > > > non succede, non in un mondo esatto, che è
              > > > > quello
              > > > > > matematico, in cui puoi continuare
              > > > all'infinito
              > > > > a
              > > > > > spezzare le cose in cose sempre più
              > piccole.
              > > > > >
              > > > > >
              > > > > > È vero che ora i lati dell'angolo sono più
              > > > > > piccoli... ma stavolta ne ho DUE di
              > angoli,
              > > e
              > > > > non
              > > > > > più uno. Facendo tendere la cosa
              > > > all'infinito...
              > > > > > è vero che avrò lati (dell'angolo) sempre
              > > più
              > > > > > piccoli... ma avrò anche sempre più
              > angoli.
              > > In
              > > > > > altre parole le due cose finiscono per
              > > > > > equilibrarsi. Lati infinitamente più
              > > > piccoli...
              > > > > > ma anche infinitamente più numerosi e la
              > > loro
              > > > > > somma si equilibra portandoti sempre allo
              > > > stesso
              > > > > > numero.
              > > > > >
              > > > > > In altre parole non ottengo mai una curva
              > la
              > > > cui
              > > > > > derivata sia uguale a quella della curva
              > che
              > > > > > voglio
              > > > > > approssimare.
              > > > > >
              > > > > > Disegnando il caso del quadrato-diagonale
              > è
              > > > più
              > > > > > evidente che con il cechio. Spezzo
              > > l'angolo...
              > > > > ma
              > > > > > l'angolo ha sempre la diagonale. Zoomo. Lo
              > > > > spezzo
              > > > > > ancora... ma l'angolo ha ancora la
              > > diagonale.
              > > > > > Ripeto all'infinito... zoomo
              > all'infinito,
              > e
              > > > mi
              > > > > > ritrovo comunque con la diagonale sotto
              > > > > l'angolo.
              > > > > > Ovvero... non mi sono mai avvicinato a
              > > quella
              > > > > > stramaledetta diagonale che continua a
              > > > scapparmi
              > > > > > diventando sempre più piccolina ma sempre
              > > > > > irraggiungibile.
              > > > > >
              > > > > >
              > > > > > Non fiori ma opere di bene, grazie.
              > > > >
              > > > > I punti della spezzata sono sempre più
              > vicini
              > > > > alla
              > > > > diagonale.
              > > >
              > > > Ma ne hai sempre di più. Come ho detto, le due
              > > > cose si
              > > > equilibrano.
              > > >
              > > > È come se tu mi dicessi 4.
              > > > E io rispondessi 2+2.
              > > > E tu rispondessi 1+1+1+1.
              > > > E io 0.5+0.5+0.5+0.5+0.5+0.5+0.5+0.5
              > > > E così avanti.
              > > >
              > > > I numeri sono sempre più piccoli... ma ne hai
              > > > sempre di
              > > > più.
              > > > Puoi andare avanti così all'infinito, i numeri
              > > > diventeranno infinitesimi... ma la somma sarà
              > > > sempre 4.
              > >
              > > Non ne hai di più, i punti di ogni spezzata sono
              > > sempre in corrispondenza biunivoca con i punti
              > > dei due lati di
              > > partenza.
              > >
              > > C'è una successione di curve (le spezzate) che
              > > tende a una curva (la diagonale) ma le lunghezze
              > > di queste curve (che han sempre lo stesso
              > valore)
              > > non tendono alla lunghezza della curva limite.
              > > Questo esprime il fatto che la funzione che
              > > associa ad ogni curva la sua lunghezza non è
              > > continua.
              > > Fin qui tutto bene, lo stupore deriva dal fatto
              > > che la non continuità è inattesa perché nei casi
              > > che viene intuitivo immaginare il limite delle
              > > lunghezze è la lunghezza della curva
              > > limite.
              >
              > Mi serve il Troll traduttore! Dov'è finito?! In lacrime

              Eccomi! Geek

              Il motivo per cui l'immagine trollosa di partenza appare paradossale è che uno si aspetta che se una successione di curve tende a una curva data (esiste certamente un modo per formalizzare matematicamente il "tendere", ne ho ipotizzato uno immaginando di definire nell'insieme delle curve una distanza fra curve) la successione delle loro lunghezze tende alla lunghezza della curva data. Invece esistono casi in cui non è così, uno è quello del cerchio e l'altro quello della diagonale del tuo esempio.
              A questo punto però, data la definizione di lunghezza
              http://it.wikipedia.org/wiki/Lunghezza_di_un_arco
              mi piacerebbe una spiegazione, chiara e lampante, per cui la lunghezza così definita non ha la proprietà che uno intuitivamente si aspetta. Il senso della mia domanda è tutto qui.
          • Avatar
            Scritto da
            Non Autenticato
            il 2011-11-06 13:23:00.0 alle 2011-11-06 13:23:00.0
            Re: Quadrato - cerchio - Pi

            - Scritto da:
            > > > > Il discorso del quadrato-cerchio è in realtà
            > > > > simile ad un altro
            > > > > problema.
            > > > > Sappiamo che in un quadrato di lato 1
            > abbiamo
            > > > che
            > > > > la diagonale misura
            > > > > sqrt(2).
            > > > >
            > > > > Con lo stesso procedimento del
            > > quadrato-cerchio
            > > > > provo ad approssimare la
            > > > > diagonale.
            > > > > Prendo dunque due lati (opposti alla
            > > diagonale),
            > > > > la loro somma è 2. A questo punto spezzo
            > > > l'angolo
            > > > > in modo simile al quadrato-cerchio, ma la
            > > somma
            > > > è
            > > > > ancora
            > > > > 2.
            > > > >
            > > > > Procedo così all'infinito... e "provo" che
            > > > > 2==sqrt(2) cosa che è evidentemente
            > sbagliata
            > > > > (due numeri reali diversi non possono essere
            > > > > uguali).
            > > > > Qui è evidente, nel caso del cerchio un po'
            > > meno
            > > > > perché potrei dubitare che la circonferenza
            > > sia
            > > > > pi-greco.
            > > > >
            > > > > In realtà però quello che sto facendo con
            > > questo
            > > > > procedimento è _approssimare l'area_ sottesa
            > > > alla
            > > > > diagonale... e NON sto affatto approssimando
            > > la
            > > > > lunghezza della
            > > > > diagonale.
            > > > >
            > > > > Questo procedimento (approssimare l'area in
            > > > > questo modo) si chiama somma di Riemann... e
            > > > > funziona... fintanto ché quello che vuoi
            > > > > approssimare è l'area (si può calcolare
            > > > > l'integrale in questo
            > > > > modo).
            > > > >
            > > > > Perché non funziona per approssimare la
            > > > lunghezza
            > > > > della
            > > > > curva?
            > > > >
            > > > > Prendiamo il caso del quadrato-diagonale.
            > > > > Spezzo l'angolo, ora ho due angoli da
            > > spezzare.
            > > > >
            > > > > La somma dell'area sottesa è diminuita... ma
            > > non
            > > > > il perimetro. I nuovi angoli hanno comunque
            > > una
            > > > > diagonale sotto di loro e non importa quanto
            > > > > piccoli diventano... avranno SEMPRE una
            > > > diagonale
            > > > > sotto di loro, perché sono appunto un
            > > angolo...
            > > > >
            > > > >
            > > > > In altre parole... continuerò sempre ad
            > avere
            > > un
            > > > > angolo ovvero non mi avvicinerò mai in
            > realtà
            > > > > alla veda forma della curva che vorrei
            > > > > approssimare.
            > > > >
            > > > >
            > > > > Visivamente sembra che lo faccia, ma in
            > realtà
            > > > > non succede, non in un mondo esatto, che è
            > > > quello
            > > > > matematico, in cui puoi continuare
            > > all'infinito
            > > > a
            > > > > spezzare le cose in cose sempre più piccole.
            > > > >
            > > > >
            > > > > È vero che ora i lati dell'angolo sono più
            > > > > piccoli... ma stavolta ne ho DUE di angoli,
            > e
            > > > non
            > > > > più uno. Facendo tendere la cosa
            > > all'infinito...
            > > > > è vero che avrò lati (dell'angolo) sempre
            > più
            > > > > piccoli... ma avrò anche sempre più angoli.
            > In
            > > > > altre parole le due cose finiscono per
            > > > > equilibrarsi. Lati infinitamente più
            > > piccoli...
            > > > > ma anche infinitamente più numerosi e la
            > loro
            > > > > somma si equilibra portandoti sempre allo
            > > stesso
            > > > > numero.
            > > > >
            > > > > In altre parole non ottengo mai una curva la
            > > cui
            > > > > derivata sia uguale a quella della curva che
            > > > > voglio
            > > > > approssimare.
            > > > >
            > > > > Disegnando il caso del quadrato-diagonale è
            > > più
            > > > > evidente che con il cechio. Spezzo
            > l'angolo...
            > > > ma
            > > > > l'angolo ha sempre la diagonale. Zoomo. Lo
            > > > spezzo
            > > > > ancora... ma l'angolo ha ancora la
            > diagonale.
            > > > > Ripeto all'infinito... zoomo all'infinito, e
            > > mi
            > > > > ritrovo comunque con la diagonale sotto
            > > > l'angolo.
            > > > > Ovvero... non mi sono mai avvicinato a
            > quella
            > > > > stramaledetta diagonale che continua a
            > > scapparmi
            > > > > diventando sempre più piccolina ma sempre
            > > > > irraggiungibile.
            > > > >
            > > > >
            > > > > Non fiori ma opere di bene, grazie.
            > > >
            > > > I punti della spezzata sono sempre più vicini
            > > > alla
            > > > diagonale.
            > >
            > > Ma ne hai sempre di più. Come ho detto, le due
            > > cose si
            > > equilibrano.
            > >
            > > È come se tu mi dicessi 4.
            > > E io rispondessi 2+2.
            > > E tu rispondessi 1+1+1+1.
            > > E io 0.5+0.5+0.5+0.5+0.5+0.5+0.5+0.5
            > > E così avanti.
            > >
            > > I numeri sono sempre più piccoli... ma ne hai
            > > sempre di
            > > più.
            > > Puoi andare avanti così all'infinito, i numeri
            > > diventeranno infinitesimi... ma la somma sarà
            > > sempre 4.
            >
            > Non ne hai di più, i punti di ogni spezzata sono
            > sempre in corrispondenza biunivoca con i punti
            > dei due lati di
            > partenza.
            >
            > C'è una successione di curve (le spezzate) che
            > tende a una curva (la diagonale) ma le lunghezze
            > di queste curve (che han sempre lo stesso valore)
            > non tendono alla lunghezza della curva limite.
            > Questo esprime il fatto che la funzione che
            > associa ad ogni curva la sua lunghezza non è
            > continua.
            > Fin qui tutto bene, lo stupore deriva dal fatto
            > che la non continuità è inattesa perché nei casi
            > che viene intuitivo immaginare il limite delle
            > lunghezze è la lunghezza della curva
            > limite.

            ma chi cazzo ti dice che la successione converga Perplesso
            • Avatar
              Scritto da
              Non Autenticato
              il 2011-11-06 13:58:00.0 alle 2011-11-06 13:58:00.0
              Re: Quadrato - cerchio - Pi

              - Scritto da:
              >
              > - Scritto da:
              > > > > > Il discorso del quadrato-cerchio è in
              > realtà
              > > > > > simile ad un altro
              > > > > > problema.
              > > > > > Sappiamo che in un quadrato di lato 1
              > > abbiamo
              > > > > che
              > > > > > la diagonale misura
              > > > > > sqrt(2).
              > > > > >
              > > > > > Con lo stesso procedimento del
              > > > quadrato-cerchio
              > > > > > provo ad approssimare la
              > > > > > diagonale.
              > > > > > Prendo dunque due lati (opposti alla
              > > > diagonale),
              > > > > > la loro somma è 2. A questo punto spezzo
              > > > > l'angolo
              > > > > > in modo simile al quadrato-cerchio, ma la
              > > > somma
              > > > > è
              > > > > > ancora
              > > > > > 2.
              > > > > >
              > > > > > Procedo così all'infinito... e "provo" che
              > > > > > 2==sqrt(2) cosa che è evidentemente
              > > sbagliata
              > > > > > (due numeri reali diversi non possono
              > essere
              > > > > > uguali).
              > > > > > Qui è evidente, nel caso del cerchio un
              > po'
              > > > meno
              > > > > > perché potrei dubitare che la
              > circonferenza
              > > > sia
              > > > > > pi-greco.
              > > > > >
              > > > > > In realtà però quello che sto facendo con
              > > > questo
              > > > > > procedimento è _approssimare l'area_
              > sottesa
              > > > > alla
              > > > > > diagonale... e NON sto affatto
              > approssimando
              > > > la
              > > > > > lunghezza della
              > > > > > diagonale.
              > > > > >
              > > > > > Questo procedimento (approssimare l'area
              > in
              > > > > > questo modo) si chiama somma di
              > Riemann...
              > e
              > > > > > funziona... fintanto ché quello che vuoi
              > > > > > approssimare è l'area (si può calcolare
              > > > > > l'integrale in questo
              > > > > > modo).
              > > > > >
              > > > > > Perché non funziona per approssimare la
              > > > > lunghezza
              > > > > > della
              > > > > > curva?
              > > > > >
              > > > > > Prendiamo il caso del quadrato-diagonale.
              > > > > > Spezzo l'angolo, ora ho due angoli da
              > > > spezzare.
              > > > > >
              > > > > > La somma dell'area sottesa è diminuita...
              > ma
              > > > non
              > > > > > il perimetro. I nuovi angoli hanno
              > comunque
              > > > una
              > > > > > diagonale sotto di loro e non importa
              > quanto
              > > > > > piccoli diventano... avranno SEMPRE una
              > > > > diagonale
              > > > > > sotto di loro, perché sono appunto un
              > > > angolo...
              > > > > >
              > > > > >
              > > > > > In altre parole... continuerò sempre ad
              > > avere
              > > > un
              > > > > > angolo ovvero non mi avvicinerò mai in
              > > realtà
              > > > > > alla veda forma della curva che vorrei
              > > > > > approssimare.
              > > > > >
              > > > > >
              > > > > > Visivamente sembra che lo faccia, ma in
              > > realtà
              > > > > > non succede, non in un mondo esatto, che è
              > > > > quello
              > > > > > matematico, in cui puoi continuare
              > > > all'infinito
              > > > > a
              > > > > > spezzare le cose in cose sempre più
              > piccole.
              > > > > >
              > > > > >
              > > > > > È vero che ora i lati dell'angolo sono più
              > > > > > piccoli... ma stavolta ne ho DUE di
              > angoli,
              > > e
              > > > > non
              > > > > > più uno. Facendo tendere la cosa
              > > > all'infinito...
              > > > > > è vero che avrò lati (dell'angolo) sempre
              > > più
              > > > > > piccoli... ma avrò anche sempre più
              > angoli.
              > > In
              > > > > > altre parole le due cose finiscono per
              > > > > > equilibrarsi. Lati infinitamente più
              > > > piccoli...
              > > > > > ma anche infinitamente più numerosi e la
              > > loro
              > > > > > somma si equilibra portandoti sempre allo
              > > > stesso
              > > > > > numero.
              > > > > >
              > > > > > In altre parole non ottengo mai una curva
              > la
              > > > cui
              > > > > > derivata sia uguale a quella della curva
              > che
              > > > > > voglio
              > > > > > approssimare.
              > > > > >
              > > > > > Disegnando il caso del quadrato-diagonale
              > è
              > > > più
              > > > > > evidente che con il cechio. Spezzo
              > > l'angolo...
              > > > > ma
              > > > > > l'angolo ha sempre la diagonale. Zoomo. Lo
              > > > > spezzo
              > > > > > ancora... ma l'angolo ha ancora la
              > > diagonale.
              > > > > > Ripeto all'infinito... zoomo
              > all'infinito,
              > e
              > > > mi
              > > > > > ritrovo comunque con la diagonale sotto
              > > > > l'angolo.
              > > > > > Ovvero... non mi sono mai avvicinato a
              > > quella
              > > > > > stramaledetta diagonale che continua a
              > > > scapparmi
              > > > > > diventando sempre più piccolina ma sempre
              > > > > > irraggiungibile.
              > > > > >
              > > > > >
              > > > > > Non fiori ma opere di bene, grazie.
              > > > >
              > > > > I punti della spezzata sono sempre più
              > vicini
              > > > > alla
              > > > > diagonale.
              > > >
              > > > Ma ne hai sempre di più. Come ho detto, le due
              > > > cose si
              > > > equilibrano.
              > > >
              > > > È come se tu mi dicessi 4.
              > > > E io rispondessi 2+2.
              > > > E tu rispondessi 1+1+1+1.
              > > > E io 0.5+0.5+0.5+0.5+0.5+0.5+0.5+0.5
              > > > E così avanti.
              > > >
              > > > I numeri sono sempre più piccoli... ma ne hai
              > > > sempre di
              > > > più.
              > > > Puoi andare avanti così all'infinito, i numeri
              > > > diventeranno infinitesimi... ma la somma sarà
              > > > sempre 4.
              > >
              > > Non ne hai di più, i punti di ogni spezzata sono
              > > sempre in corrispondenza biunivoca con i punti
              > > dei due lati di
              > > partenza.
              > >
              > > C'è una successione di curve (le spezzate) che
              > > tende a una curva (la diagonale) ma le lunghezze
              > > di queste curve (che han sempre lo stesso
              > valore)
              > > non tendono alla lunghezza della curva limite.
              > > Questo esprime il fatto che la funzione che
              > > associa ad ogni curva la sua lunghezza non è
              > > continua.
              > > Fin qui tutto bene, lo stupore deriva dal fatto
              > > che la non continuità è inattesa perché nei casi
              > > che viene intuitivo immaginare il limite delle
              > > lunghezze è la lunghezza della curva
              > > limite.
              >
              > ma chi cazzo ti dice che la successione converga
              > Perplesso

              dimostra che non converge!
              • Avatar
                ☺
                Scritto da
                il 2011-11-06 14:37:00.0 alle 2011-11-06 14:37:00.0
                Trollate totali: 6532
                Re: Quadrato - cerchio - Pi
                - Scritto da:
                > dimostra che non converge!

                Non converge, perché non si avvicina mai a Pi, resta fissa alla somma 4. Una cosa che "converge" non può restare fissa ad un valore, ma deve avvicinarsi ad un altro, sempre di più. Se non lo fa non converge, ha semplicemente un valore fisso.

                Come l'esempio che ho fatto con somme sempre più piccole ma sempre più numerose. Alla fine hai infiniti termini infinitesimi la cui somma però è sempre 4. Le due cose si equilibrano (da un lato hai oggetti sempre più piccoli da sommare, dall'altro oggetti sempre più numerosi).

                Allo stesso modo, spezzando gli angoli, è vero che ottieni angoli di perimetro più piccolo, ma è anche vero che se prima avevi un solo angolo adesso ne hai due. Poi 4. Poi 8. Poi 16... sommandoli assieme finisci sempre per avere 4 come risposta, ma non ti sei avvicinato di un millimetro alla circonferenza (o alla diagonale), quello che hai fatto è stato solo approssimare l'area del cerchio (o del triangolo nel caso della diagonale).

                Se vuoi approssimare la circonferenza del cerchio devi trovare una spezzata che sia tangente con la circonferenza in ogni punto (inizialmente solo in alcuni punti, poi sempre più punti mano a mano che i "triangoletti" che compongono il poligono inscritto hanno il lato tangente alla circonferenza sempre più piccolo, ovvero mano a mano che il poligono aumenta di lati, alla fine hai infiniti punti tangenti infinitesimi) che è poi il metodo usato da Archimede se non ricordo male.
              • Avatar
                Scritto da
                Non Autenticato
                il 2011-11-06 14:54:00.0 alle 2011-11-06 14:54:00.0
                Re: Quadrato - cerchio - Pi

                - Scritto da:
                >
                > - Scritto da:
                > >
                > > - Scritto da:
                > > > > > > Il discorso del quadrato-cerchio è in
                > > realtà
                > > > > > > simile ad un altro
                > > > > > > problema.
                > > > > > > Sappiamo che in un quadrato di lato 1
                > > > abbiamo
                > > > > > che
                > > > > > > la diagonale misura
                > > > > > > sqrt(2).
                > > > > > >
                > > > > > > Con lo stesso procedimento del
                > > > > quadrato-cerchio
                > > > > > > provo ad approssimare la
                > > > > > > diagonale.
                > > > > > > Prendo dunque due lati (opposti alla
                > > > > diagonale),
                > > > > > > la loro somma è 2. A questo punto spezzo
                > > > > > l'angolo
                > > > > > > in modo simile al quadrato-cerchio, ma
                > la
                > > > > somma
                > > > > > è
                > > > > > > ancora
                > > > > > > 2.
                > > > > > >
                > > > > > > Procedo così all'infinito... e "provo"
                > che
                > > > > > > 2==sqrt(2) cosa che è evidentemente
                > > > sbagliata
                > > > > > > (due numeri reali diversi non possono
                > > essere
                > > > > > > uguali).
                > > > > > > Qui è evidente, nel caso del cerchio un
                > > po'
                > > > > meno
                > > > > > > perché potrei dubitare che la
                > > circonferenza
                > > > > sia
                > > > > > > pi-greco.
                > > > > > >
                > > > > > > In realtà però quello che sto facendo
                > con
                > > > > questo
                > > > > > > procedimento è _approssimare l'area_
                > > sottesa
                > > > > > alla
                > > > > > > diagonale... e NON sto affatto
                > > approssimando
                > > > > la
                > > > > > > lunghezza della
                > > > > > > diagonale.
                > > > > > >
                > > > > > > Questo procedimento (approssimare l'area
                > > in
                > > > > > > questo modo) si chiama somma di
                > > Riemann...
                > > e
                > > > > > > funziona... fintanto ché quello che vuoi
                > > > > > > approssimare è l'area (si può calcolare
                > > > > > > l'integrale in questo
                > > > > > > modo).
                > > > > > >
                > > > > > > Perché non funziona per approssimare la
                > > > > > lunghezza
                > > > > > > della
                > > > > > > curva?
                > > > > > >
                > > > > > > Prendiamo il caso del
                > quadrato-diagonale.
                > > > > > > Spezzo l'angolo, ora ho due angoli da
                > > > > spezzare.
                > > > > > >
                > > > > > > La somma dell'area sottesa è
                > diminuita...
                > > ma
                > > > > non
                > > > > > > il perimetro. I nuovi angoli hanno
                > > comunque
                > > > > una
                > > > > > > diagonale sotto di loro e non importa
                > > quanto
                > > > > > > piccoli diventano... avranno SEMPRE una
                > > > > > diagonale
                > > > > > > sotto di loro, perché sono appunto un
                > > > > angolo...
                > > > > > >
                > > > > > >
                > > > > > > In altre parole... continuerò sempre ad
                > > > avere
                > > > > un
                > > > > > > angolo ovvero non mi avvicinerò mai in
                > > > realtà
                > > > > > > alla veda forma della curva che vorrei
                > > > > > > approssimare.
                > > > > > >
                > > > > > >
                > > > > > > Visivamente sembra che lo faccia, ma in
                > > > realtà
                > > > > > > non succede, non in un mondo esatto,
                > che
                > è
                > > > > > quello
                > > > > > > matematico, in cui puoi continuare
                > > > > all'infinito
                > > > > > a
                > > > > > > spezzare le cose in cose sempre più
                > > piccole.
                > > > > > >
                > > > > > >
                > > > > > > È vero che ora i lati dell'angolo sono
                > più
                > > > > > > piccoli... ma stavolta ne ho DUE di
                > > angoli,
                > > > e
                > > > > > non
                > > > > > > più uno. Facendo tendere la cosa
                > > > > all'infinito...
                > > > > > > è vero che avrò lati (dell'angolo)
                > sempre
                > > > più
                > > > > > > piccoli... ma avrò anche sempre più
                > > angoli.
                > > > In
                > > > > > > altre parole le due cose finiscono per
                > > > > > > equilibrarsi. Lati infinitamente più
                > > > > piccoli...
                > > > > > > ma anche infinitamente più numerosi e la
                > > > loro
                > > > > > > somma si equilibra portandoti sempre
                > allo
                > > > > stesso
                > > > > > > numero.
                > > > > > >
                > > > > > > In altre parole non ottengo mai una
                > curva
                > > la
                > > > > cui
                > > > > > > derivata sia uguale a quella della curva
                > > che
                > > > > > > voglio
                > > > > > > approssimare.
                > > > > > >
                > > > > > > Disegnando il caso del
                > quadrato-diagonale
                > > è
                > > > > più
                > > > > > > evidente che con il cechio. Spezzo
                > > > l'angolo...
                > > > > > ma
                > > > > > > l'angolo ha sempre la diagonale. Zoomo.
                > Lo
                > > > > > spezzo
                > > > > > > ancora... ma l'angolo ha ancora la
                > > > diagonale.
                > > > > > > Ripeto all'infinito... zoomo
                > > all'infinito,
                > > e
                > > > > mi
                > > > > > > ritrovo comunque con la diagonale sotto
                > > > > > l'angolo.
                > > > > > > Ovvero... non mi sono mai avvicinato a
                > > > quella
                > > > > > > stramaledetta diagonale che continua a
                > > > > scapparmi
                > > > > > > diventando sempre più piccolina ma
                > sempre
                > > > > > > irraggiungibile.
                > > > > > >
                > > > > > >
                > > > > > > Non fiori ma opere di bene, grazie.
                > > > > >
                > > > > > I punti della spezzata sono sempre più
                > > vicini
                > > > > > alla
                > > > > > diagonale.
                > > > >
                > > > > Ma ne hai sempre di più. Come ho detto, le
                > due
                > > > > cose si
                > > > > equilibrano.
                > > > >
                > > > > È come se tu mi dicessi 4.
                > > > > E io rispondessi 2+2.
                > > > > E tu rispondessi 1+1+1+1.
                > > > > E io 0.5+0.5+0.5+0.5+0.5+0.5+0.5+0.5
                > > > > E così avanti.
                > > > >
                > > > > I numeri sono sempre più piccoli... ma ne
                > hai
                > > > > sempre di
                > > > > più.
                > > > > Puoi andare avanti così all'infinito, i
                > numeri
                > > > > diventeranno infinitesimi... ma la somma
                > sarà
                > > > > sempre 4.
                > > >
                > > > Non ne hai di più, i punti di ogni spezzata
                > sono
                > > > sempre in corrispondenza biunivoca con i punti
                > > > dei due lati di
                > > > partenza.
                > > >
                > > > C'è una successione di curve (le spezzate) che
                > > > tende a una curva (la diagonale) ma le
                > lunghezze
                > > > di queste curve (che han sempre lo stesso
                > > valore)
                > > > non tendono alla lunghezza della curva limite.
                > > > Questo esprime il fatto che la funzione che
                > > > associa ad ogni curva la sua lunghezza non è
                > > > continua.
                > > > Fin qui tutto bene, lo stupore deriva dal
                > fatto
                > > > che la non continuità è inattesa perché nei
                > casi
                > > > che viene intuitivo immaginare il limite delle
                > > > lunghezze è la lunghezza della curva
                > > > limite.
                > >
                > > ma chi cazzo ti dice che la successione
                > converga
                >
                > > Perplesso
                >
                > dimostra che non converge!

                condizione necessaria affinche una serie converga è che il termine di errore sia infinitesimo (roba che si vede alle superiori non in un dottorato eh) quindi la tua successione col piffero che converge Occhiolino
                • Avatar
                  Scritto da
                  Non Autenticato
                  il 2011-11-06 15:28:00.0 alle 2011-11-06 15:28:00.0
                  Re: Quadrato - cerchio - Pi

                  - Scritto da:
                  >
                  > - Scritto da:
                  > >
                  > > - Scritto da:
                  > > >
                  > > > - Scritto da:
                  > > > > > > > Il discorso del quadrato-cerchio è in
                  > > > realtà
                  > > > > > > > simile ad un altro
                  > > > > > > > problema.
                  > > > > > > > Sappiamo che in un quadrato di lato 1
                  > > > > abbiamo
                  > > > > > > che
                  > > > > > > > la diagonale misura
                  > > > > > > > sqrt(2).
                  > > > > > > >
                  > > > > > > > Con lo stesso procedimento del
                  > > > > > quadrato-cerchio
                  > > > > > > > provo ad approssimare la
                  > > > > > > > diagonale.
                  > > > > > > > Prendo dunque due lati (opposti alla
                  > > > > > diagonale),
                  > > > > > > > la loro somma è 2. A questo punto
                  > spezzo
                  > > > > > > l'angolo
                  > > > > > > > in modo simile al quadrato-cerchio, ma
                  > > la
                  > > > > > somma
                  > > > > > > è
                  > > > > > > > ancora
                  > > > > > > > 2.
                  > > > > > > >
                  > > > > > > > Procedo così all'infinito... e "provo"
                  > > che
                  > > > > > > > 2==sqrt(2) cosa che è evidentemente
                  > > > > sbagliata
                  > > > > > > > (due numeri reali diversi non possono
                  > > > essere
                  > > > > > > > uguali).
                  > > > > > > > Qui è evidente, nel caso del cerchio
                  > un
                  > > > po'
                  > > > > > meno
                  > > > > > > > perché potrei dubitare che la
                  > > > circonferenza
                  > > > > > sia
                  > > > > > > > pi-greco.
                  > > > > > > >
                  > > > > > > > In realtà però quello che sto facendo
                  > > con
                  > > > > > questo
                  > > > > > > > procedimento è _approssimare l'area_
                  > > > sottesa
                  > > > > > > alla
                  > > > > > > > diagonale... e NON sto affatto
                  > > > approssimando
                  > > > > > la
                  > > > > > > > lunghezza della
                  > > > > > > > diagonale.
                  > > > > > > >
                  > > > > > > > Questo procedimento (approssimare
                  > l'area
                  > > > in
                  > > > > > > > questo modo) si chiama somma di
                  > > > Riemann...
                  > > > e
                  > > > > > > > funziona... fintanto ché quello che
                  > vuoi
                  > > > > > > > approssimare è l'area (si può
                  > calcolare
                  > > > > > > > l'integrale in questo
                  > > > > > > > modo).
                  > > > > > > >
                  > > > > > > > Perché non funziona per approssimare
                  > la
                  > > > > > > lunghezza
                  > > > > > > > della
                  > > > > > > > curva?
                  > > > > > > >
                  > > > > > > > Prendiamo il caso del
                  > > quadrato-diagonale.
                  > > > > > > > Spezzo l'angolo, ora ho due angoli da
                  > > > > > spezzare.
                  > > > > > > >
                  > > > > > > > La somma dell'area sottesa è
                  > > diminuita...
                  > > > ma
                  > > > > > non
                  > > > > > > > il perimetro. I nuovi angoli hanno
                  > > > comunque
                  > > > > > una
                  > > > > > > > diagonale sotto di loro e non importa
                  > > > quanto
                  > > > > > > > piccoli diventano... avranno SEMPRE
                  > una
                  > > > > > > diagonale
                  > > > > > > > sotto di loro, perché sono appunto un
                  > > > > > angolo...
                  > > > > > > >
                  > > > > > > >
                  > > > > > > > In altre parole... continuerò sempre
                  > ad
                  > > > > avere
                  > > > > > un
                  > > > > > > > angolo ovvero non mi avvicinerò mai in
                  > > > > realtà
                  > > > > > > > alla veda forma della curva che vorrei
                  > > > > > > > approssimare.
                  > > > > > > >
                  > > > > > > >
                  > > > > > > > Visivamente sembra che lo faccia, ma
                  > in
                  > > > > realtà
                  > > > > > > > non succede, non in un mondo esatto,
                  > > che
                  > > è
                  > > > > > > quello
                  > > > > > > > matematico, in cui puoi continuare
                  > > > > > all'infinito
                  > > > > > > a
                  > > > > > > > spezzare le cose in cose sempre più
                  > > > piccole.
                  > > > > > > >
                  > > > > > > >
                  > > > > > > > È vero che ora i lati dell'angolo sono
                  > > più
                  > > > > > > > piccoli... ma stavolta ne ho DUE di
                  > > > angoli,
                  > > > > e
                  > > > > > > non
                  > > > > > > > più uno. Facendo tendere la cosa
                  > > > > > all'infinito...
                  > > > > > > > è vero che avrò lati (dell'angolo)
                  > > sempre
                  > > > > più
                  > > > > > > > piccoli... ma avrò anche sempre più
                  > > > angoli.
                  > > > > In
                  > > > > > > > altre parole le due cose finiscono per
                  > > > > > > > equilibrarsi. Lati infinitamente più
                  > > > > > piccoli...
                  > > > > > > > ma anche infinitamente più numerosi e
                  > la
                  > > > > loro
                  > > > > > > > somma si equilibra portandoti sempre
                  > > allo
                  > > > > > stesso
                  > > > > > > > numero.
                  > > > > > > >
                  > > > > > > > In altre parole non ottengo mai una
                  > > curva
                  > > > la
                  > > > > > cui
                  > > > > > > > derivata sia uguale a quella della
                  > curva
                  > > > che
                  > > > > > > > voglio
                  > > > > > > > approssimare.
                  > > > > > > >
                  > > > > > > > Disegnando il caso del
                  > > quadrato-diagonale
                  > > > è
                  > > > > > più
                  > > > > > > > evidente che con il cechio. Spezzo
                  > > > > l'angolo...
                  > > > > > > ma
                  > > > > > > > l'angolo ha sempre la diagonale.
                  > Zoomo.
                  > > Lo
                  > > > > > > spezzo
                  > > > > > > > ancora... ma l'angolo ha ancora la
                  > > > > diagonale.
                  > > > > > > > Ripeto all'infinito... zoomo
                  > > > all'infinito,
                  > > > e
                  > > > > > mi
                  > > > > > > > ritrovo comunque con la diagonale
                  > sotto
                  > > > > > > l'angolo.
                  > > > > > > > Ovvero... non mi sono mai avvicinato a
                  > > > > quella
                  > > > > > > > stramaledetta diagonale che continua a
                  > > > > > scapparmi
                  > > > > > > > diventando sempre più piccolina ma
                  > > sempre
                  > > > > > > > irraggiungibile.
                  > > > > > > >
                  > > > > > > >
                  > > > > > > > Non fiori ma opere di bene, grazie.
                  > > > > > >
                  > > > > > > I punti della spezzata sono sempre più
                  > > > vicini
                  > > > > > > alla
                  > > > > > > diagonale.
                  > > > > >
                  > > > > > Ma ne hai sempre di più. Come ho detto, le
                  > > due
                  > > > > > cose si
                  > > > > > equilibrano.
                  > > > > >
                  > > > > > È come se tu mi dicessi 4.
                  > > > > > E io rispondessi 2+2.
                  > > > > > E tu rispondessi 1+1+1+1.
                  > > > > > E io 0.5+0.5+0.5+0.5+0.5+0.5+0.5+0.5
                  > > > > > E così avanti.
                  > > > > >
                  > > > > > I numeri sono sempre più piccoli... ma ne
                  > > hai
                  > > > > > sempre di
                  > > > > > più.
                  > > > > > Puoi andare avanti così all'infinito, i
                  > > numeri
                  > > > > > diventeranno infinitesimi... ma la somma
                  > > sarà
                  > > > > > sempre 4.
                  > > > >
                  > > > > Non ne hai di più, i punti di ogni spezzata
                  > > sono
                  > > > > sempre in corrispondenza biunivoca con i
                  > punti
                  > > > > dei due lati di
                  > > > > partenza.
                  > > > >
                  > > > > C'è una successione di curve (le spezzate)
                  > che
                  > > > > tende a una curva (la diagonale) ma le
                  > > lunghezze
                  > > > > di queste curve (che han sempre lo stesso
                  > > > valore)
                  > > > > non tendono alla lunghezza della curva
                  > limite.
                  > > > > Questo esprime il fatto che la funzione che
                  > > > > associa ad ogni curva la sua lunghezza non è
                  > > > > continua.
                  > > > > Fin qui tutto bene, lo stupore deriva dal
                  > > fatto
                  > > > > che la non continuità è inattesa perché nei
                  > > casi
                  > > > > che viene intuitivo immaginare il limite
                  > delle
                  > > > > lunghezze è la lunghezza della curva
                  > > > > limite.
                  > > >
                  > > > ma chi cazzo ti dice che la successione
                  > > converga
                  > >
                  > > > Perplesso
                  > >
                  > > dimostra che non converge!
                  >
                  > condizione necessaria affinche una serie converga
                  > è che il termine di errore sia infinitesimo (roba
                  > che si vede alle superiori non in un dottorato
                  > eh) quindi la tua successione col piffero che
                  > converge
                  > Occhiolino

                  mi sa che hai le idee assai consufe.
<softv>

Pagina generata in 127 millisecondi

Utenti attivi: 13 nell'ultimo minuto, 28 negli ultimi cinque minuti, 58 negli ultimi 15 minuti