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Licenze OpenSource vs Proprietariex alex.tg
Non ho letto tutto l'ambaradan che vi siete scritti.
Cmq.
In realtà la gente compra software proprietario per diverse ragioni spesso interconnesse:
1) non esiste nessuna alternativa altrettanto buona opensource [edit: avevo scritto "gratuita", ovviamente era un errore mio]
2) è abituata al fatto che il software si compra "a scatola chiusa"
3) non capisce i vantaggi dell'opensource
All'inizio non era così.
Inizialmente, parlo dei mainframe, i software ti venivano forniti corredati di sorgente. In questo modo se tu volevi adattare un determinato software alle tue macchine/esigenze potevi farlo, se c'era un bug che magari si presentava solo nel tuo caso specifico potevi aggiustartelo, e così via. Certo all'epoca chi aveva a che fare con i software era anche qualcuno che sapeva maneggiarlo, non come ora che un computer ce l'hanno cani e porci e che anzi si fa a gara per rendere i computer sempre più simili a TV (come funziona la TV? Facile! Premi il pulsante e si accende!).
Ma anche se ora il computer ce l'hanno cani e porci è ancora vantaggioso per l'utente avere il sorgente dei programmi che acquista. Perché?
Immaginiamo che stiamo parlando non di software, ma di uno stereo. Tu compri lo stereo, non hai idea di come funziona, però sai farlo funzionare. Te lo porti a casa, lo colleghi, e lo usi. Bé, l'hai comprato, ne hai pieno diritto.
Ora, cosa diresti se il produttore dello stereo ti dicesse "ok, io ti vendo lo stereo, però l'ho riempito di cemento, così che tu non possa accedere alle sue componenti interne, non possa vederne i diagrammi, non possa modificarlo in alcun modo.
Tu mi dirai: vabbé, mica sono un tecnico. Ma non è questo il punto... il punto è che questo signore ti ha "venduto" qualcosa che però continua a non essere tuo. Si è riservato il diritto di _proibirti_ i tuoi diritti di acquirente, fra i quali il diritto di _possesso_ di ciò che hai comprato e di farne quello che ti pare.
Supponiamo ora che lo stereo si rompa. Succede. Nel mio stereo che ha 20 anni è successo almeno 3 volte. Cosa ho fatto? Ovviamente l'ho portato ad aggiustare... ma se fosse stato riempito di cemento come avrebbero fatto a ripararlo?
Vedi, non serve che _io_ sia capace di apportare quella particolare modifica o riparare quel particolare problema. Basta che non debba dipendere _da te_ per poterlo fare.
Quando tu vendi un software e non dai i sorgenti ti stai comportando in questo modo. Stai proibendo all'acquirente di fare ciò che vuole del bene che ha acquistato. Quando l'acquirente ti ha pagato non ti ha detto "però con questi soldi puoi solo comprare questo o quello"... quindi perché tu stai dicendo all'acquirente "però se vuoi ripararlo o espanderlo devi tornare da me... ammesso che io sia ancora vivo e ne abbia voglia"?
Molti anni fa, ai tempi del Turbo Pascal della Borland, è successa una cosa interessante da questo punto di vista. Molta gente aveva sviluppato per anni in Turbo Pascal, quindi c'era un "parco software" realizzato con questo linguaggio di tutto rispetto. Si parla di migliaia di software vari, dalle utility più sceme, ai giochini, fino a cose più serie.
A un certo punto, quando i PC passarono dai 486 ai Pentium, tutti i programmi in Turbo Pascal all'avvio se ne uscivano con un errore fatale di divisione per zero. Cos'era successo?
Era successo che nell'unità CRT (mi pare, oppure System) del Turbo Pascal c'era una funzione chiamata "delay" se non ricordo male. Questa funzione, che tu la usassi o no, all'avvio del tuo programma cercava di stabilire quanto veloce fosse il tuo processore attraverso un loop e poi dividendo il numero di loop fatti per il tempo impiegato dal singolo loop. Questa unità era un'unità base del Turbo Pascal quindi volenti o nolenti compariva nella quasi totalità dei programmi Turbo Pascal dell'epoca. Quando i PC passarono dai 486 ai Pentium, la CPU era così veloce che il loop veniva eseguito in tempo zero (o almeno non misurabile con i metodi scelti dagli sviluppatori Borland). Da cui l'incomprensibile errore di divisione per zero.
Ora... per fortuna questo capitò che Borland esisteva ancora e che Turbo Pascal era ancora supportato. Così la Borland distribuì l'unità CRT riparata e un tool capace di patchare qualsiasi programma scritto in Turbo Pascal affetto dal problema senza doverlo ricompilare (e quindi senza dover possedere i sorgenti).
Ora però immaginiamo che questo non fosse stato possibile. Allora avremmo avuto centinaia di programmi, magari regolarmente pagati, il cui sviluppatore magari era diventato irreperibile (morto, scappato, perso interesse per il Pascal, perso i sorgenti, ecc) che non avrebbero mai potuto essere aggiustati.
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Modificato dall' autore il 19 novembre 2010 01.51
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Re: Licenze OpenSource vs ProprietarieParte 2
Ora ti racconterò un'altra storiella, anche questa che mi riguarda. Era circa il 2000, avevo appena comprato (da un mese) una Webcam della Logitech. L'avevo pagata qualcosa come 70'000 lire.
Uscì Windows 2000, che era decisamente più stabile di Windows 98 e così passai a 2000.
Collegai la mia brava Webcam nuova di fabbrica e... sorpresa delle sorprese... non funzionava.
"Ok" mi dissi... vado sul sito e mi scarico i driver per 2000. Vado sulla pagina... driver per Win95, driver per Win98, driver per Mac... fine dei driver.
Mi dissi "ok, la Webcam è nuova, magari non li hanno ancora sviluppati... gli scrivo una email". Gli scrissi una email, mi risposero più o meno così: "Gentile utente blabla ci spiace informarla che i driver per la sua Webcam per il SO da lei indicato non sono previsti. Tuttavia nel nostro store abbiamo questa Webcam che i driver ce li ha".
E così mi trovai a buttare via 70'000 lire quasi appena sborsati semplicemente perché i gentili signori della Logitech avevano pensato bene che se spendevo altri 90'000 lire per una Webcam nuova era meglio per loro. Dalla rabbia smontai la Webcam e buttai via tutto... per poi scoprire qualche anno dopo che quella Webcam su Linux invece funziona perfettamente, tutt'oggi, grazie ai driver open che qualcuno si era premurato di scrivere attraverso un reverse engineering.
Molta gente, anche oggi, queste cose non le capisce. Molta gente per esempio continua a comprare ebook che funzionano SOLO su determinati lettori. Ebook che fra 20, 30 anni, quando li vorrà passare ai suoi figli magari, dovrà riacquistare perché, meraviglia delle meraviglie, nessun lettore per quel benedetto formato sarà disponibile.
Ma il fatto che la gente non capisca queste cose (perché ignorante, naive, poco informata, ecc), non autorizza te che invece le capisci, a fregarli... perché alla fine della fiera è questo, una fregatura, "un'inculata a scoppio ritardato" che dai ai tuoi stessi clienti.
Per fortuna, almeno nelle pubbliche amministrazioni, questo concetto stanno _incominciando_ a capirlo, e spesso ora chiedono anche i sorgenti dei software che acquistano.
Io, per quanto mi riguarda, tendo ad evitare di usare software proprietario, non fosse altro perché sono già stato inculato troppe volte per ricascarci. Oggi ti abitui ad usare un determinato programma... domani la ditta che lo produceva chiude o smette di svilupparlo e ti trovi a gambe all'aria. Mi è successo diverse volte, anche in programmazione, di impararmi tomi su tomi su tecnologie che sono poi scomparse dal giorno alla notte come è successo con Borland Delphi quando Microsoft ci ha messo le zampette mandando all'aria le librerie, anni di esperienza, eccetera eccetera eccetera.
Meglio affidarsi a cose opensource, che possono scomparire, certo, ma che almeno non dipendono così strettamente dai capricci di una singola ditta o di un solo sviluppatore.
Poi ti dirò... non è mio interesse inculare i miei clienti, dopotutto sono stato pagato con soldi che mi sono stati dati senza ingiusti limiti sul loro utilizzo.-
Re: Licenze OpenSource vs Proprietarie> Mi è successo diverse
> volte, anche in programmazione, di impararmi tomi
> su tomi su tecnologie che sono poi scomparse dal
> giorno alla notte come è successo con Borland
> Delphi quando Microsoft ci ha messo le zampette
> mandando all'aria le librerie, anni di
> esperienza, eccetera eccetera
> eccetera.
Ma se stai parlando di strumenti di sviluppo, ti appoggio: quelli e` piu` conveniente lasciarli liberi di um... "andare e riprodursi".
> Poi ti dirò... non è mio interesse inculare i
> miei clienti, dopotutto sono stato pagato con
> soldi che mi sono stati dati senza ingiusti
> limiti sul loro
> utilizzo.
Ma con la GPL non e` che t'inculi da solo, in quanto sviluppatore? Concentrati un attimo su questo: da autore del prodotto con diritti esclusivi sulla sua distribuzione, passi ad essere uno che conosce bene il prodotto sul piano tecnico, in competizione con chiunque altro abbia il tempo e la voglia di analizzarne i sorgenti. Da questo punto di vista non ti dai la zappa sui piedi? Non ti prendi a martellate sui coglioni?
Piu` che altro a me resta impressa una cosa, quando vado in edicola: le riviste che accorpano software open in raccolte, si trovano a fare da distributori a pagamento di software i cui autori hanno dato via i loro diritti a distribuire. Ma questo ti sembra giusto?
La GPL fa senz'altro un favore all'utente, ma io sto cercando di vederla dal punto di vista dello sviluppatore. Ci sara` anche modo di trarre vantaggi comunque dall'essere autori, ma l'arma piu` potente, il copyright, viene svenduta a priori.-
Re: Licenze OpenSource vs Proprietarie> La GPL fa senz'altro un favore all'utente, ma io
> sto cercando di vederla dal punto di vista dello
> sviluppatore. Ci sara` anche modo di trarre
> vantaggi comunque dall'essere autori, ma l'arma
> piu` potente, il copyright, viene svenduta a
> priori.
Gia`...
-http://en.wikipedia.org/wiki/Talk:Free_software#Co...

eh, gia`
-http://en.wikipedia.org/wiki/Talk:Free_software#Fr...

il secondo sembra la versione anglofona di csoe.
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Re: Licenze OpenSource vs Proprietarie
- Scritto da: alex.tg
> > La GPL fa senz'altro un favore all'utente, ma io
> > sto cercando di vederla dal punto di vista dello
> > sviluppatore. Ci sara` anche modo di trarre
> > vantaggi comunque dall'essere autori, ma l'arma
> > piu` potente, il copyright, viene svenduta a
> > priori.
>
> Gia`...
>
> -
>http://en.wikipedia.org/wiki/Talk:Free_software#Co

>
> eh, gia`
>
> -
>http://en.wikipedia.org/wiki/Talk:Free_software#Fr

>
> il secondo sembra la versione anglofona di csoe.
>
Io ci ho sempre guadagnato, e ho sempre dato i miei sorgenti (anche quando non richiesti). Anzi, ti dirò di più, raramente uso la GPL perché la trovo troppo restrittiva.
La gente mi paga per sviluppare i loro programmi... sia esso un sito web, o un'applicazione Intranet. Non è che gli lavoro gratis. Forse stai confondendo la GPL con il Freeware. Ho fatto e di tanto in tanto faccio freeware, solitamente piccole applicazioncine generalissime. Ma in genere i software che faccio mi vengono pagati... e i clienti sono sempre tornati da me per chiedere modifiche, nonostante avessero i sorgenti a disposizione, perché l'ho fatto io... se devono pagare qualcun altro devono pagargli anche il tempo per studiarsi i sorgenti... e di solito si tratta di decine di ore.
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Re: Licenze OpenSource vs Proprietarie- Scritto da: alex.tg
> Ma se stai parlando di strumenti di sviluppo, ti
> appoggio
Eh, perché? Dopotutto chi ha sviluppato quel determinato linguaggio/libreria potrebbe pensarla come te, no? Potrebbe pensare "bé... chemmenefregaame? Perché dovrei rinunciare a milioni di miliardi di $$$ per far contento alex.tg?".
O forse il suo lavoro non vale quanto il tuo?
Di librerie e linguaggi chiusi e proprietari dopotutto se ne sono usati fin dagli albori dell'informatica "casalinga".
Il punto è che io desidero avere determinati diritti, e quando tocca a me darli non posso esimermi dal farlo.
Senza contare che se in scienza si fosse ragionato così (ovvero: questa scoperta/invenzione è mia e guai a chi me la tocca) ora saremo ancora in pieno medioevo. Poi anche in scienza c'è chi ha sviluppato le basi che poi sono state usate da qualcun altro... magari per diventare ricco&famoso al suo posto.
Chi usa la GPL la vede così, ritiene che comportarsi in modo "etico" con i propri utenti sia importante, più importante degli eventuali rischi che questo comporta.
> Ma con la GPL non e` che t'inculi da solo, in
> quanto sviluppatore?
Dipende da che cosa tu ritieni sia più importante per te.
> in competizione con chiunque altro abbia
> il tempo e la voglia di analizzarne i sorgenti.
Certamente, ma la competizione non è un male. Senza contare che dalla GPL puoi trarne enormi vantaggi, fra cui il vedere il tuo progetto attirare una comunità di persone interessate a svilupparlo, a portarlo avanti, anche forse quando non ci sarai più.
Prendi MySQL per esempio... se l'è pappato Oracle. Se domani Oracle decidesse di chiuderne lo sviluppo (o peggio, di buttarlo via) nessuno impedirebbe a chiunque di prendere MySQL e svilupparlo per i fatti suoi (come d'altra parte è successo, ora si chiama MariaDB... ed è proprio il suo autore originale ad averlo ripreso in mano). In questo esempio, se fosse stato un prodotto chiuso... addio MySQL.
Certo, nella GPL rinunci ad alcuni diritti, e dai più peso ad altri. Rinunci ad alcune cose, e ne ottieni altre. Dipende da quanta importanza dai alle varie "componenti" che possono spingere verso una licenza proprietaria o GPL o persino più permissiva (la GPL non è affatto permissiva).
> si trovano a fare da
> distributori a pagamento di software i cui autori
> hanno dato via i loro diritti a distribuire.
Bé, glie li ho dati io questi diritti, quindi si... In compenso così facendo il mio nome diventa conosciuto e posso usare questi software come esempio nel caso qualche nuovo clienti abbia bisogno di qualcosa. In altre parole quello che sembra un male in realtà è un bene. Dopotutto mi pare che anche Noctis sia stato ampiamente distribuito ai suoi tempi... e mi pare che la cosa ti abbia guadagnato un sacco di pubblicità.
La GPL non impedisce la vendita di software GPL, resta poi all'utente decidere se vuole pagare per qualcosa che può avere gratis (nel caso tale software sia distribuito gratuitamente, GPL != gratis). Può essere anche l'unico modo che un utente ha per accedere al tuo software... non tutti hanno Internet, e a non tutti piace l'idea di andare in giro per Internet a scaricare software "dubbi"... molto meglio fidarsi di una rivista che di un sito X. Senza contare poi che chi fa raccolte di software in genere non si limita solo a questo... ma fa anche recensioni, ecc... quindi in realtà non paghi il software, paghi la recensione, il supporto, il "disturbo" per aver cercato, selezionato e distribuito tali software. Ma d'altra parte è una cosa che puoi fare anche tu... io l'ho fatto ad esempio. Anni fa ho messo su una paginetta con PayPal e vendevo a un paio di euro CD con software open e gratuiti via WEB. Alcuni, quelli che per esempio non avevano una connessione ADSL, me li hanno anche comprati (non molti, ma d'altra parte non ho pubblicizzato la cosa, non sono andato a spammare in giro, ecc).
> il copyright, viene svenduta a
> priori.
Non è che "svendi" il copyright, semplicemente ritieni che alcuni diritti siano più importanti di altri. Fai una scelta e ti dici "ok, voglio che questo mondo faccia un po' meno schifo del solito quindi rinuncio a questa cosa in favore di quest'altra".
Un po' come le "creative commons". Dopotutto il copyright era originalmente nato per dare _il giusto_ all'autore... non per permettere all'autore di inculare i suoi utenti (che è la visione classica delle Major che sull'inchiappettamento ci vivono e ci guadagnano miliardi e la spacciano persino per una cosa sacrosanta). Poi tutti sappiamo come invece è andata. Se vuoi c'è un bel libro di Lessig che puoi leggere che riporta appunto queste cose, il concetto di copyright, come si è modificato negli anni... si chiama "Freeculture" (http://www.free-culture.cc/
) qui http://www.free-culture.cc/freecontent/
trovi il libro elettronico distribuito gratuitamente.
Ora che hai pensato agli svantaggi della GPL, prova per un attimo a concentrarti sui vantaggi.
- dai ad altri la possibilità di imparare dalla tua esperienza
- dai ai tuoi software l'indipendenza, la possibilità di continuare a svilupparsi anche senza di te
- dai ai tuoi utenti la libertà di personalizzare i tuoi programmi, e anche di scegliere un altro sviluppatore
- dai a te stesso la possibilità di conoscere altri sviluppatori che vogliono partecipare al tuo progetto ed imparare a tua volta da loro
- dai alle varie riviste del settore il permesso di distribuire il tuo lavoro, e quindi di pubblicizzarti (pubblicità che in futuro puoi usare per i tuoi scopi)
- se qualcuno trova un modo per migliorare il tuo programma deve poi comunicartelo (o tenere il tutto per se, ovvero rinunciare a distribuire il programma in qualsiasi modo o forma)
- se il tuo progetto è interessante e attira sviluppatori può crescere ben al di là di quanto speri e di quanto potresti mai fare da solo
Ricordati poi che distribuire in GPL qualcosa non significa rinunciare al suo copyright... tu continui ad essere uno degli sviluppatori, il "padre" del progetto... e nessuno può prendere il tuo programma e cancellarlo via (come probabilmente vorrebbe fare Oracle con MySQL). Nessuno può dire che tu non c'entri nulla e prendersi tutto il merito. Nessuno può chiudere il tuo software e fingere di averlo scritto lui. Queste sono tutte violazioni... e hai la Free Software Foundation che eventualmente ti può aiutare nel caso incappi in qualche disonesto.
Poi se ci pensi... perché qualcuno dovrebbe pagare caio e non te? Se questo qualcuno esiste avrà i suoi motivi... per esempio perché la versione di caio è migliore della tua... ma a quel punto puoi integrare le modifiche di caio nella tua versione perché la GPL obbliga caio a darti accesso al suo sorgente (non è come la licenza BSD che invece dice "venite e prendetene tutti"... la GPL è molto "cazzuta" e pure stronza a volte sotto questo punto di vista).-
Re: Licenze OpenSource vs Proprietarie> > Ma se stai parlando di strumenti di sviluppo, ti
> > appoggio
>
> Eh, perché? Dopotutto chi ha sviluppato quel
> determinato linguaggio/libreria potrebbe pensarla
> come te, no? Potrebbe pensare "bé...
> chemmenefregaame? Perché dovrei rinunciare a
> milioni di miliardi di $$$ per far contento
> alex.tg?".
Be', secondo me, sviluppare un linguaggio o un insieme di librerie e` un modo per farsi conoscere, perche` se il prodotto si diffonde diventa una base per molti altri prodotti. A quel punto puo` convenire, sempre secondo me. Comunque, non pretendo che gli strumenti di sviluppo siano open, ma capisco gia` di piu` i vantaggi di licenziarli sotto GPL.
> O forse il suo lavoro non vale quanto il tuo?
> Di librerie e linguaggi chiusi e proprietari
> dopotutto se ne sono usati fin dagli albori
> dell'informatica "casalinga".
E poi che e` successo? O)
> Il punto è che io desidero avere determinati
> diritti, e quando tocca a me darli non posso
> esimermi dal
> farlo.
Oh, da un punto di vista etico, sinceramente e personalmente, regalando L.in.oleum, incluse tutte le migliorie, tutte le librerie da me sviluppate presenti e future, prossime e remote, mi sentirei in pari con la "pretesa" di chiudere un gioco prossimo venturo per tentare di guadagnarci qualcosa nella maniera piu` "consona" all'autore, cioe` per via diretta: vendendo le iscrizioni e chiudendo il software per evitare che qualcun'altro mi faccia concorrenza con le mie stesse armi. Credo che ne parlero` un po' e vedro` che ne pensano dalle mie parti, ma non mi sentirei poi tanto "cattivo".
> Senza contare che se in scienza si fosse
> ragionato così (ovvero: questa
> scoperta/invenzione è mia e guai a chi me la
> tocca) ora saremo ancora in pieno medioevo.
Be' io non credo di avere granche` dello scienziato.
Pero` se L.in.oleum puo` servire ad aprire una nicchia mai esplorata, dato che in effetti dovrebbe avere dalla sua almeno una certa unicita`, be', a scanso di rischi pur vaghi di rallentare il progresso, e` e sara` per sempre free software. Ma un gioco... umm... nah, lo vedo come un divertimento per il presente, una cosa molto terrena e terra-terra, niente a che vedere con che so... il calcolo infinitesimale. Se lo chiudo che male potra` mai fare? In compenso, i proventi potrebbero far bene a me.
> Chi usa la GPL la vede così, ritiene che
> comportarsi in modo "etico" con i propri utenti
> sia importante, più importante degli eventuali
> rischi che questo
> comporta.
Secondo me ci sono altri modi per comportarsi in maniera eticamente corretta coi propri *clienti*, ma quello di regalare il prodotto e` autolesionistico.
> Senza contare che dalla GPL puoi trarne enormi
> vantaggi, fra cui il vedere il tuo progetto
> attirare una comunità di persone interessate a
> svilupparlo, a portarlo avanti, anche forse
> quando non ci sarai
> più.
Oh be', poco male, lascero` una nota nel testamento che autorizzi chiunque a portarlo avanti quando non ci saro` piu`.
> In compenso così facendo il mio nome
> diventa conosciuto e posso usare questi software
> come esempio nel caso qualche nuovo clienti abbia
> bisogno di qualcosa. In altre parole quello che
> sembra un male in realtà è un bene.
All'inizio si`, ma ottenuta la pubblicita`, se scopro che non voglio andare a lavorare come dipendente... be', bisognera` che tiri a "far ciccia" da solo. Ovvero come autore. Insomma, nel mio caso sto rendendomi conto che l'open non e` piu` una strada molto attraente.
> La GPL non impedisce la vendita di software GPL,
Il che fa la gioia dei distributori grandi e grossi che realizzano raccolte e le usano come attrazioni a pagamento.
> Senza contare poi che
> chi fa raccolte di software in genere non si
> limita solo a questo... ma fa anche recensioni,
> ecc... quindi in realtà non paghi il software,
> paghi la recensione, il supporto, il "disturbo"
> per aver cercato, selezionato e distribuito tali
> software. Ma d'altra parte è una cosa che puoi
> fare anche tu...
Appunto.
Posso farla selezionando software altrui senza muovere un dito. E` il paradosso maxmassimo: l'autore ci si e` fatto due palle cosi` e il distributore raccoglie frutti.
> Anni
> fa ho messo su una paginetta con PayPal e vendevo
> a un paio di euro CD con software open e gratuiti
> via WEB. Alcuni, quelli che per esempio non
> avevano una connessione ADSL, me li hanno anche
> comprati (non molti, ma d'altra parte non ho
> pubblicizzato la cosa, non sono andato a spammare
> in giro,
> ecc).
Tu, ma che dire di ${famosa_rivista_a_caso}? Loro di raccolte ne vendono, ne realizzano ricavi niente male, e gli autori? Oh be', si vedono pubblicizzati...
no, non mi sembra giusto.
> - dai ai tuoi utenti la libertà di
> personalizzare i tuoi programmi, e anche di
> scegliere un altro
> sviluppatore
Appunto.
Ci trovi nulla di autodistruttivo?
> - dai a te stesso la possibilità di conoscere
> altri sviluppatori che vogliono partecipare al
> tuo progetto ed imparare a tua volta da
> loro
Mah, facciamo che vado su un bel forum e ci conosciamo li`.
> - dai alle varie riviste del settore il permesso
> di distribuire il tuo lavoro, e quindi di
> pubblicizzarti (pubblicità che in futuro puoi
> usare per i tuoi
> scopi)
All'inizio, forse, puo` farti piacere pensare al futuro. Ma anche qualcosa per aiutarti a andare avanti nell'immediato non sarebbe sgradito. Ai tempi in cui spedivo segatine per l'Amiga sulla rubrica PD Sowftare di MC, passata la selezione ti arrivava dalla Technomedia almeno un piccolo assegno di centomila lire che chiamavano "gettone di presenza". Per loro sara` anche stata una briciola, ma era gia` un modo per riconoscere il valore dello sviluppatore indipendente a cui attingevano.
> - se il tuo progetto è interessante e attira
> sviluppatori può crescere ben al di là di quanto
> speri e di quanto potresti mai fare da
> solo
Ehm... scusa, ma se ci guadagno direttamente, poi posso anche permettermi di cercare aiuto a pagamento, ovvero di associarmi ad altri per spartire i proventi. Il tutto restando in prima linea lungo la catena di vendita, non regalando a qualcun'altro, in virtu` della sua maggior capacita` distributiva, l'indotto del mio software per poi sperare che mi assuma per fare manutenzione.
> Poi se ci pensi... perché qualcuno dovrebbe
> pagare caio e non te?
Che ne so, ma perche` dovrei permetterlo quando posso almeno provare a evitarlo, tenendomi i diritti d'autore? Almeno ci provero`, specie nell'ottica di un progetto che secondo me rischia molto, se apre il codice. Poi magari andra` a finire che mi rendero` conto di aver fatto una cazzata e lo apriro`.
Be', vado a letto...-
Re: Licenze OpenSource vs ProprietarieScritto daNon Autenticatoil 2010-11-19 14:46:00.0 alle 2010-11-19 14:46:00.0Il fatto che, ad esempio, Klein Haneveld non si sentisse motivato a portare avanti la macchina virtuale per Linux perché Linoleum non era GPL (e solo perché non permetteva fork) dovrebbe essere stata una lezione: che Linoleum è meglio GPL.
Se l'intero sistema di sviluppo centrato intorno a Linoleum, la macchina virtuale per Windows, quella per Linux e il microkernel che permette di farlo girare senza sistemi operativi, è GPL, attrarrà molti più sviluppatori. Ad un certo punto i propri figli crescono e diventano autonomi.
Quanto ai prodotti realizzati con Linoleum, puoi farli nell'uno e nell'altro modo. Se realizzi un megagioco eccezionale potresti venderlo inizialmente chiuso, con la promessa di aprire il motore una volta guadagnato abbastanza; se si tratta di un giochino per una nicchia di appassionati potrebbe essere meglio uno schema di prevendita come dicevo a yoda: realizzi un demo e raccogli sottoscrizioni, e raccolto un tot ai sottoscrittori regali il prodotto finito.-
Re: Licenze OpenSource vs ProprietarieSono d'accordo su tutto, ma piu` specificamente:
> Il fatto che, ad esempio, Klein Haneveld non si
> sentisse motivato a portare avanti la macchina
> virtuale per Linux perché Linoleum non era GPL (e
> solo perché non permetteva fork) dovrebbe essere
> stata una lezione: che Linoleum è meglio
> GPL.
Be', c'erano alcune altre persone che avevano preso contatto con me per offrirsi di tradurlo comunque, anche se Peterpaul era stato l'unico ad "esporsi". Questo quando era sotto WPL. Tuttavia, si`, e` vero, Linoleum sta meglio sotto GPL: puo` trarne vantaggi molto piu` significativi dei tre euri (forse) in dieci anni che otterrebbe da un'improbabile licenza a pagamento. Ma non ho mai avuto intenzione di venderlo o farci soldi: avevo ed ho altri motivi per svilupparlo, piu` personali e meno venali. Lo sai, la WPL serviva solo come un (a posteriori, patetico) tentativo di proteggerlo da eventuali fork troppo radicali.
Poi, fra l'altro, con Linoleum 2 un fork piuttosto radicale l'ho fatto io stesso.

> Quanto ai prodotti realizzati con Linoleum, puoi
> farli nell'uno e nell'altro modo. Se realizzi un
> megagioco eccezionale potresti venderlo
> inizialmente chiuso, con la promessa di aprire il
> motore una volta guadagnato abbastanza; se si
> tratta di un giochino per una nicchia di
> appassionati potrebbe essere meglio uno schema di
> prevendita come dicevo a yoda: realizzi un demo e
> raccogli sottoscrizioni, e raccolto un tot ai
> sottoscrittori regali il prodotto
> finito.
Oh ecco, questi sono modelli che cominciano a piacermi: dove sei TU a prendere l'iniziativa, non a passare la palla a un distributore che nella sua magnanimita`, FORSE riconoscera` il tuo valore di autore SOLO perche` conosci bene il prodotto sul piano tecnico. Questo e` un tagliarsi le palle, o come diceva csoe, fare il lemming. O come diceva chi discuteva sulla wiki, una "race to the bottom" a svalutare i propri diritti. In caso di applicazioni finite, mi sembra una cappellata bestiale e gratuita.-
Re: Licenze OpenSource vs ProprietarieScritto daNon Autenticatoil 2010-11-19 19:15:00.0 alle 2010-11-19 19:15:00.0> Sono d'accordo su tutto, ma piu` specificamente:
>
> > Il fatto che, ad esempio, Klein Haneveld non si
> > sentisse motivato a portare avanti la macchina
> > virtuale per Linux perché Linoleum non era GPL
> (e
> > solo perché non permetteva fork) dovrebbe essere
> > stata una lezione: che Linoleum è meglio
> > GPL.
>
> Be', c'erano alcune altre persone che avevano
> preso contatto con me per offrirsi di tradurlo
> comunque, anche se Peterpaul era stato l'unico ad
> "esporsi". Questo quando era sotto WPL.
> Tuttavia, si`, e` vero, Linoleum sta
> meglio sotto GPL: puo` trarne vantaggi molto piu`
> significativi dei tre euri (forse) in dieci anni
> che otterrebbe da un'improbabile licenza a
> pagamento. Ma non ho mai avuto intenzione di
> venderlo o farci soldi: avevo ed ho altri motivi
> per svilupparlo, piu` personali e meno venali. Lo
> sai, la WPL serviva solo come un (a posteriori,
> patetico) tentativo di proteggerlo da eventuali
> fork troppo
> radicali.
>
> Poi, fra l'altro, con Linoleum 2 un fork
> piuttosto radicale l'ho fatto io stesso.
>
>
> > Quanto ai prodotti realizzati con Linoleum, puoi
> > farli nell'uno e nell'altro modo. Se realizzi un
> > megagioco eccezionale potresti venderlo
> > inizialmente chiuso, con la promessa di aprire
> il
> > motore una volta guadagnato abbastanza; se si
> > tratta di un giochino per una nicchia di
> > appassionati potrebbe essere meglio uno schema
> di
> > prevendita come dicevo a yoda: realizzi un demo
> e
> > raccogli sottoscrizioni, e raccolto un tot ai
> > sottoscrittori regali il prodotto
> > finito.
>
> Oh ecco, questi sono modelli che cominciano a
> piacermi: dove sei TU a prendere l'iniziativa,
> non a passare la palla a un distributore che
> nella sua magnanimita`, FORSE riconoscera` il tuo
> valore di autore SOLO perche` conosci bene il
> prodotto sul piano tecnico. Questo e` un
> tagliarsi le palle, o come diceva csoe, fare il
> lemming. O come diceva chi discuteva sulla wiki,
> una "race to the bottom" a svalutare i propri
> diritti. In caso di applicazioni finite, mi
> sembra una cappellata bestiale e gratuita.
Perché, se ho ben capito, hai un dilemma. Va bene rendere GPL Linoleum e relative librerie e moduli di esecuzione, così l'entourage di sviluppatori che vi si è formato intorno garantirà l'esistenza di software di qualità.
Ma tu vorresti creare un videogioco e renderlo closed, in modo da guadagnarci qualcosa, solo che hai paura che gli altri non capiscano i motivi di una scelta così venale (a me pensare ai propri interessi non fa schifo, ma non tutti la pensano così e se non sei un santone con le stimmate gridano al tradimento).
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Re: Licenze OpenSource vs ProprietarieScritto daNon Autenticatoil 2010-11-19 14:33:00.0 alle 2010-11-19 14:33:00.0> Ma con la GPL non e` che t'inculi da solo, in
> quanto sviluppatore? Concentrati un attimo su
> questo: da autore del prodotto con diritti
> esclusivi sulla sua distribuzione, passi ad
> essere uno che conosce bene il prodotto sul piano
> tecnico, in competizione con chiunque altro abbia
> il tempo e la voglia di analizzarne i sorgenti.
> Da questo punto di vista non ti dai la zappa sui
> piedi? Non ti prendi a martellate sui coglioni?
>
>
> Piu` che altro a me resta impressa una cosa,
> quando vado in edicola: le riviste che accorpano
> software open in raccolte, si trovano a fare da
> distributori a pagamento di software i cui autori
> hanno dato via i loro diritti a distribuire. Ma
> questo ti sembra
> giusto?
>
> La GPL fa senz'altro un favore all'utente, ma io
> sto cercando di vederla dal punto di vista dello
> sviluppatore. Ci sara` anche modo di trarre
> vantaggi comunque dall'essere autori, ma l'arma
> piu` potente, il copyright, viene svenduta a
> priori.
Il problema però non è dovuto alla GPL in sé, ma alla disponibilità di software gratuito. La GPL permette anche di farsi pagare, però se chiedi venti dollari per un programma i compilatori delle raccolte da distribuire nelle edicole sceglieranno un altro programma.
Anch'io per necessità gattoselvatiche non pago mai un programma, scelgo sempre roba gratuita. Dovessi pagare venti dollari qui, 29.99 là, la cassetta con su scritto "dentista" non vedrebbe mai nulla.-
Re: Licenze OpenSource vs Proprietarie> Il problema però non è dovuto alla GPL in sé, ma
> alla disponibilità di software gratuito. La GPL
> permette anche di farsi pagare, però se chiedi
> venti dollari per un programma i compilatori
> delle raccolte da distribuire nelle edicole
> sceglieranno un altro
> programma.
No no, e` proprio dovuto alla GPL, che sancisce che chiunque entri in possesso del software debba ereditare dal distributore anche il codice e i diritti a distribuirlo. Se vendi un software GPL a 20 dollari, tutti quelli che lo comprano possono scegliere di redistribuirlo gratis, e tu resti li` a fare il bischero che lo fa pagare 20 dollari. Il software non e` invendibile di per se`: lo diventa una volta che si rinuncia ai diritti che consentono, all'atto pratico, di venderlo.
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