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    il 2007-05-03 19:30:00.0 alle 2007-05-03 19:30:00.0
    Trollate totali: 1528
    Capolavori del passato
    Sono commosso. In lacrime

    Avveleneide

    Cantami o diva de l' invalnato
    la vita funesta che infinite
    addusse ai topocani risate
    dal triste giorno in cui è nato.

    Dunque si giunga a narrarsi
    che un giorno il dimonio
    stufo del suo matrimonio
    un rospo intese trombarsi.

    Dal connubio orrendo
    un frutto alfine giunse
    che lo' nferno espunse
    con impeto tremendo.

    Salito sulla terra alfine
    e scambiato per un ratto
    sulla base di tal fatto
    venne nomato topocane.

    Erasi alfine assestato
    con fatica sul novo suolo
    che produsse fiero duolo
    e divenne così Invalnàto.

    Narrasi che una donzella
    un dì vedendo quel coso
    così brutto e verrucoso
    si commosse, la poverella.

    Nella fiaba a torto fidando
    un bacio a dargli si accinse
    ma il tristo fiele così attinse
    e morì il veleno inalando.

    Dal triste epilogo colpito
    alla logica quindi si volse
    e qui mal gliene incolse
    da diabolo loico assalito.

    Chè il gran re de l' inferno
    il dimonio che è suo parente
    temendo guai da l' assente
    un demone mandò all' esterno.

    Era questo gran diavolone
    maestro di retorica e loica,
    a tempo perso informatica
    e raggiri per ogni occasione.

    Salì dunque in fra le fiamme
    a trovare il novo studente.
    Come lo vide accidente
    lo colse a vederne le zanne.

    Ma si accinse comunque
    ad istruire il tristo figuro
    e a tozzarne il cranio duro
    per cacciarvi nozioni ardue.

    Stanco alfine dei fallimenti
    grave minaccia produsse
    che a capire si decidesse,
    il chiul porgesse altrimenti.

    Invalnato si mise a delirare
    mille questioni intrecciando.
    Scocciato il chiul snudando
    il diabolo lo ebbe a spanare.

    Godendo il tristo messere
    il mestiere infine cambiò
    e lungo i viali passeggiò
    dei travoni facendosi alfiere.

    Avvè Satan Avvè Satan Aleppe

    cominciò il Travve con la voce chioccia;
    e quel savio gentil, che tutto seppe,
    disse per allegrarmi: "Non ti noccia
    schifarlo; chè per quanto brutto,
    non ci morderà a tirargli questa roccia".
    Poi si rivolse ed emise un rutto,
    e disse: "Taci, maladetta criatura;
    o ti picchierò da per tutto.
    Non è senza cagion la caratura
    di codesto sasso, ma le palle
    lo userò per pestartele di brutto".
    Quali dal vento le gonfiate vele
    caggiono avvolte, poi che l' alber fiacca,
    tal cadde a terra la fiera crudele.

    Avve e Caronte

    Ed ecco venir a lui per nave
    un vecchio, bianco per antico pelo,
    gridando: "Guai a voi, anime prave!
    Non isperate mai veder lo cielo:
    i' vegno a menarvi a l' altra riva
    e a spanarvi il chiul, con questo palo.
    E tu che se' costì, anima travva
    snuda il chiulone e statti in caldo".
    Ma come vide che il chiul non scopriva
    disse: "Il tuo didietro è in saldo
    e poco vale dunque non sperare
    di salvarti facendo lo spavaldo".
    E 'l truce lui: "Caròn , non ti crucciare:
    vuolsi così colà dove si puote
    che tu a l' avve abbia il chiulon spanare".
    Quinci fuor quete le lanose gote
    al nocchier de la livida palude,
    che 'ntorno a l' usèl avea di fiamme rote.
    Ma quel dimonio, ch' era grosso e rude
    afferrò il rio e tostò l' impalò
    ratto che intese le parole crude.
<softv>

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