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Non Autenticato
il 2018-02-28 03:27:06.0 alle 2018-02-28 03:27:06.0
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> > Gatto sarà misurato e calmo finché vuoi, ma per sua stessa ammissione quando gli si tocca la "patria" va in escandescenza e comincia ad avere fantasie violente.
>
> Non è banalmente la "patria". Se qualcuno tenta di distruggere il mio mondo monto sul piede di guerra. Io non sono solo quel che sono adesso ma anche i miei ricordi, le cose che mia madre mi ha raccontato di mio bisnonno, quelle che ho studiato a scuola sugli antichi e cos' via. Chi cerca di fare piazza pulita di qualcosa che appartiene a questo mondo aggredisce me.
Anche le persone colpite da Traini hanno una loro storia, un loro mondo.
E per quanto la loro storia sia diversa dalla tua, la tua storia e la loro ha in comune determinate cose, ma in tempi diversi: la guerra e la povertà.
E loro hanno regito alla guerra e alla povertà in un mondo analogo in cui gli italiani hanno fatto quando avevano gli stessi problemi e come fanno anche oggi: emigrando.
La mia intenzione però non sta nel produrre una storia strappalacrime, ma nel ragionare su una semplice questione logica, che tu hai tagliato dal mio precedente post...
"La prossima volta che un Italiano compie un omicidio in Ticino, vado in giro con la pistola a sparare a ogni italiano che trovo per strada.
Se tu dovessi passare da quelle parti e essere colpito, non scordarti di dire poi ai giornalisti (se sopravvivi) che Mattia è un eroe nazionalista che difende la patria."
E adesso tu magari mi verrai a dire che non hai alcuna intenzione di emigrare... ma tralasciando il fatto che il Mattia nazionalista pistolero non distingue tra turisti e immigrati (regolari e non) perché semplicemente spara a chi identifica come italiano, come Traini ha fatto con i negri, la storia strappalacrime che ho messo sopra serve a ricordare che l'emigrazione non sempre è una scelta, ma a volte una scelta obbligata che alcune persone prendono quando qualcuno o qualcosa rende difficile vivere serenamente nella loro terra... e sebbene le bombe e la guerra siano una parte di questo, c'è molto altro in ballo, come ad esempio far parte di una categoria perseguitata da un dittatore (tanto per fare un esempio tra i possibili).
Il discorso non sta nel rietenere ingenuamente che una nazione può accogliere e salvare tutti, ma semplicemente nel capire le motivazioni di chi emigra. Respoingere e rimpatriare chi non ha il permesso di farlo e allo stesso tempo condannare la guerra tra i poveri, contro persone innocenti (fino a prova contraria) come ha fatto Traini.
> > Gatto sarà misurato e calmo finché vuoi, ma per sua stessa ammissione quando gli si tocca la "patria" va in escandescenza e comincia ad avere fantasie violente.
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> Non è banalmente la "patria". Se qualcuno tenta di distruggere il mio mondo monto sul piede di guerra. Io non sono solo quel che sono adesso ma anche i miei ricordi, le cose che mia madre mi ha raccontato di mio bisnonno, quelle che ho studiato a scuola sugli antichi e cos' via. Chi cerca di fare piazza pulita di qualcosa che appartiene a questo mondo aggredisce me.
Anche le persone colpite da Traini hanno una loro storia, un loro mondo.
E per quanto la loro storia sia diversa dalla tua, la tua storia e la loro ha in comune determinate cose, ma in tempi diversi: la guerra e la povertà.
E loro hanno regito alla guerra e alla povertà in un mondo analogo in cui gli italiani hanno fatto quando avevano gli stessi problemi e come fanno anche oggi: emigrando.
La mia intenzione però non sta nel produrre una storia strappalacrime, ma nel ragionare su una semplice questione logica, che tu hai tagliato dal mio precedente post...
"La prossima volta che un Italiano compie un omicidio in Ticino, vado in giro con la pistola a sparare a ogni italiano che trovo per strada.
Se tu dovessi passare da quelle parti e essere colpito, non scordarti di dire poi ai giornalisti (se sopravvivi) che Mattia è un eroe nazionalista che difende la patria."
E adesso tu magari mi verrai a dire che non hai alcuna intenzione di emigrare... ma tralasciando il fatto che il Mattia nazionalista pistolero non distingue tra turisti e immigrati (regolari e non) perché semplicemente spara a chi identifica come italiano, come Traini ha fatto con i negri, la storia strappalacrime che ho messo sopra serve a ricordare che l'emigrazione non sempre è una scelta, ma a volte una scelta obbligata che alcune persone prendono quando qualcuno o qualcosa rende difficile vivere serenamente nella loro terra... e sebbene le bombe e la guerra siano una parte di questo, c'è molto altro in ballo, come ad esempio far parte di una categoria perseguitata da un dittatore (tanto per fare un esempio tra i possibili).
Il discorso non sta nel rietenere ingenuamente che una nazione può accogliere e salvare tutti, ma semplicemente nel capire le motivazioni di chi emigra. Respoingere e rimpatriare chi non ha il permesso di farlo e allo stesso tempo condannare la guerra tra i poveri, contro persone innocenti (fino a prova contraria) come ha fatto Traini.