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    il 2025-09-11 12:29:21.0 alle 2025-09-11 12:29:21.0
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    Il mio percorso politico
    Non sono mai stato socialista!

    Al liceo un mio amico che fece una tesi sul marxismo continuava a parlarmi di sta cosa. L'idea che mi feci è che si trattasse di gente con buone intenzioni ma senza un piano valido. Chiunque può dire di voler risolvere il problema della fame nel mondo, ma tra il dirlo e il farlo ce ne passa di acqua sotto i ponti!

    Comunque a quei tempi, grazie al mio amico, avevo solo compreso cosa fosse il comunismo sulla carta, ma non conoscevo ancora il suo volto reale come adesso.
    Se sulla carta sembra un'utopia, nel mondo reale è una minaccia come il nazifascismo.

    Questo è il comunismo nel mondo reale.






    Il tizio che ha creato un mio clone senza chiedermi il permesso (@Remunigerin) può dire finché vuole che quelli non sono veri comunisti, ma quelli che si identificano come tali nel mondo reale sono così.

    La mia valutazione su quegli scarafaggi è molto semplice: bisogna sbatterli in cella insieme ai nazifascisti e buttare via la chiave. Gente che ti aggredisce perché difendi uno staterello innocente aggredito da un regime neonazista come quello di Putin strappando la bandiera dell'Ucraina cos'altro merita? Sono dei vermi schifosi che non possono vivere in una democrazia liberale!



    Quando ero 20enne, tuttavia, benché odiassi i socialdemocratici e movimenti politici connessi come quello LGBT (non perché fossi fascista, ma perché gratta gratta sotto un socialdemocratico ci trovi un fascista, e io ero molto incazzato per il fatto che quei finti liberali fossero gli unici che avevano la forza per contrastare il fascismo), avevo comunque delle idee che si potevano classificare come "socialdemocratiche": una combinazione tra ideali liberali e statalisti. Dritti civili + self-ownership + abbondante intervento statale nell'economia.

    La mia idea allora era simile all'idea ingenua di @CapitanFracassa: pensavo che i servizi pubblici fossero molto più convenienti di quelli privati perché questi ultimi devono fare profitto e che quindi in tutti i servizi indispensabili ci dovesse essere un intervento statale attivo.

    Però sapete com'è, io a differenza di altre persone ideologizzate, ho il brutto vizio di fare fact-checking e di studiare e di cambiare idea quando le mie credenze si rivelano sbagliate.
    Da quando ero 20enne a oggi ho studiato/imparato un po' di cose e non credo più a queste teorie.

    Un esempio tra tanti: quando in Svizzera, più precisamente in Ticino, la clinica privata offriva tamponi a 130 franchi/euro (il cambio è praticamente 1:1) mentre l'ospedale pubblico di proprietà del cantone li faceva pagare 200 franchi/euro... bhe, che cazzo di altra evidenza serve per capire che la teoria di CapitanFracassa è sbagliata?
    A volte effettivamente i servizi pubblici costano meno perché hanno a disposizione fondi pubblici che gli permettono di tenere i prezzi più bassi per l'utente, ma la stessa identica cosa la possono fare i privati se hanno fondi pubblici.
    Prova a mettere servizi pubblici e servizi privati nelle stesse condizioni (entrambi senza fondi pubblici oppure entrambi con fondi pubblici) e a quel punto puoi fare un confronto reale! Questo confronto lo puoi fare in Svizzera perché sia gli ospedali pubblici che quelli privati fatturano alla cassa malati, e dispongono degli stessi fondi pubblici.

    Una teoria poi che è diffusa tra i socialdemocratici è che se un servizio costa meno è perché i lavoratori sono pagati male.
    È una teoria, questa, che viene smentita proprio dal caso riportato sopra: gli stipendi nell'ospedale pubblico ticinese (col tampone a 200 franchi/euro) e quelli della clinica privata (col tampone a 130 franchi/euro) sono uguali perché si rifanno entrambi ai contratti collettivi nazionali.

    Vi dirò di più: i supermercati discount come Lidl e Aldi qui in Svizzera hanno stipendi più alti rispetti a supermercati svizzeri storici e tradizionali come Migros (500 franchi/euro in più al mese).


    Questi sono i motivi principali per cui ho superato la socialdemocrazia, ma sono anche abbastanza allergico a discorsi di gente come @GianlucaC. e @pomo-pèro che ritengono che, almeno in campo artistico, le cose che vengono fatte allo scopo di essere vendute sono automaticamente inferiori a quelle non commerciali. Questa idea che il mercato sporchi le cose secondo me è connessa al mondo di sinistra. Deriva dall'idea che il capitalismo sia cattivo.


    Insomma, non sono mai stato socialista, al massimo socialdemocratico, e credo si sia capito che adesso non sono più nemmeno quello. Ho idee liberali sia a livello di diritti civili che a livello economico.

    Da dove sorge allora l'idea "Robert Owen è un socialista"? Semplice dal fatto che c'è gente come @novis e @Antonio Banderas che a differenza mia non studia e quindi resta sempre ferma ai suoi pregiudizi.

    La questione è che io supporto sussidi statali come:
    - Reddito minimo garantito
    - Borse di studio (@Iohannes68 si fa una sega)
    - Riduzione dei premi dell'assicurazione sanitaria per le persone a basso reddito

    Non avendo studiato come me (e come Iohannes68) non sanno che i sussidi statali sono una cosa liberale, perché sono uno strumento che permette di affrontare il problema della povertà senza servizi pubblici.

    L'ideale liberale purista/integralista in ambito scolastico ad esempio sarebbe che tutte le scuole siano private (abolizione totale della scuola pubblica) e che grazie alle borse di studio statali vengono garantite a tutti opportunità minime.
    Sistema analogo nel servizio sanitario: tutto privato, ma con accesso universale.

    Pensioni completamente private, ma col reddito minimo garantito si aiutano i pensionati con una pensione troppo bassa per sopravvivere.

    Molti liberali però non sono così puristi/integralisti e accettano la scuola pubblica e la sanità pubblica, ma purché vengano messe in equa concorrenza con il privato, come in Svizzera dove puoi confrontare le tariffe dell'ospedale pubblico con quelle della clinica privata. Sistemi dove c'è l'informazione del prezzo!
    Io appartengo al gruppo liberale non integralista: servizi pubblici ok, ma in equa concorrenza!

    Ora, uno che afferma che bisogna abolire ogni sostegno statale al cittadino, compresi i servizi universali come scuola e sanità, non è un liberale. O è un qualcosa che si avvicina a un anarcocapitalista, o molto più semplicemente è un figlio di puttana!
    Ci sono un sacco di fascisti in giro che non c'entrano una minchia col pensiero libertario ma che sostengono queste puttanate. Gente che magari vuole vietare il gay pride e che sostiene Putin, ma che vorrebbe abolire ogni sostegno statale in campo economico perché è ben sistemata.

    @ciddo è un libertario al 100%, Antonio Banderas è un fascistello ben sistemato e novis è una via di mezzo (non è autoritaria come Banderas, è un po' più liberale, ma comunque è una che abolirebbe le imposte da un lato e vieterebbe l'eutanasia dall'altro, una roba abbastanza idiota!).


    Questo è uno dei motivi per cui mi danno del socialista (il fatto che non hanno studiato la teoria liberale e non sanno che prevede i sussidi come strumento per liberalizzare il sistema economico).

    L'altro motivo invece è che ho argomentato vigorosamente contro le teorie anarcocapitaliste. ciddo e novis cercano di far passare l'idea che il vero liberalismo sia l'anarcocapitalismo. Nel loro tentativo di ridefinire i termini, chiamano socialisti i liberali che rifiutano l'anarcocapitalismo.
    In realtà se sei liberale è perfettamente normale che rifiuti l'anarcocapitalismo, dato che si tratta di due cose diverse!

    Qui si inserisce anche il discorso riguardante la regolamentazione statale delle norme del lavoro. Io sono favorevole a condizioni minime stabilite dalle leggi statali.
    Non intendo gli stipendi (che sono relativi), ma le altre cose, tipo le norme di sicurezza sul lavoro. Per me ad esempio non deve essere permesso a un'azienda di far lavorare qualcuno a contatto con polveri o gas nocivi senza dargli le adeguate protezioni per evitare l'intossicazione!

    Ovviamente la maggior parte dei liberali stanno con me, ma per gli anarcocapitalisti sociopatici trattare i lavoratori come merda è perfettamente accettabile, e visto che loro sono i "veri liberali", noi liberali normali per loro siamo socialisti.



    Concludo: tra tutte le mie idee ce ne sono solo due che sono antiliberali:
    - Il voler abolire la proprietà della natura e della terra
    - Lo scetticismo nei confronti della libertà di espressione


    La prima cosa è antiliberale solo in parte, perché ad esempio i liberali italiani di oggi difendono la terra demaniale e quindi la spiaggia libera, però effettivamente non vanno in fondo come me su questa questione e quando arrivi agli estremi a cui arrivo io posso accettare che si consideri una posizione antiliberale. Socialista però no, perché non sostengo l'abolizione della proprietà privata dei mezzi di produzione, e questo è il cuore pulsante del socialismo.

    Lo scetticismo nei confronti della libertà di espressione risiede nel fatto che lasciar parlare liberamente fascisti, nazisti, rossobrunati, comunisti e feccia del genere significa potenzialmente arrivare alla distruzione della democrazia liberale, e quindi di tutti quei bei diritti che piacciono ai liberali.
    Infatti stiamo vedendo che la propaganda di questi scarti dell'umanità attecchisce parecchio bene sulla popolazione, quindi è inutile che mi si venga a dire che è una cosa innocua.

    Per me il liberalismo deve autopreservarsi! Self-ownership costituzione, cani antifascisti davanti al parlamento e fascisti in galera! E che dio sia con noi!

    **Modificato dall'autore il 11.09.2025 12:46**
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      il 2025-09-13 16:56:46.0 alle 2025-09-13 16:56:46.0
      Re: Il mio percorso politico
      > Al liceo un mio amico che fece una tesi sul marxismo continuava a parlarmi di sta cosa. L'idea che mi feci è che si trattasse di gente con buone intenzioni ma senza un piano valido. Chiunque può dire di voler risolvere il problema della fame nel mondo, ma tra il dirlo e il farlo ce ne passa di acqua sotto i ponti!

      Da un punto di vista pratico il marxismo è una teoria economica. Meno efficiente del capitalismo, perché il profitto privato incentiva meglio le persone a fare, e il fare - nel bene e nel male - è il motore dell'economia.

      Si noti che io non sono un estimatore dell'economia in generale e in particolare di quella attuale, ma il marxismo non è un'alternativa ad essa. Capitalismo e comunismo distruggono entrambi l'ambiente, credono nel progresso e così via.

      > Questo è il comunismo nel mondo reale.

      Il comunismo funziona perfettamente in contesti un cui tutti sono d'accordo, ad esempio un monastero, ma nella società richiede di essere imposto con la forza.

      > Da quando ero 20enne a oggi ho studiato/imparato un po' di cose e non credo più a queste teorie.

      Io non credo più a nessuna teoria in politica. Ogni teoria rappresenta un interesse e ne costituisce una razionalizzazione. Voglio pagare meno tasse? Creo una teoria in cui pagare poche tasse è un toccasana per tutti. Voglio tanti servizi? Creo una teoria in cui pagare tasse alte per una moltitudine di servizi è un toccasana per tutti.

      Ognuno di questi interessi può essere legittimo e pacifico, ma tra i vari interessi dev'esserci equilibrio e credere nele teorie impedisce di ottenerlo.

      > Un esempio tra tanti: quando in Svizzera, più precisamente in Ticino, la clinica privata offriva tamponi a 130 franchi/euro (il cambio è praticamente 1:1) mentre l'ospedale pubblico di proprietà del cantone li faceva pagare 200 franchi/euro... bhe, che cazzo di altra evidenza serve per capire che la teoria di CapitanFracassa è sbagliata?
      > A volte effettivamente i servizi pubblici costano meno perché hanno a disposizione fondi pubblici che gli permettono di tenere i prezzi più bassi per l'utente, ma la stessa identica cosa la possono fare i privati se hanno fondi pubblici.
      > Prova a mettere servizi pubblici e servizi privati nelle stesse condizioni (entrambi senza fondi pubblici oppure entrambi con fondi pubblici) e a quel punto puoi fare un confronto reale! Questo confronto lo puoi fare in Svizzera perché sia gli ospedali pubblici che quelli privati fatturano alla cassa malati, e dispongono degli stessi fondi pubblici.

      Questo è molto interessante, perché sostengo la parità fra enti pubblici e privati.


      > Molti liberali però non sono così puristi/integralisti e accettano la scuola pubblica e la sanità pubblica, ma purché vengano messe in equa concorrenza con il privato, come in Svizzera dove puoi confrontare le tariffe dell'ospedale pubblico con quelle della clinica privata. Sistemi dove c'è l'informazione del prezzo!
      > Io appartengo al gruppo liberale non integralista: servizi pubblici ok, ma in equa concorrenza!

      D'accordo!


      > Concludo: tra tutte le mie idee ce ne sono solo due che sono antiliberali:
      > - Il voler abolire la proprietà della natura e della terra
      > - Lo scetticismo nei confronti della libertà di espressione

      Sulla prima non sono d'accordo, però lo stato dovrebbe comprare territorio a scopi conservazionistici. Invece in Italia lo stato si è disfato di molti beni naturali, e quando li ha in proprietà li gestisce male.

      > Lo scetticismo nei confronti della libertà di espressione risiede nel fatto che lasciar parlare liberamente fascisti, nazisti, rossobrunati, comunisti e feccia del genere significa potenzialmente arrivare alla distruzione della democrazia liberale, e quindi di tutti quei bei diritti che piacciono ai liberali.
      > Infatti stiamo vedendo che la propaganda di questi scarti dell'umanità attecchisce parecchio bene sulla popolazione, quindi è inutile che mi si venga a dire che è una cosa innocua.

      Io invece sono per la libera espressione all'americana, ma quando qualcuno dice una sciocchezza altri devono avere la possibilità di confutarlo. Non dico analizzare la montagna di merda, ma rispondergl icose come "Ma davvero credi in questa montagna di merda?".

      Quanto alla popolazione, la maggior parte riduce le sue opinioni allo star bene. Sta bene economicamente? È moderata, paciosa, fiduciosa, scettica verso i cambiamenti. Non sta bene? Si attacca a tutte le proteste che trova.
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        il 2025-09-19 11:49:44.0 alle 2025-09-19 11:49:44.0
        Trollate totali: 9886
        Re: Il mio percorso politico
        Scritto da:
        > Io non credo più a nessuna teoria in politica. Ogni teoria rappresenta un interesse e ne costituisce una razionalizzazione. Voglio pagare meno tasse? Creo una teoria in cui pagare poche tasse è un toccasana per tutti. Voglio tanti servizi? Creo una teoria in cui pagare tasse alte per una moltitudine di servizi è un toccasana per tutti.

        Non è così. Esiste il BENE OGGETTIVO, e ha spiegato John Rawls (per me uno dei migliori filosofi liberali) come fare a intuirlo.

        Immagina che prima di venire al mondo sei in un limbo. Non sai se sarai maschio o femmina, nero o bianco, omosessuale o eterosessuale o pedofilo, di famiglia povera o di famiglia ricca.
        Ebbene, non sapendo cosa sarai, devi immaginare una società in cui starai bene indipendentemente dal gruppo a cui apparterrai.

        I diritti civili uguali per tutti sono una parte della soluzione, ma poi resta sul tavolo che non sai se sarai ricco o povero.
        Per risolvere quest'ultima questione, occorre lo stato sociale.


        Tu parli di servizi statali, che è una soluzione socialista, ma i liberali classici hanno spiegato qual è il problema dei servizi statali: che si basano su pratiche monopolistiche. Ad esempio, tu vieni tassato e i tuoi soldi vengono messi nella scuola pubblica, e se questa fa cagare, devi metterci altri soldi di tasca tua per andare in quella privata.

        Quindi la soluzione perfetta è quella liberale classica: stato sociale senza servizi statali, oppure con servizi statali in equa concorrenza.
        Lo stato non mette i soldi direttamente nella scuola pubblica, ma dà ai cittadini delle borse di studio che possono spendere dove preferiscono.

        Se scegli la scuola pubblica hai la garanzia che non dovrai mettere nemmeno un centesimo di tasca tua. Se scegli una scuola privata che non costa più di quella statale idem. Se invece scegli una scuola privata costosa, devi mettere la differenza di tasca tua.

        Lo stesso modello si applica alla sanità: assicurazione universale che ti permette di scegliere il fornitore di prestazioni. Sia le strutture pubbliche che quelle private possono convenzionarsi con il sistema assicurativo universale. Le strutture pubbliche devono farlo per legge, mentre i privati lo fanno se vogliono (l'esperienza svizzera insegna che la maggior parte scelgono di convenzionarsi).

        Lo stato sociale liberale è la massimizzazione del BENE COMUNE teorizzato da Rawls.



        Alla riflessione sopra viene obiettato che in realtà, nel mondo reale, tu non devi prendere decisioni nel limbo. Sai esattamente chi sei. Quindi se ad esempio sei bianco, perché non dovresti supportare la schiavitù dei neri, da cui i bianchi possono trarre profitto?
        L'argomento "perché devi essere altruista" è convincente solo se sei già altruista di partenza, dotato di empatia, ma non è convincente per gli egoisti. Se vuoi che tutti approvino una teoria, devi riuscire a spiegarlo anche agli egoisti.

        La risposta a questa osservazione è che tu non puoi prevedere come si evolverà la politica. Magari i neri si ribelleranno e tu verrai ammazzato. Magari metteranno in piedi un governo che inizia un genocidio dei bianchi per vendetta.
        In realtà quindi esiste il limbo nel mondo reale: tu sai chi sei, vero, però non sai con chi se la prenderà il governo di turno.


        In quanto alla questione ricco/povero: non puoi prevedere come la tua situazione economica si evolverà. In questo caso il limbo teorizzato da Rawls riguarda effettivamente il tuo ESSERE. Certo, se appartieni all'1% più ricco della popolazione è difficile che cadi in povertà, ma alla maggioranza delle persone può succedere, quindi le conviene difendere lo stato sociale.


        > > Concludo: tra tutte le mie idee ce ne sono solo due che sono antiliberali:
        > > - Il voler abolire la proprietà della natura e della terra
        > > - Lo scetticismo nei confronti della libertà di espressione
        >
        > Sulla prima non sono d'accordo, però lo stato dovrebbe comprare territorio a scopi conservazionistici. Invece in Italia lo stato si è disfato di molti beni naturali, e quando li ha in proprietà li gestisce male.

        Perché non sei d'accordo?

        C'è una spiaggia qui in Ticino che è stata privatizzata, e devi pagare 7 euro solo per poter entrare e metterti per terra con il TUO asciugamano.
        Se vuoi lettino + ombrellone devi pagare un extra, se vai al bar non hai diritto a nessun buono consumazione, se vuoi usare i gonfiabili nel lago devi pagare extra. A un certo punto sono persino riusciti a recintare il parco giochi dei bambini per poi far pagare un biglietto extra pure per quello!

        Non c'è nessuna piscina nel lido: c'è solo il lago.


        È da esempi come questi che ti rendi conto di quanto sia dannosa e irrazionale la proprietà della natura e della terra: è parassitismo! Annienti la libertà di movimento delle persone, per poi fargli pagare per poter esercitare un semplice diritto naturale.
        È come se uno privatizzasse l'ossigeno e poi lo facesse pagare.


        Analizza lo scenario descritto sopra senza proprietà della natura e della terra.
        Ognuno potrebbe andare liberamente in quella spiaggia, e chi vuole guadagnare dovrebbe mettersi di impegno per offrire servizi utili ai bagnanti.

        > Io invece sono per la libera espressione all'americana, ma quando qualcuno dice una sciocchezza altri devono avere la possibilità di confutarlo. Non dico analizzare la montagna di merda, ma rispondergl icose come "Ma davvero credi in questa montagna di merda?".

        Parlare coi fascisti è una cosa inutile. Non sono dotati della razionalità necessaria per comprendere gli argomenti logici.

        Karl Popper diceva che la prima strada per cercare di combattere l'intolleranza è quella del dialogo, ma se ti accorgi che il testa di cazzo in questione non ha nessuna voglia di parlare e che conosce solo il linguaggio della violenza, allora forse la strada del dialogo non è quella giusta.

        Direi che ci abbiamo provato largamente a far ragionare questi idioti, adesso basta: è arrivato il momento di rispondere alla loro violenza con la violenza!

        **Modificato dall'autore il 19.09.2025 11:54**
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