Al di là della vicenda giudiziaria – già di per sé inquietante – la figura di Andrew Tate getta una luce sul sinistro mondo della cosiddetta «manosfera», l’universo online frequentato da milioni e milioni di giovani maschi che si scambiano vedute anti-femministe al limite dell’incitazione all’odio e alla violenza.
Per questo pubblico, Tate è un ispiratore e una figura di riferimento: lui stesso si definisce sessista e misogino, sostiene che le donne devono stare a casa e che appartengono all’uomo, oltre alla necessità di avere relazioni sessuali con ragazze adolescenti in modo da dare loro una «impronta».
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