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> > Maria Zinutti invece è una che sostiene la decrescita felice. Pensa che si debba consumare di meno, produrre di meno, pianificare maggiormente l'economia (far decidere al popolo cosa produrre) e distribuire meglio le risorse.
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> Alla decrescita felice è stato dato un nome infelice.
L'aggettivo "felice" vorrebbe sottolineare che si tratti di un tipo di decrescita controllata, distinto dalla crisi economica, ma suggerisce che si tratti di una utopia per anime belle piuttosto che una teoria seria, perché quando pensi a uno felice anche quando le cose promettono male, ti viene in mente uno che si è fumato qualche erba.
Provo a spiegare che si tratta secondo me, ricorrendo come modello a quei videogiochi dove costruisci e quando hai finito lo spazio le cose iniziano ad andar male.
Abbiamo uno spazio occupato da condomini costruiti negli anni 70. Dei terreni sono stati comprati, o espropriati, a un prezzo T e i condomini vi sono stati costruiti e venduti a un prezzo C. Il guadagno C - T ha pagato architetti, ingegneri, impresari, muratori, elettricisti e tutto l'indotto. Tutta questa gente ha potuto comprarsi la macchina, il frigo, la lavatrice e hanno guadagnato anche le relative fabbriche e le famiglie dei loro operai che han potuto comprare alloggi nei condomini. WIN-WIN

La speculazione edilizia è stata una cuccagna per tutti negli anni dai 50 ai 90.
Adesso quei condomini sono lì, ogni tanto necessitano di manutenzione, non sono più completamente abitati perché i figli di chi li abitava hanno altre case altrove, e ci sono diversi cartelli VENDESI. Qualche allogio viene comprato, altri no, perché i compratori tendono a preferire case più recenti e comunque globalmente, per l'intero videogioco, la popolazione è diminuita e ci sono ormai più alloggi che abitanti.
Che fare di questi condomini?
Economisti, economicisti, liberali dicono "ci salveranno gli IMMIGRATI!" (e ci pagheranno anche le pensioni) ma gli immigrati che eventualmente possano comprare quegli alloggi non ripristinano in alcun modo il meccanismo speculativo. Anzi, sono bocche da sfamare ed, essendo state costruite molte case quando la popolazione cresceva, il territorio disponibile nel videogioco non basta a produrre cibo, vestiario, plastiche, biocarburanti, detersivi, lavatrici, frigoriferi, tutto quanto serve per la popolazione che vi incide. Per questo il governo importa risorse da altri videogiochi organizzando apposite missioni all'estero, in cambio di democrazia liberale che viene portata colà, dove, se il gioco riesce, essendo sottosviluppati si riproduce il meccanismo speculativo del boom, a beneficio anche delle Nostre Imprese che partecipano alla
spartizione ricostruzione. Dopo aver raso al suolo tutto - anche questo un esempio di decrescita, ma non felice - viene il benefico momento della ricostruzione. Liberali ed economisti banfano di attività secondarie e terziarie imprecisate che dovrebbero permettere di importare risorse sine manu militari.
Oppure, se la popolazione è diminuita, diminuire il numero delle costruzioni, fino a che non si torni al punto in cui il territorio basta a sostenere la popolazione. Concentriamo la popolazione in alcuni condomini e smantelliamo gli altri.
Prima di tutto, questo richiede un'amministrazione in grado di PIANIFICARE e prendere una decisione simile, un governo che prenda una decisione AMBIENTALISTA, non è un processo che avviene da solo come a suo tempo il boom, e l'economia pianificata non piace ai liberali che iniziano a gridare BUU per ragioni ideologiche. Sui media liberali ed economicisti iniziano ad apparire articoli contrari e che deridono l'intero principio e già che ci siamo gli ambientalisti a cui senza dubbio piacerebbe. C'è gente che andrà spostata da un condominio all'altro, magari contro la propria volontà, e convincerla a spostarsi è un problema in una società che si dice libera, e non genera consenso elettorale, a differenza della spartizione generale di beni e denari dei bei tempi del boom.
Ma anche, manca l'effetto speculativo. Posso pensare che come costruire crea lavoro, anche smantellare lo faccia, ma costruendo le spese erano pagate dalla differenza tra il prezzo dell'immobile e quello del prato, smantellando chi paga, se non le tasse? E le tasse sono impopolari.
Tutto questo per mostrare che la decrescita, sia pure pianificata e graduale, mostra dei problemi attuativi e non è una soluzione facile neppure se necessaria. E lo è, perché stiamo vivendo su un territorio che non basta a mantenerci e campiamo prendendo risorse ad altri, il che non durerà in eterno.
P.S. Prova a gettare questo sasso in Termometro politico e vediamo che succede.