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      Wakko Warner
      Wakkus Horribilis
      il 2023-11-28 09:35:38.0 alle 2023-11-28 09:35:38.0
      Trollate totali: 6779
      Re: Integrazione
      Scritto da:
      > https://www.msn.com/it-it/notizie/politica/l-imam-...

      L'occidente si renderà conto della cazzata che ha fatto quando sarà troppo tardi per porvi rimedio, e forse lo è già adesso.
      La gente non ne può più, per questo continua a tapparsi il naso e votare destra... semplicemente perché a sinistra non c'è alternativa. La sinistra gioca il gioco pericoloso del "vediamo chi è più virtuoso", e se ne frega della realtà delle cose.
      Gli Svizzeri non sono tutti ricchi - Mattia
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        Non Autenticato
        il 2023-11-28 10:58:15.0 alle 2023-11-28 10:58:15.0
        Re: Integrazione
        Scritto da: Wakko Warner
        > Scritto da:
        > > https://www.msn.com/it-it/notizie/politica/l-imam-...
        >
        > L'occidente si renderà conto della cazzata che ha fatto quando sarà troppo tardi per porvi rimedio, e forse lo è già adesso.
        > La gente non ne può più, per questo continua a tapparsi il naso e votare destra... semplicemente perché a sinistra non c'è alternativa. La sinistra gioca il gioco pericoloso del "vediamo chi è più virtuoso", e se ne frega della realtà delle cose.

        A Chieri nell'ultimo anno c'è stata un'impennata di presenze di arabi e africani, li vedi dappertutto. Danno loro un'abitazione, delle sovvenzioni, bonus per fare figli e per l'asilo nido (lo suppongo perché in comune sento cosa si dice nelle scrivanie accanto). Danno anche dei lavori, vedi impiegate immigrate allo sportello del CUP e altri, qundi nemmeno dire "fanno i lavori che gli italiani choosy e bamboccioni non vogliono fare" perché la maggior parte degli italiani ucciderebbe il vicino di casa per un posto allo sportello.
        Vorrei chiedere a che gioco giochiamo, ma non c'è nessuno per farlo e nessun posto dove farlo.

        Questa cattosinistra è come quelli che a suo tempo hanno fatto entrare i Goti nell'impero romano.

        Perché per arginare un'invasione devo votare uno come Salvini che su tutto il resto sostiene posizioni antitetiche alle mie? Ammesso che lo si faccia, non mi sembra che il governo di destra stia ottenendo granché, se i comuni di sinistra remano in senso opposto. L'immigrazione è l'ambientalismo di destra, riscuote a livello politico la stessa considerazione che la difesa dell'ambiente aveva trent'anni fa (non che oggi sia diverso, a parte i discorsi di facciata) ma ci son dietro interessi dell'industria, vedi la Fincantieri menzionata nell'articolo.
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          Non Autenticato
          il 2023-11-28 15:08:57.0 alle 2023-11-28 15:08:57.0
          Re: Integrazione
          A me non dispiace. Anche perchè si diluisce la presenza di t******.
          Loro sono la vera leb***.

          Una sera ero a ballare e capitai a un tavolo dove erano tutti di là.
          Si misero a dire cose che mettevano i brividi. Tipo " e ma quello del nord prima o poi lo freghi".
          Complottavano che sembravano i Savi anziani di ****.
          Si sentivano superiori agli africani.

          Alla fine me ne sono andato nauseato.

          Io sul lavoro quando me ne trovo uno litigo sempre con loro. Preferisco di gran lunga gli africani.
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            Wakko Warner
            Wakkus Horribilis
            il 2023-11-29 10:34:57.0 alle 2023-11-29 10:34:57.0
            Trollate totali: 6779
            Re: Integrazione
            Scritto da:
            > A me non dispiace. Anche perchè si diluisce la presenza di t******.
            > Loro sono la vera leb***.
            >
            > Una sera ero a ballare e capitai a un tavolo dove erano tutti di là.
            > Si misero a dire cose che mettevano i brividi. Tipo " e ma quello del nord prima o poi lo freghi".
            > Complottavano che sembravano i Savi anziani di ****.
            > Si sentivano superiori agli africani.
            >
            > Alla fine me ne sono andato nauseato.
            >
            > Io sul lavoro quando me ne trovo uno litigo sempre con loro. Preferisco di gran lunga gli africani.
            >

            Cosa è successo alla tua tastiera che fa asterischi ovunque? Newbie, inesperto
            Gli Svizzeri non sono tutti ricchi - Mattia
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            Scritto da
            Non Autenticato
            il 2023-11-29 21:57:13.0 alle 2023-11-29 21:57:13.0
            Re: Integrazione
            > A me non dispiace. Anche perchè si diluisce la presenza di t******.
            > Loro sono la vera leb***.
            >
            > Una sera ero a ballare e capitai a un tavolo dove erano tutti di là.
            > Si misero a dire cose che mettevano i brividi. Tipo " e ma quello del nord prima o poi lo freghi".
            > Complottavano che sembravano i Savi anziani di ****.
            > Si sentivano superiori agli africani.
            >
            > Alla fine me ne sono andato nauseato.
            >
            > Io sul lavoro quando me ne trovo uno litigo sempre con loro. Preferisco di gran lunga gli africani.

            Non è questo il punto. Il punto sono le risposte che ho dato agli altri post.

            I meridionali che conosco sono brave persone, idem per i moldavi, gli albanesi, i brasiliani, gli africani. D'altra parte ho conosciuto piemontesi carogne. Le persone buone e cattive si equidistribuiscono fra le varie popolazioni e altri tipi di categorie, a meno che uno non vada appositamente cercando distinzioni fra buoni e cattivi.

            Il punto è che il Piemonte è il paese dei piemontesi, buoni e cattivi, la Liguria dei liguri e così via. Il paese dei piemontesi dovrebbe servire a far vivere (in maggioranza) i piemontesi, ed essi non hanno un altro posto al mondo dove andare se il loro paese viene invaso e trasformato.

            Poi potresti dire che negli arabi e nell'islam vedi qualcosa di bello e nobile, quindi per fare un altro esempio, a me e molti altri piacciono i giapponesi, così superficialmente, ma non vorrei mai che invadessero il mio paese. I giapponesi stessi ragionano secondo questo principio. I giapponesi pensano di essere un popolo speciale la cui unicità sarebbe messa in pericolo dalla commistione; quello che dico io è che tutti i popoli sono unici e minacciati dalla commistione. Dopo di che, possono anche esistere sulla terra zone non abitate da un popolo particolare, in cui far abitare persone che non si identificano in nessun particolare popolo o stirpe o cultura: ma fare una cosa simile a Londra è antiinglese, autolesionista. I giapponesi non vorrebbero mai che Tokyo diventi un melting pot anazionale.
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          Scritto da
          il 2023-11-28 15:53:27.0 alle 2023-11-28 15:53:27.0
          Trollate totali: 9886
          Re: Integrazione
          Scritto da:
          > Perché per arginare un'invasione devo votare uno come Salvini che su tutto il resto sostiene posizioni antitetiche alle mie?

          Semplice: perché le posizioni contro l'immigrazione sono contro la libertà individuale e quindi coerenti con il resto del pacchetto proposto dai neofascisti.

          In pratica per evitare il mescolamento tra etnie diverse oggi è necessario esercitare un autoritarismo ad alta intensità. Una volta le persone erano spontaneamente stanziali perché era difficile spostarsi.

          È ovvio quindi che simili posizioni non le troverai mai in forze politiche vicine al liberalismo/libertarismo.

          **Modificato dall'autore il 28.11.2023 15:56**
          • Avatar
            Scritto da
            Non Autenticato
            il 2023-11-28 17:13:40.0 alle 2023-11-28 17:13:40.0
            Re: Integrazione
            Scritto da: Mattia
            > Scritto da:
            > > Perché per arginare un'invasione devo votare uno come Salvini che su tutto il resto sostiene posizioni antitetiche alle mie?
            >
            > Semplice: perché le posizioni contro l'immigrazione sono contro la libertà individuale e quindi coerenti con il resto del pacchetto proposto dai neofascisti.
            >
            > In pratica per evitare il mescolamento tra etnie diverse oggi è necessario esercitare un autoritarismo ad alta intensità. Una volta le persone erano spontaneamente stanziali perché era difficile spostarsi.
            >
            > È ovvio quindi che simili posizioni non le troverai mai in forze politiche vicine al liberalismo/libertarismo.
            >
            > **Modificato dall'autore il 28.11.2023 15:56**

            Mi inserisco nella discussione.

            Rothbard ammetteva la libertà di discriminare per i privati, non per lo stato.

            Una comunità non statuale avrebbe potuto liberamente scegliere di escludere forestieri.
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            Scritto da
            Wakko Warner
            Wakkus Horribilis
            il 2023-11-29 10:24:04.0 alle 2023-11-29 10:24:04.0
            Trollate totali: 6779
            Re: Integrazione
            Scritto da: Mattia
            > Scritto da:
            > > Perché per arginare un'invasione devo votare uno come Salvini che su tutto il resto sostiene posizioni antitetiche alle mie?
            >
            > Semplice: perché le posizioni contro l'immigrazione sono contro la libertà individuale

            In realtà no. Tu in un altro paese non hai diritti, se non i diritti base (e solo ammesso che quel paese li riconosca).
            Entrare in un paese non fa parte della tua libertà individuale, come non lo è entrare a casa altrui senza il suo permesso.

            Puoi _chiedere_ di entrare in un paese, aspettare che un'autorità di quel paese confermi che puoi entrare, e solo allora puoi andarci. Infatti generalmente per entrare in qualunque paese ti serve una così detta VISA (che non è altro che appunto un documento che dice che hai ricevuto il permesso di entrare), nel casi in cui non ti serve è solo perché il paese di destinazione ha accordi con il tuo paese in tal senso.

            Se una popolazione decide che tu, per qualunque motivo (non importa se sei d'accordo o no), non puoi entrare nel loro paese, tu semplicemente non puoi entrare in quel paese e non c'è proprio nulla di fascista o neofascista in questo, è semplicemente così che funzionano i confini nazionali.

            **Modificato dall'autore il 29.11.2023 10:25**
            Gli Svizzeri non sono tutti ricchi - Mattia
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              Scritto da
              il 2023-11-29 12:48:27.0 alle 2023-11-29 12:48:27.0
              Trollate totali: 9886
              Re: Integrazione
              Scritto da: Wakko Warner
              > Scritto da: Mattia
              > > Scritto da:
              > > > Perché per arginare un'invasione devo votare uno come Salvini che su tutto il resto sostiene posizioni antitetiche alle mie?
              > >
              > > Semplice: perché le posizioni contro l'immigrazione sono contro la libertà individuale
              >
              > In realtà no. Tu in un altro paese non hai diritti, se non i diritti base (e solo ammesso che quel paese li riconosca).
              > Entrare in un paese non fa parte della tua libertà individuale, come non lo è entrare a casa altrui senza il suo permesso.
              >
              > Puoi _chiedere_ di entrare in un paese, aspettare che un'autorità di quel paese confermi che puoi entrare, e solo allora puoi andarci. Infatti generalmente per entrare in qualunque paese ti serve una così detta VISA (che non è altro che appunto un documento che dice che hai ricevuto il permesso di entrare), nel casi in cui non ti serve è solo perché il paese di destinazione ha accordi con il tuo paese in tal senso.
              >
              > Se una popolazione decide che tu, per qualunque motivo (non importa se sei d'accordo o no), non puoi entrare nel loro paese, tu semplicemente non puoi entrare in quel paese e non c'è proprio nulla di fascista o neofascista in questo, è semplicemente così che funzionano i confini nazionali.


              Volevo rispondere a quello che ha tirato in ballo Rothbard. Scrivo tutto qui, visto che la questione filosofica parte da lì.

              Gli anarchici (gruppo del quale Rothbard era un esponente) hanno spiegato, in maniera piuttosto logica, perché nessuno in realtà ha il diritto morale di autoproclamarsi proprietario di un territorio.
              Storicamente, le nazioni si sono venute a creare con la violenza. Hai presente quello che sta facendo Putin adesso? Se avesse vinto la guerra avrebbe detto: "adesso questo è mio".

              Ecco, le nazioni si sono venute a creare attraverso gli stessi tipi di crimini che Putin sta commettendo ora.

              Nella proprietà di un territorio non c'è nessuna giustificazione etica. È semplicemente l'applicazione della "legge del più forte".
              Un po' come se tu andassi al fiume con un gruppo di amici e cacciassi tutte le persone che sono lì a fucilate: "adesso questo territorio è nostro e decideremo noi chi entra e chi no".



              Naturalmente gli anarchici, sulla base di questa osservazione etica del tutto logica, sostengono che nessuna autorità pubblica è moralmente legittimata.

              Chiaramente è un'utopia, perché è un po' difficile amministrare un territorio senza autorità pubblica, ma le riflessioni degli anarchici ci aiutano a capire che lo scopo dell'autorità pubblica dovrebbe essere quello di amministrare il territorio e di compiere azioni positive per garantire le libertà degli individui, non di esercitare un potere tirannico su un territorio.

              Nel tuo post qui sopra hai spiegato come funzionano le cose, ma non hai spiegato perché è giusto che funzionino così e quale principio etico giustifica la proprietà di un territorio.
              Rothbard e compagnia bella non parlano di come le cose sono, ma di come dovrebbero essere da un punto di vista etico.


              In risposta all'altro troll: si, gli anarcocapitalisti, pur non giustificando la proprietà pubblica, paradossalmente giustificano la proprietà privata della terra.
              Il come si diventa proprietari di una terra l'ha spiegato John Locke: quando un individuo trasforma un pezzo di terra attraverso il suo lavoro, ne diventa il proprietario.

              Lo stato non può quindi essere proprietario di nulla, per due ragioni:
              - Non è né un individuo né un'associazione di individui (un'associazione infatti è una cosa volontaria, non una roba all'interno della quale sei obbligato a stare)

              - Reclama la proprietà di territori non lavorati: come puoi essere il proprietario di una foresta? La proprietà di una foresta si basa semplicemente sul cacciare a fucilate chiunque ci metta piede senza autorizzazione, senza giustificare in nessun modo perché quella foresta sarebbe nostra. I metodi di Putin, sostanzialmente.


              Ora, evidentemente nella tua proprietà privata (il pezzo di terra che hai trasformato con il tuo lavoro) entra solo chi è invitato, quindi nessuno può dirti che devi far entrare un arabo in casa tua.
              Insomma, non c'era bisogno di Rothbard per capire questo semplice fatto.

              Il punto è che nel mondo di Rothbard non esiste un'autorità pubblica, quindi tu puoi anche non far entrare neri o arabi nel tuo terreno, ma il tuo vicino di casa può, quindi se il tuo scopo è quello di non avere vicini di casa neri/arabi con Rothbard non funziona.


              Concludo: provate a riflettere su questo.
              Non puzza di bruciato il principio per cui la Foresta Amazzonica appartiene ai brasiliani? Se quei coglioni decidono di raderla al suolo, ci andiamo di mezzo tutti quanti.
              Questo è un buon ragionamento per far capire perché in realtà la Foresta Amazzonica non è di nessuno, quindi è di tutte le creature viventi che popolano il pianeta.

              Si potrebbe pure sostenere che se gli americani costruissero grattacieli nel Grand Canyon compierebbero una violenza contro l'umanità intera.

              In pratica, tutti gli esseri umani sono potenzialmente toccati da quello che viene fatto in un territorio determinato in qualsiasi parte del globo terrestre, quindi è un'idiozia il principio per cui la Foresta Amazzonica è dei brasiliani e ci fanno quello che vogliono.
              Lo stesso identico ragionamento lo si può fare per quanto riguarda l'inquinamento: se una popolazione in un determinato territorio decide di autopermettersi elevate emissioni di CO2 ci andiamo di mezzo tutti, mica solo le persone su quel territorio.

              Applicando il principio etico per cui una cosa appartiene agli stakeholders, dovremmo concludere che il pianeta terra, nel suo insieme, appartiene a tutte le creature viventi.
              Quindi l'amministrazione pubblica dovrebbe essere mondiale, non locale.


              **Modificato dall'autore il 29.11.2023 13:05**
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                Scritto da
                Wakko Warner
                Wakkus Horribilis
                il 2023-11-29 16:36:41.0 alle 2023-11-29 16:36:41.0
                Trollate totali: 6779
                Re: Integrazione
                Scritto da: Mattia
                > Ecco, le nazioni si sono venute a creare attraverso gli stessi tipi di crimini che Putin sta commettendo ora.

                Che ci piaccia o no l'uomo nasce senza alcun diritto.
                Quello che ti da i diritti che hai è la società che ti ha preceduto e in cui vivi. Se la società in cui sei nato dice che tu non hai il diritto alla vita, tu quel diritto semplicemente non ce l'hai.
                Non esistono i così detti "diritti naturali", perché l'intera questione dei diritti è un'invenzione umana, non naturale. Infatti, in natura, un lupo può tranquillamente divorarti quando sei bambino e nessuno lo punirà per questo.

                Quindi diciamo che ognuno di noi ha dei diritti comuni, ma solo perché in generale quasi tutte le società umane riconoscono _alcuni_ diritti base. Questi diritti, come la morale, come l'etica... sono il risultato della paura di ogni singolo individuo.
                Tutti abbiamo paura di essere mangiati... perciò il cannibalismo è immorale ed illegale (ma in alcune tribù questa pratica invece è comune).
                Tutti abbiamo paura di essere uccisi... perciò uccidere è immorale ed illegale (ma in alcuni Stati lo Stato può comunque ucciderti legalmente).
                Tutti abbiamo paura della violenza... perciò ottenere qualcosa con la violenza è immorale ed illegale (ma anche qui, dipende da chi fa violenza, se è lo Stato a farlo spesso può arrogarsi il diritto di farlo).

                Quindi sì, in passato si sono combattute guerre per conquistare territori, è successo ovunque nel mondo e non credo esista una sola cultura/etnia/nazione/popolo sulla Terra che non si è in qualche modo macchiato storicamente parlando di qualche guerra di espansione o di conquista.

                Noi europei siamo spesso visti come "colpevoli" di aver invaso terre altrui da molte etnie in giro per il mondo che rosicano anche oggi su questo fatto e non gli dispiacerebbe farcela pagare se potessero farlo, ma loro hanno certamente fatto altrettanto quando si sono trovati davanti popoli più deboli di loro con terre o risorse facili da accaparrarsi, esattamente come abbiamo fatto noi... noi siamo semplicemente stati più "bravi" e metodici di loro nel farlo. È anche vero però che mentre conquistavamo i loro territori portavamo loro anche cultura, istruzione e in generale un benessere che prima non avevano. Non voglio certo giustificare le guerre di conquista passate, se fosse per me non avremmo MAI fatto guerre di espansione in Africa, in India, ecc ecc ecc. ma sono sicuro che se non l'avessimo fatto ora quelle popolazioni sarebbero ancora ferme all'età della pietra o poco più. Cazzi loro, ovviamente, ma è tanto per dire che qualunque popolo ha fatto quello che abbiamo fatto noi nella sua storia... essere più bravi in qualcosa non è una colpa... anche se quel qualcosa è appunto una guerra.

                Ora, tornando al punto...
                I diritti quindi sono stabiliti dalla società in cui nasci... non esistono diritti naturali solo perché sei un essere umano o un essere vivente. I diritti sono un'invenzione umana dettata dalla paura, niente altro.

                È un pensiero tranquillizzante e piacevole? No. Ovviamente non lo è. Preferiremmo credere che i diritti esistono semplicemente perché nasciamo, perché noi siamo "speciali" e quindi meritiamo di essere trattati in modo "speciale" rispetto a come la natura tratta tutto il resto del mondo animale o vegetale.

                Se tieni a mente questo, vedi che il diritto ad autoproclamarsi "padrone" di un certo territorio altro non è che un'invenzione dettata dalla paura proprio come tutti gli altri diritti a cui puoi pensare. Ma come gli altri diritti, anche quell'invenzione non è affatto inutile o dannosa. Serve a proteggerti da qualche altro popolo che vuole arrogarsi il medesimo diritto su casa tua, ai tuoi danni. La giustificazione etica, se proprio hai bisogno di una giustificazione etica (visto che anche l'etica è un'invenzione umana dettata dalla paura)... è qui: tu stai proteggendo te stesso, la tua famiglia e le persone che ti stanno attorno da invasioni di terzi che possono distruggere la tua cultura, il tuo stile di vita, le tradizioni e regole fondamentali in cui sei cresciuto e in generale la società in cui vivi.

                Prova a pensare a cosa succederebbe se domani i confini non esistessero più. Pensa alle conseguenze per te e la società in cui esisti. Chiunque viva in un territorio più povero del tuo si fionderebbe nella tua nazione per accaparrarsi le risorse che servono a te per vivere. Se rinunci all'idea di confine, allora per coerenza dovresti anche rinunciare all'idea di proprietà... per gli stessi motivi per cui rinunci all'idea di confine. Quindi chiunque potrebbe venire a casa tua, usare le tue cose e, infine, sbatterti fuori casa.

                Le culture e le etnie umane non sono intercambiabili. Noi siamo privilegiati, siamo nati nelle culture più avanzate del pianeta, abbiamo quasi tutti i nostri bisogni fondamentali soddisfatti... ma tutto questo è possibile solo grazie al fatto che esistono i confini e qualcuno che li difende. Perché nel momento in cui sparissero, allora avresti milioni e milioni di africani che entrano per prendersi ciò che la tua società ha impiegato millenni per costruire... e come uno stormo di locuste si mangerebbero tutto, fino a lasciare terra bruciata, per poi spostarsi altrove.

                Ogni donna africana mette al mondo una media di 4,6 bambini. La popolazione africana è già ben oltre 1 miliardo di persone (noi in Europa siamo meno di 500'000) ed entro il 2050 raddoppierà mentre noi assisteremo ad un crollo. Ora lasciando perdere la cultura, le tradizione, i diritti e il resto che verrebbe sicuramente disintegrato facendoli entrare senza controllo... pensi che noi europei possiamo farci carico di loro visto quanti sono e quanto stanno crescendo?

                Quello che succederebbe è ovvio... verrebbero tutti qui, perché l'Europa è il loro Eldorado. Non solo... ma verrebbero tutti qui con la pretesa di essere mantenuti, e nel momento in cui scoprono che le cose non funzionano esattamente così... s'incazzerebbero e comincerebbe il massacro. L'Europa diventerebbe la nuova Haiti dove gli ex-schiavi africani hanno preso il controllo della nazione, uccidendo barbaramente tutti i bianchi che incontravano (uomini, donne e bambini, senza distinzione, anche se non avevano mai avuto schiavi in vita loro) convinti che fosse colpa loro se non vivevano nel lusso, e hanno così ridotto una nazione prospera (quando erano i bianchi a governarla) in un cesso a cielo aperto pieno solo di miseria nel giro di un paio di generazioni.
                La stessa identica cosa l'hanno fatta in Zimbabwe (ex-Rhodesia) quando i neri locali hanno ricevuto il diritto di voto, hanno votato al governo un governo anti-bianco, e hanno massacrato tutti i bianchi che incontravano derubandoli delle loro fattorie in cui coltivavano generi alimentari di ogni tipo, trasformando il granaio africano in un luogo dove ora devono accontentarsi di mangiare ratti per sopravvivere. Proprio come si comportano le locuste quando si spostano di territorio in territorio divorando tutto il possibile finché non resta più nulla.

                Rinunciare ai confini significa questo. Dicono sempre di "imparare dalla storia"... ma solo le cose che vanno bene in base all'ideologia del momento. Guai se si fanno notare le cose "sbagliate" che sono successe nella storia.

                Quindi la domanda è... sei disposto a rinunciare alle cose che hai e vivere nella povertà che sarebbe la conseguenza del rinunciare ai confini?

                > Quindi l'amministrazione pubblica dovrebbe essere mondiale, non locale.

                Tu davvero vorresti vivere in un mondo in cui esiste un unico governo mondiale che stabilisce leggi uguali per tutti? Un mondo dove se quelle regole non ti vanno bene non puoi nemmeno decidere di andare a vivere in un'altra nazione (disposta ovviamente ad accoglierti) dove le regole sono diverse e più in linea con il tuo modo di pensare? Un mondo dove il tuo voto vale così poco da essere "sciolto" nei vito di miliardi di altre persone rendendolo di fatto nullo ed irrilevante?

                Secondo me la soluzione a questi problemi è l'esatto opposto... tantissime micro-nazioni, eventualmente alleate in caso di invasione o progetti che richiedono enormi investimenti, dove puoi decidere in quale micro-nazione vivere in base alle loro leggi locali.


                **Modificato dall'autore il 29.11.2023 16:39**
                Gli Svizzeri non sono tutti ricchi - Mattia
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                  Scritto da
                  il 2023-11-29 19:28:14.0 alle 2023-11-29 19:28:14.0
                  Trollate totali: 9886
                  Re: Integrazione
                  Scritto da: Wakko Warner
                  > Scritto da: Mattia
                  > > Ecco, le nazioni si sono venute a creare attraverso gli stessi tipi di crimini che Putin sta commettendo ora.
                  >
                  > Che ci piaccia o no l'uomo nasce senza alcun diritto.
                  > Quello che ti da i diritti che hai è la società che ti ha preceduto e in cui vivi. Se la società in cui sei nato dice che tu non hai il diritto alla vita, tu quel diritto semplicemente non ce l'hai.
                  > Non esistono i così detti "diritti naturali", perché l'intera questione dei diritti è un'invenzione umana, non naturale. Infatti, in natura, un lupo può tranquillamente divorarti quando sei bambino e nessuno lo punirà per questo.
                  >
                  > Quindi diciamo che ognuno di noi ha dei diritti comuni, ma solo perché in generale quasi tutte le società umane riconoscono _alcuni_ diritti base. Questi diritti, come la morale, come l'etica... sono il risultato della paura di ogni singolo individuo.
                  > Tutti abbiamo paura di essere mangiati... perciò il cannibalismo è immorale ed illegale (ma in alcune tribù questa pratica invece è comune).
                  > Tutti abbiamo paura di essere uccisi... perciò uccidere è immorale ed illegale (ma in alcuni Stati lo Stato può comunque ucciderti legalmente).
                  > Tutti abbiamo paura della violenza... perciò ottenere qualcosa con la violenza è immorale ed illegale (ma anche qui, dipende da chi fa violenza, se è lo Stato a farlo spesso può arrogarsi il diritto di farlo).


                  Tu fai confusione tra etica e utilitarismo.

                  L'utilitarismo consiste nel ragionare su cosa ti conviene personalmente e prendere quindi decisioni puramente strategiche per far avverare le aspettative.

                  L'etica invece consiste nel ragionare sulla giustizia in maniera logica/razionale, accettando che le conclusioni potrebbero non convenirci personalmente.


                  Magari la tua linea di pensiero è che l'etica sia illusoria e che un po' tutti finiscano inevitabilmente per farla girare intorno all'utilitarismo, ma ho valide obiezioni a riguardo:

                  - Marx era nato dalla parte giusta della società: apparteneva a una famiglia di ricchi imprenditori. In base alla tua visione delle cose, egli avrebbe dovuto produrre argomenti per difendere il suo status, invece ha fatto l'opposto.

                  - La schiavitù dei neri è stata abolita e non solo non ci abbiamo guadagnato niente a farlo, ma ci abbiamo pure smenato.

                  - Idem le leggi sulla protezione degli animali. Così come la schiavitù dei neri potrebbe essere comoda per noi bianchi, poter maltrattare gli animali a piacimento sarebbe una cosa comoda, eppure ci siamo dati delle regole.


                  Io preferisco ragionare in termini etici che utilitaristi, perché su base utilitarista puoi arrivare persino a giustificare lo stupro. Certi americani dicevano che l'abolizione della schiavitù avrebbe fatto crollare l'economia e quello era un argomento utilitarista. Personalmente gli argomenti utilitaristi li trovo disgustosi: se un politico vuole avere il mio voto l'ultima cosa che deve fare è propormi argomenti utilitaristi.


                  **Modificato dall'autore il 29.11.2023 19:31**
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                    Scritto da
                    Wakko Warner
                    Wakkus Horribilis
                    il 2023-11-29 21:12:14.0 alle 2023-11-29 21:12:14.0
                    Trollate totali: 6779
                    Re: Integrazione
                    Scritto da: Mattia
                    > Tu fai confusione tra etica e utilitarismo.

                    Secondo me sia la morale che l'etica derivano dalla paura, non dall'utilitarismo.
                    Tu hai paura di essere mangiato, quindi consideri sbagliato mangiare altri esseri umani... e via avanti. Non importa se qualcuno sta minacciando i mangiarti... quello che importa è che non vuoi che la cosa capiti nemmeno in teoria.

                    > - Marx era nato dalla parte giusta della società: apparteneva a una famiglia di ricchi imprenditori. In base alla tua visione delle cose, egli avrebbe dovuto produrre argomenti per difendere il suo status, invece ha fatto l'opposto.

                    Anche qui, alla fine tutto si fonda sulla paura. Se sei ricco è improbabile che diventi povero... ma può comunque succedere... quindi se sei ricco e hai un minimo di intelligenza capisci che maltrattare i poveri è sbagliato. Noi poi siamo dotato dei così detti "neuroni specchio" che ci permettono di immedesimarci negli altri, perciò anche se non abbiamo direttamente paura per noi, abbiamo paura per gli altri (almeno quelli che conosciamo e di cui ci siamo affezionati). Ma alla fine sempre di paura si tratta.

                    > - La schiavitù dei neri è stata abolita e non solo non ci abbiamo guadagnato niente a farlo, ma ci abbiamo pure smenato.

                    La schiavitù non era una pratica riservata solo ai neri. Gli africani, i turchi, ecc... sono spesso venuti qui in Europa (Italia, Spagna, ecc) per prendere schiavi da portare nelle loro terre. Perciò non ci vuole molto a capire che se tu che sei in maggioranza oggi puoi schiavizzare qualcuno, la stessa cosa può capitare a te nel momento in cui sei in minoranza.

                    Cmq la schiavitù non era molto diffusa fra i bianchi americani e per lo più lo era negli stati del sud. Si calcola che su tutta la popolazione americana solo l'1% di loro avesse schiavi. La percentuale sale a 5% se si considera solo la popolazione americana nel sud. Tieni conto che all'epoca non avevano macchine per raccogliere cotone e per il lavoro nei campi, di fatto la schiavitù era comunque destinata a scomparire con l'arrivo delle macchine... molto più veloci, efficienti e meno costose di qualunque schiavo.

                    Il punto però è che a un certo punto gli schiavi si è capito che non servivano più, avere degli schiavi era costoso perché, per legge, se avevi degli schiavi dovevi anche provvedere alla loro salute, dare loro da mangiare, dei vestiti, ecc... e che alla fine il rischio di diventare schiavi a propria volta era cmq piuttosto alto in una società che accetta la schiavitù... perciò anche qui, la schiavitù è stata considerata "sbagliata" per due fattori: la paura di diventare schiavi a propria volta e il fatto che l'utilità degli schiavi stava comunque scemando a favore di mezzi di produzione più efficienti.

                    Poi i proprietari terrieri hanno anche capito che se paghi qualcuno per fare un lavoro quel qualcuno deve poi arrangiarsi a comparsi vestiti, a occuparsi della propria salute, ecc. inoltre puoi licenziarlo a piacere se vedi che non fa quello che vuoi... di fatto alla fine molte persone che prima erano schiavi, quando la schiavitù è stata abolita, si sono trovati messi peggio di prima anche perché alla fin fine i neri erano tollerati nella società solo fintanto che erano utili a qualcuno e qualcuno quindi li "proteggeva". Tolta la schiavitù tutte queste persone si sono trovate da un giorno all'altro per strada, a doversi arrangiare per tutto, e in più essere vessati dai tanti americani che a quel punto volevano rimandarli in Africa senza più avere la protezione del loro padrone.

                    > - Idem le leggi sulla protezione degli animali. Così come la schiavitù dei neri potrebbe essere comoda per noi bianchi, poter maltrattare gli animali a piacimento sarebbe una cosa comoda, eppure ci siamo dati delle regole.

                    Non credo siano molte le persone che provano piacere nel far soffrire gli animali. Cmq anche qui entrano in gioco i neuroni specchio che ti portano ad immedesimarti nella vittima e a provare paura per il suo destino.

                    Alla fine, l'etica e la morale sono basati sulla nostra paura. Tutto ciò che consideriamo "sbagliato" moralmente/eticamente è perché ci immaginiamo di subirlo noi (o i nostri cari).
                    Gli Svizzeri non sono tutti ricchi - Mattia
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                      Scritto da
                      Non Autenticato
                      il 2023-11-29 21:44:20.0 alle 2023-11-29 21:44:20.0
                      Re: Integrazione
                      Scritto da: Wakko Warner
                      > Scritto da: Mattia
                      > > Tu fai confusione tra etica e utilitarismo.
                      >
                      > Secondo me sia la morale che l'etica derivano dalla paura, non dall'utilitarismo.

                      L'etica è fatta di teorie, e come tutte le teorie dev'essere coerente con la realtà. L'utilitarismo preso come principio etico disgusta anche me, ma gli argomenti utilitaristi hanno in genere il pregio di mostrare i fatti.

                      Quindi accogliere è bello e Gesù Cristo dice "ero straniero e mi hai accolto", se qualcuno osserva che non possiamo accogliere milioni di persone in paesi in cui c'è posto per migliaia, mi sembra comunue un'obiezione sensata.

                      Inoltre se in un paese c'è posto per circa N persone, e contiene già circa N abitanti, ogni immigrato che entra prende il posto di uno di quegli abitanti, ogni figlio di immigrati prende il posto di un figlio degli abitanti preesistenti.
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                        Scritto da
                        Wakko Warner
                        Wakkus Horribilis
                        il 2023-11-30 12:53:57.0 alle 2023-11-30 12:53:57.0
                        Trollate totali: 6779
                        Re: Integrazione
                        Scritto da:
                        > Scritto da: Wakko Warner
                        > > Scritto da: Mattia
                        > > > Tu fai confusione tra etica e utilitarismo.
                        > >
                        > > Secondo me sia la morale che l'etica derivano dalla paura, non dall'utilitarismo.
                        >
                        > L'etica è fatta di teorie

                        Teorie che però non sono nate dal nulla, sono giustificate dalla nostra paura che qualcuno faccia qualcosa di spiacevole a noi stessi. I neuroni specchio fanno il resto.

                        Poi possiamo raccontarci tutte le storielle che vogliamo per sembrare dei santi ispirati da alti principi provenienti direttamente da dio, ma la realtà è che se tu non provassi dolore nemmeno sapresti che significa provarlo, di conseguenza la tua "etica" non comprenderebbe nessuna regola circa il non far provare dolore ad altri (e questa è probabilmente la cosa più difficile da insegnare ad una IA che non sa né probabilmente mai saprà cos'è il dolore fisico).

                        Noi per esempio non siamo piante, ma sappiamo che sono vive, sappiamo che hanno una sorta di comunicazione fra di loro, sappiamo che si muovono anche se non possono spostarsi da dove sono nate, alcune piante come la Mimosa Pudica addirittura ritraggono le loro foglie se le tocchi in modo piuttosto evidente ed improvviso, altre piante come le piante carnivore addirittura sono in grado di catturare e mangiare degli animali... ma diamo per scontato che non provano dolore e le trattiamo proprio come se non fossero vive. La nostra "etica" non comprende nessuna regola circa le piante.

                        Nessuno si oltraggia se vai in un prato e ti metti a strappare l'erba o dei fiori (anzi, tagliare l'erba viene visto come qualcosa di positivo perché poi è "più bello" per il nostro senso estetico). Nessuno ha nulla da dire in loro difesa... eppure sono esseri viventi anche loro, esseri viventi inermi ed incapaci di difendersi (per la maggior parte). Eppure un essere umano e una banana hanno il 50% dei geni in comune. Ma non riconoscendoli come esseri simili a noi... non abbiamo mai sentito la necessità di sviluppare delle regole nella nostra relazione con loro, a parte delle regole che ci sono appunto utili a noi per non estinguerci tipo "è sbagliato dare fuoco ad un bosco intero" perché dipendiamo dall'ossigeno che producono le piante.

                        Come vedi quindi l'etica e la morale sono altamente dipendenti dalla nostra esperienza e conoscenza del mondo. Solo recentemente per esempio abbiamo cominciato a dire "mah, forse bollire un'aragosta viva non è il modo più indolore per ucciderla", solo recentemente (o in altre parole ora che possiamo farne a meno) la gente ha cominciato a porsi il problema che forse allevare animali al fine di ucciderli per mangiarli è "sbagliato". Prova ad andare a dire a uno di 100 anni fa che non può uccidere il suo maiale perché è "sbagliato" e vedi cosa ti risponde... come minimo si mette a ridere e a chiedersi che problema hai visto che stai confondendo gli animali con i cristiani.

                        Dire che l'etica è una cosa astratta e che non dipende dal mondo in cui nasci e cresci (e che non ha una funzione/origine utilitaristica) è assurdo. Se sei uno di Hamas/Isis/ecc uccidere un infedele che non vuole convertirsi non solo è eticamente accettabile, ma è un dovere etico farlo.

                        > e come tutte le teorie dev'essere coerente con la realtà. L'utilitarismo preso come principio etico disgusta anche me, ma gli argomenti utilitaristi hanno in genere il pregio di mostrare i fatti.

                        Eppure è innegabile che l'etica è legata a doppio filo con ciò che ci spaventa, ciò che non vorremmo fosse fatta a noi, ciò che riconosciamo come qualcosa di male/malvagio perché abbiamo il terrore che capiti a noi.

                        > Quindi accogliere è bello e Gesù Cristo dice "ero straniero e mi hai accolto", se qualcuno osserva che non possiamo accogliere milioni di persone in paesi in cui c'è posto per migliaia, mi sembra comunue un'obiezione sensata.

                        Gesù non ha mai detto di suicidarsi per aiutare gli altri.

                        Se guardi il musical Jesus Christ Superstar (è molto bello, ben fatto e fedele ai vangeli) che racconta la storia di Gesù messa sotto forma di musical appunto vedrai che a un certo punto (una delle parti più belle) Gesù usa dei soldi per curare sé stesso... al che Giuda va lì a giudicarlo e a rinfacciargli che i soldi spesi in olii profumati e costosi potrebbero aiutare qualcuno che ne ha bisogno e Gesù gli ricorda che prima di tutto dobbiamo aiutare noi stessi, che non c'è nulla di sbagliato a farlo e che è folle pensare di poter aiutare sempre tutti senza prima pensare anche a sé stessi.



                        Giuda:
                        "Woman, your fine ointment, brand new and expensive should have been saved for the poor!
                        Why has it been wasted, we could have raised maybe 300 silver pieces or more!
                        People who are hungry, people who are starving, they matter more than your feet and hair!"

                        Gesù che stava cercando di fare un po' di Hakuna Matata in santa pace:
                        "Surely you're not saying we have the resources to save the poor from their lot?
                        There will be poor always, pathetically struggling, look at the good things you've got!
                        Think while you still have me, move while you still see me, you'll be lost and you'll be sorry when i'm gone!"



                        **Modificato dall'autore il 30.11.2023 13:03**
                        Gli Svizzeri non sono tutti ricchi - Mattia
                        • Avatar
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                          Scritto da
                          il 2023-11-30 17:03:07.0 alle 2023-11-30 17:03:07.0
                          Trollate totali: 9886
                          Re: Integrazione
                          Scritto da: Wakko Warner
                          > Teorie che però non sono nate dal nulla, sono giustificate dalla nostra paura che qualcuno faccia qualcosa di spiacevole a noi stessi. I neuroni specchio fanno il resto.

                          Bhe, tu continui a insistere sul fatto che tutti ragionano sull'etica in maniera utilitarista. Questo può essere vero per te, ma non è che puoi generalizzarlo a tutte le persone.

                          In generale, i discorsi del tipo "tutte le persone sono come me e ragionano come non hanno senso".

                          Ribadisco la necessita di separare etica da utilitarismo, perché per me l'etica consiste nel mettersi intorno a un tavolo a ragionare razionalmente e logicamente sulla giustizia.
                          È una cosa diversa dal paraculismo, perché se uno si occupa seriamente di etica può anche giungere alla conclusione che quello che lui ha sempre fatto è sbagliato.

                          > Poi possiamo raccontarci tutte le storielle che vogliamo per sembrare dei santi ispirati da alti principi provenienti direttamente da dio

                          No, uno che si occupa seriamente di etica non pensa di essere illuminato da Dio.

                          È un po' come un critico d'arte che produce i suoi argomenti sul valore di una determinata opera artistica ed è aperto al dialogo con altri critici.
                          Il valore sta nel dibattito e dagli elementi di riflessione che vengono fuori, non nel ritenere il proprio giudizio su quell'opera d'arte come la parola di Dio.


                          Allo stesso modo, coloro che si occupano di etica espongono i loro argomenti e sono aperti al dialogo con gli altri, purché il dialogo rimanga su un livello logico/razionale.

                          Così come un buon critico d'arte non esprime valutazioni di pancia come farebbe un pirla qualsiasi per strada, ma valutazioni argomentate, anche colui che si occupa seriamente di etica esprime delle valutazioni argomentate sulla giustizia e non ragiona di pancia come l'uomo del bar.


                          Il punto dell'etica quindi non sta nel crederci dei "santi illuminati", ma nell'usare nei confronti della giustizia lo stesso tipo di approccio che un critico d'arte utilizza nei confronti delle opere d'arte: l'approccio razionale.


                          Rispondo anche a gatto: in effetti in un paese non c'è posto per tutti. Se tu ad esempio vuoi trasferirti a Torino ma tutte le case e tutti i palazzi sono già al pieno dell'occupazione allora tu a Torino non ci puoi andare.

                          Quindi c'è un'autoregolazione da questo punto di vista. A meno che ovviamente le persone in eccesso non comincino a mettere tende per strada, ma questa è una cosa illegale, quindi alla fine le persone sono costrette a trovare un posto in cui stare per trasferirsi in un paese.

                          L'idea quindi che l'Africa intera si trasferisca in Italia è assurda: questo non può succedere perché appunto lo spazio per tutti non c'è e perché comunque non è vero che tutti gli africani vogliono lasciare la loro patria.

                          Di questi miliardi di africani semplicemente ci sono un qualche centinaio di migliaia che migrano, spalmandosi di qua e di là sul territorio europeo perché evidentemente non possono e non vogliono venire tutti a Torino.

                          Ti do un piccolo suggerimento: per evitare la sovrappopolazione devi evitare di costruire troppi palazzi. Quindi se la sovrappopolazione ti preoccupa promuovi l'idea che a Torino non ci debbano essere più di X appartamenti/case.


                          **Modificato dall'autore il 30.11.2023 17:12**
                          • Avatar
                            Scritto da
                            Non Autenticato
                            il 2023-11-30 22:28:48.0 alle 2023-11-30 22:28:48.0
                            Re: Integrazione
                            Scritto da: Mattia
                            > Scritto da: Wakko Warner
                            > > Teorie che però non sono nate dal nulla, sono giustificate dalla nostra paura che qualcuno faccia qualcosa di spiacevole a noi stessi. I neuroni specchio fanno il resto.
                            >
                            > Bhe, tu continui a insistere sul fatto che tutti ragionano sull'etica in maniera utilitarista. Questo può essere vero per te, ma non è che puoi generalizzarlo a tutte le persone.
                            >
                            > In generale, i discorsi del tipo "tutte le persone sono come me e ragionano come non hanno senso".
                            >
                            > Ribadisco la necessita di separare etica da utilitarismo, perché per me l'etica consiste nel mettersi intorno a un tavolo a ragionare razionalmente e logicamente sulla giustizia.
                            > È una cosa diversa dal paraculismo, perché se uno si occupa seriamente di etica può anche giungere alla conclusione che quello che lui ha sempre fatto è sbagliato.
                            >
                            > > Poi possiamo raccontarci tutte le storielle che vogliamo per sembrare dei santi ispirati da alti principi provenienti direttamente da dio
                            >
                            > No, uno che si occupa seriamente di etica non pensa di essere illuminato da Dio.
                            >
                            > È un po' come un critico d'arte che produce i suoi argomenti sul valore di una determinata opera artistica ed è aperto al dialogo con altri critici.
                            > Il valore sta nel dibattito e dagli elementi di riflessione che vengono fuori, non nel ritenere il proprio giudizio su quell'opera d'arte come la parola di Dio.
                            >
                            >
                            > Allo stesso modo, coloro che si occupano di etica espongono i loro argomenti e sono aperti al dialogo con gli altri, purché il dialogo rimanga su un livello logico/razionale.
                            >
                            > Così come un buon critico d'arte non esprime valutazioni di pancia come farebbe un pirla qualsiasi per strada, ma valutazioni argomentate, anche colui che si occupa seriamente di etica esprime delle valutazioni argomentate sulla giustizia e non ragiona di pancia come l'uomo del bar.
                            >
                            >
                            > Il punto dell'etica quindi non sta nel crederci dei "santi illuminati", ma nell'usare nei confronti della giustizia lo stesso tipo di approccio che un critico d'arte utilizza nei confronti delle opere d'arte: l'approccio razionale.
                            >
                            >
                            > Rispondo anche a gatto: in effetti in un paese non c'è posto per tutti. Se tu ad esempio vuoi trasferirti a Torino ma tutte le case e tutti i palazzi sono già al pieno dell'occupazione allora tu a Torino non ci puoi andare.
                            >
                            > Quindi c'è un'autoregolazione da questo punto di vista. A meno che ovviamente le persone in eccesso non comincino a mettere tende per strada, ma questa è una cosa illegale, quindi alla fine le persone sono costrette a trovare un posto in cui stare per trasferirsi in un paese.
                            >
                            > L'idea quindi che l'Africa intera si trasferisca in Italia è assurda: questo non può succedere perché appunto lo spazio per tutti non c'è e perché comunque non è vero che tutti gli africani vogliono lasciare la loro patria.
                            >
                            > Di questi miliardi di africani semplicemente ci sono un qualche centinaio di migliaia che migrano, spalmandosi di qua e di là sul territorio europeo perché evidentemente non possono e non vogliono venire tutti a Torino.
                            >
                            > Ti do un piccolo suggerimento: per evitare la sovrappopolazione devi evitare di costruire troppi palazzi. Quindi se la sovrappopolazione ti preoccupa promuovi l'idea che a Torino non ci debbano essere più di X appartamenti/case.

                            Il fatto è che nel dopoguerra le industrie di Torino, FIAT e indotto, avevano bisogno di manodopera e la città è passata da trecentomila abitanti (suppergiù) a un milione, ingigantendosi, assorbendo paesi vicini, ricoprendo il territorio di costruzioni. A Milano e dintorni è andata anche peggio. Sospetto che i fautori dell'immigrazione vogliano approfittarne per riprendere con la costruzioni, la speculazione edilizia e gli arricchimenti che ne conseguono.

                            Se

                            economia in espansione => immigrazione

                            vale anche

                            immigrazione = ripresa economica?

                            Forse in parte, ma del tipo di economia che distrugge l'ambiente. Con il territorio già in parte consumato da case e strade non è il caso di costruirne altre, anzi bisognerebbe approfittare del calo della popolazione autoctona per smantellare qualcosa.
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                            Wakko Warner
                            Wakkus Horribilis
                            il 2023-12-01 13:40:44.0 alle 2023-12-01 13:40:44.0
                            Trollate totali: 6779
                            Re: Integrazione
                            Scritto da: Mattia
                            > Scritto da: Wakko Warner
                            > > Teorie che però non sono nate dal nulla, sono giustificate dalla nostra paura che qualcuno faccia qualcosa di spiacevole a noi stessi. I neuroni specchio fanno il resto.
                            >
                            > Bhe, tu continui a insistere sul fatto che tutti ragionano sull'etica in maniera utilitarista.

                            Quello che sto dicendo io è che ogni comportamento umano deriva da un processo evolutivo che l'ha portato ad avere quel comportamento. Non sto parlando di casi particolari che possono anche sostanzialmente deviare dal comportamento "standard", ma di casi generali.

                            Il concetto di giusto e sbagliato non sono qualcosa che ti inventi tu sul momento prendendoli dal nulla, sono cose che o ti sono state passate per via genetica (i geni modificano la forma/connessioni del cervello con cui "parti" e di conseguenza anche le idee che hai... pensa per esempio a un gattino che appena nato sa che deve ciucciare dalle mammelle della madre e sa che deve premere con le zampette per far uscire il latte, oppure che sa che deve miagolare per attirare l'attenzione in caso di problemi... nessuno glie l'ha insegnato, nasce che sa già farlo, senza esperienza precedente) oppure hai appreso dalla società in cui vivi.

                            L'etica e la morale non fanno eccezione. Il concetto di giusto e sbagliato non sono cose che sviluppi prendendole dal vuoto, se esistono hanno dei motivi per esistere. Ogni idea che abbiamo, qualunque essa sia, deriva da qualcosa... da un libro che hai letto, da un comportamento generale della società in cui vivi, da un percorso neurale che ti è stato passato per via genetica dai tuoi genitori, da una tua necessità, e così via. E ovviamente la stessa cosa la si può dire per chi ha scritto quel libro a cui ti sei ispirato, o quel comportamento generale che la società ti ha passato.

                            Quindi, se le idee dell'etica e della morale (che fra l'altro variano di società in società, per esempio in USA è generalmente considerato "morale" che lo Stato uccida dei criminali, qui è immorale e basta) hanno dei motivi per esistere, allora la domanda successiva è "quali sono questi motivi". O in altre parole, da cosa derivano queste idee? Da qualcosa devono derivare... cosa?

                            La risposta secondo me è semplice, ed è la nostra paura che ci capiti qualcosa di male cosa che, grazie ai neuroni specchio, proiettiamo anche sugli altri, uomini o animali che siano (con le piante, come dicevo, è più difficile, perché non le riconosciamo nemmeno come veri esseri viventi).

                            > Questo può essere vero per te, ma non è che puoi generalizzarlo a tutte le persone.

                            I comportamenti generali li puoi generalizzare a tutte le persone. Come ho detto, i casi particolari esistono sempre, ma non sono un motivo per dire "siccome esiste questo caso particolare allora il ragionamento non funziona più in generale".

                            La mia risposta a "cosa crea l'etica e la morale" ce l'hai... qual'è la tua?

                            > Ribadisco la necessita di separare etica da utilitarismo, perché per me l'etica consiste nel mettersi intorno a un tavolo a ragionare razionalmente e logicamente sulla giustizia.

                            Ok, quindi ti metti attorno a questo tavolo a ragionare razionalmente e logicamente sulla giustizia... ma quello che è giusto per te può essere ingiusto per me. Gli esempi che ti posso fare sono millemila ma immagino che anche tu puoi facilmente individuare innumerevoli esempi in cui tu non sei d'accordo con altri sulla "giustizia" (che alla fine non è altro che una parola diversa per riferirsi al concetto di giusto e sbagliato). Inoltre, giusto e sbagliato non sono né razionali né logici. Logico e razionale sarebbe che il più forte mangia il più debole, considerazioni di tipo sentimentale (come appunto giusto o sbagliato) non sono argomentazioni logiche o razionali a meno che tu non le premetta con delle motivazioni logiche e razionali... come appunto "non voglio che qualcuno mi mangi, quindi ritengo sbagliato il cannibalismo".

                            Quali altre premesse logiche e razionali vedi al vietare il cannibalismo o comunque considerarlo sbagliato?

                            > Allo stesso modo, coloro che si occupano di etica espongono i loro argomenti e sono aperti al dialogo con gli altri, purché il dialogo rimanga su un livello logico/razionale.

                            Puoi fare qualunque ragionamento perfettamente logico e razionale, ma se le premesse sono false, o comunque non sono logiche e razionali, allora l'intero tuo ragionamento cade. Questo è un principio ben conosciuto in logica... se parti da premesse false non importa se tutti i tuoi passaggi sono logicamente corretti... arriverai comunque a conclusioni casuali (giuste o sbagliate).

                            Quindi la domanda è quali sono queste premesse da cui parti? Io quelle che ho identificato te le ho dette, tu quali riesci ad identificare? Se vuoi arrivare ad una conclusione se qualcosa è giusto o sbagliato devi per forza prima spiegare cos'è giusto o sbagliato, in base a cosa lo è, qual'è la base da cui parti e perché questa base è logicamente valida e vera.


                            Prova ad immaginare che un giorno scendano sulla Terra degli alieni, questi alieni prendono la loro energia interamente dal Sole come fanno le piante, quindi non mangiano perché non ne hanno bisogno. Come pensi ci vedrebbero che divoriamo la vita di animali e piante per nostro beneficio? Secondo me ci vedrebbero come dei mostri e vedrebbero questo pianeta come una sorta di incubo. Il loro concetto di giusto e sbagliato sarebbe ovviamente diverso dal nostro. Perché?

                            Perché loro non hanno bisogno di uccidere per sopravvivere, noi ne abbiamo bisogno... divoriamo i nostri simili per sopravvivere. Come dicevo, una banana ha il 50% dei geni in comune con noi e così anche tutte le piante e gli animali sul pianeta (la percentuale cambia ma il concetto è il medesimo), di fatto sono nostri lontano cugini, tutta la vita sulla Terra deriva dagli stessi genitori... non c'è una sola creatura sulla Terra, che sia animale o pianta, che non sia imparentata con noi. Immagina il disgusto di questi alieni nel vedere che ci mangiamo fra di noi... per loro sarebbe come per te vedere qualcuno che mette nel forno un bambino e poi se lo divora.

                            Per loro uccidere, fare e pezzi e mangiare una creatura vivente è sbagliato, punto e basta... per noi è una necessità e quindi ci inventiamo qualunque possibile scusa per dirci "no, è giusto"... c'è chi non mangia animali, chi nemmeno mangia prodotti derivanti dagli animali... ma anche loro non si fanno alcuna remora nel mangiarsi delle piante. O così o muori. Per uno di quegli alieni sarebbe una cosa abominevole e assolutamente sbagliata.

                            > Il punto dell'etica quindi non sta nel crederci dei "santi illuminati", ma nell'usare nei confronti della giustizia lo stesso tipo di approccio che un critico d'arte utilizza nei confronti delle opere d'arte: l'approccio razionale.

                            Si, ma come ho detto la giustizia non è un concetto che non ha basi nella realtà. Non è un concetto astratto o un insieme di assiomi estratti dal nulla. La giustizia deve per forza avere una giustificazione in ciò che dice fondata sul _perché_ qualcosa è giusto o sbagliato. Ed è proprio questo "perché" l'oggetto dell'intera discussione. Poi che una volta identificato il "perché" si proceda in modo logico e razionale a derivare tutta una serie di regole e regolette, ok... ma è il "perché" originale alla base di tutto il castello di ragionamenti a cui sono interessato.

                            > L'idea quindi che l'Africa intera si trasferisca in Italia è assurda: questo non può succedere perché appunto lo spazio per tutti non c'è e perché comunque non è vero che tutti gli africani vogliono lasciare la loro patria.

                            Non serve che la lascino tutti per portare al collasso della nostra società.
                            Il trend è chiaro, noi ci stiamo estinguendo, ogni generazione fa la metà dei figli necessari per mantenere il numero di persone che servono per mantenere una società funzionante... se già ora l'influsso di migranti africani per noi è un problema, figurati nel 2050 quando la loro popolazione sarà doppia di quella attuale (e quindi è logico presumere che pure gli africani che verranno qui saranno il doppio e forse persino di più perché se già ora le risorse in Africa sono poche figurati quando le bocche da sfamare saranno 2 volte tante quelle di oggi) e la nostra popolazione invece sarà inferiore a quella odierna.
                            In una condizione di scarsità del genere sempre più africani vedranno nell'ingresso in Europa la loro unica speranza di sopravvivere, soprattutto se si sono convinti che noi viviamo nel lusso.

                            Ci rendiamo poi conto che questa gente ha tutta una serie di valori e cultura completamente diversi dal nostro e con la quale i nostri figli dovranno volenti o nolenti convivere?
                            L'islam non ha mai dimostrato grandi capacità di convivere con altre culture, gli africani sono per gran parte islamici.
                            E che dire del loro QI medio di 80 che significa che metà di loro ha un QI pari o inferiore ad 80 ed è quindi incapace di fare qualunque mestiere? Chi li mantiene? Perché qualcuno dovrà mantenerli una volta che sono qui o si daranno alla vita criminale, come stanno già facendo molti di loro.

                            > Di questi miliardi di africani semplicemente ci sono un qualche centinaio di migliaia che migrano, spalmandosi di qua e di là sul territorio europeo perché evidentemente non possono e non vogliono venire tutti a Torino.

                            Io nelle notizie di crimini violenti accaduti in Italia o anche nella mia zona, se vado ad approfondire, quasi sempre finisco alla stessa conclusione: il colpevole è un africano, un pakistano, un rumeno, un albanese o comunque qualcuno che con la mia gente non c'entra nulla e che proviene da uno di questi paesi... e quasi sempre i giornali cercano di nascondere la cosa nel mezzo dell'articolo... quando si preoccupano di dirlo esplicitamente (a volte tocca leggere la notizia su svariati giornali prima di trovarne uno che finalmente ti dice l'etnia dei colpevoli).

                            Gli accoltellamenti a Udine oramai sono frequenti, e invariabilmente sono provocati da gruppetti di pakistani, africani o simili (esempio della prima notizia che salta fuori su google-news scrivendo "udine accoltellamento" https://www.udinetoday.it/cronaca/accoltellamento-... ). Prima di loro gli accoltellamenti esistevano, ma erano avvenimenti rari. Quando ero bambino nessuno si sognava di chiudere la porta a chiave andando a dormire la sera, oggi se non lo fai ti danno del pazzo.
                            Una società che prima era ad alta fiducia, è diventata una società del sospetto e della paura. E questo con quei "pochi" (a tuo parere) immigrati che sono venuti qui. Figurati quando saranno di più.

                            Sai quanti crimini nei confronti delle donne si compiono ogni giorno in queste comunità di immigrati e non sto parlando di semplici litigate... ma la stampa non ne parla quasi mai (salvo ogni tanto, nei casi più ecclatanti, come nel caso di Saman uccisa dai genitori)... basta però che un ragazzo italiano ammazzi in un momento di rabbia e gelosia la sua fidanzata che la sinistra ne approfitta per farne un caso nazionale con tanto di richiesta di leggi fatte sull'onda emotiva e aumentare la propaganda femminista nelle scuole per cercare di colpevolizzare l'intera popolazione maschile (cosa che fra l'altro avrà come unico effetto che sempre meno maschi vorranno avere qualcosa a che fare con le femmine, tantomeno sposarsele, perché oramai i maschi hanno capito che le femmine godono di privilegi speciali al punto che basta dirle una parola di storto in un normale momento di rabbia per ritrovarsi additati come mostri).

                            Gli Svizzeri non sono tutti ricchi - Mattia
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                              il 2023-12-01 17:23:13.0 alle 2023-12-01 17:23:13.0
                              Trollate totali: 9886
                              Re: Integrazione
                              Scritto da: Wakko Warner
                              > La mia risposta a "cosa crea l'etica e la morale" ce l'hai... qual'è la tua?

                              Per farla breve: in una società avanzata come la nostra è tendenzialmente la filosofia che crea l'etica. La società moderna è fondamentalmente l'applicazione dell'illuminismo, che comprende al suo interno il liberalismo ma non solo. Anche la convinzione generalizzata che la società debba essere guidata dalla scienza e dalla logica, non da testi sacri (riducendo quindi la fede a una cosa privata da tenere in casa propria), è un concetto illuminista.

                              Una società tribale invece è tendenzialmente guidata dall'istinto, dalla pancia. Dalla convinzione che dare libero sfogo alle proprie pulsioni sia la cosa giusta.
                              È chiaro che non si può banalizzare l'illuminismo sostenendo che si tratti di una cosa di pancia. Ci sono dietro intellettuali che hanno prodotto testi riflessivi, ragionati e articolati.


                              Naturalmente io sono assolutamente favorevole a una società guidata dai libri, dalla cultura alta, perché questo è il presupposto per una società civile.


                              In parole più povere, colui che si occupa seriamente di etica pensa a come creare una società avanzata dove il benessere degli individui può prosperare. Un terreno fertile da cui possono sorgere degli alberi solidi.
                              Sostengo che gli illuministi ci abbiano in gran parte azzeccato, perché dalla fine del 700 fino ad arrivare a oggi c'è stato un progresso del benessere superiore ai migliaia di anni di storia precedenti.

                              Non è un sistema perfetto il nostro, però è quello che ha funzionato meglio fino a ora. Se avessimo continuato a seguire gli "istinti di pancia" dubito che saremmo arrivati dove siamo ora.

                              Fatta questa lunga premessa, rispondo a quello che ha scritto gatto e che più in generale è stato sostenuto in questa discussione.


                              > La libertà di fare, non quella di non subire. L'immigrazione di massa è nociva e stanziarsi in un paese, nel momento in cui diventa un fenomeno di massa, è una violenza contro gli autoctoni.


                              Uno dei principi dell'illuminismo, e più specificatamente del liberalismo, è che il dissenso non deve essere represso.
                              In parte perché tutti noi (o buona parte di noi) sono dissenzienti in qualcosa, quindi la repressione del dissenso porta inevitabilmente alla cancellazione/repressione della nostra identità individuale.


                              Io ad esempio sono pedone e questo è il mio modo di essere dissenziente.

                              Mia madre è vegetariana e soprattutto quando lei era piccola essere vegetariani significava essere dissenzienti.

                              Mia zia è mancina, quindi è dissenziente. Da piccola a scuola le legavano la mano sinistra dietro alla sedia per impedirle di usare la sua mano naturale.

                              Già solo guardando dentro la famiglia c'è un bel po' di dissenso, quindi suppongo che ci sia anche nelle altre famiglie.


                              Diciamo quindi che nel non voler reprimere il dissenso c'è anche un po' di paraculismo: il pensare alle conseguenze negative per noi stessi.

                              Non finisce qui però.


                              L'altra parte della storia, e questo è un ragionamento più sociale, è che visto che non esistono verità assolute, come possiamo noi stabilire quale delle tante verità devono essere imposte dall'alto, cancellando tutte le altre?

                              Tutti i tipi di dissenzienti (vegetariani, pedoni, mancini, omosessuali,...) ci permettono di guardare la cosa da un'angolazione diversa e poter osservare realtà concorrenti fa parte dell'evoluzione sociale (e questo spiega anche il valore della concorrenza in economia, con aziende diverse che possono offrire prodotti diversi).


                              Arriviamo al dunque.

                              Anche uno straniero è un dissenziente. Può essere che sia dissenziente per caratteristiche morfologiche e alcune persone potrebbero dare un gran peso a questo, ma forse quello che a molti preoccupa di più sono altri tipi di dissenso: il fatto che parli una lingua diversa dalla nostra, mangi cose diverse dalle nostre, crede in religioni diverse dalle nostre, ecc ecc...

                              Il volersi sbarazzare dello straniero è fondamentalmente repressione del dissenso.


                              Ora, quello che dici te, ovvero che noi subiamo l'esistenza degli altri, è una cosa vera, ma è la logica che usava Ordine per sostenere la legittimità della repressione di ogni forma di dissenso.

                              In pratica Ordine diceva: "I liberali dicono 'a te cosa ti importa se due uomini stanno insieme o se uno si fuma una canna?'. Bhe, mi importa, perché in questa società di froci e drogati ci devo vivere pure io!".

                              Cosa c'è di diverso tra quello che diceva Ordine e quello che dici te? Se il tuo discorso è razionale allora lo è anche il suo: "Mi stanno sulle palle i froci e quindi li elimino".


                              Gli illuministi/liberali sono perfettamente consapevoli del fatto che a qualcuno potrebbe dare fastidio l'esistenza di qualcosa che esiste nella società, ma ritengono che non si debba assecondare/tollerare gli intolleranti, perché se i capricci di ogni tipo di intollerante venissero soddisfatti ci ritroveremmo in uno stato come la Corea del Nord.

                              Karl Popper ha articolato bene il concetto dicendo che una società tollerante, paradossalmente, non può tollerare/assecondare gli intolleranti.

                              Sappi che anche la tua esistenza probabilmente infastidisce o ha infastidito qualcuno!

                              Per farla molto breve, la logica illuminista/liberale è che dentro casa tua puoi crearti il tuo mondo perfetto: le pareti pitturate come vuoi tu (di rosa), i mobili posizionati come vuoi tu, musica rigorosamente classica e mica quella merda che sparano in giro, ecc ecc...

                              Poi però esci di casa, vai alla posta e le pareti lì sono pitturate di bianco e non di rosa

                              "DIO CANE CHE SCHIFO STE PARETI! Arrabbiato"


                              Vai al bar e ti mettono su musica trap

                              "DIO CANE CHE SCHIFO STA MUSICA! Arrabbiato"


                              A casa tua sul tuo computer vedi solo gnocche da paura, per strada vedi ste cose qui...

                              Immagine postata dall'utente

                              "DIO MA CHE SCHIFO STA DONNA! Arrabbiato"


                              Eh si, tra tutte le cose che non ti piacciono potrebbe esserci anche qualcuno che parla una lingua strana, o con la pelle strana.


                              Torni a casa e dici: "Phewwww.... finalmente! Qui è tutto perfetto!"

                              Se si diffondesse l'idea che reprimere il dissenso è lecito lo stato ti entrerebbe in casa, ti pitturerebbe le pareti di bianco, ti spaccherebbe i CD di Mozart, ti toglierebbe il porno con le gnocche da paura, ti sposterebbe i mobili, ecc ecc..."

                              O magari no, perché magari il dittatore che è al potere al momento supporta i mozartiani con le pareti rosa e il porno nel pc, ma quando arriverà il prossimo golpe e il nuovo dittatore riterrà lecito usare contro i mozartiani con le pareti rosa lo stesso tipo di trattamento che loro hanno usato quando erano al governo, la festa potrebbe finire rapidamente.


                              Tu vuoi cancellare lo straniero che ti infastidisce. Una volta che hai fatto crollare quel sistema che protegge i diritti dei dissenzienti, quando ci vorrà prima che vada al potere qualcuno che prova fastidio per te e che vuole cancellare te e non lo straniero?


                              È per questo che gli illuministi/liberali non solo ignorano, ma addirittura ridicolizzano, coloro che piagnucolano sul fatto che le cose per strada non sono come loro vorrebbero che fossero.
                              Non è che a loro piaccia tutto, anche loro si devono turare il naso quando escono di casa, ma non lo dicono a voce alta.
                              Ignorano e ridicolizzano quelli che si lamentano a voce alta (e che non riescono semplicemente a turarsi il naso) perché capiscono che promuovere la dignità dei piagnucoloni è PERICOLOSISSIMO.


                              Insomma, per concludere con parole molto brevi, le imperfezioni che noi tutti vediamo nel mondo esterno sono il prezzo da pagare per avere i nostri spazi privati in cui anche noi possiamo esistere.
                              Se fai cadere il sistema può succedere che anche quel luogo perfetto in cui ti rifugi, da te controllato, cessi di esistere.

                              Potrebbe non piacerti quello che ti sto per dire, ma pazienza: se per te è così insopportabile vedere stranieri per strada rinchiuditi in casa. Lì di stranieri non ce ne sono. Occhiolino

                              Prima che tu mi dica che non è una cosa proponibile, sappi che anche io provo repulsione per buona parte della società e quindi la evito. Cioè, ho iniziato un po' di tempo fa ad evitare quei luoghi in cui fiorisce quel tipo di società che non mi piace e mi sento davvero bene e in pace con me stesso solo in casa mia.

                              **Modificato dall'autore il 01.12.2023 17:49**
                              • Avatar
                                Scritto da
                                Non Autenticato
                                il 2023-12-01 19:25:47.0 alle 2023-12-01 19:25:47.0
                                Re: Integrazione
                                Scritto da: Mattia
                                > Scritto da: Wakko Warner
                                > > La mia risposta a "cosa crea l'etica e la morale" ce l'hai... qual'è la tua?
                                >
                                > Per farla breve: in una società avanzata come la nostra è tendenzialmente la filosofia che crea l'etica. La società moderna è fondamentalmente l'applicazione dell'illuminismo, che comprende al suo interno il liberalismo ma non solo. Anche la convinzione generalizzata che la società debba essere guidata dalla scienza e dalla logica, non da testi sacri (riducendo quindi la fede a una cosa privata da tenere in casa propria), è un concetto illuminista.
                                >
                                > Una società tribale invece è tendenzialmente guidata dall'istinto, dalla pancia. Dalla convinzione che dare libero sfogo alle proprie pulsioni sia la cosa giusta.
                                > È chiaro che non si può banalizzare l'illuminismo sostenendo che si tratti di una cosa di pancia. Ci sono dietro intellettuali che hanno prodotto testi riflessivi, ragionati e articolati.
                                >
                                >
                                > Naturalmente io sono assolutamente favorevole a una società guidata dai libri, dalla cultura alta, perché questo è il presupposto per una società civile.
                                >
                                >
                                > In parole più povere, colui che si occupa seriamente di etica pensa a come creare una società avanzata dove il benessere degli individui può prosperare. Un terreno fertile da cui possono sorgere degli alberi solidi.
                                > Sostengo che gli illuministi ci abbiano in gran parte azzeccato, perché dalla fine del 700 fino ad arrivare a oggi c'è stato un progresso del benessere superiore ai migliaia di anni di storia precedenti.
                                >
                                > Non è un sistema perfetto il nostro, però è quello che ha funzionato meglio fino a ora. Se avessimo continuato a seguire gli "istinti di pancia" dubito che saremmo arrivati dove siamo ora.

                                Wakko sta semplicemente sostenendo che i principi etici e politici sono delle convenzioni, messe a punto in modo da ottenere il minimo danno reciproco.

                                > Fatta questa lunga premessa, rispondo a quello che ha scritto gatto e che più in generale è stato sostenuto in questa discussione.
                                >
                                >
                                > > La libertà di fare, non quella di non subire. L'immigrazione di massa è nociva e stanziarsi in un paese, nel momento in cui diventa un fenomeno di massa, è una violenza contro gli autoctoni.
                                >
                                >
                                > Uno dei principi dell'illuminismo, e più specificatamente del liberalismo, è che il dissenso non deve essere represso.
                                > In parte perché tutti noi (o buona parte di noi) sono dissenzienti in qualcosa, quindi la repressione del dissenso porta inevitabilmente alla cancellazione/repressione della nostra identità individuale.
                                >
                                >
                                > Io ad esempio sono pedone e questo è il mio modo di essere dissenziente.
                                >
                                > Mia madre è vegetariana e soprattutto quando lei era piccola essere vegetariani significava essere dissenzienti.
                                >
                                > Mia zia è mancina, quindi è dissenziente. Da piccola a scuola le legavano la mano sinistra dietro alla sedia per impedirle di usare la sua mano naturale.
                                >
                                > Già solo guardando dentro la famiglia c'è un bel po' di dissenso, quindi suppongo che ci sia anche nelle altre famiglie.
                                >
                                >
                                > Diciamo quindi che nel non voler reprimere il dissenso c'è anche un po' di paraculismo: il pensare alle conseguenze negative per noi stessi.
                                >
                                > Non finisce qui però.
                                >
                                >
                                > L'altra parte della storia, e questo è un ragionamento più sociale, è che visto che non esistono verità assolute, come possiamo noi stabilire quale delle tante verità devono essere imposte dall'alto, cancellando tutte le altre?
                                >
                                > Tutti i tipi di dissenzienti (vegetariani, pedoni, mancini, omosessuali,...) ci permettono di guardare la cosa da un'angolazione diversa e poter osservare realtà concorrenti fa parte dell'evoluzione sociale (e questo spiega anche il valore della concorrenza in economia, con aziende diverse che possono offrire prodotti diversi).
                                >
                                >
                                > Arriviamo al dunque.
                                >
                                > Anche uno straniero è un dissenziente. Può essere che sia dissenziente per caratteristiche morfologiche e alcune persone potrebbero dare un gran peso a questo, ma forse quello che a molti preoccupa di più sono altri tipi di dissenso: il fatto che parli una lingua diversa dalla nostra, mangi cose diverse dalle nostre, crede in religioni diverse dalle nostre, ecc ecc...
                                >
                                > Il volersi sbarazzare dello straniero è fondamentalmente repressione del dissenso.
                                >
                                >
                                > Ora, quello che dici te, ovvero che noi subiamo l'esistenza degli altri, è una cosa vera, ma è la logica che usava Ordine per sostenere la legittimità della repressione di ogni forma di dissenso.
                                >
                                > In pratica Ordine diceva: "I liberali dicono 'a te cosa ti importa se due uomini stanno insieme o se uno si fuma una canna?'. Bhe, mi importa, perché in questa società di froci e drogati ci devo vivere pure io!".
                                >
                                > Cosa c'è di diverso tra quello che diceva Ordine e quello che dici te? Se il tuo discorso è razionale allora lo è anche il suo: "Mi stanno sulle palle i froci e quindi li elimino".

                                A me non stanno sulle palle gli immigrati: li temo, e il timore cresce man mano che crescono di numero, perché uno per uno sono semplici persone ma insieme sono mattoni di un edificio che rappresenta un fenomeno dannoso. Gli interessi coinvolti in questo edificio sono quello dell'immigrato di star meglio, quello delle aziende di assumere a poco (per una generazione), quello dei politici che credono di ottenere nuovi voti... (no, non ci sarà il partito islamico: sarà il PD a mettersi a sostenere assurdità per compiacere gli islamici, sta già succedendo) gli interessi degli autoctoni a livello poitico sono sottovalutati in modo preoccupante da chi ha le vere leve del potere (leghisti e destri non le hanno) per ragioni sia economiche che ideologiche.

                                Quindi tutto il discorso che fai qui sopra e lì sotto cade, trane se mai una questione: in base a quale principio ritengo prevalenti i miei interessi di autoctono su quelli degli immigrati?
                                In base al principio di preesistenza: noi siamo qui da prima!

                                > Gli illuministi/liberali sono perfettamente consapevoli del fatto che a qualcuno potrebbe dare fastidio l'esistenza di qualcosa che esiste nella società, ma ritengono che non si debba assecondare/tollerare gli intolleranti, perché se i capricci di ogni tipo di intollerante venissero soddisfatti ci ritroveremmo in uno stato come la Corea del Nord.
                                >
                                > Karl Popper ha articolato bene il concetto dicendo che una società tollerante, paradossalmente, non può tollerare/assecondare gli intolleranti.
                                >
                                > Sappi che anche la tua esistenza probabilmente infastidisce o ha infastidito qualcuno!
                                >
                                > Per farla molto breve, la logica illuminista/liberale è che dentro casa tua puoi crearti il tuo mondo perfetto: le pareti pitturate come vuoi tu (di rosa), i mobili posizionati come vuoi tu, musica rigorosamente classica e mica quella merda che sparano in giro, ecc ecc...
                                >
                                > Poi però esci di casa, vai alla posta e le pareti lì sono pitturate di bianco e non di rosa
                                >
                                > "DIO CANE CHE SCHIFO STE PARETI! Arrabbiato"
                                >
                                >
                                > Vai al bar e ti mettono su musica trap
                                >
                                > "DIO CANE CHE SCHIFO STA MUSICA! Arrabbiato"
                                >
                                >
                                > A casa tua sul tuo computer vedi solo gnocche da paura, per strada vedi ste cose qui...
                                >
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                                > "DIO MA CHE SCHIFO STA DONNA! Arrabbiato"
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                                >
                                > Eh si, tra tutte le cose che non ti piacciono potrebbe esserci anche qualcuno che parla una lingua strana, o con la pelle strana.
                                >
                                >
                                > Torni a casa e dici: "Phewwww.... finalmente! Qui è tutto perfetto!"
                                >
                                > Se si diffondesse l'idea che reprimere il dissenso è lecito lo stato ti entrerebbe in casa, ti pitturerebbe le pareti di bianco, ti spaccherebbe i CD di Mozart, ti toglierebbe il porno con le gnocche da paura, ti sposterebbe i mobili, ecc ecc..."
                                >
                                > O magari no, perché magari il dittatore che è al potere al momento supporta i mozartiani con le pareti rosa e il porno nel pc, ma quando arriverà il prossimo golpe e il nuovo dittatore riterrà lecito usare contro i mozartiani con le pareti rosa lo stesso tipo di trattamento che loro hanno usato quando erano al governo, la festa potrebbe finire rapidamente.
                                >
                                >
                                > Tu vuoi cancellare lo straniero che ti infastidisce. Una volta che hai fatto crollare quel sistema che protegge i diritti dei dissenzienti, quando ci vorrà prima che vada al potere qualcuno che prova fastidio per te e che vuole cancellare te e non lo straniero?
                                >
                                >
                                > È per questo che gli illuministi/liberali non solo ignorano, ma addirittura ridicolizzano, coloro che piagnucolano sul fatto che le cose per strada non sono come loro vorrebbero che fossero.
                                > Non è che a loro piaccia tutto, anche loro si devono turare il naso quando escono di casa, ma non lo dicono a voce alta.
                                > Ignorano e ridicolizzano quelli che si lamentano a voce alta (e che non riescono semplicemente a turarsi il naso) perché capiscono che promuovere la dignità dei piagnucoloni è PERICOLOSISSIMO.
                                >
                                >
                                > Insomma, per concludere con parole molto brevi, le imperfezioni che noi tutti vediamo nel mondo esterno sono il prezzo da pagare per avere i nostri spazi privati in cui anche noi possiamo esistere.
                                > Se fai cadere il sistema può succedere che anche quel luogo perfetto in cui ti rifugi, da te controllato, cessi di esistere.
                                >
                                > Potrebbe non piacerti quello che ti sto per dire, ma pazienza: se per te è così insopportabile vedere stranieri per strada rinchiuditi in casa. Lì di stranieri non ce ne sono. Occhiolino
                                >
                                > Prima che tu mi dica che non è una cosa proponibile, sappi che anche io provo repulsione per buona parte della società e quindi la evito. Cioè, ho iniziato un po' di tempo fa ad evitare quei luoghi in cui fiorisce quel tipo di società che non mi piace e mi sento davvero bene e in pace con me stesso solo in casa mia.

                                Casa mia non è solo uel che sta dentro le pareti, ma anche fuori.

                                In tutto questo discorso tu, e moti altri, mostrate una notevole cecità ad argomenti pratici solo perché contrastano con principi aprioristicamente adottati.
                                • Avatar
                                  ☺
                                  Scritto da
                                  il 2023-12-01 21:16:56.0 alle 2023-12-01 21:16:56.0
                                  Trollate totali: 9886
                                  Re: Integrazione
                                  Scritto da:
                                  > Casa mia non è solo uel che sta dentro le pareti, ma anche fuori.

                                  Dunque, vediamo un po' le conseguenze logiche di questa teoria...

                                  Se a uno stanno sul cazzo le persone con i capelli rossi può legittimamente scegliere di non farle entrare in casa sua.

                                  Se casa tua continua fuori, allora puoi rimuovere le persone coi capelli rossi dalla circolazione perché non le sopporti.

                                  È chiara la conseguenza logica del tuo ragionamento?

                                  > Quindi tutto il discorso che fai qui sopra e lì sotto cade, trane se mai una questione: in base a quale principio ritengo prevalenti i miei interessi di autoctono su quelli degli immigrati?
                                  > In base al principio di preesistenza: noi siamo qui da prima!

                                  Vediamo un po'...

                                  In casa mia c'è solo musica classica.

                                  Hai detto che casa mia continua anche fuori da casa mia, quindi io voglio che ci sia musica classica anche fuori.
                                  Però fuori mettono musica trap.

                                  Quindi cosa fare? Vieto la musica trap e obbligo tutti i bar e ristoranti a mettere musica classica per legge.

                                  In base a quale principio etico? Oltre al fatto che casa mia continua fuori da casa mia, come già detto, in base al principio di preesistenza: la musica classica esiste da prima della musica trap.

                                  > In tutto questo discorso tu, e moti altri, mostrate una notevole cecità ad argomenti pratici solo perché contrastano con principi aprioristicamente adottati.

                                  Hai detto che ti piace l'etica e non il paraculismo. Bene, questa è etica. Analizzare le cose con la logica.

                                  Gli argomenti pratici sono l'utilitarismo che dici di rigettare.


                                  **Modificato dall'autore il 01.12.2023 21:19**
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                                    Scritto da
                                    Non Autenticato
                                    il 2023-12-01 22:21:02.0 alle 2023-12-01 22:21:02.0
                                    Re: Integrazione
                                    Scritto da: Mattia
                                    > Scritto da:
                                    > > Casa mia non è solo uel che sta dentro le pareti, ma anche fuori.
                                    >
                                    > Dunque, vediamo un po' le conseguenze logiche di questa teoria...
                                    >
                                    > Se a uno stanno sul cazzo le persone con i capelli rossi può legittimamente scegliere di non farle entrare in casa sua.
                                    >
                                    > Se casa tua continua fuori, allora puoi rimuovere le persone coi capelli rossi dalla circolazione perché non le sopporti.
                                    >
                                    > È chiara la conseguenza logica del tuo ragionamento?

                                    No, perché lo hai deformato a tuo uso personale.

                                    Fuori di casa mia c'è un mondo di cui molte cose possono anche non piacermi, ma è fatto in gran parte di gente sotto vari aspetti simili a me, e probabilmente qualsiasi altro mondo mi piacerebbe di meno. Questi mondi sono ciò che si chiama paesi o nazioni.

                                    Ad esempio, fuori di casa mia il numero di ambientalisti sta sull'1%, qualsiasi etnia immigrata ormai supera questa percentuale e, benché gli immigrati che conosco siano generalmente brave persone, non ho mai trovato un immigrato possedere una vaga cognizione ambientalista. Gli immigrati sono qui per ragioni economiche, punto.

                                    Cito l'ambientalismo perché, benché io mi ritenga in possesso di un'alta dose di comprensione per il prossimo, nel prossimo non vedo in genere la stessa cosa nei miei confronti: a nessuno passa in mente che a me importa anche dell'estetica del mondo (quella prima del boom economico era in procinto di essere perfetta), qui fuori c'è solo gente che ha i soldi come primo e unico obiettivo, eccezion fatta per quell'1%.

                                    Negli immigrati quel % si riduce a zero. Accogliere molti immigrati vuol dire costruire altre case, strade, eccetera in un paese già infestato da strutture. Vuol dire diluire popoli autoctoni già ridotti al lumicino dall'italianizzazione e dalla modernizzazione. Vuol dire far entrare gente che non sa cosa siano diritti e libertà civili e personali. Vuol dire far entrare gente poco istruitam che non porta affatto nuove culture e punti di vista. Che prende lavori che potrebbero fare i disoccupati autoctoni, si accontenta di una paga minore obbligando i residenti a fare altretanto. Non vedo alcun aspetto sotto il quale l'immigrazione sia positiva.

                                    Io capisco che l'immigrato vuole una vita migliore, ma non ne trovo uno che capisca che se arrivano molti come lui la mia vita diventa peggiore.

                                    > > Quindi tutto il discorso che fai qui sopra e lì sotto cade, trane se mai una questione: in base a quale principio ritengo prevalenti i miei interessi di autoctono su quelli degli immigrati?
                                    > > In base al principio di preesistenza: noi siamo qui da prima!
                                    >
                                    > Vediamo un po'...
                                    >
                                    > In casa mia c'è solo musica classica.
                                    >
                                    > Hai detto che casa mia continua anche fuori da casa mia, quindi io voglio che ci sia musica classica anche fuori.
                                    > Però fuori mettono musica trap.
                                    >
                                    > Quindi cosa fare? Vieto la musica trap e obbligo tutti i bar e ristoranti a mettere musica classica per legge.
                                    >
                                    > In base a quale principio etico? Oltre al fatto che casa mia continua fuori da casa mia, come già detto, in base al principio di preesistenza: la musica classica esiste da prima della musica trap.
                                    >
                                    > > In tutto questo discorso tu, e moti altri, mostrate una notevole cecità ad argomenti pratici solo perché contrastano con principi aprioristicamente adottati.
                                    >
                                    > Hai detto che ti piace l'etica e non il paraculismo. Bene, questa è etica. Analizzare le cose con la logica.
                                    >
                                    > Gli argomenti pratici sono l'utilitarismo che dici di rigettare.

                                    L'utilitarismo può essere odioso ma mostra i vincoli che la realtà pone alle idee.
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                                      il 2023-12-02 11:55:00.0 alle 2023-12-02 11:55:00.0
                                      Trollate totali: 9886
                                      Re: Integrazione
                                      Scritto da:
                                      > > È chiara la conseguenza logica del tuo ragionamento?
                                      >
                                      > No, perché lo hai deformato a tuo uso personale.
                                      >
                                      > Fuori di casa mia c'è un mondo di cui molte cose possono anche non piacermi, ma è fatto in gran parte di gente sotto vari aspetti simili a me

                                      Non ho deformato un bel niente. Tu semplicemente hai un bias che ti porta a credere che la tua intolleranza per gli stranieri o per altri elementi del mondo esterno sia illuminata e che conti di più di altri tipi di intolleranze.

                                      Ti ho spiegato in maniera logica che uno straniero è l'equivalente di un dissidente e non è chiaro perché la tua intolleranza per questo tipo di dissidente è superiore a quella degli altri per altri tipi di dissidenti.


                                      Tu pensi di essere l'unico che quando esce di casa trova un mondo che non gradisce.
                                      Anche io non lo gradisco, ma per motivi diversi dai tuoi.
                                      Se io ad esempio vado al bar non me ne frega niente se la birra mi viene servita da un barista bianco o da un barista nero, ma se mi mettono su canzoni di merda tipo "Cenere" di Lazza nel bar non ci torno più.

                                      Io ho smesso di uscire alla sera in centro città, perché in giro è pieno di gruppetti di 16-18enni che mi stanno sul cazzo al punto tale da farmi star male.
                                      La musica che mettono su in giro, specialmente in certi locali in certe fasce orarie, idem.


                                      Smettendo di uscire alla sera in città, ho perso gran parte della mia vita sociale, i miei amici li vedo molto meno.

                                      Mi passa sempre di più la voglia anche di andare al mare con i miei amici, perché alla sera mi trascinano sempre in locali di merda pieni di 18enni e musica di merda. Quindi di giorno mi godo la spiaggia e il mare, ma di sera è una tortura.
                                      Devo mettere le due cose sul piatto della bilancia per capire se mi convenga andare al mare con loro oppure no.


                                      Tu pensi di essere l'unico che ha problemi esistenziali, l'unico a cui non piace il mondo là fuori. Perciò pensi: "Cosa vuoi che sia? Facciamo due leggine per gatto e siamo apposto... tutte le altre libertà restano!".

                                      Non è così, perché se ogni persona che prova intolleranza per uno o più elementi del mondo là fuori deve essere accontentata, viene vietato/rimosso tutto quanto.


                                      Guarda le cose dalla mia prospettiva: che cosa ci sarebbe di irrazionale da parte mia nel desiderare una legge che fissa il coprifuoco alle 22:00 per i minorenni e che dice che bar/ristoranti hanno solo due opzioni: o non mettono su musica, o mettono musica classica?
                                      Bhe, in realtà ci sarebbe molto di irrazionale, tipo buttare nel cesso gli ultimi 200 anni di storia (ovvero, l'illuminismo), ma se pensassi solo ad assecondare il mio istinto sarebbe esattamente quello che dovrei fare, così potrei andare in vacanza al mare con gli amici sapendo che non finirò in mezzo ad ambientacci.


                                      Quindi io adesso alla sera sto sempre a casa, al massimo faccia una passeggiata sotto casa da solo (io abito in "campagna", non in centro città) perché dentro casa mia è tutto perfetto, come lo voglio io.

                                      Se fai crollare l'illuminismo è possibile che anche il tuo mondo perfetto nei tuoi spazi personali si dissolva. Può darsi che a essere rimosso dalla società sia proprio tu.

                                      Com'era quella frase famosa?

                                      "Prima presero i neri ed ero contento perché i neri non mi piacevano. Poi presero gli ebrei e di nuovo fui contento. Poi presero i comunisti e dissi 'ben fatto!'. Poi presero me."


                                      **Modificato dall'autore il 02.12.2023 12:02**
                                      • Avatar
                                        Scritto da
                                        Non Autenticato
                                        il 2023-12-02 19:28:25.0 alle 2023-12-02 19:28:25.0
                                        Re: Integrazione
                                        Scritto da: Mattia
                                        > Scritto da:
                                        > > > È chiara la conseguenza logica del tuo ragionamento?
                                        > >
                                        > > No, perché lo hai deformato a tuo uso personale.
                                        > >
                                        > > Fuori di casa mia c'è un mondo di cui molte cose possono anche non piacermi, ma è fatto in gran parte di gente sotto vari aspetti simili a me
                                        >
                                        > Non ho deformato un bel niente. Tu semplicemente hai un bias che ti porta a credere che la tua intolleranza per gli stranieri o per altri elementi del mondo esterno sia illuminata e che conti di più di altri tipi di intolleranze.
                                        >
                                        > Ti ho spiegato in maniera logica che uno straniero è l'equivalente di un dissidente e non è chiaro perché la tua intolleranza per questo tipo di dissidente è superiore a quella degli altri per altri tipi di dissidenti.
                                        >
                                        >
                                        > Tu pensi di essere l'unico che quando esce di casa trova un mondo che non gradisce.
                                        > Anche io non lo gradisco, ma per motivi diversi dai tuoi.
                                        > Se io ad esempio vado al bar non me ne frega niente se la birra mi viene servita da un barista bianco o da un barista nero, ma se mi mettono su canzoni di merda tipo "Cenere" di Lazza nel bar non ci torno più.
                                        >
                                        > Io ho smesso di uscire alla sera in centro città, perché in giro è pieno di gruppetti di 16-18enni che mi stanno sul cazzo al punto tale da farmi star male.
                                        > La musica che mettono su in giro, specialmente in certi locali in certe fasce orarie, idem.
                                        >
                                        >
                                        > Smettendo di uscire alla sera in città, ho perso gran parte della mia vita sociale, i miei amici li vedo molto meno.
                                        >
                                        > Mi passa sempre di più la voglia anche di andare al mare con i miei amici, perché alla sera mi trascinano sempre in locali di merda pieni di 18enni e musica di merda. Quindi di giorno mi godo la spiaggia e il mare, ma di sera è una tortura.
                                        > Devo mettere le due cose sul piatto della bilancia per capire se mi convenga andare al mare con loro oppure no.
                                        >
                                        >
                                        > Tu pensi di essere l'unico che ha problemi esistenziali, l'unico a cui non piace il mondo là fuori. Perciò pensi: "Cosa vuoi che sia? Facciamo due leggine per gatto e siamo apposto... tutte le altre libertà restano!".
                                        >
                                        > Non è così, perché se ogni persona che prova intolleranza per uno o più elementi del mondo là fuori deve essere accontentata, viene vietato/rimosso tutto quanto.
                                        >
                                        >
                                        > Guarda le cose dalla mia prospettiva: che cosa ci sarebbe di irrazionale da parte mia nel desiderare una legge che fissa il coprifuoco alle 22:00 per i minorenni e che dice che bar/ristoranti hanno solo due opzioni: o non mettono su musica, o mettono musica classica?
                                        > Bhe, in realtà ci sarebbe molto di irrazionale, tipo buttare nel cesso gli ultimi 200 anni di storia (ovvero, l'illuminismo), ma se pensassi solo ad assecondare il mio istinto sarebbe esattamente quello che dovrei fare, così potrei andare in vacanza al mare con gli amici sapendo che non finirò in mezzo ad ambientacci.
                                        >
                                        >
                                        > Quindi io adesso alla sera sto sempre a casa, al massimo faccia una passeggiata sotto casa da solo (io abito in "campagna", non in centro città) perché dentro casa mia è tutto perfetto, come lo voglio io.
                                        >
                                        > Se fai crollare l'illuminismo è possibile che anche il tuo mondo perfetto nei tuoi spazi personali si dissolva. Può darsi che a essere rimosso dalla società sia proprio tu.
                                        >
                                        > Com'era quella frase famosa?
                                        >
                                        > "Prima presero i neri ed ero contento perché i neri non mi piacevano. Poi presero gli ebrei e di nuovo fui contento. Poi presero i comunisti e dissi 'ben fatto!'. Poi presero me."

                                        Riavvolgiamo il nastro: io vivo in un paese che in cui in parte mi identifico, in parte no. Gli aspetti con cui non mi identifico corrispondono in genere a fenomeni che hanno trasformato quel paese da cos'era in qualcosa di diverso. Perché dovrei far entrare altra gente che spinge per trasformazioni dello stesso tipo? Perché dovrei trovarlo etico?

                                        Il Piemonte tradizionale che a me piace ed è stato rovinato dalla modernizzazione (lo stesso vale per il Giappone tradizionale e un mucchio di altri posti: prima della guerra qualsiasi tipo di paesaggio era più bello), gli immigrati lasciano l'Africa tradizionale agognando una società moderna. Perché dovrei veder positivamente chi vuole un luogo antitetica a quel che voglio io?
                                        Io ci sono già, loro no: mi avvalgo del diritto di chi viene prima.

                                        L'ugualitarismo liberale è criminale.
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                                          ☺
                                          Scritto da
                                          il 2023-12-03 17:33:13.0 alle 2023-12-03 17:33:13.0
                                          Trollate totali: 9886
                                          Re: Integrazione
                                          Scritto da:
                                          > Riavvolgiamo il nastro

                                          Riavvolgendo il nastro però ci si perde lo sviluppo.

                                          Hai capito quello che voglio dire?

                                          Te la faccio più semplice.


                                          Poniamo, per ipotesi, che in Italia si venga a creare un gruppo di persone che si inventano una loro lingua (diversa da quella italiana o dal dialetto locale), una loro religione o credo laico (diversi da quelli della maggioranza), una loro cucina (diversa da quella italiana), ecc ecc...

                                          Se qualcuno andasse al governo e cominciasse a creare leggi repressive contro questo gruppo, non la troveresti una cosa liberticida?
                                          Non sarebbe corretto affermare che il governo vuole reprimere il dissenso?

                                          Ora, a parte il fatto che non è vero che tutti gli stranieri sono dissenzienti (perché una gran parte di loro si adeguano alla cultura locale maggioritaria e questo è vero soprattutto per i loro figli che nascono e crescono in Italia), se uno straniero mantiene la sua identità è l'equivalente di un dissenziente.

                                          Con questo non è che io pensi di convincerti ad accettare la presenza di stranieri (raramente le persone cambiano idee in discussioni sui forum), ma sto cercando di farti capire perché sono i partiti e i politici con idee liberticide e non liberali/libertari a sostenere idee contro l'immigrazione.
                                          Semplicemente perché c'è un collegamento tra idee liberticide e anti-immigrazione, visto che anche le idee anti-immigrazione sono motivate dalla volontà di reprimere il dissenso.

                                          In parole più povere, c'è una coerenza nel reprimere una comunità dissenziente come quella LGBT e reprimere comunità etniche dissenzienti, così come c'è una coerenza nel non fare entrambe le cose.


                                          Questo dovrebbe rispondere alla tua domanda iniziale, riguardo al perché i partiti e i politici con idee liberali non ti offrono quello che cerchi e ti devi rivolgere ai neofascisti.


                                          > io vivo in un paese che in cui in parte mi identifico, in parte no. Gli aspetti con cui non mi identifico corrispondono in genere a fenomeni che hanno trasformato quel paese da cos'era in qualcosa di diverso. Perché dovrei far entrare altra gente che spinge per trasformazioni dello stesso tipo? Perché dovrei trovarlo etico?
                                          >
                                          > Il Piemonte tradizionale che a me piace ed è stato rovinato dalla modernizzazione (lo stesso vale per il Giappone tradizionale e un mucchio di altri posti: prima della guerra qualsiasi tipo di paesaggio era più bello), gli immigrati lasciano l'Africa tradizionale agognando una società moderna. Perché dovrei veder positivamente chi vuole un luogo antitetica a quel che voglio io?

                                          Lo scenario che descrivi mi pare un po' strano, onestamente.

                                          Non è che un africano venga qui perché gli piace questo.

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                                          Bensì perché gli piace questo.

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                                          Se tutte queste cose gliele metti dentro qui gli va bene uguale.

                                          Immagine postata dall'utente

                                          Anzi, probabilmente è pure più contento, perché chi è che preferisce i palazzi di Scampia a questo?


                                          Quindi, francamente la tua idea che gli africani siano contrari a quello che vorresti te mi sembra un po' strana, a meno che tu non voglia eliminare medicine/acqua potabile/elettricità/gabinetti.

                                          A meno che la tua idea non sia che la speculazione edilizia che porta a costruire palazzoni orrendi come quelli di Scampia fa arrivare gli immigrati così da riempire i palazzi e costruirne di nuovi (e gli africani giocano un ruolo passivo e inconsapevole nell'alimentare business simili), ma in questo caso dovresti lottare contro la speculazione edilizia, contro quella parte dell'economia che deve continuare a costruire per guadagnare, colpendo la radice del problema.

                                          Non c'è niente di male nel dire "qui non si costruisce (più)". Nessun liberale serio direbbe che simili leggi siano liberticide, perché quello che viene fatto del suolo pubblico è una questione pubblica, non privata.



                                          Detto tutto questo, se fosse vero che gli africani ti remano contro potrei capire la tua strategia. Quello che dici tu è: "La politica è come gli scacchi e devo fare mosse vincenti... devo anche essere disposto a tirare dei colpi bassi!".

                                          Io questo lo posso capire: infatti io sono stato bannato da termometropolitico perché ho scritto che Pannella diceva che non bisogna vincere ma convincere, mentre io penso che bisogna VINCERE e che per vincere tutto è lecito, anche mettere della droga sotto il cuscino di Salvini per poi farlo arrestare per spaccio.

                                          Il problema è che, a più riprese, hai demonizzato la sinistra sostenendo che giocasse sporco. Del tipo: "Quel maledetti tirano dei colpi bassi a Trump!".

                                          Bhe, se fondamentalmente tu sdogani il giocare a scacchi per vincere a tutti i costi, devi accettare che lo facciano anche i liberali, non dire che siamo cattivi se mettiamo in atto strategie per disfarci di Trump e simili.

                                          > Io ci sono già, loro no: mi avvalgo del diritto di chi viene prima.

                                          Il principio etico per cui il vecchio avrebbe la precedenza sul nuovo l'hai tirato fuori diverse volte in discussioni diverse, ma la sua logica non mi convince. Sembra più una roba che ti sei inventato per vincere le discussioni, perché dal momento che te praticamente in ogni cosa tendi a preferire il vecchio rispetto al nuovo, è comodo sostenere che il vecchio sia impregnato di santità.

                                          Altrimenti uno potrebbe buttarla sul "È solo questione di gusti e i tuoi gusti non sono migliori dei miei", ma con quel principio etico pensi di mettere via l'interlocutore dicendo: "I miei gusti non saranno migliori dei tuoi, ma quello che piace me è venuto prima e quindi non si può toccare".


                                          Il motivo per cui la logica di questo principio etico non mi convince è che in realtà la cosa logica sarebbe che quando arriva una cosa nuova che è migliore di quella vecchia, quella nuova dovrebbe gradualmente sostituire quella vecchia. Tipo le lampadine che sostituiscono le lampade a petrolio.

                                          Quindi il principio più logico sarebbe se mai che per ogni cosa bisogna sempre adottare la migliore opzione disponibile al momento.

                                          Naturalmente quello che pensi te è che molte cose nuove non siano migliori di quelle vecchie e su questo ti posso anche dare ragione, ma dire che il vecchio non può essere sostituito dal nuovo equivale ad arrestare ANCHE l'evoluzione verso il meglio.


                                          Un esempio tra i tanti che mi vengono è questo: la società basata sul cattolicesimo viene pian piano sostituita da una società che se ne frega sempre di più di quelle cose là.
                                          Il cattolico di turno ti dirà che stai distruggendo secoli di tradizione, ma è giusto così dal mio punto di vista: le religioni non fanno bene alla società. Quindi ben venga se l'ateismo distrugge secoli di tradizione cattolica, sostituendola.


                                          > L'ugualitarismo liberale è criminale.


                                          Di nuovo, non si tratta di convincerti del fatto che l'egualitarismo sia giusto, ma di farti capire perché non esiste liberalismo/libertarismo senza egualitarismo.

                                          Se non c'è uguaglianza formale significa che ci sono gruppi di persone che vengono trattati diversamente da altri e questa differenza può comportare delle differenze in termini di diritti.

                                          Il liberalismo storicamente è nato per combattere i privilegi dell'aristocrazia e affermare il principio per cui tutti gli uomini nascono uguali e con gli stessi diritti.

                                          Come puoi pretendere quindi che il liberalismo butti via le sue radici? È ovvio che le forze politiche che propongono discriminazioni tra gruppi di umani siano illiberali!

                                          Detto in altre parole: se ci sono gruppi privilegiati allora significa che ci sono gruppi che godono di meno libertà, ma il liberalismo sostiene la massima libertà possibile per ogni individuo.

                                          **Modificato dall'autore il 03.12.2023 17:42**
                                      • Avatar
                                        Scritto da
                                        Non Autenticato
                                        il 2023-12-02 20:19:22.0 alle 2023-12-02 20:19:22.0
                                        Re: Integrazione
                                        Scritto da: Mattia
                                        > Scritto da:
                                        > > > È chiara la conseguenza logica del tuo ragionamento?
                                        > >
                                        > > No, perché lo hai deformato a tuo uso personale.
                                        > >
                                        > > Fuori di casa mia c'è un mondo di cui molte cose possono anche non piacermi, ma è fatto in gran parte di gente sotto vari aspetti simili a me
                                        >
                                        > Non ho deformato un bel niente. Tu semplicemente hai un bias che ti porta a credere che la tua intolleranza per gli stranieri o per altri elementi del mondo esterno sia illuminata e che conti di più di altri tipi di intolleranze.
                                        >
                                        > Ti ho spiegato in maniera logica che uno straniero è l'equivalente di un dissidente e non è chiaro perché la tua intolleranza per questo tipo di dissidente è superiore a quella degli altri per altri tipi di dissidenti.
                                        >
                                        >
                                        > Tu pensi di essere l'unico che quando esce di casa trova un mondo che non gradisce.
                                        > Anche io non lo gradisco, ma per motivi diversi dai tuoi.
                                        > Se io ad esempio vado al bar non me ne frega niente se la birra mi viene servita da un barista bianco o da un barista nero, ma se mi mettono su canzoni di merda tipo "Cenere" di Lazza nel bar non ci torno più.
                                        >
                                        > Io ho smesso di uscire alla sera in centro città, perché in giro è pieno di gruppetti di 16-18enni che mi stanno sul cazzo al punto tale da farmi star male.
                                        > La musica che mettono su in giro, specialmente in certi locali in certe fasce orarie, idem.
                                        >
                                        >
                                        > Smettendo di uscire alla sera in città, ho perso gran parte della mia vita sociale, i miei amici li vedo molto meno.
                                        >
                                        > Mi passa sempre di più la voglia anche di andare al mare con i miei amici, perché alla sera mi trascinano sempre in locali di merda pieni di 18enni e musica di merda. Quindi di giorno mi godo la spiaggia e il mare, ma di sera è una tortura.
                                        > Devo mettere le due cose sul piatto della bilancia per capire se mi convenga andare al mare con loro oppure no.
                                        >

                                        Io invece vorrei andare a ballare con le diciottenni, ma i buttafuori spesso non mi fanno entrare per la mia età.
                                        L'illuminismo è già morto surclassato dal nuovo moralismo laico.

                                        Un giorno o l'altro farò chiudere una di queste discoteche.


                                        >
                                        > Tu pensi di essere l'unico che ha problemi esistenziali, l'unico a cui non piace il mondo là fuori. Perciò pensi: "Cosa vuoi che sia? Facciamo due leggine per gatto e siamo apposto... tutte le altre libertà restano!".
                                        >
                                        > Non è così, perché se ogni persona che prova intolleranza per uno o più elementi del mondo là fuori deve essere accontentata, viene vietato/rimosso tutto quanto.
                                        >
                                        >
                                        > Guarda le cose dalla mia prospettiva: che cosa ci sarebbe di irrazionale da parte mia nel desiderare una legge che fissa il coprifuoco alle 22:00 per i minorenni e che dice che bar/ristoranti hanno solo due opzioni: o non mettono su musica, o mettono musica classica?
                                        > Bhe, in realtà ci sarebbe molto di irrazionale, tipo buttare nel cesso gli ultimi 200 anni di storia (ovvero, l'illuminismo), ma se pensassi solo ad assecondare il mio istinto sarebbe esattamente quello che dovrei fare, così potrei andare in vacanza al mare con gli amici sapendo che non finirò in mezzo ad ambientacci.
                                        >
                                        >
                                        > Quindi io adesso alla sera sto sempre a casa, al massimo faccia una passeggiata sotto casa da solo (io abito in "campagna", non in centro città) perché dentro casa mia è tutto perfetto, come lo voglio io.
                                        >
                                        > Se fai crollare l'illuminismo è possibile che anche il tuo mondo perfetto nei tuoi spazi personali si dissolva. Può darsi che a essere rimosso dalla società sia proprio tu.
                                        >
                                        > Com'era quella frase famosa?
                                        >
                                        > "Prima presero i neri ed ero contento perché i neri non mi piacevano. Poi presero gli ebrei e di nuovo fui contento. Poi presero i comunisti e dissi 'ben fatto!'. Poi presero me."
                                        >
                                        >
                                        > **Modificato dall'autore il 02.12.2023 12:02**
                  • Avatar
                    Scritto da
                    Non Autenticato
                    il 2023-11-29 22:11:57.0 alle 2023-11-29 22:11:57.0
                    Re: Integrazione
                    > Io preferisco ragionare in termini etici che utilitaristi

                    Idem.

                    > Personalmente gli argomenti utilitaristi li trovo disgustosi: se un politico vuole avere il mio voto l'ultima cosa che deve fare è propormi argomenti utilitaristi.

                    Pure io, ma come ho risposto nell'altro post, le idee devono esser compatibili con i fatti.

                    A me è sempre piaciuta la bellezza iperuranica della matematica, con i suoi sistemi logici fatti di assiomi e teoremi: eppure, in fisica questo metodo mi convince meno. La meccanica quantistica mi ha mostrato che se la studi a partire dai

                    "principi della meccanica quantistica"

                    per te la meccanica quantistica coinciderà con quei principi. Ti si proverà a esporre un ragionamento e risponderai: "Impossibile, è incompatibile col principio di indeterminazione: non puoi nemmeno provare a ragionarci sopra!". È invece preferibile dire che si sono verificati dei fatti non spiegati dalle teorie ad essi contemporanee, e per spiegarli è stato costruito un sistema di formule e interpretazioni, che è una cosa molto più rabberciata di un elegante sistema assiomatico, ma può essere discusso e modificato senza mettere in dubbio l'intero sistema.

                    Idem con l'immigrazione. Troverei ragionevole un'immigrazione temporanea, che offra soluzioni a chi ne ha bisogno, da entrambe le parti: ma vedo che gli ideologi vari (dell'accoglienza, della mescolanza, e così via) non ascoltano obiezioni, gli sfruttatori del fenomeno non stanno pensando a lunga scadenza, a loro interessa il profitto presente non i problemi del domani.

                    Problemi che oviamente non esisteranno se gli autoctoni europei saranno annientati, perché non ci sarà nessuno a lamentarsene. Vogliamo farci annientare?
          • Avatar
            Scritto da
            Non Autenticato
            il 2023-11-29 21:34:36.0 alle 2023-11-29 21:34:36.0
            Re: Integrazione
            Scritto da: Mattia
            > Scritto da:
            > > Perché per arginare un'invasione devo votare uno come Salvini che su tutto il resto sostiene posizioni antitetiche alle mie?
            >
            > Semplice: perché le posizioni contro l'immigrazione sono contro la libertà individuale

            La libertà di fare, non quella di non subire. L'immigrazione di massa è nociva e stanziarsi in un paese, nel momento in cui diventa un fenomeno di massa, è una violenza contro gli autoctoni. Non importa quale sia la forza che lo alimenta o l'ideologia che lo giustifica, i cattolici con la fissa dell'accoglienza, le aziende che vogliono lavoratori da pagar poco (anche temporaneamente, le aziende ragionano sempre a breve scadenza), o la semplice forza, è un etnocidio come quello degli indiani d'America.

            > e quindi coerenti con il resto del pacchetto proposto dai neofascisti.

            Perché a destra sono i soli a cui importa delle identità nazionali e degli elementi che le compongono: cultura, stirpe, razza tipo fisico Con la lingua fuori : gli altri sono accecati da ideologie che li rendono ciechi.

            > In pratica per evitare il mescolamento tra etnie diverse oggi è necessario esercitare un autoritarismo ad alta intensità. Una volta le persone erano spontaneamente stanziali perché era difficile spostarsi.

            Oggi ci si può spostare quindi se vuoi che non succeda occorre impedirlo. Anni fa per uccidere il tuo vicino di casa dovevi ricavarti un'arma scheggiando un sasso a colpi di pietre, o pagare in pelli di bisonte qualcuno che sapesse farlo; oggi per poche centinaia di euro puoi comprare una pistola.

            È un problema che mi sto ponendo. Intorno a me vedo estinzione, c'è un modo per evitarla senza violenza? Gli Amish praticano l'isolamento ma questa è una sorta di violenza sull'autonomia dei propri figli.

            Che dovrei dire ai miei figli? Non giocare coi bambini negri perché $cazzata_a_scelta? Eppure se nel paese entrano molti negri i nostri figli si troveranno a giocare coi loro bambini e troveranno naturale formare da grandi delle coppie, e questo porterà alla nostra estinzione per diluizione di un fenotipo recessivo in uno dominante. Una sequenza di azioni eticamente ineccepibili porta a un genocidio come risultato.

            Autoisolarsi è facile, ma poi devi convincere la prossima generazione a farlo, e quella dopo, e così via.

            Provo aspremermi il cervello in cerca di idee ma dall'altra parte, quelle dei favorevoli e dei favoriti, vedo indifferenza per il problema. Se uno è indifferente alla mia identità che sta morendo è come se la stesse uccidendo, perché dovrei astenermi dalla violenza e dalla forza nei suoi confronti?

            > È ovvio quindi che simili posizioni non le troverai mai in forze politiche vicine al liberalismo/libertarismo.

            I libertarian sono in parte contrari all'immigrazione per ragioni riconducibili al principio "la tua libertà finisce dove inizia la mia". I libertari e i liberali sono favorevoli perché sottovalutano il problema, per disinteresse verso le perdite che il fenomeno comporta, perché resi miopi dalle rispettive ideologie.
            • Avatar
              Scritto da
              Non Autenticato
              il 2023-11-30 22:20:01.0 alle 2023-11-30 22:20:01.0
              Re: Integrazione
              > Provo aspremermi il cervello in cerca di idee ma dall'altra parte, quelle dei favorevoli e dei favoriti, vedo indifferenza per il problema.

              Parlando di immigrazione alla gente vedo sue sole reazioni: i contrari che se ne fregano di trovare una soluzione diversa da quella, non così facilmente praticabile come credono, tanto che neppure questo governo stafacendo molto; i favorevoli, che non cercano una soluzione perché non vedono il problema.
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