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L'orecchio musicale e la memoria di MozartMusicaQuando Mozart era bambino, si lamentava per il fatto che il violino di suo padre Leopold non era accordato sulla stessa tonalità di quello di un vicino (andando a memoria, non facendo un confronto diretto tra i due violini). Leopold insisteva sul fatto che il violino fosse accordato correttamente, ma il piccolo Mozart continuò a insistere che non lo fosse. Per dimostrare che il figlio si sbagliava, Leopold andò dal vicino e scoprì che il bimbo aveva ragione: il suo violino era fuori di un quarto di tono.
Dopo aver assistito, insieme a suo padre, a una performance del Miserere di Gregorio Allegri nella Cappella Sistina, Mozart a casa ricostruì il pezzo a memoria, nota per nota, su uno spartito.
**Modificato dall'autore il 08.05.2023 15:52**-
Re: L'orecchio musicale e la memoria di MozartMusicaScritto daNon Autenticatoil 2023-05-08 16:03:06.0 alle 2023-05-08 16:03:06.0> Dopo aver assistito, insieme a suo padre, a una performance del Miserere di Gregorio Allegri nella Cappella Sistina, Mozart a casa ricostruì il pezzo a memoria, nota per nota, su uno spartito.
A ricostruire sarei capace pure io, se conoscessi bene la musica, la notazione e così via. Ma non a memoria, e non per un intero pezzo ascoltato una volta sola.
Per qualche ragione un tratto caratteristico di un brano musicale lo si ricorda a memoria, e arrivato a casa, se uno ha uno strumento musicale, può confrontare le note che ricorda con quelle dello strumento, e riscrivere il tratto di brano. Se uno ricorda un'intera canzone, lo può fare con una canzone. Ma farlo per un intero pezzo richiede un musicista.-
Re: L'orecchio musicale e la memoria di MozartMusicaScritto da:
> > Dopo aver assistito, insieme a suo padre, a una performance del Miserere di Gregorio Allegri nella Cappella Sistina, Mozart a casa ricostruì il pezzo a memoria, nota per nota, su uno spartito.
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> A ricostruire sarei capace pure io, se conoscessi bene la musica, la notazione e così via. Ma non a memoria, e non per un intero pezzo ascoltato una volta sola.
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> Per qualche ragione un tratto caratteristico di un brano musicale lo si ricorda a memoria, e arrivato a casa, se uno ha uno strumento musicale, può confrontare le note che ricorda con quelle dello strumento, e riscrivere il tratto di brano. Se uno ricorda un'intera canzone, lo può fare con una canzone. Ma farlo per un intero pezzo richiede un musicista.
Si bhe, anche io sarei capace a ricostruire la Panirora a memoria avendo a disposizione un pianoforte, ma non con le note esatte.
Le note della Panirora: SOL LA SI SI LA LA SOL SOL LA SI SI LA LA SOL SI SI LA LA SI LA SOL SOL SOL LA SI SI LA LA SOL
Il problema è che se non hai l'orecchio musicale perfetto di Mozart, se modifichi ogni nota della melodia con una nota di mezzo tono più alto, la melodia ti appare come equivalente. Quindi una capra come me azzeccherebbe la distanza tra le note, ma non le note esatte.
Il Mozart bambino invece tirava fuori le note esatte.
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C'erano resoconti di testimoni oculari. Le persone erano entusiaste di lui quando era solo un ragazzino. In una lettera anonima dell'Augsburger Intelligenz-Zettel, una persona ha scritto questa lettera dopo aver ascoltato l'esibizione del bambino prodigio di 7 anni:
"Qualcuno suonava delle note, non solo sul pianoforte, ma su ogni tipo di strumento immaginabile, e il piccolo Mozart era in grado di dire le note esatte che sentiva. Infatti, sentendo suonare una campana, o un orologio o anche un orologio da taschino, era in grado nello stesso momento di nominare la nota della campana o dell'orologio."
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Inoltre, un conto è ricostruire un brano semplice e monofonico come la Panirora, un altro è ricostruire un pastone polifonico con progressioni armoniche complesse come lo sono molti pezzi di musica classica, compreso il Miserere di Gregorio Allegri, scrivendo le note direttamente sullo spartito (senza pianoforte).
Come ha fatto Beethoven, quando era ormai diventato completamente sordo, a comporre una cosa complessa come questa? Una cosa che non è considerata un lavoro dozzinale, ma una delle maggiori sinfonie di sempre...
... a tal punto che "L'Inno alla Gioa", motivo principale del quarto movimento (che inizia a 45:39) è stato adottato come inno europeo, a testimonianza della rilevanza storica del pezzo per il mondo occidentale.
Come ha scritto un compositore in Talkclassical "Io riesco a immaginare una riga di spartito nella mia testa, ma non diciotto insieme, sovrapposte l'una sopra l'altra" (come puoi vedere nel video, lo spartito della sinfonia 9 di Beethoven infatti ha 18 righe).
Mozart e Beethoven avevano la capacità straordinaria che si vede nel video qui sotto (scena del film Amadeus, che parla di Mozart).
**Modificato dall'autore il 08.05.2023 16:44**-
Re: L'orecchio musicale e la memoria di MozartMusicaScritto daNon Autenticatoil 2023-05-09 01:34:25.0 alle 2023-05-09 01:34:25.0Scritto da: Mattia
> Scritto da:
> > > Dopo aver assistito, insieme a suo padre, a una performance del Miserere di Gregorio Allegri nella Cappella Sistina, Mozart a casa ricostruì il pezzo a memoria, nota per nota, su uno spartito.
> >
> > A ricostruire sarei capace pure io, se conoscessi bene la musica, la notazione e così via. Ma non a memoria, e non per un intero pezzo ascoltato una volta sola.
> >
> > Per qualche ragione un tratto caratteristico di un brano musicale lo si ricorda a memoria, e arrivato a casa, se uno ha uno strumento musicale, può confrontare le note che ricorda con quelle dello strumento, e riscrivere il tratto di brano. Se uno ricorda un'intera canzone, lo può fare con una canzone. Ma farlo per un intero pezzo richiede un musicista.
> Il problema è che se non hai l'orecchio musicale perfetto di Mozart, se modifichi ogni nota della melodia con una nota di mezzo tono più alto, la melodia ti appare come equivalente. Quindi una capra come me azzeccherebbe la distanza tra le note, ma non le note esatte.
> Il Mozart bambino invece tirava fuori le note esatte.
Giusta osservazione, infatti io ho un orecchio musicale relativo, ma non assoluto.
> Inoltre, un conto è ricostruire un brano semplice e monofonico come la Panirora, un altro è ricostruire un pastone polifonico con progressioni armoniche complesse come lo sono molti pezzi di musica classica, compreso il Miserere di Gregorio Allegri, scrivendo le note direttamente sullo spartito (senza pianoforte).
Infatti il pastone polifonico non riesco in genere nemmeno a fischiettarlo.
I geni sono capaci di cose prodigiose, ma quel che volevo dire è che non è che gli altri siano assolutamente incapaci.-
Re: L'orecchio musicale e la memoria di MozartMusicaScritto da:
> Infatti il pastone polifonico non riesco in genere nemmeno a fischiettarlo.
Si bhe, se ci sono due, tre o quattro melodie sovrapposte tu ne puoi fischiare solo una alla volta, quindi serve un gruppo di fischiettatori per fischiarle tutte insieme una sopra l'altra.
Con un programma di musica puoi registrare la tua voce svariate volte nello stesso punto in maniera tale da creare un coro con te stesso.
Ad esempio questa fuga di Bach...
... può essere cantata da più persone, ma nessuna persona del coro qui sotto sarebbe in grado di cantare da sola il pastone polifonico. Ogni sezione del coro si concentra sulla propria linea melodica.
Ciò detto, non tutte le melodie sono cantabili, perché una melodia è pensata per poter essere suonata dagli strumenti a cui è destinata e una cosa che è fattibile con il piano può essere difficile o impossibile da riprodurre con la voce, una cosa che è suonabile con un organo non è necessariamente suonabile con un piano e così via...
Ad esempio, con un organo puoi suonare una nota di lunghezza infinita, mentre nel piano no. Con uno strumento a fiato (voce compresa) la massima lunghezza di una nota è proporzionale all'aria che i tuoi polmoni possono contenere.
Infine, non tutte le melodie sono melodiche. È un'espressione paradossale, ma il paradosso è dovuto al fatto che in senso ampio melodia significa "sequenza ordinata di note", ma in senso più stretto la sequenza di note viene percepita da noi come melodia solo se le note della sequenza sono legate insieme da determinate regole armoniche.
Una transizione tra un motivo A e un motivo B potrebbe non essere stata pensata dal compositore per essere una melodia in senso stretto, quindi non viene naturale fischiettare/cantare quel passaggio.
Ciò detto, essendo la fuga qui sopra guardacaso anche cantabile, viene cantata.
Avevo letto da qualche parte che Mozart trattava gli strumenti come se fossero voci umane (e quindi anche i suoi pezzi strumentali sono tendenzialmente cantabili), mentre Haydn trattava le voci umane come se fossero strumenti (e quindi i suoi pezzi vocali sono scomodi per i cantanti).
**Modificato dall'autore il 09.05.2023 12:10**
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