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> > Piccola riflessione per gatto: e se alla gente di oggi piacesse la paccottiglia "ambientale" anche per via dell'educazione data dall'industria musicale?
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> La gente oggi non riceve un'educazione estetica. La medesima gente un tempo non aveva voce in capitolo, l'arte era appannaggio dell'aristocrazia e la borghesia si dava da fare per copiarla.
È che semplicemente gli aristocratici erano gli unici che si potevano permettere il lusso di avere dei passatempi.
Mica penserai che esistesse davvero il "sangue nobile"?
Molte delle persone del terzo stato si sarebbero anche interessate all'arte se avessero potuto accedervi e se avessero avuto il tempo per le distrazioni.
Se il pubblico di Mozart era fatto per lo più di aristocratici è semplicemente perché solo loro potevano permettersi di accedere alle sale (non so se ci fossero anche leggi o regolamenti per cui sono gli aristocratici potevano accedere a quei luoghi).
Oggi come oggi tutti quanti si possono permettere di consumare l'arte, soprattutto la musica visto che la trovi su youtube a gratis, quindi è solo questione di stimolare l'interesse.
> Stasera stavo discutendo di quanto i tablet e i videogiochi rovinino la mente dei bambini. Tra i tre e i quattro anni ho imparato a leggere, scrivere e contare con le lettere magnetiche sul portello di un mobile in cucina. Lettere e numeri per me erano personaggi con cui inventavo delle storie. Altri giochi a disposizione ce n'erano, ad esempio la pongo e gli acquerelli che sono comunque giochi creativi. Una volta imparato a leggere il mio passatempo divenne l'enciclopedia degli animali. Ma se avessi avuto a disposizione un tablet come oggi tutti i bambini, e dei videogiochi, avrei fatto solo quelli, perché l'attrazione esercitata dai videogiochi e il piacere nel giocarli, e il cazzeggiare in genere, surclassano quelli di qualsiasi attività creativa. Avessi dei figli, sarebbe raccomandabile tenerli lontani da sta roba?
Questi sono discorsi da boomer. "Non sai a cosa dare la colpa? Allor dalla ai videogiochi!"
Prima di tutto la categoria "videogiochi" è generica. Di quale videogioco parli, nello specifico? I videogiochi sono diversi tra loro, possibile che tutti quanti siano negativi?
Ci saranno anche videogiochi che instupidiscono i bambini (o più in generale le persone), ma io uso Zelda per controargomentare.
Avevo un amico che alle scuole medie ci trascinava sempre ai castelli di Bellinzona perché era appassionato di roba medievale.
Dal momento che io lo conoscevo da tanti anni, sapevo che ad avergli probabilmente instaurato la passione per il Medioevo, e di conseguenza per i castelli, erano i giochi di Zelda.
Io invece grazie alle colonne sonore del gioco ho iniziato ad ascoltare musica classica.
Credo che giochi e film ambientati nello spazio abbiano alimentato fortemente la passione per l'astronomia che avevo da bambino.
Avevo un libro di astronomia e un telescopio e mi alzavo alle 6 del mattino per guardare pianeti.
Sapevo riconoscere e trovare i pianeti col telescopio.
Poi c'era la teoria, quella nel libro: sapevo spiegare come si formava una stella e come moriva, i vari tipi di stelle, ecc ecc...
Sapevo cosa fossero i pianeti, di cosa erano fatti, quanto erano grandi, quanto erano caldi/freddi, ecc ecc...
Il mio livello di conoscenze era tale che sapevo cosa fosse
l'effetto Doppler 
.
Potevo dare lezioni basiche agli adulti, che si chiedevano come facesse un bambino a sapere tutte quelle cose.
A parte queste cose, ho già spiegato perché Zelda stimola le capacità cognitive: è classificato come "gioco spaccacervello".
Nei giochi di Zelda il giocatore deve completare dei dungeon passando da una stanza all'altra. Le porte per arrivare alle stanze successive sono chiuse e quindi il giocatore deve trovare il modo di aprirle.
Ecco un esempio.
Qui il giocatore entra in una stanza di un dungeon, sale le scale e vede che la porta per passare alla stanza successiva è sbarrata.
Selezionare risoluzione 1080p.
Ispezionando la stanza, notiamo che sulla mano della grande statua c'è un interruttore blu: forse premendolo le sbarre si apriranno?
Proviamo a saltare sulla mano ma non riusciamo a raggiungerla, è troppo lontana.
Continuano a ispezionare la stanza notiamo che c'è un cubo con una scatola appoggiata sopra. A cosa cavolo serve quella scatola?
Ci viene in mente che un tizio che aveva incontrato nel videogioco ci aveva insegnato una canzone da suonare con l'ocarina dicendoci che sarebbe tornata utile".
Proviamo allora a suonare quella melodia con l'ocarina sotto al cubo e in effetti succede qualcosa: comprare un altro cubo da parte al cubo.
Ora, grazie a questo nuovo cubo che è comparso riusciamo a raggiungere l'altro cubo con sopra la scatola. Raggiungiamo la scatola, la rompiamo, ma non contiene niente.
A cosa cazzo serve questa scatola?
Dopo un po' ci viene in mente di provare a suonare la stessa melodia sopra il nuovo cubo che è comparso e... appare un altro cubo in cima alla stanza.
Ora grazie a questo terzo cubo il giocatore riesce a raggiungere l'interruttore blu sulla mano della statua e ci cammina sopra. Notiamo che le sbarre della porta chiusa si aprono, ma appena ci spostiamo dall'interruttore le sbarre si chiudono nuovamente.
Aspetta, ma forse quella scatola che abbiamo spaccato ci poteva venire utile allo scopo: tenere premuto l'interruttore sfruttando il peso.
Avendo rotto la scatola, devo rifare il dungeon da capo per provare la mia teoria.
Allora una volta che compare il terzo blocco imbraccio la scatola così da portarla con me fino all'interruttore... ma ora c'è un altro problema. Avendo la scatola in mano, non riesco ad arrampicarmi sulla parete per raggiungere il terzo cubo e quindi l'interruttore.
Rifacciamo di nuovo.
Finalmente, dopo un po', riesco a elaborare un algoritmo che mi consente di portare a termine la mansione, ed è quello che si vede nel video: ogni mossa deve essere fatta nel giusto ordine, se no non funziona.
Nel video tutto viene fatto velocemente perché la soluzione è già stata trovata.
Un altro esempio.
Anche qui entro in una stanza e la porta per la stanza successiva è sbarrata.
Analizzando la stanza, noto che c'è un cubo in un angolo e una fossa nell'angolo opposto. Probabilmente mettendo il maschio nella femmina la porta si aprirà, ma il problema è che non riesco a spingere il cubo fino alla fossa perché il pavimento è rialzato e quando arrivo al bordo non riesco più a spingerlo.
Non posso alzarlo perché è troppo pesante.
Dopo un po' riesco a trovare la soluzione, cioè quella che si vede nel video.
Quindi, riassumendo:
- FORSE il gioco ti fa sviluppare una passione per medioevo e storia (al mio amico è successo)
- FORSE il gioco ti spinge ad ascoltare musica classica (a me è successo)
- FORSE il gioco ti aiuta a sviluppare le capacità logiche/cognitive (soprattutto da bambino) perché quegli enigmi che ho illustrato sopra sono un po' come tanti piccoli test del QI che costringono il cervello a lavorare
Il peggio che può accadere è che nessuno di questi FORSE si avveri. In tal caso avrai solo perso il tuo tempo esattamente come fa chi si sfonda di serie su Netflix.
I videogiochi possono farti sviluppare dipendenza? Si, come un po' tutte le cose.
Possono distrarti dallo studio o dal dovere? Si, come un po' tutte le passioni e i passatempi.
Se devo dire una cosa negativa che c'è in molti videogiochi è la seguente: ti fanno diventare nervoso, molto nervoso, perché quando perdi ti fanno rifare tutto da capo.
Questa era vero più che altro nei videogiochi degli anni 80-90.
Zelda lo aveva solo in minima parte già negli anni 80-90. Io sono uno che si innervosisce facilmente e devo dire che non ho ricordi di particolari episodi nevrotici con Zelda, con altri giochi invece si.
Quindi, per concludere, non è che tu debba tenere lontano un tuo ipotetico figlio dai videogiochi. Dovresti se mai avere una cultura videoludica per sapere verso quali giochi indirizzarlo, oppure farti consigliare da qualcuno che ha una cultura.
Quando avrai un figlio ricordati dal mio consiglio: The Legend of Zelda.
**Modificato dall'autore il 26.11.2022 16:52**