L'IDEOLOGIA GUERRAFONDAIA DURA A MORIRE SI BASA ESSENZIALMENTE SU UN FALSO: che le guerre siano in se inevitabili.
Premetto, bisogna essere realistici ed evitare ingenue ipocrisie: finché esisteranno paesi e loro coalizioni dediti a costruire una geopolitica puramente funzionale agli interessi di gruppi di potere elitari, nessun paese anche con le migliori intenzioni potrà essere libero di diminuire le spese militari dedicandole a qualcosa di migliore, quindi il disarmo unilaterale è pura fantasia; el'esperienza di Ghandi, realizzata in una condizione e situazione particolare, non è sempre ripetibile.
Ciò detto
Le guerre sono inevitabili SOLO fintantoché la gente (il cui consenso è fondamentale per la loro attuazione pratica) crederà alle BALLE, alle FANDONIE, a partire dalla creazione di *BASI DI PACE*... sotto l'egida di organizzazioni militari (vedi ad esempio la base NATO di Yavoryv in Ucraina): un organizzazione militare di difesa non è mai puramente difensiva e nel caso della NATO, essa è spesso servita a completare (con finte finalità umanitarie) i processi di conquista degli USA, come in Irak, dove la invasione Usa fu giustificata tramite false prove costruite ad arte.
"La distanza tra sogni e realtà dipende molto anche dalla VOLONTÀ".
Ucraina: industria della difesa italiana nell’Europa che verrà — L'Indro
https://lindro.it/ucraina-industria-della-difesa-i... 
Cito in particolare il passo che maggiormente esprime questa ideologia guerrafondaia.
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L’Italia è un Paese industrializzato. E nel complesso manifatturiero c’è anche la componente difensiva. Ma guardiamo le cose con un occhio più critico e senza ipocrisia. Abbiamo vissuto in passato una forte pressione di un pacifismo generalizzato. Noi tutti amiamo la pace, mi sembra anche superfluo affermarlo, ma la distanza tra i sogni e la realtà a volte è veramente lunga. Per questo mi viene da pensare alla Germania: una nazione uscita praticamente distrutta dalla guerra che essa stessa aveva provocato. I paesi vincitori sono stati inflessibili. I trattati firmati a Parigi il 10 febbraio 1947 erano stati categorici ma alla fine con una politica molto cauta, il popolo tedesco è riuscito a ricompattare una macchina difensiva adeguata. Mentre l’Italia è sempre stata in coda alla spesa militare.
Il mercato della difesa è un moltiplicatore economico, perché tutto quello che si produce ha poi importanti applicazioni civili, ovvero nel mondo di tutti i giorni. Il Senato ha definito il sistema difesa generatore di strutture indispensabili per garantire l’efficienza e la prontezza. Però in Italia ogni volta che si parla di questo argomento ci si gira dall’altra parte del tavolo."
Vero. Verissimo.
**Modificato dall'autore il 20.08.2022 11:51**