Con un mese di ritardo sulla tabella di marcia, la Commissione Europea, guidata da Ursula von der Leyen, arriva al voto mercoledì prossimo, 27 novembre, nella plenaria del Parlamento Europeo a Strasburgo. Avrebbe dovuto essere votata nella plenaria di ottobre, ma il Parlamento ha bocciato i candidati di Romania e Ungheria, Rovana Plumb e Laszlo Trocsanyi, prima ancora di farli arrivare in audizione, per conflitto di interessi, e poi la candidata francese, Sylvie Goulard, dopo due audizioni.
Il processo di sostituzione dei tre candidati ha preso qualche tempo, soprattutto a causa dei ritardi prima della Francia, che ha optato per Thierry Breton, un dirigente d'azienda già ministro del Tesoro che viene dalle fila dei Republicains, e poi della Romania, che ha cambiato governo proprio in ottobre.
Von der Leyen ha anche dovuto superare, con fatica, l'ostacolo del commissario britannico mancante: il primo ministro britannico Boris Johnson si è ben guardato dall'indicare un candidato, come si era impegnato a fare quando ha ottenuto il rinvio della Brexit al prossimo 31 gennaio.
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