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    Non Autenticato
    il 2019-11-23 19:39:50.0 alle 2019-11-23 19:39:50.0
    Il punto di vista di una persona di sinistra
    Sto leggendo le vostre discussioni in silenzio e sto vedendo come entrare.
    Da quello che ho capito Mattia è un liberale e quello anonimo è liberale ma anche no perché è nazionalista. Per i liberali gli individui non appartengono a nessuno, per un nazionalista appartengono alle nazioni a prescindere dall'ordinamento giuridico che sta sopra.

    Per noi della vera sinistra invece gli individui non appartengono a nessuno ma le risorse appartengono a tutti.
    Quindi sulla libertà individuale siamo d'accordo con i liberali, ma quando si parla di risorse tra noi e liberali volano sedie perché per loro le risorse sono di chi se le piglia.
    Il liberale Mattia mi pare capisca un po' questa cosa, ma il nazionalista anonimo non capisce che con le sue limitazioni impedisce a certe persone di accedere alle risorse. Il capitalismo concentra il mercato e le risorse in un'area del mondo a scapito di tutti gli altri, perché quei 4 africani che arrivano non hanno secondo il diritto di restare e mangiarsi anche loro un po' di pane e salame? Poi dite di essere cristiani...

    Poi l'anonimo nazionalista odia la sinistra e a lui dico anche questo: il Partito Delinquente (PD) è quella sinistra liberale e criminale che sta rovinando la reputazione della sinistra. Se ci fosse la vera sinistra sarebbe un'altra cosa, molti non sarebbero nemmeno razzisti perché se una persona è felice non si arrabbia con gli altri.
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      ☺
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      il 2019-11-24 06:38:02.0 alle 2019-11-24 06:38:02.0
      Trollate totali: 9900
      Re: Il punto di vista di una persona di sinistra
      Scritto da:
      > Sto leggendo le vostre discussioni in silenzio e sto vedendo come entrare.
      > Da quello che ho capito Mattia è un liberale e quello anonimo è liberale ma anche no perché è nazionalista. Per i liberali gli individui non appartengono a nessuno, per un nazionalista appartengono alle nazioni a prescindere dall'ordinamento giuridico che sta sopra.
      >
      > Per noi della vera sinistra invece gli individui non appartengono a nessuno ma le risorse appartengono a tutti.
      > Quindi sulla libertà individuale siamo d'accordo con i liberali, ma quando si parla di risorse tra noi e liberali volano sedie perché per loro le risorse sono di chi se le piglia.
      > Il liberale Mattia mi pare capisca un po' questa cosa, ma il nazionalista anonimo non capisce che con le sue limitazioni impedisce a certe persone di accedere alle risorse. Il capitalismo concentra il mercato e le risorse in un'area del mondo a scapito di tutti gli altri, perché quei 4 africani che arrivano non hanno secondo il diritto di restare e mangiarsi anche loro un po' di pane e salame? Poi dite di essere cristiani...
      >
      > Poi l'anonimo nazionalista odia la sinistra e a lui dico anche questo: il Partito Delinquente (PD) è quella sinistra liberale e criminale che sta rovinando la reputazione della sinistra. Se ci fosse la vera sinistra sarebbe un'altra cosa, molti non sarebbero nemmeno razzisti perché se una persona è felice non si arrabbia con gli altri.

      Da dove sbuchi te? Sei un utente nuovo? Se sì, come l'hai trovato il forum?

      Io sono un social-liberale (per questo dimostro di capire alcuni dei discorsi fatti dai socialisti) e "l'anonimo nazionalista" si fa chiamare "gatto" e sostanzialmente è uno che odia l'universo, una sorta di misantropo che non sa bene da che parte andare e lotta contro il sistema. Vuole distruggere il sistema ma non sa bene quale sistema vuole.

      Cosa rispondi a quelli che dicono che un sistema rosso (ma proprio rosso rosso) è, per sua proprietà intrinseca, un totalitarismo come il fascismo e il nazismo?


      **Modificato dall'autore il 24.11.2019 06:42**
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      Scritto da
      Non Autenticato
      il 2019-11-24 15:53:38.0 alle 2019-11-24 15:53:38.0
      Re: Il punto di vista di una persona di sinistra
      > Sto leggendo le vostre discussioni in silenzio e sto vedendo come entrare.

      Non fare finta di essere un nuovo utente. Sei Luco, arbitro di linea mancato se non ricordo male Cylon

      > Da quello che ho capito Mattia è un liberale e quello anonimo è liberale ma anche no perché è nazionalista.

      Il mio nazionalismo consiste nel ritenere che i popoli autoctoni abbiano diritto a esistere, e di continuare a esistere anche in un mondo internazionale.

      Tra l'individuo e la collettività più generale esistono comunità intermedie di vario tipo, formate per aggregazione dovuta a vari motivi, e una di queste sono i popoli, le nazioni. Il fattore di aggregazione che ha formato le nazioni, e con esse la diversità di civiltà e culture del mondo, è l'esistenza di barriere naturali. Ora che queste barriere si indeboliscono, ad esempio per la maggior facilità dei movimenti, è importante conservare e tramandare questa diversità perché rappresenta un retaggio culturale, storico, tradizionale. Lasciare che questa etnodiversità sia sostituita da un unico popolo mondiale omogeneizzato è come distruggere un paesaggio per fare al suo posto campi di granoturco.

      Questa diversità è fatta delle caratteristiche che distinguono i popoli e i gli ambienti da essi creati in cui essi sono vissuti fino ad ora: paesaggi, architetture tradizionali, culture materiali, lingue locali, stirpi e il relativo aspetto fisico tipico, che certi chiamano razza.

      Per mentenere tutto questo è necessario continuare a mantenere o instaurare un qualche tipo di separazione. In Brasile, bolsonari permettendo, dopo decenni di battaglie il governo ha riconosciuto che gli indios devono poter vivere separati per sopravvivere conservando se stessi, in un territorio che sia solo loro in cui ci sono solo loro, dal quale possono uscire se lo desiderano, nel quale nessuno possa entrare senza il loro permesso.
      Questo però non vale solo per gli indios, vale per tutti i popoli della terra, compresi gli autoctoni europei.

      I liberali invece, ma anche la sinistra internazionalista, insegnano ai giovani che il retaggio non ha valore. Puntano a creare l'uomo intercambiabile, uguale fra i grattacieli di Dubai, Mumbai, Shanghai. I liberali lo fanno perché un mondo omogeneizzato in cui tutti consumano gli stessi prodotti, ein Volk, ein Reich, ein Markt è favorevole alla loro concezione di economia. La sinistra per ragioni ideologiche, perché intende il popolo come demos, classe sociale, piuttosto che come ethnos.

      Per questa ragione, pur condividendo molte idee dei liberali, non posso dirmi un liberale. I liberali si interessano principalmente all'uomo e all'economia, a me interessa anche altro, la conservazione dell'ambiente sia naturale che culturale. Per me, pur nel migliorare delle tecnologie e del tenore di vita l'aspetto del mondo andrebbe congelato agli anni 50 quando era a un passo dal divenire perfetto, poi il boom economico ha rovinato tutto.
      Pur condividendo certe idee di sinistra, non posso dirmi di sinistra.

      Se leggi il manifesto dell'antimodernità di Massimo Fini vedrai come idee, programmi e propositi della destra, dei cattolici, dei liberali e della sinistra non sono poi così diversi.

      > Per i liberali gli individui non appartengono a nessuno, per un nazionalista appartengono alle nazioni a prescindere dall'ordinamento giuridico che sta sopra.

      Gli individui non appartengono alle nazioni, le formano. Chi non vi si identifica può andare a vivere nelle grandi metropoli internazionali, l'importante è che non ostacoli chi vi si identifica.

      > Per noi della vera sinistra invece gli individui non appartengono a nessuno ma le risorse appartengono a tutti.

      Le risorse naturalmente disponibili occorre che appartengano a tutti, ma quelle che sono frutto del lavoro individuale appartengono agli individui. L'aria circola liberamente e appartiene a tutti. Ciò non solo significa che chiunque ne può attingere, ma che nessuno deve inquinarla. L'acqua della pioggia e dei fiumi appartiene a tutti, ma l'acqua di un pozzo o di una sorgente che si trova in un terreno che ho comprato appartiene a me. Quando ne esce appartiene al proprietario del terreno adiacente, e quando infine confluisce in un rio e in un fiume appartiene alla collettività.

      > Quindi sulla libertà individuale siamo d'accordo con i liberali, ma quando si parla di risorse tra noi e liberali volano sedie perché per loro le risorse sono di chi se le piglia.

      Quando ero bambino ho capito che nel dividersi le risorse la giustizia non è dividere in parti uguali, ma si avvicina di più al concetto liberale. Se davi a me e a mio fratello un yogurt, io lo consumavo tutto, leccavo accuratamente il coperchio e poi ripulivo il vasetto con il cucchiaino, mio fratello si accontentava di mangiarne la maggior parte. Quindi il mio bisogno e desiderio di yogurt è maggiore di quello di mio fratello, e di conseguenza farò in modo di procurarmene di più. Questo è il pregio del libero mercato e della libera iniziativa in confronto a ogni uguaglianza imposta.
      D'altra parte, oltre certi limiti mi si deve impedire di accaparrare yogurt nel momento in cui questa attività priva di yogurt gli altri. Questo è il pregio del socialismo e del comunismo. La giustizia sta in qualche punto di equilibrio fra i due.

      > Il liberale Mattia mi pare capisca un po' questa cosa, ma il nazionalista anonimo non capisce che con le sue limitazioni impedisce a certe persone di accedere alle risorse. Il capitalismo concentra il mercato e le risorse in un'area del mondo a scapito di tutti gli altri, perché quei 4 africani che arrivano non hanno secondo il diritto di restare e mangiarsi anche loro un po' di pane e salame? Poi dite di essere cristiani...

      Peccato che gli immigrati non siano quattro, che continuano a riprodursi come conigli nei paesi d'origine e una volta arrivati qui lo facciano anche qui. Ogni figlio che un immigrato fa nel mio paese sono risorse sottratte a me e alla mia famiglia e discendenza.

      Un punto dell'ideologia liberale è che la libertà di uno finisce dove inizia quella di un altro. Il liberalismo insiste molto sulla libertà di fare, ma è ugualmente importante quella di non subire. La libertà degli altri di fare deve essere soggetta a limiti allorché si scontra con la mia di non subire, e in questo principio si inquadra perfettamente la lotta all'immigrazione di massa, che è un fenomeno largamente dannoso per gli individui e i popoli dei paesi di destinazione.

      > Poi l'anonimo nazionalista odia la sinistra e a lui dico anche questo: il Partito Delinquente (PD) è quella sinistra liberale e criminale che sta rovinando la reputazione della sinistra. Se ci fosse la vera sinistra sarebbe un'altra cosa, molti non sarebbero nemmeno razzisti perché se una persona è felice non si arrabbia con gli altri.

      Quando me la prendo con la sinistra intendo principalmente il PD, la sinistra postmoderna, quello che negli USA chiamano il marxismo culturale. Ma anche la sinistra più a sinistra è ad esso contigua e, anche se ha alcune idee che condivido, ne ha anche altre da combattere.
      Se ci fosse la vera sinistra non sarebbero affatto tutti felici. A ognuno verrebbe dato uno yogurt e a tutti verrebbe impedito di procurarsene altri. O detto in termini più seri, dei moldavi mi hanno raccontato che sotto il comunismo si trovavano benissimo. Lavoravano in un kolkhoz a curare chilometri di vigne, e d'inverno si scaldavano bruciando gli sfalci. Non avevi un lavoro? Lo stato te ne procurava uno. Un modo di vita simile va benissimo finché non desideri altro, ad esempio se non ti piace lavorare e non condividi la mistica del lavoro. In un caso come questo un regime liberale ti lascia almeno la possibilità di provare qualche altra strada, anche se non te ne garantisce il successo, mentre un regime comunista te lo proibisce e ti reprime.

      Il comunismo funziona egregiamente finché tutti sono d'accordo, e si può essere d'accordo in una piccola comunità; in una più grande o in uno stato va imposto, e la necessità di imporlo porta al totalitarismo.
<softv>

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