I cambiamenti climatici potranno rendere ancora più drammatico il gap tra ricchi e poveri in un pianeta in cui il riscaldamento globale potrebbe, già entro il 2030, spingere 120 milioni di persone in una situazione di maggiore povertà e denutrizione. E' questo l'allarme lanciato oggi da un esperto di diritti umani dell'Onu, Philip Alston, che ha parlato del rischio di un nuovo apartheid provocato dai cambiamenti climatici.
"Rischiamo uno scenario di apartheid da clima, con i ricchi che pagano per sfuggire al riscaldamento globale, e la fame ed i conflitti che provoca, mentre il resto del mondo è lasciato a soffrire", ha affermato Alston in una relazione diffusa durante un incontro del Consiglio per i diritti umani a Ginevra.
E questo, ha aggiunto il rapporteur dell'Onu per povertà estrema e diritti umani, sarebbe la conseguenza di un crudele paradosso dal momento che i popoli più poveri sono producono meno emissioni di gas serra, responsabili del riscaldamento globale. Ma rischiano di dover pagare gli effetti maggiori dei cambiamenti climatici, senza avere la capacità e gli strumenti per difendersi.
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