"Un circolo vizioso fatto di privazioni, corruzione e repressione". E' questa la realtà che milioni di nordcoreani si trovano ad affrontare ogni giorno, nel 'regno eremita' di Kim Jong Un. A descrivere le condizioni di vita a nord del 38° parallelo è un rapporto delle Nazioni Unite, che accusa il regime di Pyongyang di una gestione dissennata dell'economia. La sopravvivenza quotidiana, afferma il rapporto, è resa ancora più difficile dalla continua richiesta di mazzette da parte dei funzionari di regime.
Il rapporto, intitolato 'Il prezzo è giusto', è stato realizzato attraverso le interviste fatte a 214 persone che sono riuscite a disertare e mettersi in salvo oltreconfine, tra il 2017 e il 2018. Il collasso del sistema di distribuzione statale negli anni '90, sottolinea il documento, ha costretto circa tre quarti della popolazione a fare ricorso al mercato nero, perché le razioni quotidiane garantite dal regime non sono sufficienti a garantire un'alimentazione adeguata.
"Se ci si limita a seguire le istruzioni del regime, si muore di fame", ha raccontato uno dei disertori. Ed è grazie all'illegalità dei vari mercati 'paralleli' che fiorisce la corruzione, con i funzionari di stato pronti a 'chiudere un occhio' in cambio di denaro. Quelli che possono permetterselo, ha raccontato un altro disertore, "riescono a farla franca su tutto, compreso l'omicidio".
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