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NON ESISTE UN SENSO ETICO COMUNEScritto daSAMURAIL'Ostinatoil 2019-05-05 19:57:49.0 alle 2019-05-05 19:57:49.0Trollate totali: 6492Ieri sera sono stato a una conferenza di "Psicosintesi" e la persona che parlava ha fatto delle affermazioni su cui ho riflettuto molto e alla fine ho dovuto -mio malgrado- dargli ragione.
In sintesi: noi pensiamo che esista un senso etico, un senso della giustizia, un senso di umanità comune a tutti gli esseri umani. Invece purtroppo no! Non esiste un senso comune che vale per tutte le culture e popolazioni della terra. Non esiste un senso etico uguale per tutti, non c'è un sentimento di umanità uguale per tutti. Purtroppo ogni senso di umanità deriva dai condizionamenti culturali e sociali nel posto in cui si vive. Per esempio: noi pensiamo che violentare una donna sia contrario al senso di umanità e etica. Invece no. Ci sono delle popolazioni dove violentare con la forza le donne è normale ed eticamente accettato. Idem per la morale, per il senso di umanità. Insomma: alla fine ognuno ha il suo senso di umanità "personalizzato" in base all'etnia in cui vive e alla cultura in cui è stato allevato. Che delusione....Io pensavo che al di la della varie interpretazioni personali, ci fosse comunque una linea universale che fosse valida per tutti. Invece no. Sono rimasto sconfortato.
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Re: NON ESISTE UN SENSO ETICO COMUNEScritto daRick SanchezWakkus Horribilisil 2019-05-05 20:02:40.0 alle 2019-05-05 20:02:40.0Trollate totali: 4275Scritto da: SAMURAI
> Ieri sera sono stato a una conferenza di "Psicosintesi" e la persona che parlava ha fatto delle affermazioni su cui ho riflettuto molto e alla fine ho dovuto -mio malgrado- dargli ragione.
> In sintesi: noi pensiamo che esista un senso etico, un senso della giustizia, un senso di umanità comune a tutti gli esseri umani. Invece purtroppo no! Non esiste un senso comune che vale per tutte le culture e popolazioni della terra. Non esiste un senso etico uguale per tutti, non c'è un sentimento di umanità uguale per tutti. Purtroppo ogni senso di umanità deriva dai condizionamenti culturali e sociali nel posto in cui si vive. Per esempio: noi pensiamo che violentare una donna sia contrario al senso di umanità e etica. Invece no. Ci sono delle popolazioni dove violentare con la forza le donne è normale ed eticamente accettato. Idem per la morale, per il senso di umanità. Insomma: alla fine ognuno ha il suo senso di umanità "personalizzato" in base all'etnia in cui vive e alla cultura in cui è stato allevato. Che delusione....Io pensavo che al di la della varie interpretazioni personali, ci fosse comunque una linea universale che fosse valida per tutti. Invece no. Sono rimasto sconfortato.
Chi l'avrebbe mai detto...
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Re: NON ESISTE UN SENSO ETICO COMUNEScritto daNon Autenticatoil 2019-05-05 23:07:44.0 alle 2019-05-05 23:07:44.0Scritto da: Rick Sanchez
> Scritto da: SAMURAI
> > Ieri sera sono stato a una conferenza di "Psicosintesi" e la persona che parlava ha fatto delle affermazioni su cui ho riflettuto molto e alla fine ho dovuto -mio malgrado- dargli ragione.
> > In sintesi: noi pensiamo che esista un senso etico, un senso della giustizia, un senso di umanità comune a tutti gli esseri umani. Invece purtroppo no! Non esiste un senso comune che vale per tutte le culture e popolazioni della terra. Non esiste un senso etico uguale per tutti, non c'è un sentimento di umanità uguale per tutti. Purtroppo ogni senso di umanità deriva dai condizionamenti culturali e sociali nel posto in cui si vive. Per esempio: noi pensiamo che violentare una donna sia contrario al senso di umanità e etica. Invece no. Ci sono delle popolazioni dove violentare con la forza le donne è normale ed eticamente accettato. Idem per la morale, per il senso di umanità. Insomma: alla fine ognuno ha il suo senso di umanità "personalizzato" in base all'etnia in cui vive e alla cultura in cui è stato allevato. Che delusione....Io pensavo che al di la della varie interpretazioni personali, ci fosse comunque una linea universale che fosse valida per tutti. Invece no. Sono rimasto sconfortato.
>
> Chi l'avrebbe mai detto...
Tutti prima o poi abbiamo subito questa delusione.
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Re: NON ESISTE UN SENSO ETICO COMUNEScritto da: SAMURAI
> Ieri sera sono stato a una conferenza di "Psicosintesi" e la persona che parlava ha fatto delle affermazioni su cui ho riflettuto molto e alla fine ho dovuto -mio malgrado- dargli ragione.
> In sintesi: noi pensiamo che esista un senso etico, un senso della giustizia, un senso di umanità comune a tutti gli esseri umani. Invece purtroppo no! Non esiste un senso comune che vale per tutte le culture e popolazioni della terra. Non esiste un senso etico uguale per tutti, non c'è un sentimento di umanità uguale per tutti. Purtroppo ogni senso di umanità deriva dai condizionamenti culturali e sociali nel posto in cui si vive. Per esempio: noi pensiamo che violentare una donna sia contrario al senso di umanità e etica. Invece no. Ci sono delle popolazioni dove violentare con la forza le donne è normale ed eticamente accettato. Idem per la morale, per il senso di umanità. Insomma: alla fine ognuno ha il suo senso di umanità "personalizzato" in base all'etnia in cui vive e alla cultura in cui è stato allevato. Che delusione....Io pensavo che al di la della varie interpretazioni personali, ci fosse comunque una linea universale che fosse valida per tutti. Invece no. Sono rimasto sconfortato.
È ovvio che l'etica non è oggettiva: solo le legghi fisiche sono oggettive, quindi dal punto di vista della natura tutto quello che non è impedito dalle leggi fisiche si può tecnicamente fare.
Questo non toglie però che all'interno della mente umana esiste un senso di giustizia e anche se questo è soggettivo, non significa che tutti i punti di vista vanno messi sullo stesso piano.
Si possono fare dei ragionamenti logici partendo da assiomi soggettivi.
Se per esempio si mette come assioma "la qualità della vita è direttamente proporzionale alla mia libertà e inversamente proporzionale alla probabilità che ho di subire sopraffazioni, violenze e maltrattamenti" (una cosa che l'universo non capisce ma un essere umano sì), allora si arriva logicamente a difendere una società in cui la libertà è massimizzata e la violenza disincentivata.
Questo è sostanzialmente il percorso che hanno seguito gli occidentali negli ultimi due secoli, in particolare negli ultimi decenni... e non penso che dobbiamo pentircene, perché basta informarsi un po' per sapere quanto cazzo stanno male molte persone che vivono in società che hanno seguito percorsi etici diversi.
Se poi invece uno vuole creare una società di animali e di schiavi, lo faccia pure, quando poi viene sbranato dagli altri animali come lui però sono cazzi suoi, non può lamentarsene.
Infine, va anche detto che c'è molto probabilmente una relazione tra l'intelligenza e il desiderio di una società civile, quindi se non tutti concordano su un'etica che ruota intorno a X forse è anche perché non tutti sono ugualmente intelligenti.
I QI più alti sembrerebbero tendere a qualcosa di questo tipo
.
I QI più alti tendono a mettere in piedi società avanzate e civili, che richiedono un certo tipo di etica alla base.
Quindi, è vero che l'etica non è oggettiva, però dirlo troppo forte è un po' decostruzionista. Molti degli occidentali che insistono fortemente su questa idea secondo me sono persone che sarebbero pronte a sdoganare le peggiori barbarie e le peggiori violenze.
Come dire "se io sono un criminale allora cambio il concetto di criminalità così poi smetto di esserlo".
**Modificato dall'autore il 08.05.2019 01:03**-
Re: NON ESISTE UN SENSO ETICO COMUNEScritto daSAMURAIL'Ostinatoil 2019-05-08 13:20:02.0 alle 2019-05-08 13:20:02.0Trollate totali: 6492Anche in una società come quella greca, dove c'erano grandi filosofi e pensatori, la schiavitù non venne mai messa in discussione. Era considerata "etica" e "normale" se non addirittura "utile" all'economia della società. Oggi ci ripugna sapere che qualcuno è schiavo di qualcun'altro e ne possa disporre come vuole, ma ai tempi antichi questo era considerato normale. Stessa cosa per le guerre. Stessa cosa per la prostituzione. Etc. Ci sono cose che, oggi ci appaiono anti-etiche, immorali e aberranti ma che in alcune culture e civiltà erano quasi considerate divine: vedi ad esempio i sacrifici umani e il cannibalismo rituale in alcuni popoli. Quindi dobbiamo rassegnarci a pensare che non esiste un senso morale comune e etico che possa essere al di sopra di ogni condizionamento sociale, culturale e religioso. Insomma: non c'è un filo comune a cui aggrapparsi. Che sconforto.....
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Re: NON ESISTE UN SENSO ETICO COMUNEScritto da: SAMURAI
> Anche in una società come quella greca, dove c'erano grandi filosofi e pensatori, la schiavitù non venne mai messa in discussione. Era considerata "etica" e "normale" se non addirittura "utile" all'economia della società. Oggi ci ripugna sapere che qualcuno è schiavo di qualcun'altro e ne possa disporre come vuole, ma ai tempi antichi questo era considerato normale. Stessa cosa per le guerre. Stessa cosa per la prostituzione. Etc. Ci sono cose che, oggi ci appaiono anti-etiche, immorali e aberranti ma che in alcune culture e civiltà erano quasi considerate divine: vedi ad esempio i sacrifici umani e il cannibalismo rituale in alcuni popoli. Quindi dobbiamo rassegnarci a pensare che non esiste un senso morale comune e etico che possa essere al di sopra di ogni condizionamento sociale, culturale e religioso. Insomma: non c'è un filo comune a cui aggrapparsi. Che sconforto.....
Cazzate, quelle persone sapevano di star facendo del male agli altri ma se ne sbattevano il cazzo.
Il punto è semplicemente questo.
Una morale che tollera violenze, maltrattamenti e sopraffazioni è una morale immorale. Gli antichi di cui parli erano degli animali. Così come si sono evolute la scienza e la tecnica si è evoluta anche la filosofia, che si è evoluta di pari passo con il resto delle cose.
Noi dobbiamo essere fieri di esserci lasciati alle spalle queste barbarie (dobbiamo essere patriottici su questo punto) e mandare a cagare i relativisti che ci vengono a dire che "forse siamo noi a non essere nel giusto", perché sono solo cazzate.
Il livello di benessere e felicità media nel mondo direi che parla piuttosto chiaro.
Verde scuro = massima felicità
Verde chiaro = felicità bassa
... e poi ci sono i valori nel mezzo.
https://en.wikipedia.org/wiki/World_Happiness_Repo...

Salvo fatto per l'Australia, la Svizzera e il Canada, i paesi più felici del mondo in pratica sono la Svezia e i paesi limitrofi, quindi i paesi nordici.
In generale, nei paesi occidentali si sta benino.
Direi che si potrebbe sostanzialmente dire che nei paesi liberali il livello di benessere è più alto che nei paesi illiberali e all'interno della categoria "paesi liberali", quelli "social-liberali" danno maggiori qualità di vita rispetto a quelli "liberisti-liberali".
I relativisti andrebbero catapultati nel verde chiaro oppure rispediti nel passato con la macchina del tempo.
Ovvio, anche noi abbiamo ancora del lavoro da fare, non è che dobbiamo sederci sugli allori.
Però dobbiamo partire da ciò che è stato fatto finora e migliorarlo, non certo tornare indietro. Chi vuole tornare indietro deve essere preso a mitragliate.
Ho poi una cattiva notizia per coloro che rincorrono utopie: un mondo perfetto non esiste.
"C'è la corruzione, c'è la mafia, ci sono gli abusi di potere, c'è questo, c'è quello..."
Queste cose ci saranno sempre, perché fanno parte della natura umana. Quindi è inutile che vi scaldate il culo dicendo che queste sono sono un problema intrinseco della società moderna. Sono problemi itrinseci dell'umanità, perché purtroppo non abbiamo una bacchetta magica per renderci tutti onesti.
In qualsiasi sistema, i dirigenti tenderanno a fare in buona parte i loro interessi, perché è nella natura umana utilizzare il potere a proprio vantaggio.
Quindi, per concludere, uno può fare il relativista finché vuole, ma i numeri sono numeri: noi siamo nel verde scuro.
Su la mano quanti di voi pensano che nel medioevo eravamo anche nel verde scuro.
Sti cazzi, se fossimo ancora in quelle società arcaiche e barbare che anche noi abbiamo avuto in passato, saremmo nel verde chiaro come gli africani.
**Modificato dall'autore il 09.05.2019 14:21**-
Re: NON ESISTE UN SENSO ETICO COMUNEScritto daSAMURAIL'Ostinatoil 2019-05-10 16:57:37.0 alle 2019-05-10 16:57:37.0Trollate totali: 6492Spesso si dice: "il senso comune..."; "la morale comune..", "il sentire comune.."; Ma comune a chi? A nessuno! Ognuno ha la SUA morale, il SUO senso comune e il suo sentire comune. cioè sente in base alla COMUNITA' in cui vive. Ma spesso diamo per scontato che il senso comune per la nostra comunità sia COMUNE per tutto il mondo. Invece no. Riguardo alla storia, nessuno può negare che ci sono stati tanti grandi filosofi come Socrate, pensatori come Platone, matematici come Pitagora. Ovvio che erano figli del loro tempo. Ma se guardo all'umanità non mi pare che l'uomo si sia tanto evoluto dai tempi di Socrate. In fondo facciamo sempre le stesse guerre, abbiamo sempre gli stessi problemi e quindi non possiamo definirci 'superiori' moralmente o culturalmente. Siamo più evoluti tecnologicamente ma spesso questo si è rivelato un boomerang contro noi stessi. Insomma: gratta gratta e sotto c'è ancora l'uomo preistorico.....Ci illudiamo di essere migliori ma è solo un illusione che facciamo finta di credere.
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