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Domanda risolutiva sulla libertà di espressionePoliticaNon credo che sia un caso se questa parte di un mio post nella discussione non abbia ricevuto nessuna risposta... nemmeno da Wakko, che ha quotato il mio post tagliandolo.
Mettiamo pure che io abbia esagerato nel considerare inopportuna la ricostruzione dell'attentato neozelandese in Minecraft (che aveva il chiaro scopo di riderci sopra).
E allora mi si dica "hai esagerato, perché il paletto va messo più in là".
L'idea però che non ci sia un paletto non è credibile: la libertà di espressione illimitata è una stronzata. Come sempre quando uno segue un principio in maniera troppo estrema finisce per rendersi ridicolo.
Qui sotto copio la parte di un mio post che non ha mai ricevuto risposta.Re: Quando arriva un terrorista in moschea
"Per capire se la libertà di espressione possa essere illimitata o no, bisogna prendere il caso più estremo possibile, che potrebbe per esempio essere il bullismo psicologico, che è un forma di violenza usata dai bulli più viscidi.
Immagina per esempio che un giorno il bullo in questione appenda sull'albo della scuola un fotomontaggio con tua sorella che lo prende nel culo e una foto del cadevere di tua madre con una scritta stupida.
Il figlio di troia in questione lo posso si o no querelare? O fa parte anche questo della libertà di espressione?
Se non posso querelarlo l'unica cosa che posso fare è spaccargli uno per uno i denti con un martello. O io non vengo perseguito per avergli spaccato i denti, oppure lo stato (limitando di fatto la libertà di espressione) mi permette di querelarlo, cosa che implica che ci debba essere una base legale che limita la libertà di espressione in determinati casi.
E non c'è nessun bisogno di esagerare, di censurare tutto o di fare leggi per ogni cosa, ma solo ammettere che per i casi estremi una legge serve... e dunque la libertà di espressione illimitata non può esistere.
A dover essere garantita al 100% è solo la libertà di opinione, nonché esprimere educatamente le proprie opinioni.
Fare lo stronzo in maniera deliberata e oltrepassando certi limiti non è un diritto garantito e non deve esserlo."
**Modificato dall'autore il 21.03.2019 15:01**-
Re: Domanda risolutiva sulla libertà di espressionePoliticaScritto daNon Autenticatoil 2019-03-21 17:45:05.0 alle 2019-03-21 17:45:05.0Scritto da: Mattia
> Non credo che sia un caso se questa parte di un mio post nella discussione non abbia ricevuto nessuna risposta... nemmeno da Wakko, che ha quotato il mio post tagliandolo.
>
> Mettiamo pure che io abbia esagerato nel considerare inopportuna la ricostruzione dell'attentato neozelandese in Minecraft (che aveva il chiaro scopo di riderci sopra).
> E allora mi si dica "hai esagerato, perché il paletto va messo più in là".
>
> L'idea però che non ci sia un paletto non è credibile: la libertà di espressione illimitata è una stronzata. Come sempre quando uno segue un principio in maniera troppo estrema finisce per rendersi ridicolo.
>
> Qui sotto copio la parte di un mio post che non ha mai ricevuto risposta.
>
>Re: Quando arriva un terrorista in moschea
>
> "Per capire se la libertà di espressione possa essere illimitata o no, bisogna prendere il caso più estremo possibile, che potrebbe per esempio essere il bullismo psicologico, che è un forma di violenza usata dai bulli più viscidi.
>
> Immagina per esempio che un giorno il bullo in questione appenda sull'albo della scuola un fotomontaggio con tua sorella che lo prende nel culo e una foto del cadevere di tua madre con una scritta stupida.
>
> Il figlio di troia in questione lo posso si o no querelare? O fa parte anche questo della libertà di espressione?
>
> Se non posso querelarlo l'unica cosa che posso fare è spaccargli uno per uno i denti con un martello. O io non vengo perseguito per avergli spaccato i denti, oppure lo stato (limitando di fatto la libertà di espressione) mi permette di querelarlo, cosa che implica che ci debba essere una base legale che limita la libertà di espressione in determinati casi.
> E non c'è nessun bisogno di esagerare, di censurare tutto o di fare leggi per ogni cosa, ma solo ammettere che per i casi estremi una legge serve... e dunque la libertà di espressione illimitata non può esistere.
>
> A dover essere garantita al 100% è solo la libertà di opinione, nonché esprimere educatamente le proprie opinioni.
> Fare lo stronzo in maniera deliberata e oltrepassando certi limiti non è un diritto garantito e non deve esserlo."
>
> **Modificato dall'autore il 21.03.2019 15:01**
io ho spaccato denti per molto meno
la tua libertà di espressione si ferma dove inizia il mio gancio-
Re: Domanda risolutiva sulla libertà di espressionePoliticaScritto da:
> Scritto da: Mattia
> > Non credo che sia un caso se questa parte di un mio post nella discussione non abbia ricevuto nessuna risposta... nemmeno da Wakko, che ha quotato il mio post tagliandolo.
> >
> > Mettiamo pure che io abbia esagerato nel considerare inopportuna la ricostruzione dell'attentato neozelandese in Minecraft (che aveva il chiaro scopo di riderci sopra).
> > E allora mi si dica "hai esagerato, perché il paletto va messo più in là".
> >
> > L'idea però che non ci sia un paletto non è credibile: la libertà di espressione illimitata è una stronzata. Come sempre quando uno segue un principio in maniera troppo estrema finisce per rendersi ridicolo.
> >
> > Qui sotto copio la parte di un mio post che non ha mai ricevuto risposta.
> >
> >Re: Quando arriva un terrorista in moschea
> >
> > "Per capire se la libertà di espressione possa essere illimitata o no, bisogna prendere il caso più estremo possibile, che potrebbe per esempio essere il bullismo psicologico, che è un forma di violenza usata dai bulli più viscidi.
> >
> > Immagina per esempio che un giorno il bullo in questione appenda sull'albo della scuola un fotomontaggio con tua sorella che lo prende nel culo e una foto del cadevere di tua madre con una scritta stupida.
> >
> > Il figlio di troia in questione lo posso si o no querelare? O fa parte anche questo della libertà di espressione?
> >
> > Se non posso querelarlo l'unica cosa che posso fare è spaccargli uno per uno i denti con un martello. O io non vengo perseguito per avergli spaccato i denti, oppure lo stato (limitando di fatto la libertà di espressione) mi permette di querelarlo, cosa che implica che ci debba essere una base legale che limita la libertà di espressione in determinati casi.
> > E non c'è nessun bisogno di esagerare, di censurare tutto o di fare leggi per ogni cosa, ma solo ammettere che per i casi estremi una legge serve... e dunque la libertà di espressione illimitata non può esistere.
> >
> > A dover essere garantita al 100% è solo la libertà di opinione, nonché esprimere educatamente le proprie opinioni.
> > Fare lo stronzo in maniera deliberata e oltrepassando certi limiti non è un diritto garantito e non deve esserlo."
> >
> > **Modificato dall'autore il 21.03.2019 15:01**
>
> io ho spaccato denti per molto meno
>
> la tua libertà di espressione si ferma dove inizia il mio gancio
Nessuno ha ancora risposto tranne il trollino.
E nel frattempo gli altri troll mi prendono in giro per l'espressione "buon senso" senza affrontare il case study.-
Re: Domanda risolutiva sulla libertà di espressionePoliticaScritto daNon Autenticatoil 2019-03-22 14:07:10.0 alle 2019-03-22 14:07:10.0Scritto da: Mattia
> Scritto da:
> > Scritto da: Mattia
> > > Non credo che sia un caso se questa parte di un mio post nella discussione non abbia ricevuto nessuna risposta... nemmeno da Wakko, che ha quotato il mio post tagliandolo.
> > >
> > > Mettiamo pure che io abbia esagerato nel considerare inopportuna la ricostruzione dell'attentato neozelandese in Minecraft (che aveva il chiaro scopo di riderci sopra).
> > > E allora mi si dica "hai esagerato, perché il paletto va messo più in là".
> > >
> > > L'idea però che non ci sia un paletto non è credibile: la libertà di espressione illimitata è una stronzata. Come sempre quando uno segue un principio in maniera troppo estrema finisce per rendersi ridicolo.
> > >
> > > Qui sotto copio la parte di un mio post che non ha mai ricevuto risposta.
> > >
> > >Re: Quando arriva un terrorista in moschea
> > >
> > > "Per capire se la libertà di espressione possa essere illimitata o no, bisogna prendere il caso più estremo possibile, che potrebbe per esempio essere il bullismo psicologico, che è un forma di violenza usata dai bulli più viscidi.
> > >
> > > Immagina per esempio che un giorno il bullo in questione appenda sull'albo della scuola un fotomontaggio con tua sorella che lo prende nel culo e una foto del cadevere di tua madre con una scritta stupida.
> > >
> > > Il figlio di troia in questione lo posso si o no querelare? O fa parte anche questo della libertà di espressione?
> > >
> > > Se non posso querelarlo l'unica cosa che posso fare è spaccargli uno per uno i denti con un martello. O io non vengo perseguito per avergli spaccato i denti, oppure lo stato (limitando di fatto la libertà di espressione) mi permette di querelarlo, cosa che implica che ci debba essere una base legale che limita la libertà di espressione in determinati casi.
> > > E non c'è nessun bisogno di esagerare, di censurare tutto o di fare leggi per ogni cosa, ma solo ammettere che per i casi estremi una legge serve... e dunque la libertà di espressione illimitata non può esistere.
> > >
> > > A dover essere garantita al 100% è solo la libertà di opinione, nonché esprimere educatamente le proprie opinioni.
> > > Fare lo stronzo in maniera deliberata e oltrepassando certi limiti non è un diritto garantito e non deve esserlo."
> > >
> > > **Modificato dall'autore il 21.03.2019 15:01**
> >
> > io ho spaccato denti per molto meno
> >
> > la tua libertà di espressione si ferma dove inizia il mio gancio
>
> Nessuno ha ancora risposto tranne il trollino.
>
> E nel frattempo gli altri troll mi prendono in giro per l'espressione "buon senso" senza affrontare il case study.
Mi sembra che la risposta sia contenuta in quello su cui abbiamo concordato l'altro giorno.
L'elemento essenziale dell'ingiuria e della diffamazione è l'intento offensivo. Non il fatto che uno si senta offeso e querela. Questo intento ad esempio può ravvisarsi nell'uso di parole o espressioni comunemente ritenute offensive e spetta al giudice stabilire se vi sia stato un intento offensivo. Il giudizio sarà diverso se un mio amico mette in bacheca una foto di mia sorella che lo prende nel culo per fare uno scherzo (cretino eh, avrà comunque il suo da fare per convincere il giudice) o un noto bullo fa la stessa cosa. Il giudice sentenzia in base alla sua libera convinzione, per cui se il bullo spergiura che voleva solo fare uno scherzo probabile che il giudice non gli creda.
Non so come invece funzioni negli USA.-
Re: Domanda risolutiva sulla libertà di espressionePoliticaScritto da:
> Scritto da: Mattia
> > Scritto da:
> > > Scritto da: Mattia
> > > > Non credo che sia un caso se questa parte di un mio post nella discussione non abbia ricevuto nessuna risposta... nemmeno da Wakko, che ha quotato il mio post tagliandolo.
> > > >
> > > > Mettiamo pure che io abbia esagerato nel considerare inopportuna la ricostruzione dell'attentato neozelandese in Minecraft (che aveva il chiaro scopo di riderci sopra).
> > > > E allora mi si dica "hai esagerato, perché il paletto va messo più in là".
> > > >
> > > > L'idea però che non ci sia un paletto non è credibile: la libertà di espressione illimitata è una stronzata. Come sempre quando uno segue un principio in maniera troppo estrema finisce per rendersi ridicolo.
> > > >
> > > > Qui sotto copio la parte di un mio post che non ha mai ricevuto risposta.
> > > >
> > > >Re: Quando arriva un terrorista in moschea
> > > >
> > > > "Per capire se la libertà di espressione possa essere illimitata o no, bisogna prendere il caso più estremo possibile, che potrebbe per esempio essere il bullismo psicologico, che è un forma di violenza usata dai bulli più viscidi.
> > > >
> > > > Immagina per esempio che un giorno il bullo in questione appenda sull'albo della scuola un fotomontaggio con tua sorella che lo prende nel culo e una foto del cadevere di tua madre con una scritta stupida.
> > > >
> > > > Il figlio di troia in questione lo posso si o no querelare? O fa parte anche questo della libertà di espressione?
> > > >
> > > > Se non posso querelarlo l'unica cosa che posso fare è spaccargli uno per uno i denti con un martello. O io non vengo perseguito per avergli spaccato i denti, oppure lo stato (limitando di fatto la libertà di espressione) mi permette di querelarlo, cosa che implica che ci debba essere una base legale che limita la libertà di espressione in determinati casi.
> > > > E non c'è nessun bisogno di esagerare, di censurare tutto o di fare leggi per ogni cosa, ma solo ammettere che per i casi estremi una legge serve... e dunque la libertà di espressione illimitata non può esistere.
> > > >
> > > > A dover essere garantita al 100% è solo la libertà di opinione, nonché esprimere educatamente le proprie opinioni.
> > > > Fare lo stronzo in maniera deliberata e oltrepassando certi limiti non è un diritto garantito e non deve esserlo."
> > > >
> > > > **Modificato dall'autore il 21.03.2019 15:01**
> > >
> > > io ho spaccato denti per molto meno
> > >
> > > la tua libertà di espressione si ferma dove inizia il mio gancio
> >
> > Nessuno ha ancora risposto tranne il trollino.
> >
> > E nel frattempo gli altri troll mi prendono in giro per l'espressione "buon senso" senza affrontare il case study.
>
> Mi sembra che la risposta sia contenuta in quello su cui abbiamo concordato l'altro giorno.
>
> L'elemento essenziale dell'ingiuria e della diffamazione è l'intento offensivo. Non il fatto che uno si senta offeso e querela. Questo intento ad esempio può ravvisarsi nell'uso di parole o espressioni comunemente ritenute offensive e spetta al giudice stabilire se vi sia stato un intento offensivo. Il giudizio sarà diverso se un mio amico mette in bacheca una foto di mia sorella che lo prende nel culo per fare uno scherzo (cretino eh, avrà comunque il suo da fare per convincere il giudice) o un noto bullo fa la stessa cosa. Il giudice sentenzia in base alla sua libera convinzione, per cui se il bullo spergiura che voleva solo fare uno scherzo probabile che il giudice non gli creda.
>
> Non so come invece funzioni negli USA.
Next step.
Se qualcuno lo fa a scuola o lo fa in internet cosa cambia?
EDIT
E comunque è una cazzata che a stabilire se l'offesa c'è o meno è l'intento del bullo.
Sei tu a stabilire se l'offesa c'è o meno e il giudice a stabilire se ci sono motivi validi o meno per il fatto che tu ti possa sentire offeso.
**Modificato dall'autore il 22.03.2019 14:49**-
Re: Domanda risolutiva sulla libertà di espressionePoliticaScritto daNon Autenticatoil 2019-03-22 15:19:12.0 alle 2019-03-22 15:19:12.0Scritto da: Mattia
> Scritto da:
> > Scritto da: Mattia
> > > Scritto da:
> > > > Scritto da: Mattia
> > > > > Non credo che sia un caso se questa parte di un mio post nella discussione non abbia ricevuto nessuna risposta... nemmeno da Wakko, che ha quotato il mio post tagliandolo.
> > > > >
> > > > > Mettiamo pure che io abbia esagerato nel considerare inopportuna la ricostruzione dell'attentato neozelandese in Minecraft (che aveva il chiaro scopo di riderci sopra).
> > > > > E allora mi si dica "hai esagerato, perché il paletto va messo più in là".
> > > > >
> > > > > L'idea però che non ci sia un paletto non è credibile: la libertà di espressione illimitata è una stronzata. Come sempre quando uno segue un principio in maniera troppo estrema finisce per rendersi ridicolo.
> > > > >
> > > > > Qui sotto copio la parte di un mio post che non ha mai ricevuto risposta.
> > > > >
> > > > >Re: Quando arriva un terrorista in moschea
> > > > >
> > > > > "Per capire se la libertà di espressione possa essere illimitata o no, bisogna prendere il caso più estremo possibile, che potrebbe per esempio essere il bullismo psicologico, che è un forma di violenza usata dai bulli più viscidi.
> > > > >
> > > > > Immagina per esempio che un giorno il bullo in questione appenda sull'albo della scuola un fotomontaggio con tua sorella che lo prende nel culo e una foto del cadevere di tua madre con una scritta stupida.
> > > > >
> > > > > Il figlio di troia in questione lo posso si o no querelare? O fa parte anche questo della libertà di espressione?
> > > > >
> > > > > Se non posso querelarlo l'unica cosa che posso fare è spaccargli uno per uno i denti con un martello. O io non vengo perseguito per avergli spaccato i denti, oppure lo stato (limitando di fatto la libertà di espressione) mi permette di querelarlo, cosa che implica che ci debba essere una base legale che limita la libertà di espressione in determinati casi.
> > > > > E non c'è nessun bisogno di esagerare, di censurare tutto o di fare leggi per ogni cosa, ma solo ammettere che per i casi estremi una legge serve... e dunque la libertà di espressione illimitata non può esistere.
> > > > >
> > > > > A dover essere garantita al 100% è solo la libertà di opinione, nonché esprimere educatamente le proprie opinioni.
> > > > > Fare lo stronzo in maniera deliberata e oltrepassando certi limiti non è un diritto garantito e non deve esserlo."
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> > > > > **Modificato dall'autore il 21.03.2019 15:01**
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> > > > io ho spaccato denti per molto meno
> > > >
> > > > la tua libertà di espressione si ferma dove inizia il mio gancio
> > >
> > > Nessuno ha ancora risposto tranne il trollino.
> > >
> > > E nel frattempo gli altri troll mi prendono in giro per l'espressione "buon senso" senza affrontare il case study.
> >
> > Mi sembra che la risposta sia contenuta in quello su cui abbiamo concordato l'altro giorno.
> >
> > L'elemento essenziale dell'ingiuria e della diffamazione è l'intento offensivo. Non il fatto che uno si senta offeso e querela. Questo intento ad esempio può ravvisarsi nell'uso di parole o espressioni comunemente ritenute offensive e spetta al giudice stabilire se vi sia stato un intento offensivo. Il giudizio sarà diverso se un mio amico mette in bacheca una foto di mia sorella che lo prende nel culo per fare uno scherzo (cretino eh, avrà comunque il suo da fare per convincere il giudice) o un noto bullo fa la stessa cosa. Il giudice sentenzia in base alla sua libera convinzione, per cui se il bullo spergiura che voleva solo fare uno scherzo probabile che il giudice non gli creda.
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> > Non so come invece funzioni negli USA.
>
> Next step.
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> Se qualcuno lo fa a scuola o lo fa in internet cosa cambia?
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> EDIT
>
> E comunque è una cazzata che a stabilire se l'offesa c'è o meno è l'intento del bullo.
È il criterio della legge italiana.
> Sei tu a stabilire se l'offesa c'è o meno e il giudice a stabilire se ci sono motivi validi o meno per il fatto che tu ti possa sentire offeso.
In teoria sarebbe un ottimo principio, ma in pratica uno può dire di sentirsi offeso per una quisquilia giusto per spillare dei soldi, e mi pare che nel mondo anglosassone sta prassi stia prendendo piede esponenzialmente ad opera dei vari SJW. Perché da quando le elite hanno deciso di spingere per una società forzatamente multirazziale, come uno si dichiara offeso da certi argomenti l'intero sistema gli crede o finge di credergli, essendosi diffuso un chilling effect che impedisce di esprimesrsi contro il sistema.
Voglio dire, se uno scrive un libro contro il pericolo islamico, "il nemico che trattiamo da amico", e qualcun altro salta su a dire "questo libro offende la comunità islamica e io sono musulmano quindi mi sento offeso", troverà una vasta offerta di magistrati, funzionari e politici che gli daranno ragione (vedi Fini e il vilipendio alla religione islamica) perché, avendo i liberal ormai colonizzato vasti spazi, chiunque non sia liberal ha paura di parlare. Ad esempio un giudice potrebbe pensare che mettendosi contro il torrente liberal la sua carriera ne risenta.
Quindi non si può mettere il giudizio sul reato nelle mani di chi si sente offeso. Se uno si sente offeso presenta querela, poi al giudice spetta stabilire se c'è l'intento offensivo.
Aprire a limitazioni di qualunque tipo alla libertà di espressione mette in moto un meccanismo che porta a introdurre ogni altra limitazione, almeno finché non si organizzi un'opposizione abbastanza forte da iniziare a contrastarne qualcuna. Già le limitazioni che sarei disposto a riconoscere (ingiuria, diffamazione, istigazione) sono spiragli potenzialmente pericolosi da tenere costantemente d'occhio, mentre i vari vilipendi esistenti nell'ordinamento italiano sono già fattivamente pericolosi.-
Re: Domanda risolutiva sulla libertà di espressionePoliticaScritto da:
> Scritto da: Mattia
> > Scritto da:
> > > Scritto da: Mattia
> > > > Scritto da:
> > > > > Scritto da: Mattia
> > > > > > Non credo che sia un caso se questa parte di un mio post nella discussione non abbia ricevuto nessuna risposta... nemmeno da Wakko, che ha quotato il mio post tagliandolo.
> > > > > >
> > > > > > Mettiamo pure che io abbia esagerato nel considerare inopportuna la ricostruzione dell'attentato neozelandese in Minecraft (che aveva il chiaro scopo di riderci sopra).
> > > > > > E allora mi si dica "hai esagerato, perché il paletto va messo più in là".
> > > > > >
> > > > > > L'idea però che non ci sia un paletto non è credibile: la libertà di espressione illimitata è una stronzata. Come sempre quando uno segue un principio in maniera troppo estrema finisce per rendersi ridicolo.
> > > > > >
> > > > > > Qui sotto copio la parte di un mio post che non ha mai ricevuto risposta.
> > > > > >
> > > > > >Re: Quando arriva un terrorista in moschea
> > > > > >
> > > > > > "Per capire se la libertà di espressione possa essere illimitata o no, bisogna prendere il caso più estremo possibile, che potrebbe per esempio essere il bullismo psicologico, che è un forma di violenza usata dai bulli più viscidi.
> > > > > >
> > > > > > Immagina per esempio che un giorno il bullo in questione appenda sull'albo della scuola un fotomontaggio con tua sorella che lo prende nel culo e una foto del cadevere di tua madre con una scritta stupida.
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> > > > > > Il figlio di troia in questione lo posso si o no querelare? O fa parte anche questo della libertà di espressione?
> > > > > >
> > > > > > Se non posso querelarlo l'unica cosa che posso fare è spaccargli uno per uno i denti con un martello. O io non vengo perseguito per avergli spaccato i denti, oppure lo stato (limitando di fatto la libertà di espressione) mi permette di querelarlo, cosa che implica che ci debba essere una base legale che limita la libertà di espressione in determinati casi.
> > > > > > E non c'è nessun bisogno di esagerare, di censurare tutto o di fare leggi per ogni cosa, ma solo ammettere che per i casi estremi una legge serve... e dunque la libertà di espressione illimitata non può esistere.
> > > > > >
> > > > > > A dover essere garantita al 100% è solo la libertà di opinione, nonché esprimere educatamente le proprie opinioni.
> > > > > > Fare lo stronzo in maniera deliberata e oltrepassando certi limiti non è un diritto garantito e non deve esserlo."
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> > > > > > **Modificato dall'autore il 21.03.2019 15:01**
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> > > > > io ho spaccato denti per molto meno
> > > > >
> > > > > la tua libertà di espressione si ferma dove inizia il mio gancio
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> > > > Nessuno ha ancora risposto tranne il trollino.
> > > >
> > > > E nel frattempo gli altri troll mi prendono in giro per l'espressione "buon senso" senza affrontare il case study.
> > >
> > > Mi sembra che la risposta sia contenuta in quello su cui abbiamo concordato l'altro giorno.
> > >
> > > L'elemento essenziale dell'ingiuria e della diffamazione è l'intento offensivo. Non il fatto che uno si senta offeso e querela. Questo intento ad esempio può ravvisarsi nell'uso di parole o espressioni comunemente ritenute offensive e spetta al giudice stabilire se vi sia stato un intento offensivo. Il giudizio sarà diverso se un mio amico mette in bacheca una foto di mia sorella che lo prende nel culo per fare uno scherzo (cretino eh, avrà comunque il suo da fare per convincere il giudice) o un noto bullo fa la stessa cosa. Il giudice sentenzia in base alla sua libera convinzione, per cui se il bullo spergiura che voleva solo fare uno scherzo probabile che il giudice non gli creda.
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> > > Non so come invece funzioni negli USA.
> >
> > Next step.
> >
> > Se qualcuno lo fa a scuola o lo fa in internet cosa cambia?
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> > EDIT
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> > E comunque è una cazzata che a stabilire se l'offesa c'è o meno è l'intento del bullo.
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> È il criterio della legge italiana.
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> > Sei tu a stabilire se l'offesa c'è o meno e il giudice a stabilire se ci sono motivi validi o meno per il fatto che tu ti possa sentire offeso.
>
> In teoria sarebbe un ottimo principio, ma in pratica uno può dire di sentirsi offeso per una quisquilia giusto per spillare dei soldi, e mi pare che nel mondo anglosassone sta prassi stia prendendo piede esponenzialmente ad opera dei vari SJW. Perché da quando le elite hanno deciso di spingere per una società forzatamente multirazziale, come uno si dichiara offeso da certi argomenti l'intero sistema gli crede o finge di credergli, essendosi diffuso un chilling effect che impedisce di esprimesrsi contro il sistema.
Non può essere l'intento a stabilire se l'offesa ci sia o meno, perché i bulletti dicono sempre "è solo per ridere"... quello che fa testo è se anche la vittima dei brutti scherzi ride oppure no.
Al giudice spetta stabilire (magari con l'aiuto di una giuria) se, in base al senso comune, quella cosa è o meno un'offesa al decoro della persona colpita.
Con questo si stabilisce se è la vittima a essere troppo permalosa, oppure se ci sono motivi validi per cui la vittima sia senta offesa.
È ovvio che il giudizio non può prescindere della sensibilità collettiva, che è legata alla cultura, ma è giusto che che sia così... e una giuria può essere un termometro culturale.
> Voglio dire, se uno scrive un libro contro il pericolo islamico, "il nemico che trattiamo da amico", e qualcun altro salta su a dire "questo libro offende la comunità islamica e io sono musulmano quindi mi sento offeso"
Si, ma sopra ho messo come criterio il fatto che si tratti di un'offesa personale e non un'offesa generica verso una categoria a cui appartieni.
Inoltre, ho messo come criterio anche il fatto che l'offesa non faccia implicitamente parte nella comunicazione che vuoi fare.
Scrivere un libro in cui dici "il 50% dei musulmani sono favorevoli alla sharia" non è un'offesa, è solo un dato di fatto... e per spiegare questo non c'è bisogno di aggiungere cose inutili come "musulmani di merda", ma anche se lo facessi secondo me non dovrebbe essere reato perché è un'offesa impersonale.
I musulmani però non posso dirsi offesi da una cosa che è vera... ed essendo vera sono loro a offendere il proprio decoro, non tu che lo spieghi.
Partire da questo per poi arrivare a sostenere che l'immigrazione di musulmani è pericolosa è una tesi, un'opinione... e le opinioni devono essere tutelate al 100% dalla costituzione e dalle leggi, così come il diritto di esporle in maniera educata.
Invece sto pensando che ci potrebbe essere un senso nell'estendere il reato di diffamazione anche a gruppi/categorie.
Se scrivi che il 50% dei musulmani sono favorevoli alla sharia devi essere sicuro di quello che dici, cioè devi poter dimostrare di essere in buonafede... perché se diffondi cose false per attirare astio immotivato su un gruppo allora fai una cosa poco bella.
Secondo me nel momento in cui scrivi un libro (o qualsiasi tipo di testo) dovresti poter essere sicuro di non avere nessun problema con la legge fintanto che ti limiti a esporre educatamante fatti e opinioni, stando attento a riportare dati vari e non dati diffamatori.
> Quindi non si può mettere il giudizio sul reato nelle mani di chi si sente offeso. Se uno si sente offeso presenta querela, poi al giudice spetta stabilire se c'è l'intento offensivo.
Il giudice deve stabilire (con l'aiuto di una giuria, quindi servendosi della "saggezza della folla") se la vittima ha motivi validi per sentirsi offesa.
La giuria è scelta randomicamente nella popolazione, rappresenta la popolazione generale, non un gruppo o uno schieramento politico.
> Aprire a limitazioni di qualunque tipo alla libertà di espressione mette in moto un meccanismo che porta a introdurre ogni altra limitazione
E si finisce sempre sul piano inclinato...
Ci sono persone che sostengono praticamente che controllare i confini respingendo gli immigrati irregolari porta la nazione al razzismo... si inizia dal controllo delle frontiere e si finisce a giustificare le leggi razziali.
Questa è una strategia retorica utilizzata contro Salvini da una parte della sinistra, per delegittimare il suo lavoro contro l'immigrazione irregolare.
Non si può mandare in vacca ogni "intento sensato" dicendo "sì, ma poi tutto degenera, sicuro!".
Tra l'altro le leggi che propongo io vanno anche contro gli interessi di chi pensa che si può censurare tutto, visto che ho posto dei criteri precisi e secondo me sensati... quindi non è che io stia spingendo verso quella parte lì, in realtà sto spingendo la questione verso posizioni centriste, che sono pensate per evitare che la cosa degeneri in un senso o nell'altro.
Una cosa che deve fare anche un ministro dell'interno quando gestisce l'immigrazione.
**Modificato dall'autore il 22.03.2019 16:20**-
Re: Domanda risolutiva sulla libertà di espressionePoliticaScritto daNon Autenticatoil 2019-03-22 16:09:35.0 alle 2019-03-22 16:09:35.0Scritto da: Mattia
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> > Scritto da: Mattia
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> > > > Scritto da: Mattia
> > > > > Scritto da:
> > > > > > Scritto da: Mattia
> > > > > > > Non credo che sia un caso se questa parte di un mio post nella discussione non abbia ricevuto nessuna risposta... nemmeno da Wakko, che ha quotato il mio post tagliandolo.
> > > > > > >
> > > > > > > Mettiamo pure che io abbia esagerato nel considerare inopportuna la ricostruzione dell'attentato neozelandese in Minecraft (che aveva il chiaro scopo di riderci sopra).
> > > > > > > E allora mi si dica "hai esagerato, perché il paletto va messo più in là".
> > > > > > >
> > > > > > > L'idea però che non ci sia un paletto non è credibile: la libertà di espressione illimitata è una stronzata. Come sempre quando uno segue un principio in maniera troppo estrema finisce per rendersi ridicolo.
> > > > > > >
> > > > > > > Qui sotto copio la parte di un mio post che non ha mai ricevuto risposta.
> > > > > > >
> > > > > > >Re: Quando arriva un terrorista in moschea
> > > > > > >
> > > > > > > "Per capire se la libertà di espressione possa essere illimitata o no, bisogna prendere il caso più estremo possibile, che potrebbe per esempio essere il bullismo psicologico, che è un forma di violenza usata dai bulli più viscidi.
> > > > > > >
> > > > > > > Immagina per esempio che un giorno il bullo in questione appenda sull'albo della scuola un fotomontaggio con tua sorella che lo prende nel culo e una foto del cadevere di tua madre con una scritta stupida.
> > > > > > >
> > > > > > > Il figlio di troia in questione lo posso si o no querelare? O fa parte anche questo della libertà di espressione?
> > > > > > >
> > > > > > > Se non posso querelarlo l'unica cosa che posso fare è spaccargli uno per uno i denti con un martello. O io non vengo perseguito per avergli spaccato i denti, oppure lo stato (limitando di fatto la libertà di espressione) mi permette di querelarlo, cosa che implica che ci debba essere una base legale che limita la libertà di espressione in determinati casi.
> > > > > > > E non c'è nessun bisogno di esagerare, di censurare tutto o di fare leggi per ogni cosa, ma solo ammettere che per i casi estremi una legge serve... e dunque la libertà di espressione illimitata non può esistere.
> > > > > > >
> > > > > > > A dover essere garantita al 100% è solo la libertà di opinione, nonché esprimere educatamente le proprie opinioni.
> > > > > > > Fare lo stronzo in maniera deliberata e oltrepassando certi limiti non è un diritto garantito e non deve esserlo."
> > > > > > >
> > > > > > > **Modificato dall'autore il 21.03.2019 15:01**
> > > > > >
> > > > > > io ho spaccato denti per molto meno
> > > > > >
> > > > > > la tua libertà di espressione si ferma dove inizia il mio gancio
> > > > >
> > > > > Nessuno ha ancora risposto tranne il trollino.
> > > > >
> > > > > E nel frattempo gli altri troll mi prendono in giro per l'espressione "buon senso" senza affrontare il case study.
> > > >
> > > > Mi sembra che la risposta sia contenuta in quello su cui abbiamo concordato l'altro giorno.
> > > >
> > > > L'elemento essenziale dell'ingiuria e della diffamazione è l'intento offensivo. Non il fatto che uno si senta offeso e querela. Questo intento ad esempio può ravvisarsi nell'uso di parole o espressioni comunemente ritenute offensive e spetta al giudice stabilire se vi sia stato un intento offensivo. Il giudizio sarà diverso se un mio amico mette in bacheca una foto di mia sorella che lo prende nel culo per fare uno scherzo (cretino eh, avrà comunque il suo da fare per convincere il giudice) o un noto bullo fa la stessa cosa. Il giudice sentenzia in base alla sua libera convinzione, per cui se il bullo spergiura che voleva solo fare uno scherzo probabile che il giudice non gli creda.
> > > >
> > > > Non so come invece funzioni negli USA.
> > >
> > > Next step.
> > >
> > > Se qualcuno lo fa a scuola o lo fa in internet cosa cambia?
> > >
> > > EDIT
> > >
> > > E comunque è una cazzata che a stabilire se l'offesa c'è o meno è l'intento del bullo.
> >
> > È il criterio della legge italiana.
> >
> > > Sei tu a stabilire se l'offesa c'è o meno e il giudice a stabilire se ci sono motivi validi o meno per il fatto che tu ti possa sentire offeso.
> >
> > In teoria sarebbe un ottimo principio, ma in pratica uno può dire di sentirsi offeso per una quisquilia giusto per spillare dei soldi, e mi pare che nel mondo anglosassone sta prassi stia prendendo piede esponenzialmente ad opera dei vari SJW. Perché da quando le elite hanno deciso di spingere per una società forzatamente multirazziale, come uno si dichiara offeso da certi argomenti l'intero sistema gli crede o finge di credergli, essendosi diffuso un chilling effect che impedisce di esprimesrsi contro il sistema.
>
> Non può essere l'intento a stabilire se l'offesa ci sia o meno, perché i bulletti dicono sempre "è solo per ridere"... quello che fa testo è se anche la vittima dei brutti scherzi ride oppure no.
>
> Al giudice spetta stabilire (magari con l'aiuto di una giuria) se, in base al senso comune, quella cosa è o meno un'offesa al decoro della persona colpita.
>
> Con questo si stabilisce se è la vittima a essere troppo permalosa, oppure se ci sono motivi validi per cui la vittima sia senta offesa.
>
> È ovvio che il giudizio non può prescindere della sensibilità collettiva, che è legata alla cultura, ma è giusto che che sia così... e una giuria può essere un termometro culturale.
>
> > Voglio dire, se uno scrive un libro contro il pericolo islamico, "il nemico che trattiamo da amico", e qualcun altro salta su a dire "questo libro offende la comunità islamica e io sono musulmano quindi mi sento offeso"
>
> Si, ma sopra ho messo come criterio il fatto che si tratti di un'offesa personale e non un'offesa generica verso una categoria a cui appartieni.
> Inoltre, ho messo come criterio anche il fatto che l'offesa sia implicita nella comunicazione che vuoi fare oppure no.
>
> Scrivere un libro in cui dici "il 50% dei musulmani sono favorevoli alla sharia" non è un'offesa, è solo un dato di fatto... e per spiegare questo non c'è bisogno di aggiungere cose inutili come "musulmani di merda", ma anche se lo facessi secondo non dovrebbe essere reato perché è un'offesa impersonale.
>
> Invece sto pensando che ci potrebbe essere un senso nell'estendere il reato di diffamazione anche a gruppi/categorie.
> Se scrivi che il 50% dei musulmani sono favorevoli alla sharia devi essere sicuro di quello che dici, cioè devi poter dimostrare di essere in buonafede... perché se diffondi cose false per attirare astio immotivato su un gruppo allora fai una cosa poco bella.
>
> Secondo me nel momento in cui scrivi un libro (o qualsiasi tipo di testo) dovresti poter essere sicuro di non avere nessun problema con la legge fintanto che ti limiti a esporre educatamante fatti e opinioni, stando attento a riportare dati vari e non dati diffamatori.
>
> > Quindi non si può mettere il giudizio sul reato nelle mani di chi si sente offeso. Se uno si sente offeso presenta querela, poi al giudice spetta stabilire se c'è l'intento offensivo.
>
> Il giudice deve stabilire (con l'aiuto di una giuria, quindi servendosi della "saggezza della folla") se la vittima ha motivi validi per sentirsi offesa.
>
> La giuria è scelta randomicamente nella popolazione, rappresentano la popolazione in generale, non un gruppo o uno schieramento politico.
>
> > Aprire a limitazioni di qualunque tipo alla libertà di espressione mette in moto un meccanismo che porta a introdurre ogni altra limitazione
>
> E si finisce sempre sul piano inclinato...
>
> Ci sono persone che sostengono praticamente che controllare i confini respingendo gli immigrati irregolari porta la nazione al razzismo... si inizia dal controllo delle frontiere e si finisce a giustificare le leggi razziali.
>
> Questa è una strategia retorica utilizzata contro Salvini da una parte della sinistra, per delegittimare il suo lavoro contro l'immigrazione irregolare.
>
> Non si può mandare in vacca ogni "intento sensato" dicendo "sì, ma poi tutto degenera, sicuro!".
Il piano inclinato è una fallacia LOGICA ma in PRATICA succede sempre.
-
Re: Domanda risolutiva sulla libertà di espressionePoliticaScritto da:
> Scritto da: Mattia
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> > > Scritto da: Mattia
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> > > > > Scritto da: Mattia
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> > > > > > > > Non credo che sia un caso se questa parte di un mio post nella discussione non abbia ricevuto nessuna risposta... nemmeno da Wakko, che ha quotato il mio post tagliandolo.
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> > > > > > > > Mettiamo pure che io abbia esagerato nel considerare inopportuna la ricostruzione dell'attentato neozelandese in Minecraft (che aveva il chiaro scopo di riderci sopra).
> > > > > > > > E allora mi si dica "hai esagerato, perché il paletto va messo più in là".
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> > > > > > > > L'idea però che non ci sia un paletto non è credibile: la libertà di espressione illimitata è una stronzata. Come sempre quando uno segue un principio in maniera troppo estrema finisce per rendersi ridicolo.
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> > > > > > > > Qui sotto copio la parte di un mio post che non ha mai ricevuto risposta.
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> > > > > > > >Re: Quando arriva un terrorista in moschea
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> > > > > > > > "Per capire se la libertà di espressione possa essere illimitata o no, bisogna prendere il caso più estremo possibile, che potrebbe per esempio essere il bullismo psicologico, che è un forma di violenza usata dai bulli più viscidi.
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> > > > > > > > Immagina per esempio che un giorno il bullo in questione appenda sull'albo della scuola un fotomontaggio con tua sorella che lo prende nel culo e una foto del cadevere di tua madre con una scritta stupida.
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> > > > > > > > Il figlio di troia in questione lo posso si o no querelare? O fa parte anche questo della libertà di espressione?
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> > > > > > > > Se non posso querelarlo l'unica cosa che posso fare è spaccargli uno per uno i denti con un martello. O io non vengo perseguito per avergli spaccato i denti, oppure lo stato (limitando di fatto la libertà di espressione) mi permette di querelarlo, cosa che implica che ci debba essere una base legale che limita la libertà di espressione in determinati casi.
> > > > > > > > E non c'è nessun bisogno di esagerare, di censurare tutto o di fare leggi per ogni cosa, ma solo ammettere che per i casi estremi una legge serve... e dunque la libertà di espressione illimitata non può esistere.
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> > > > > > > > A dover essere garantita al 100% è solo la libertà di opinione, nonché esprimere educatamente le proprie opinioni.
> > > > > > > > Fare lo stronzo in maniera deliberata e oltrepassando certi limiti non è un diritto garantito e non deve esserlo."
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> > > > > > > > **Modificato dall'autore il 21.03.2019 15:01**
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> > > > > > > io ho spaccato denti per molto meno
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> > > > > > > la tua libertà di espressione si ferma dove inizia il mio gancio
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> > > > > > Nessuno ha ancora risposto tranne il trollino.
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> > > > > > E nel frattempo gli altri troll mi prendono in giro per l'espressione "buon senso" senza affrontare il case study.
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> > > > > Mi sembra che la risposta sia contenuta in quello su cui abbiamo concordato l'altro giorno.
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> > > > > L'elemento essenziale dell'ingiuria e della diffamazione è l'intento offensivo. Non il fatto che uno si senta offeso e querela. Questo intento ad esempio può ravvisarsi nell'uso di parole o espressioni comunemente ritenute offensive e spetta al giudice stabilire se vi sia stato un intento offensivo. Il giudizio sarà diverso se un mio amico mette in bacheca una foto di mia sorella che lo prende nel culo per fare uno scherzo (cretino eh, avrà comunque il suo da fare per convincere il giudice) o un noto bullo fa la stessa cosa. Il giudice sentenzia in base alla sua libera convinzione, per cui se il bullo spergiura che voleva solo fare uno scherzo probabile che il giudice non gli creda.
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> > > > > Non so come invece funzioni negli USA.
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> > > > Next step.
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> > > > Se qualcuno lo fa a scuola o lo fa in internet cosa cambia?
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> > > > EDIT
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> > > > E comunque è una cazzata che a stabilire se l'offesa c'è o meno è l'intento del bullo.
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> > > È il criterio della legge italiana.
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> > > > Sei tu a stabilire se l'offesa c'è o meno e il giudice a stabilire se ci sono motivi validi o meno per il fatto che tu ti possa sentire offeso.
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> > > In teoria sarebbe un ottimo principio, ma in pratica uno può dire di sentirsi offeso per una quisquilia giusto per spillare dei soldi, e mi pare che nel mondo anglosassone sta prassi stia prendendo piede esponenzialmente ad opera dei vari SJW. Perché da quando le elite hanno deciso di spingere per una società forzatamente multirazziale, come uno si dichiara offeso da certi argomenti l'intero sistema gli crede o finge di credergli, essendosi diffuso un chilling effect che impedisce di esprimesrsi contro il sistema.
> >
> > Non può essere l'intento a stabilire se l'offesa ci sia o meno, perché i bulletti dicono sempre "è solo per ridere"... quello che fa testo è se anche la vittima dei brutti scherzi ride oppure no.
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> > Al giudice spetta stabilire (magari con l'aiuto di una giuria) se, in base al senso comune, quella cosa è o meno un'offesa al decoro della persona colpita.
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> > Con questo si stabilisce se è la vittima a essere troppo permalosa, oppure se ci sono motivi validi per cui la vittima sia senta offesa.
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> > È ovvio che il giudizio non può prescindere della sensibilità collettiva, che è legata alla cultura, ma è giusto che che sia così... e una giuria può essere un termometro culturale.
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> > > Voglio dire, se uno scrive un libro contro il pericolo islamico, "il nemico che trattiamo da amico", e qualcun altro salta su a dire "questo libro offende la comunità islamica e io sono musulmano quindi mi sento offeso"
> >
> > Si, ma sopra ho messo come criterio il fatto che si tratti di un'offesa personale e non un'offesa generica verso una categoria a cui appartieni.
> > Inoltre, ho messo come criterio anche il fatto che l'offesa sia implicita nella comunicazione che vuoi fare oppure no.
> >
> > Scrivere un libro in cui dici "il 50% dei musulmani sono favorevoli alla sharia" non è un'offesa, è solo un dato di fatto... e per spiegare questo non c'è bisogno di aggiungere cose inutili come "musulmani di merda", ma anche se lo facessi secondo non dovrebbe essere reato perché è un'offesa impersonale.
> >
> > Invece sto pensando che ci potrebbe essere un senso nell'estendere il reato di diffamazione anche a gruppi/categorie.
> > Se scrivi che il 50% dei musulmani sono favorevoli alla sharia devi essere sicuro di quello che dici, cioè devi poter dimostrare di essere in buonafede... perché se diffondi cose false per attirare astio immotivato su un gruppo allora fai una cosa poco bella.
> >
> > Secondo me nel momento in cui scrivi un libro (o qualsiasi tipo di testo) dovresti poter essere sicuro di non avere nessun problema con la legge fintanto che ti limiti a esporre educatamante fatti e opinioni, stando attento a riportare dati vari e non dati diffamatori.
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> > > Quindi non si può mettere il giudizio sul reato nelle mani di chi si sente offeso. Se uno si sente offeso presenta querela, poi al giudice spetta stabilire se c'è l'intento offensivo.
> >
> > Il giudice deve stabilire (con l'aiuto di una giuria, quindi servendosi della "saggezza della folla") se la vittima ha motivi validi per sentirsi offesa.
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> > La giuria è scelta randomicamente nella popolazione, rappresentano la popolazione in generale, non un gruppo o uno schieramento politico.
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> > > Aprire a limitazioni di qualunque tipo alla libertà di espressione mette in moto un meccanismo che porta a introdurre ogni altra limitazione
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> > E si finisce sempre sul piano inclinato...
> >
> > Ci sono persone che sostengono praticamente che controllare i confini respingendo gli immigrati irregolari porta la nazione al razzismo... si inizia dal controllo delle frontiere e si finisce a giustificare le leggi razziali.
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> > Questa è una strategia retorica utilizzata contro Salvini da una parte della sinistra, per delegittimare il suo lavoro contro l'immigrazione irregolare.
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> > Non si può mandare in vacca ogni "intento sensato" dicendo "sì, ma poi tutto degenera, sicuro!".
>
> Il piano inclinato è una fallacia LOGICA ma in PRATICA succede sempre.
>
Uno che pensa che si possa censurare tutto, leggendo il mio post direbbe "ecco, vedete... ora c'è qualcuno che giustifica il razzismo, l'islamofobia e l'omofobia, sostenendo che si possano attaccare le categorie" e da questo sostenere il piano inclinato secondo cui non solo saremmo destinati a togliere ogni forma di ingiuria (bullismo compreso), ma magari a dare manforte ai razzisti.
Il piano inclinato cambia a seconda della propsettiva da cui lo guardi... e noi liberali/moderati siamo nel fuoco incrociato, perché stiamo sul cazzo a tutti gli estremisti.
Per gli anarchici siamo illiberali, per i fascisti siamo SJW.
Per i globalisti siamo nazionalisti e per i nazionalisti siamo globalisti.
Ecc ecc ecc...
**Modificato dall'autore il 22.03.2019 16:34**
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Re: Domanda risolutiva sulla libertà di espressionePoliticaScritto daNon Autenticatoil 2019-03-23 18:11:46.0 alle 2019-03-23 18:11:46.0Scritto da:
> Scritto da: Mattia
> > Non credo che sia un caso se questa parte di un mio post nella discussione non abbia ricevuto nessuna risposta... nemmeno da Wakko, che ha quotato il mio post tagliandolo.
> >
> > Mettiamo pure che io abbia esagerato nel considerare inopportuna la ricostruzione dell'attentato neozelandese in Minecraft (che aveva il chiaro scopo di riderci sopra).
> > E allora mi si dica "hai esagerato, perché il paletto va messo più in là".
> >
> > L'idea però che non ci sia un paletto non è credibile: la libertà di espressione illimitata è una stronzata. Come sempre quando uno segue un principio in maniera troppo estrema finisce per rendersi ridicolo.
> >
> > Qui sotto copio la parte di un mio post che non ha mai ricevuto risposta.
> >
> >Re: Quando arriva un terrorista in moschea
> >
> > "Per capire se la libertà di espressione possa essere illimitata o no, bisogna prendere il caso più estremo possibile, che potrebbe per esempio essere il bullismo psicologico, che è un forma di violenza usata dai bulli più viscidi.
> >
> > Immagina per esempio che un giorno il bullo in questione appenda sull'albo della scuola un fotomontaggio con tua sorella che lo prende nel culo e una foto del cadevere di tua madre con una scritta stupida.
> >
> > Il figlio di troia in questione lo posso si o no querelare? O fa parte anche questo della libertà di espressione?
> >
> > Se non posso querelarlo l'unica cosa che posso fare è spaccargli uno per uno i denti con un martello. O io non vengo perseguito per avergli spaccato i denti, oppure lo stato (limitando di fatto la libertà di espressione) mi permette di querelarlo, cosa che implica che ci debba essere una base legale che limita la libertà di espressione in determinati casi.
> > E non c'è nessun bisogno di esagerare, di censurare tutto o di fare leggi per ogni cosa, ma solo ammettere che per i casi estremi una legge serve... e dunque la libertà di espressione illimitata non può esistere.
> >
> > A dover essere garantita al 100% è solo la libertà di opinione, nonché esprimere educatamente le proprie opinioni.
> > Fare lo stronzo in maniera deliberata e oltrepassando certi limiti non è un diritto garantito e non deve esserlo."
> >
> > **Modificato dall'autore il 21.03.2019 15:01**
>
> io ho spaccato denti per molto meno
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> la tua libertà di espressione si ferma dove inizia il mio gancio
In realtà è il tuo gancio che dovrebbe fermarsi dove inizia la libertà altrui, e se non lo fa le armi sono lì per convincerlo
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